mercoledì 28 novembre 2012

Io flirto, tu flirti, egli flirta.



Scusami blog, non ho trovato un cane che strizzasse l'occhio.

E questo è appurato. Stavo leggendo però un articolo in cui, alcuni ricercatori della Northern Illinois University (che notoriamente non hanno un cazzo da fare) hanno stilato una lista dei motivi per cui si flirta.
L'articolo potete leggerlo qui.
L'etimologia della parola sembra derivi dall'antico francese "fleureter" vale a dire "posarsi di fiore in fiore" e francamente questa non è una pratica che sento mia e da sempre mi sono resa conto, che il mio essere socievole/amichevole (in apparenza, perchè dentro sono e resterò sempre un'orsa) spesso ha creato e crea fraintendimenti con i miei interlocutori. Tanto che secoli orsono, quando facevo la barista, mi sono beccata uno schiaffo dall'allora mio fidanzato che credeva flirtassi con tutti cercando chissà cosa, non aveva compreso che le sue prestazioni sessuali mi bastavano e avanzavano ma la gelosia, si sa, a volte oscura le inteconnessioni neuroniche.
Anche in albergo, dove lavoro adesso, mi capita spesso di sorridere, fare qualche battuta e strizzare l'occhio ai clienti e poi quasi stupita (perchè è solo un mio modo di fare spontaneo) me li ritrovo in reception pensando che io sia una tipa simpatica e dal loro punto di vista una "facile", e non c'è nulla di più lontano dalla realtà.
Il vero flirtare, è invece amoreggiare con leggerezza, stabilire una sorta di intesa, in poche parole corteggiarsi ma senza troppa serietà. Per cui escluderei, nel mio caso la motivazione della noia (ma scusa, se uno non ti piace come fai a flirtare con lui?), anche la caccia, l'autostima e l'opportunismo sono motivazioni lontane da me. Se proprio devo scegliere opterei senz'altro per il divertimento (strano eh?), mi diverte quel gioco di allusioni più o meno velate, quegli sguardi tipo "Se semo capiti", quel fingere di essere coppia collaudata, quel prendersi in giro, quell'immaginare ciò che molto probabilmente non accadrà mai, spesso le storie più eccitanti sono infatti quelle immaginate.



Il flirting virtuale poi è una delle attività più diffuse, con Facebook, con le chat online, con i blog, certo manca la comunicazione corporea ma quella verbale nei flirt non è affatto da sottovalutare.
Parlo per ciò che vedo, perchè a me non è mai successo ;-)



 E voi che mi dite? Perchè, quando e come flirtate?




lunedì 26 novembre 2012

Perchè no?






Da un po' di giorni vedo in giro per Roma questi adesivi, senza nessun'altra spiegazione, così ho fatto una foto perchè vorrei che qualcuno mi illuminasse.
Ok, lui è Jim Jones ma il "Why not" associato?
Cos'è? Un suggerimento all'intera classe politica?

Si accettano pareri anche folli.


venerdì 23 novembre 2012

S.ono P.azzaper Q.uesti R.omani!





Nando. Mandovainando? Endovò? Chi cazzo se move.






Uno degli inconvenienti di vivere nella Capitale è che quasi un terzo della mia giornata lo trascorro sui mezzi per andare e tornare da lavoro.
Succede che durante il primo tratto di strada miglioro il mio arabo-cingalese-rumeno-cinese, nel secondo tratto incontro anche italiani di varia natura e provenienza inclusi quelli che dicono ad alta voce "Però questo a Torino non sarebbe mai capitato nè..."(mi riferivo solo ai più simpatici)  nell'ultimo tratto invece dò indicazioni stradali a tedeschi, olandesi, spagnoli, americani e qualche neozelandese.
Resta comunque il fatto che durante i tre percorsi, in mezzo ci finiscano pure i nativi originari, volgarmente detti: Romani.

Mi capita quindi di ascoltare/assistere, involontariamente, ai loro discorsi fatti al cellulare o di persona, apprendendo così sempre più su questo popolo di antichi e fieri conquistatori.
Confesso che il loro odierno fatalismo, scetticismo, la loro indolenza e il loro essere sanguigni non mi disturbano affatto, anzi. Certe loro componenti caratteriali me li fanno sembrare più umani (oltre Londra ho vissuto per un po' anche ad Alessandria e Bergamo sotto).*
L'unico motivo per cui li odio un pochetto è in relazione al loro inverosimile concetto di "distanza". Non sono ancora riuscita a farmene una ragione, eh sì perchè se un romano a cui chiedi un'indicazione stradale, ti risponde: "Guardi, dritto pe' dritto pe' questa strada incontra un semafero e poi svorltando a destra è arrivata" significa che impiegherai circa un'ora e venti per raggiungere la tua destinazione, è così, per loro "Dietro l'angolo" rappresenta il nostro comune "Circa 25 minuti di strada".
Non so quanti ne ho maledetti per questo motivo.
Ma vabbè, a parte questo piccolo particolare e il fatto che non sappiano fare la pizza pur vantandosene, li adoro.
(by the way, alcuni sostengono pure che i loro supplì siano come gli arancini siciliani...ma li perdono perchè non sanno quel che dicono).

Quello che più mi fa impazzire però è il loro dialetto, credo non si tratti solo di musicalità/tonalità linguistica, nel romanesco c'è qualcosa che va oltre, è creatività espressiva allo stato puro.

Mi capita spesso di sentire certe loro espressioni dialettali che mi sorprendono e mi divertono e, giuro, penso sempre di appuntarle ma poi me lo scordo.
Ieri ne ho sentita una che sfiora la maestria poetica direi. E questa volta l'ho scritta al volo sul pacchetto di sigarette. Neruda e Pessoa spariti in un attimo vualà.

C'erano due ragazzotti che discutevano, non propriamente venuti fuori dalla Cambridge University ecco, ad un certo punto uno dei due, rivolto all'altro per spiegargli evidentemente quanto fosse sfortunato, esclama: "Sipperò tu Cla, c'hai 'na sfiga tarmente granne che se te se casca 'r cazzo te rimbarza 'n culo!".
Sono scoppiata a ridere come una scema, poi gli ho fatto i complimenti e sono stata tentata di chiedergli l'autografo.
Dopo ho notato che guardavano con troppa insistenza il mio culo e ho desistito dal proposito.

Traduco la frase per quei pochi che mi seguono da Casale di Scodosia: " Claudio, però tu sei talmente sfortunato che se per ipotesi il tuo membro dovesse finire improvvisamente al suolo, sicuramente rimbalzerebbe per poi arrivarti su su dritto per il deretano".
Effettivamente tradotto così non mantiene la stessa potenza lessicologica.
Nun ce' sta trippa pe' gatti!






*Se malauguratamente dovesse passare di qua un alessandrino o bergamotto, sappiate che di mestiere faccio la provocatrice, per cui i cosìdetti anonimi "insulter" non dovranno scomodarsi. Si ringrazia sentitamente e lunga vita al norditalia.

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giovedì 15 novembre 2012

Il Vangelo secondo "Maria".








Non so come mi fosse sfuggita questa chicca.

- Marco, Matteo, Luca! Presto, rollatemi un paio di canne che oggi sono nervoso, perpapà!
- Ma Signore, sono appena le otto del mattino e abbiamo pure dieci lebbrosi, due storpi e un itterico che attendono a Jopa (e dobbiamo pure scoprire dove sia).
- Sentite ragazzi, oggi proprio non è cosa, Tommaso mi ha fatto girare i coglioni ancora una volta e ieri sera in una festa nuziale non mi sono contenuto col vino, sapete che sono sempre irritabile al primo spettacolo.
Andate voi per favore, dite che il Messia ha avuto un attacco improvviso di dissenteria e provate a pronunciare "Effatà, effatà", se non vi riesce cazzi, sono mesi che cerco di spiegarvi il trucco.
- Signore noi andiamo ma siamo preoccupati per te, l'ultima volta che ti abbiamo lasciato solo hai sfasciato un Tempio!
- E vorrei vedere, era stata una giornataccia, un mercante cinese non voleva cambiarmi le cuffie, mi rifilano sempre roba scassata quelli, un kebabbaro si era dimenticato di mettermi la salsa piccante e aveva pure finito i falafel, tutti i bambini indiani con in mano sacchettini d'aglio venivano a me, ecchecazzo! E tu Giacomo smettila di prendere appunti.
E poi ragazzi, mi sento stressato, vorrei distrarmi facendo cose normali, passare più tempo su YouPorn che so, ma papà mi mette sempre sotto pressione co' sta storia dell'Eletto.Vorrei proprio vedere voi!
- Hai ragione Signore, e se restassimo con te e ci sballassimo tutti insieme di brutto?
- No no, ho bisogno di restare da solo, magari faccio due passi sull'acqua o incenerisco qualcuno, non so.
Molto probabilmente dopo mi verrà tanta fame e sapete quanto io sia ghiotto di fichi, raggiungerò quell'albero in cima alla collina.
- Come vuoi.


Qualcuno di voi si ricorda di quello strano miracolo "La maledizione del fico"?
Ora si spiega tutto.





La vera "Ultima cena"


martedì 13 novembre 2012

Non è mai troppo tardi.








Quante volte vi siete detti: "Mi piacerebbe imparare a..."?
E poi per un motivo più o meno valido avete abbandonato l'idea.

Adesso che posso dedicarmi alla mia vita con più serenità ho riesumato desideri, interessi, passioni che avevo messo da parte dovendo prima pensare alla sopravvivenza.
Ho sempre guardato con ammirazione le persone che si esprimono con un italiano "neutro" senza inflessioni dialettali con una voce modulata, calda, gradevole all'ascolto e in grado di affrontare platee senza panico.
Appartengo a quella lunga lista di persone che alla sola idea di parlare in pubblico hanno palpitazioni, blocchi inauditi e insicurezze di ogni tipo. Questo è dovuto fondamentalmente al fatto che non amiamo abbastanza la nostra voce (sebbene più di una persona mi abbia detto il contrario) e di non aver mai imparato la "tecnica".
Così mi sono avvicinata ad una materia non del tutto facile (soprattutto per chi come me possiede le vocali foniche tutte ma proprio tutte aperte), parlo dell'ortoepia, più comunemente detta dizione.
Vivendo in una città come Roma e avendo a disposizione un mezzo così vasto come internet, la ricerca di un corso adeguato può creare molta confusione e perplessità. La differenza di prezzo che varia da un corso all'altro è davvero enorme ed io non ho soldi da buttare...
Molto se non tutto dipende da chi sia l'insegnante, quasi sempre un attore di teatro o comunque sarebbe auspicabile.
Visto che molti corsi sono già iniziati, ho pensato che una grande parte del lavoro posso iniziare a farla da sola prima dell'iscrizione il prossimo anno, ci sono parecchie regole (pallose) da imparare riguardo l'uso della E e della O, quanti di voi sanno infatti quando si pronunciano aperte e quando chiuse? (lo so, magari a voi non frega un cazzo!)
E soprattutto, perchè non ce lo insegnano a scuola insieme all'ortografia?

Una buona pronuncia si basa principalmente sull'articolazione (la chiarezza delle parole) e sulla dizione (la loro correttezza).
Per l'articolazione ho scoperto che ci sono degli esercizi anche ridicoli come parlare con una matita fra i denti, a denti stretti, scandendo le sillabe come se stessimo parlando ad un sordomuto, credo infatti che i miei coinquilini si stiano chiedendo cosa minchia faccio sen ten do mi par la re co sì ad al ta vo ce.
Per ora mi prendono per pazza ma un giorno forse mi chiederanno l'autografo in teatro! (ok non ho controllato la megalomania).

E sì perchè l'idea finale, mooolto finale sarebbe di frequentare un corso di teatro, a livello amatoriale, in realtà non aspiro a diventare un'attrice ma a superare i miei limiti divertendomi. (ma pure perchè so di avere un potenziale inespresso). E anche se non dovessi mai fare teatro, avere consapevolezza di una pronuncia perfetta influirà positivamente sulla mia persona, ne sono certa.
Già la sola idea che un giorno non sarò più paralizzata dovendo parlare di fronte ad una folla è sufficiente per me.
Spero solo che la signora Costanza abbia iniziato a volermi un po' più di bene.

E voi avete dei limiti che vorreste superare?


A! DES! SO! VI! SA! LU! TO! E! VA! DO! A! STU! DIA! RE!  ;o)



giovedì 8 novembre 2012

Una canzone per me.







Quante sono le cose che ci mettono di buonumore?
Ci avete pensato? Ok, non parleremo di sesso.

Ho bisogno del vostro contributo per fare una playlist SOLAMENTE di quelle canzoni o musiche che mentre le ascoltate vi scatta l'impulso di iniziare a camminare come Tony Manero nella famosa scena de "La febbre del sabato sera", per chi è troppo giovane o non dovesse ricordare, date un'occhiata QUI.
Quelle, per intenderci, che danno una "carica".
Certo può essere molto soggettivo, io ad esempio mi esalto con "Sweet Dreams" degli Eurythmics e in questo post spiego il perchè.
Ma ne esistono alcune che credo diano la carica a chiunque tipo "I feel good" di James Brown o "I Get Knocked Down" dei Chumbawumba che sembra essere molto quotata in tal senso.
Un'altra per me è "We will rock you" dei Queen, mi succede più con quelle "movimentate" ma non è detto, anche "Red red wine" degli UB40 mi fa diventare spensierata o "Three little birds" di Bob Marley (con questa mi spuntano davvero le violette tra i neuroni).
E poi : "Give it away" dei Red Hot Chili Peppers,"Smells like teen spirit" dei Nirvana (con questa raggiungo l'orgasmo isterico!)  ma anche qualcosa di completamente diverso tipo "Danubio Blu" di Strauss.

Ne ho in mente tante ma purtroppo sono una vera frana nel ricordare titoli e complessi quindi dateci dentro, tutte quelle che vi vengono in mente, di ogni genere, datate e non.
Anche con questaaa!!! 


Insomma avete capito, non sto parlando necessariamente di buona musica ma di una musica/canzone che crei allegria, spensieratezza, leggerezza, buonumore, vivacità e soprattutto carica positiva nei momenti in cui potrebbe  imperversare lo scoglionamento.



A voi la parola!


PS
Per intenderci una canzone che per almeno sei minuti ci faccia dimenticare lo sfacelo politico, il depauperamento delle risorse planetarie, la parola depauperamento, le carestie, la festa di Halloween, la crisi finanziaria, la faccia di Angelino Alfano, le organizzazioni di stampo mafioso, i film di Gabriele Muccino, l'innalzamento del livello del mare, l'estinzione della tigre del Bengala, la frutta candita nel panettone, i lavori sottopagati, lo sterminio degli indiani d'America, i turisti parigini, i terremoti, le performances di Jean Fabre, le alluvioni, la scultura di Wojtyla a Termini, le onde anomale, la comicità di Giorgio Panariello, il ventennio berlusconiano, i disastri ambientali, il sapore del wasabi (:*), il buco nell'ozono (ma pure quello nel mio stomaco), gli uomini con le sopracciglia della bocca, gli uragani e per finire la fame nel mondo.
Ok, forse ho esagerato un po', per dimenticare tutto ciò meglio una cassa di crack.



PPS
Spero non salti fuori "Il pulcino Pio" o "Le tagliatelle di nonna Pina".



venerdì 2 novembre 2012

Come masturbare una donna (sette validi consigli).











Niente. Ero solo curiosa di vedere quante visualizzazioni facesse questo post.
Suca!




Ma se volete potete sempre elencarli voi e fare un'educazione sessuale di gruppo.






martedì 30 ottobre 2012

Amo sempre più questa donna.



Quando mi sorridi così perdo la ragione.







Oggi sono andata all'ufficio per l'impiego e ho scoperto un'altra legge dolcissima che lei ha fatto per noi, sì perchè lei è sensibile si sa, si commuove e pensa sempre a come farci vivere meglio.

Visto che finalmente ho potuto prendere la residenza qui a Roma, ho pensato bene di capire a cosa cazzo mi servisse.
Per i residenti ci sono delle agevolazioni, tipo pagare meno gli abbonamenti mensili per chi viaggia coi mezzi e chiaramente non ha un reddito annuo superiore a 20.000 euro (come me) in effetti 35 euro al mese per il servizio dei trasporti ATAC della Capitale mi sembrano eccessivi considerando la loro quasi totale inefficienza.
Ma per gli studenti, gli over 60, i disoccupati o chi non raggiunge quel reddito, invece di 35 sono 16 euro al mese che mi sembra un buon risparmio.
Questo era quello che accadeva prima che la suddetta amata il 18 Luglio si svegliasse pensando di diffondere il suo amore con una legge.
Se hai un lavoro con un contratto a tempo indeterminato (come il mio) non puoi usufruire di queste agevolazioni, ANCHE SE IL TUO REDDITO ANNUALE FOSSE DI SOLO 100 EURO!


Questi sono i casi in cui viene fuori il mio animo bombarolo. Senza se e senza ma.

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sabato 27 ottobre 2012

E poi mi chiedono perchè sono single.







Primo appuntamento.
Ho beccato l'ultimo esemplare maschio komunista/marxista fino al midollo, mi chiede se voglio leggere il suo libro sulla rivoluzione in chiave moderna e riflessioni varie sull'economia politica e teoria del plusvalore... gli spiego che prima forse dovrei trovare il coraggio di leggere Il Capitale e liquido la sua oscena proposta.
Andiamoci piano, non so ancora se ne uscirò viva da 'sta serata.
Militante, di quelli che c'erano durante la macelleria messicana alla scuola Diaz, segnato quindi da quegli eventi.
E vabbè mi dico, speriamo non mi maciulli le palle col racconto dettagliato alla "Ho visto cose che voi umani..."

Fisicamente non è male, anche se purtroppo ha gli occhi azzurri, un lieve tic al naso che però gli dona dovuto forse all'ex uso massiccio di psicofarmaci quando sprofondò nella depressione e mandò a puttane il suo matrimonio. Mi dico che comunque non dev'essere un imbecille (io parto sempre da allegri presupposti) infatti risulta non esserlo.

Arriva a piedi da lontano, è sudato e non emana esattamente odore di pulito, vabbè mi dico, ha fatto parecchia strada e la serata romana è particolarmente calda.
Peccato che una sua rivelazione mi abbia lasciata attonita.
Con molta nonchalance dice "...ma sai, io sono un tipo ruspante, non bado a certe cose, figurati son tre giorni che manca l'acqua calda a casa mia, col cazzo che mi faccio la doccia fredda!".
Ora, va bene che sei un Komunista che mangia bambini, va bene che non brilli particolarmente in ironia, va bene che non offri e ti sei preso i miei dieci euro dicendo compiaciuto che sono una vera rivoluzionaria (ma almeno la prima sera potevi essere un po' più galante), posso superare tutto.
Ma cazzo, addirittura dire con orgoglio che nun te lavi da tre giorni???
E stiamo parlando del primo appuntamento...pensate se ci stessi insieme perdio!

Mi domando sconfortata come sia possibile che esistano uomini che non abbiano ancora compreso che per una donna, l'igiene personale non sia solo un piccolo dettaglio.

Le probabilità di volerlo rivedere sono praticamente nulle.
Amen.



(peccato, perchè per il resto non era da scartare subito)


mercoledì 24 ottobre 2012

Sinergie fortuite di un pensiero in collina.



Mio cugino vendeva pezzi di ricambio della Peugeot 206.




Quel giorno sarebbe sgusciato via dalle nostre ineluttabili esistenze e tu avresti detto con orgoglio: "Ecco è questo l'istante per tenere salde le nostre reciproche richieste" e poi avresti gettato in acqua il tuo orologio.
Ma il treno sarebbe partito ugualmente col suo carico di perle scheggiate.
Non avremmo potuto destinare parole e baci al caso.

Giacevi dentro le tue ghiotte giustificazioni e speravi di sfiorare una verità moribonda, senza considerare che l'uomo con la felpa color pesca ci stesse ancora seguendo.
I rintocchi di un campanile, le formiche sui nostri corpi nudi e la zia Carlotta che piangeva, un'istantanea che inceneriva tra le pieghe dei nostri ragionamenti.




Queste parole non significano una benemerita mazza e le dedico a tutti quelli che con i loro post in stile criptico mi sminuzzano i coglioni.
(metaforici ok, le ovaie non rendono mai perfettamente l'idea)


                                                                 ;)



venerdì 19 ottobre 2012

Adesso il prossimo traguardo.







Io non li sopporto più. Inizio ad odiarli senza un vero motivo, quantomeno che giustifichi questa mia insofferenza anche alla sola vista di questi due esseri umani.
Di chi parlo? Qui lo posso dire, tanto non hanno nemmeno l'idea che io abbia un blog.
I miei coinquilini.
Sono arrivata, sono al capolinea della tolleranza, sogno di soffocarli con un mocio in bocca oppure di offrirgli le mie lasagne al ragù, arsenico e stricnina.
La faccenda diventa pericolosa, devo porre rimedio.
E so che il problema non sono loro due nello specifico.

In passato ho quasi sempre vissuto da sola, felice nei miei bei monolocalini, ma non vivevo in città come Roma dove gli affitti sono fuori da ogni decenza, perchè se per un posto letto sei capace di chiedere 400 euro, cosa deve fare un individuo normale che ha deciso di voler guadagnare soldi in un modo forse obsoleto - tipo lavorando senza andare a rubare - per potersi affittare un monolocale in questo cazzo di Capitale?
Sì, qualcuno potrebbe dirmi, spostati, cercalo un po' fuori Roma che lo trovi pure a 300. È vero.
Ma allora perchè sarei venuta a Roma? Per stare in una frazione sperduta o paesino con duemila abitanti? (mi taglio le vene e faccio prima!).
Poi, lavoro al centro e non ho la macchina, e anche se me la regalassero la venderei, ho preso la patente e dopo l'ho gettata in un cassetto, non possiedo la pazienza giusta per guidare, soprattutto in un luogo come Roma, in un modo o nell'altro sono certa che finirei in galera.

Non sto dicendo che lo voglio accanto a Piazza Navona ma nemmeno in culo al mondo perdio.
Potrei spendere un massimo di 400 euro per un buco tutto per me e sto vedendo che l'impresa si presenta davvero ardua. L'altro giorno però un'amica romana mi chiama entusiasta e mi dice: "Affittano una mansarda di 15 metri quadri vicino la Sapienza a soli 420 eurooooooo!!!"
Io, per questa cifra, giù in Sicilia avrei una villetta con giardino...ma vabbè, gli stipendi sono in proporzione, anzi non ci sono proprio e quindi devo eliminare questo paragone dalla mia mente una volta per tutte.

Penso, si sarà sbagliata, vicino l'Università una mansarda a 420? Forse si tratta di un posto letto o forse sto per fare un passo incontro al fantascientifico.
Così decido di scoprirlo iniziando a telefonare, telefonare, telefonare...l'utente da me chiamato risulta al momento irraggiungibile. Un momento che dura troppo a mio avviso. Tanto che mi era venuto il sospetto che per le troppe telefonate ricevute avesse spento il cellulare per sempre.

Dopo due giorni invece, finalmente risponde.
La splendida scoperta è che nei 420 è incluso TUTTO (condominio, bollette di luce, gas, spazzatura, acqua, ricchi premi e cotillons). Domani quindi mi precipito a vederla, sperando di non scovare l'inghippo, forse è un'abitazione tipo "American Horror Story", dove in precedenza hanno sterminato intere famiglie? Bah.

Fatto sta che devo ritornare a vivere per i cazzazzi miei, questo è assodato. A costo di prendere spunto da quella foto.

lunedì 15 ottobre 2012

Iniziare a fare cose mai fatte.



Teatro Ghione, Roma


No, non è che non ero mai stata a teatro, ci andavo, ma nelle rappresentazioni gratuite o per invito, quindi la scelta era limitata.
Ma adesso che non ho più l'afflizione della precarietà lavorativa posso permettermi di spendere qualche euro in più senza l'apprensione di finire tra i dannati da un mese all'altro.
Quindi ieri ho pensato di regalarmi una visione teatrale a pagamento scegliendo tra gli innumerevoli spettacoli in scena a Roma.
Così ho optato per "Puccini - Vissi d'arte, vissi d'amore" con Giorgio Albertazzi, immagino già le facce di qualcuno, soprattutto chi mi ha conosciuta vent'anni fa si sta chiedendo se io sia proprio io o se una spora piovuta dallo spazio mi abbia clonata.
Eppure sin da ragazzina ero in grado di canticchiare le romanze più celebri di questo grande compositore, da Nessun dorma a Che gelida manina, Un bel dì vedremo, E lucevan le stelle, Mi chiamano Mimì... chi non le conosce d'altronde?
Sto parlando della Turandot, La Boheme, Madame Butterfly, la Tosca...vi dicono qualcosa? Certo che sì. Sì?

Pure di Albertazzi avevo visto poco in quanto a recitazione teatrale ma sapevo della sua bravura, non sapevo invece della sua stratosferica età , ottantanove anni, no dico, OTTANTANOOOVE!
Entrando in teatro ho pensato "ma ce la farà ad arrivare alla fine dello spettacolo?" o avrò la sfiga che questo mi muore in diretta? Mi ridaranno i soldi del biglietto?
Dai Giorgio, scherzo, sei impressionantemente giovanile, non dirmi che te la sei presa e mi quereli per iettatura indecorosa eh?

Lo spettacolo è un misto di prosa e lirica, Albertazzi (quello che morirà in scena una di queste sere) interpreta Giacomo Puccini, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua vita ed io, conoscendola ho apprezzato molto lo spettacolo e la chiusura con "Nessun dorma" cantata da un tenore cinese (!) è stata da brivido.

Mi sono anche innamorata di questo piccolo teatro (500 posti) perchè da qualunque poltrona il palco risulta sempre vicino, per cui risparmiate e andate in galleria!

Nota curiosa: rispetto agli altri spettatori io ero una bimbetta, ma si sa, non sono "inquadrabile" e posso provare piacere sia andando in un parco giochi sia assistendo ad uno spettacolo di teatro diciamo impegnato.
Per questo motivo non trovo quasi mai nessuno che come me ami diversificare i propri piaceri in maniera così contrapposta.
Certo, qualcuno non era ad un passo dalla fossa, ma solo a guardarli non ci avrei scambiato due chiacchiere nemmeno chiusi dentro un ascensore. Sembravano Pariolini impaccati di soldi e insostenibile snobismo.
Della minchia! Mi permetto umilmente di aggiungere.
Io  "per sogni, per chimere e per castelli in aria l'anima ho milionaria", giusto per rimanere in tema.


Comunque, il teatro è una magia nella quale ho deciso di immergermi almeno una volta al mese.
Nell'eventualità improbabile in cui vi venisse voglia di leggere qualcosa in più riguardo il suddetto spettacolo, leggete QUI.




Cosa mi dite invece delle cose mai fatte che vorreste fare?
(non mi riferisco a qualcosa tipo: scalare l'Everest, il giro del mondo a vela senza scalo o fare sesso sfrenato con Irina Shayk, solo qualcosa alla vostra portata insomma ma che per svariati motivi non fate).


martedì 9 ottobre 2012

YEAHHHH!!!









VI RICORDATE DI QUESTO SUPPLIZIO?

È  FINITOOOOOOOOOOOOOOO!!! :)


Ma ditemi se, nel 2012 in Italia,  ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato debba causare tanta incontenibile felicità?
Quasi mi vergogno di essere così felice per questo motivo!
Perchè oggi, molti, sono felici quando ottengono ciò che sarebbe normale ottenere. Tipo un lavoro, tipo un contratto, tipo un contratto a tempo indeterminato, tipo una sorta di mezzo futuro che non sia sotto i ponti.

Più di vent'anni fa ero felice quando ad esempio vincevo un concorso di pittura o se partivo senza meta per destinazioni sconosciute, ero felice quando LASCIAVO un lavoro, ero felice quando incontravo un uomo con una sbalorditiva resistenza sessuale (!) ero felice quando potevo bere dodici gin-tonic in una sera, ero felice andando al mio primo concerto, e così via...


Oggi in effetti sono felice, ma proprio tanto, perchè il mio proprio capo ha detto che posso continuare a lavorare lì, e c'è da dire che lì mi piace. Proprio.
Tanto.



Niente, volevo solo dire che sono felice.
Però ho sempre il cattivo gusto di voler riflettere sulla causa della felicità, mia e altrui.

Non troppo tempo fa su questi schermi affermai che tra le cose da fare prima di morire c'è:
"Avere il coraggio di lasciare un lavoro a tempo indeterminato, una volta ottenuto".


...............................................! (anche perchè sembra sia diventata la sfida del secolo).

Al momento non ci penso nemmeno naturalmente, oltretutto pensando che con questa nuova prospettiva potrò finalmente comprare a rate un cavallino di Monterufoli, che come tutti sanno, è sicuramente essenziale per un'incondizionata beatitudine.

Vabbè...sono certa che esistano solo periodi per ogni  sfumatura di felicità.
Per moltissime altre esperienze, io ho già dato e ho capito che non è l'Altrove a procurarmi gioia e appagamento, non più quantomeno.

Quando navighi in tempesta per secoli , un po' di "brezza" è sempre benvenuta, anche solo per assaporarne la differenza e poter cambiare modalità di navigazione.
Oggi navigo "al traverso", con l'onda che appare meno insidiosa. Di bolina m'ero rotta il cazzo.

Ok, lo confesso, il mio fisico non regge più come una volta, altrimenti probabilmente proseguirei col vento di prua.





PS
Mi torna in mente Erich Fromm dal libro "I cosidetti sani" :

" ...Proprio i paesi che sono considerati la  patria  di  una borghesia stabile ed equilibrata,  come Svizzera,  Svezia, Danimarca e Finlandia,  presentano rispetto ad altri paesi europei  livelli  molto più elevati di schizofrenia, alcolismo, suicidi e omicidi.
I  dati  statistici ci inducono a riflettere.

Come mai proprio questi paesi  europei  hanno  realizzato  sul  piano  sociale   e   culturale quell'ideale che noi, pur auspicandolo, non abbiamo ancora realizzato, vale a dire un'esistenza borghese sufficientemente agiata e fondata in larga  misura  sulla  sicurezza  economica?
E  perché  la  condizione psichica in quei paesi suscita invece l'impressione che  quel  sistema di  vita  non  giovi in realtà alla salute psichica?
Contrariamente a quanto da noi auspicato,  esso non sembra comportare un aumento  della
felicità. "








Condivido pienamente ciò che dice leric fromme ma per fortuna sono lontanissima da tale "sicurezza economica".

E tu? A che tipo di felicità appartieni?

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giovedì 4 ottobre 2012

Sì, finalmente ce l'ho fatta!




Oddio! Non ditemi che è Orsa quella che sta per entrare!


Confesso che mi vergogno come uno schnauzer per il fatto di aver aspettato così tanto tempo prima di andare a vedere uno dei capolavori indiscussi della storia dell'arte, e mi vergogno perchè l'ho pure studiato accuratamente sui libri di scuola  secoli orsono quando frequentavo la Scuola D'Arte, mi vergogno perchè vivo a Roma da un bel po' e perchè a volte mi metto a dipingere, amando la pittura in generale, più di ogni altra cosa.
Perchè quindi non ci sono andata prima? Pecchè pecchè?
Vabbè, qualche motivazione c'era, non sopporto fare file interminabili, non ho pazienza e mi viene da smadonnare dopo dieci minuti di attesa (e farlo nei pressi del Vaticano poteva essere rischioso) e tutte le volte che passavo di là e vedevo la fila arrivare fino a Via della Conciliazione pensavo che avrebbero dovuto puntarmi un'arma contro per unirmi a quei malati di mente che non parlano la mia lingua.
Questa è una, l'altra è che non mi "avanzano" mai 15 euro più 4 se voglio evitare la fila.

Ma ecco che un giorno feci la grande scoperta che almeno superava un problema:
l'ultima Domenica di ogni mese, l'ingresso ai Musei Vaticani (ergo Cappella Sistina per me) è gratuito - anche se solo dalla nove del mattino alle dodici e trenta - epperò pensavo, a maggior ragione la fila sarà doppia Kristoincappella! Ma forse no, visto che non tutti sanno di questa anomalia Vaticana ( tutti sono invece consapevoli del fatto che sono dei maestri ineguagliabili nel fare soldi...).
Insomma, tra una minchia e l'altra (!) ho sempre rimandato.

Domenica scorsa, ho preso il coraggio a quattro mani, ho puntato la sveglia alle sette e questo in realtà è stato l'orrore più grande, e ho deciso. Ho deciso. Ho deciso.



Aoh, 'sta Sibilla nun ze lava l'ascella da'armeno un lustro ecchecazzo!



Aridajeee, e famme ripijà e forze co 'na mela va!


Ok, arrivo lì alle 08.35 e...


...questo è solo un QUINTO della fila che ho trovato! Mi viene il sospetto che all'uscita regalino un pezzo d'intonaco del Giudizio Universale, chissà.

la fila prosegue, prosegue....per tutto il perimetro del Vaticano, Dio-geometricamenteindifferente!


E io che faccio adesso? Mi sono alzata alle sette di Domenica-libera-da-lavoro per nulla???
Naaaaaaaaa. (purtroppo non ho Geffrey Dean Morgan che mi aspetta a casa docciato e pronto all'azione sotto le lenzuola!).

Allora chiedo delucidazioni alla signora romana che proprio di fronte l'entrata ai Musei Vaticani ha un negozio di souvenir idioti come tutti i souvenir sanno esserlo.
Mi dice: "Fate tutti lo stesso errore, venite alle sette del mattino pensando di essere i primi, mentre alle undici non c'è quasi più fila!".
Ah, ok, torno alle undici allora,  nel frattempo entro nella Basilica di San Pietro dopo vent'anni... e faccio crollare un paio di navate.



Prospettive Divine.


Comunque, c'è fila pure qui per entrare,  sebbene più concepibile, controlli al metal detector... (per questa volta non vi faccio saltare in aria).
Per prima cosa cerco la PIETA'.
E la ritrovo lontana con una barriera di vetro che prima non aveva.
Va bene, bisogna tutelarsi dai vandali, è giusto.

Ma non è nè giusto, nè razionale che tu mi obblighi a mettere una giacca con 34 gradi centigradi solo perchè sono smanicata.
Per via del DECORO...lasciamo stare altrimenti li insulto brutalmente.





Liberaci dal male, vade retro Orsa!


Finisco il giro dentro San Pietro e ritorno a vedere la situazione ai Musei Vaticani. Niente da fare, la signora ha detto una minchiata (anche se sono solo le 10.30) la situazione non mi sembra migliorata di molto.
Così decido di fare la furbetta, non lo faccio mai, rispetto sempre le file ma qui si tratta di un caso eccezionale, sono 30 anni che voglio vedere la Cappella Sistina! E poi soffro di lombalgia, perdonatemi.
Mi infilo negli ultimi metri di fila pensando di essere attaccata e uccisa a colpi di teleobiettivi, amo il rischio. Inaspettatamente invece rimango illesa, solo qualche sguardo fugace di disapprovazione e nulla più.
Siiii è fatta!


Sto per raggiungere la Cappella Sistina, credo.Ma forse mi accascio prima al  suolo per il caldo (notare le innumerevoli teste).
Ma non potevo scegliere l'ultima Domenica di Febbraio?




Ed ecco che dopo un lungo percorso mi appare, è lei. Sono emozionata, giuro.
La prima cosa che mi colpisce però è che me l'aspettavo IMMENSA e non lo è. Dentro, tra la folla si aggira la Gestapo per impedire di scattare foto e fare video (ovviamente io alla fine sono riuscita a fare un video, anche perchè non capisco che "danno" potrebbe fare ai dipinti?).
Poi resto col naso all'insù per circa venti minuti ad osservare ogni singolo dettaglio e immaginando Michelangelo che si è arrampicato lì per quattro anni e non posso frenare le lacrime, penso all'effetto Stendhal ma non entro in stato confusionale e non ho allucinazioni (non più del solito insomma), credo si tratti di semplice commozione, quella scatenata dalla bellezza.
Che dire, è una delle cose più affascinanti e "potenti" che abbia visto finora.


Dopo lunghe ed estenuanti ricerche ho pure scoperto chi era il modello degli "Ignudi" michelangioleschi.


















Eh, non potevo mica lasciarvi senza un attimo di scemaggine, non mi sarei mai perdonata.
Anzi proseguo, perchè il dettaglio di Dio io l'avrei trovato più carino in quest'altra maniera...



Forse pure il Buonarroti ma non voleva più litigare con il committente.





Andate a vederla.







sabato 29 settembre 2012

Associazioni culinarie.



Ormai sono 27 anni che non vivo più in famiglia, ogni tanto però, sebbene io sappia cucinare molto bene, mi capita di ricordare vecchi sapori e ricette anche semplici che faceva la mia mamma e ne ho nostalgia.
Anche perchè, vivendo da sola, spesso salto i pasti,  non dovendo dare conto a chicchessia delle mie varie irregolarità  e comunque non ho sempre molto tempo per cucinare nel vero senso del termine (vale a dire impiegando più di otto minuti).

Oggi mi è tornato in mente "salsicce e patate in bianco".
Semplicissimo ma ottimo, che non mangiavo da secoli senza nessun motivo apparente : tanta cipolla in una pentola, soffriggetela, poi aggiungete le patate a tocchetti (mi sento tanto "Io, me e Orsa") e fate rosolare anche quelle, poi le salsicce - qui a Roma purtroppo non trovo quelle buone che fanno giù, vabbè, fine nota insiciliaètuttopiùbuono - sale, pepe e coprite con acqua facendo cuocere il tutto a fuoco lentissimo.
Le patate formeranno quasi una crema, infatti con questa potreste anche condire due rigatoni aggiungendo il Parmigiano.

Il fatto è che mettendolo nel piatto, ho smesso di pensare alla mia mamma.







Sono scema, lo so.



Però potrebbe essere un pretesto per sapere alcune ricette semplici ma buone delle vostre mamme.


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lunedì 24 settembre 2012

Pietà per chi non lo vedrà.








Sì lo so, alcuni potrebbero pensare che sono di parte, visto che ho affermato di essere una "Kimkidukkina" senza speranza o volontà di guarigione.
Ma oggi, dopo secoli che non donavo i miei denari alle sale cinematografiche (videointernet killed the cinemarketing) ho deciso che questo film avrei voluto vederlo in uno schermo superiore a 15 pollici. Sono felice di averlo fatto e che tra l'altro ci fossero solo altre otto persone in tutta la sala (e nessuno di loro sgranocchiava pop-corn).
Perchè i capolavori vanno visti al cinema, possibilmente.

Sull'aggettivo "capolavoro" in realtà ci sarebbe da dibattere a lungo riguardo ad ognuna delle sette arti...ma prendo atto del fatto che dovrete pur innaffiare quelle cazzo di piante.

In questo caso, io,  nemmeno ci provo, nel senso che, per farlo, (kristo quante virgole), dovrei spoilerare un po' e non solo non è corretto ma è da imbecilli, ed io sono notoriamente scema, mai imbecille virgola.
Dico solo che questa volta Kim Ki Duk lancia anche un messaggio all'umanità chiaro e forte, che ovviamente condivido fino all'osso.
Ma lo fa come solo lui sa fare.
E un Ridley Scott, col suo "Prometheus" può al massimo andare a cucinare formiche rosse arrostite o cane stufato al mio KimKeducche ;)

Vabbè, che dire,  VEDETELO e poi tornate ad insultarmi... nel caso.


PS
Non adatto per chi ama le storie d'amore (quelle classiche) e gli happy endings.

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sabato 22 settembre 2012

Il supplizio di Tantalo mi fa una sega a me mi. Fa.


Immagine di un supplizio qualunque.

No perchè, la rabbia dei disoccupati o precari è roba superata per me al momento. E temo di provarne nostalgia alle volte.


Da un anno a questa parte invece mi si sono spalancate le porte dell'inimmaginabile in campo lavorativo...
Non sono disoccupata e non sono propriamente "precaria". Ho un lavoro precario stabile.
Sono in un limbo in balia di un datore di lavoro che definiferei pure simpatico, ma profonde analisi mi hanno portato a pensare che sia fuori dalla realtà. ( la mia di sicuro).
Non è folle o schizofrenico ma al riguardo offre spunti cospicui di riflessione.

Cercherò, in questo post, di condensare il senso di angoscia che provo per questa situazione, so che non tutti sono disposti a leggere chilometri  di cazzi miei (anche se un dubbio mi si concretizza vedendo 100/150 visite giornalere a questo blog e un giorno dovrò  pur comprenderne l'inquietante significato).

Aniyhow, (come direbbero quelle teste di minchia che sono state a Londra per più di tre anni...) , comincio a dirvi da quando ho deciso in maniera perentoria di voler trovare un lavoro diverso, uno di quelli in cui non ti fai troppo il culo tipo ristorazione o spalare merda di elefante nello zoo di  San Diego,  cercavo un lavoro dove non si suda e ti diverti insomma, lo so che è il sogno di molti, ai restanti che vogliono faticare ed opprimersi auguro tante buone cose.
Certo, il sogno dei sogni non l'ho trovato, anche perchè significherebbe non "lavorare" affatto e dedicare la mia intera esistenza viaggiando, possibilmente per mare, dipingere, leggere, scrivere stronzate in maniera professionale e diventare partner televisiva di Zimmern immortalata con in bocca un ratto alla pechinese.
Ma si sa, la vita è come quando vai dal parrucchiere, tu gli dici cosa ti piacerebbe e lui fa quel cazzo che vuole (cit.)

Quindi, ho accolto abbastanza bene il mio nuovo lavoro di receptionist d'albergo e stando alla cruda e macabra realtà di chi soffre per un lavoro che detesta, mi riterrei fortunata.
Ho usato il condizionale sì, ve ne siete accorti.
Sto allungando il brodo solo perchè non so come rendere comprensibile il supplizio in questione, o meglio,  non vorrei creare fraintendimenti.
Non vorrei suscitare il caso "I datori di lavoro sono tutti irrimediabilmente escrementi vaganti", onestamente era quello che pensavo anch'io prima di conoscere l'attuale.

Infatti lui non mi mette ansia, paga puntuale prima del previsto, esprime giudizi gratificanti verso la lavoratrice (io), mi chiede come sto salutandomi con i bacetti sulle guance, insomma, a vederci insieme sembriamo vecchi amici.

L'unica cosa che credo mi manderà in manicomio è che non so mai di che morte dovrò morire con lui.
Sono già al terzo contratto a tempo determinato, l'ultimo mi scade il 30 di questo mese e avevo già insaponato la corda perchè l'ultima volta, malgrado io avessi insistito per una proroga di tre mesi invece di due, mi aveva detto che non poteva, le ragioni sono e credo rimarranno oscure.
Ieri gli ho fatto notare che pure il mese di Ottobre è stracolmo di prenotazioni...e lui mi risponde "Lo so, è allora?"
Io:   Eh, però tu mi cacci...
Lui:   Ioooo ti caccio? E chi te l'ha detto??
Io.   Ma veramente...avevo capito...
Lui:   Non ti preoccupare.
Io:   Io mi preoccupo abbastanza invece, allora resto?
Lui:   Uffa, ma dobbiamo parlarne proprio ora?
Io: (pensando)   No, magari dimmelo il 30, tanto ho una fila infinita di datori di lavoro che stanno aspettando solo me! Poi, di questi tempi trovare un altro lavoro è un lampo.
Io: (parlando)   Ma non mi puoi fare campare così!
Lui:   Non ti preoccupare dai.

Insomma, alla fine, come sempre, non mi ha fatto capire un cazzo di quali saranno le mie sorti!

Cosa vorrà dire? Mi fa lavorare solo ad Ottobre e poi mi dice che un giorno mi richiama? Mi farà un altro contratto di tre mesi e poi chissà, te lo farò sapere? Si decide a farmi un contratto a tempo indeterminato? (non ci credo manco se lo vedo). Ha una componente sadica per cui adora lasciarmi sulle spine? È un tipetto strano lui, cambia spesso idea e si dimentica ciò che dice.
Io invece dico solo porcatroia.
Con questo suo modo di fare non posso organizzare NULLA nella mia vita, nè le ferie (avevo in mente di scendere giù a casa ad Ottobre), nè frequentare un corso di Shaolinquan o di Rumba, nè comprarmi a rate un cavallino di Monterufoli.

Un vero supplizio.
Voi ne conoscete altri?


PS
L'etichetta sotto fa riferimento al libro e al cortometraggio che, per chi fosse interessato, potrà essere visto gratuitamente (e ce mancava pure, visto il tema...) a Roma il 27 di questo mese, al Caffè Letterario.

martedì 18 settembre 2012

Come faccio a dirti...

...che Vincent non è solo quel cazzo de "I Girasoli"?












che se leggo su un muro "Dio se ci sei abbaia",  rido.
che se Chiara Ferragni e Guglielmo Scilla sono le personalità dell'anno io non voglio avere a che fare con l'anno.
che se mi chiedi "Cosa fai nei week end?" io non voglio nemmeno provare a conoscerti.
che non sono nè di destra nè di sinistra nè di centro e forse anarchica ma non mi presentare degli esaltati, ho una visione troppo anarchica dell'anarchia. Anzi non mi presentare nessuno.
che se ti dico che quel ristorante è carino e si mangia bene, non significa che dobbiamo andarci tutte le volte.
che giornalmente  devo spararmi dosi titaniche d'ironia nelle vene perchè altrimenti mi ricordo di quanto sia merdoso il pianeta su cui mi hanno catapultata.
che odio profondamente la gente che non mette le maiuscole a capo ma io lo sto facendo.
che chiedermi comemainonseisposataehaifigli non è la domanda giusta per conquistarmi.
che avrei preso a calci quella donna sul tram pure se era incinta, per l'arroganza sconfinata con cui ha preteso il posto a sedere. La prossima volta non farti ingravidare.
che se ti senti così irresistibile, smettila per favore di chiedermi cos'è che più mi piacerebbe in un uomo cristoddio.
che veramente mi sono rotta i coglioni di chi dice di voler cambiare il mondo e non riesce nemmeno a distaccarsi dal suo iPad.
che mi disgusta il tuo stile di vita in cui la preoccupazione maggiore è la scelta del colore di un divano.
che se ti dico che voglio vedere "Pietà" non è perchè ha vinto il Leone d'Oro.
che se ti dico che amo ballare non significa che vado in discoteca.
che provo un'avversione innaturale per chi pratica il tennis.
che io e te non abbiamo un cazzo in comune.
che io e te non abbiamo un cazzo.
che io e te non abbiamo.
che io e te.
che io.
che.


Che mi sono svegliata così.
Chiamami domani.










venerdì 14 settembre 2012

Mai leggere le E-mail (di lavoro) distrattamente.

Hanno prenotato una camera doppia.
Poi mi scrivono:
...Our flight gets into Fiumicino at 8.50 so we should be arriving at the hotel in the late morning, before check-in time, but we will need to get some food because the breakfast on the plane will not be enough for a 5-year-old.

IO:
that's fine...bla bla bla...
Do you need a cradle (free of charge) for your son?

CLIENTI:
My wife and I are travelling alone. Our sons are 50 and 48, but thank you for the offer of a cradle!

IO:
I believed you have a 5 year-old son... :)))
Ok, now I realized what you meant!

CLIENTI:
Sorry "Orsa". Have a great day! :---)))








Vabbè, per fortuna non è stato un grave misunderstanding...
Ve ne sono capitati?

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martedì 11 settembre 2012

o_O

Non so voi ma io ancora non avevo letto di questo picco di creatività digitale.
Finalmente potrete scoparvi il vostro iPad! In fondo, non aspettavate altro.

Comunque...superata la vergogna, penso che qualcuno andrà a comprarlo. Illudendosi così di poter fare sesso con Irina Shayk magari.
Davvero ci vogliamo stupire? Tutto sommato la disperazione sessuale di molti maschi non conosce limiti.








La notiziona l'ho letta QUI..

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domenica 9 settembre 2012

Si inizia col fare le orecchie ai libri....


























In realtà ha iniziato perchè voleva trovare un passatempo, oggi invece, fino al 2013 non può più accettare prenotazioni da gente che gli commissiona "Origami book" personalizzati con parole o simboli a loro piacimento.
Il "pazzo" si chiama Isaac Salazar e ci tiene a precisare che utilizza solo libri destinati al macero oppure gli date il libro che desiderate, che so, "Guerra e pace" e gli chiedete di far apparire un "Cazzo dici?" lui lo fa o la "Bibbia" con scritto "Dio è in ferie" lui inizia a piegare.
Ok, a parte le minchiate che sono solita dire, è veramente bravo e volevo condividerlo con voi, QUI  potete vedere 36 libri e QUESTO è il suo sito.

Vi ricordate che ho detto di non sapere cosa farne di tutti quei libri scritti in inglese che trovo in albergo?

Ecco, non ci penso nemmeno!
Mi era sfiorata  per qualche secondo l'idea di volerci provare, poi ho realizzato che dev'essere molto ma MOLTO complicato.
Fate voi un tentativo e fatemi vedere i risultati.
Magari utilizzate il libro che avete più odiato in assoluto e vi vendicate, in maniera totale...perchè tanto non riuscirete a scrivere nemmeno un'acca in questo modo.

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giovedì 6 settembre 2012

Invece di aumentare, i miei diminuiscono.



Ogni tanto vado in bacheca a fare pulizie di primavera.
Non so se spinta da quella mia patologia ma avendo iniziato a farfugliare minchiate dal 2010, a volte sento che alcune non mi corrispondono più o semplicemente non mi piacciono o sono cambiate ed elimino il post.
Sono certa però che si tratti di qualcosa di positivo, cambiare e vedere le cose da angolazioni diverse, farfugliare minchiate con più convinzione e determinazione eliminando ogni sfumatura di utilità e serietà (se mai ci fossero state in questo blog). Forse è solo un momento, non so. Ho bisogno di sentirmi più leggera del solito insomma. Quasi quasi inizio a parlare del mio gatto. Ma io non ho un gatto. Io non amo i gatti. Forse  mi prenderò un'iguana. Tra l'altro ho scoperto che in Sudamerica è una gustosa specialità gastronomica.

Certo che in questo modo non arriverò mai a festeggiare il millesimo post (forse lo faccio apposta per evitare questa idiozia che abbiamo di festeggiare i blog) e se smettessi di scrivere per un lunghissimo periodo potrei arrivare al post numero zero, attuando così una sorta di lenta autoeliminazione dal web. No, ma non è questo lo scopo, se decidessi di chiudere il blog cliccherei un solo tasto e puff, via, senza neanche dare troppe spiegazioni, sono certa che non potrei sostenere tutte quelle valanghe di "ma dai torna, mi manchi, mi piaceva leggerti, l'UNIVERSO non sarà più lo stesso senza il tuo blog, non voglio più vivere senza i tuoi post, ok però adesso devo dare l'acqua alle piante."

Credo non ci sia affatto uno scopo. Mi viene solo voglia di snellire il blog.

A voi non capita? O siete di quelli che non eliminerebbero un proprio vecchio post neanche sotto tortura, pensando che la vostra creatura sia sacra?


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lunedì 3 settembre 2012

Vai a guardare il capello?



Ebbene sì, è successo anche a me.
Il fatto è che qualche giorno fa, ho scoperto il mio primo capello bianco, ok,  per avere  quarantasette anni avrei dovuto sospettare che prima o poi accadesse. Forse dovevo prendere appunti quando mi avevano spiegato che ad un certo punto dell'esistenza il naturale processo fisiologico ti porta a tragiche conseguenze (so che un giorno dovrò aspettarmi di scorreggiare senza rendermene conto ma spero di morire prima di quell'evento).

Lo dico perchè moltissimi anni fa ho fatto la badante ad un'anziana e colta signora inglese della middle-class  che sì,  riusciva ancora a fare discorsi di senso compiuto, anche se li ripeteva all'infinito (infatti è con lei che ho imparato l'inglese) però mentre camminava per casa parlandomi del genio di Shakespeare o di come make a perfect cup of tea, perdeva evidentemente il controllo degli sfinteri e doveva pure essere un po' sorda perchè proseguiva come se nulla fosse accaduto. Tutta la sua classe e il suo stile li vedevo crollare impietosamente e non sapevo se ridere o piangere per la grande tragedia umana...ma mi ricordo che fu dopo quest'esperienza che decisi di voler morire giovane.

Comunque, il mio processo di invecchiamento fisico l'hanno sempre associato a "Il ritratto di Dorian Grey" (chi desidera può andare a verificare) eppure non ricordo di aver venduto la mia anima a chicchessia nella mia vita, ok una volta ho solo pensato di vendere un rene ma era per altre ragioni.

E sebbene non sia mai stata una donna vanitosa e frùfrù o che comunque badasse così tanto all'estetica (non occorreva...), la sua vista mi ha messo di cattivo umore e l'ho subito estirpato come si fa con le erbacce del giardino,  poi l'ho depositato in una teca sottovuoto, incorniciato e firmato perchè un giorno potrebbe valere milioni, di cosa non saprei (in fondo sono un'artista, hai visto mai?).

Dopo mi sono ricordata di quella leggenda.
Per ognuno che ne strappi, ne crescono altri sette.
Stronzate, mi dico.

Bene, dopo circa tre giorni ne vedo un altro, non sette però, per cui la leggenda rimane pur sempre una stronzata, oddio, cosa ne sarà di me? Sono una donna finita! Corbezzoli! (se fossi un uomo potrei immaginare l'inizio di un "interessante"...capelli brizzolati? Interessante. Calvo? Interessante. Pancetta? Interessante - va bene,  su quest'ultima nutriamo dubbi TUTTE noi - almeno spero).
Perchè per le donne non accade la stessa cosa?

Ho sempre rifiutato l'idea del "finto", non mi sono mai tinta i capelli o usato parrucche ecc...ergo mi sembra impensabile doverli tingerli  solo perchè è arrivato il mitico pelo bianco.
No-way!
Certo, c'è da dire che nel complesso sono pur sempre una donna dai capelli castani. Per ora.

Ma quando il bianco sarà vistosamente avanzato e i lobi delle orecchie saranno penduli, manterrò questa mia cristallina volontà di accettarmi ed essere accettata per qualunque cosa io possa trasformarmi in futuro? Alien incluso.
La risposta credo sia sì.
Per ora.



A tale proposito inserisco una poesia di Gioconda Belli.

SFIDA ALLA VECCHIAIA.

Quando sarò vecchia
- se mai lo sarò -
e mi guarderò allo specchio
e mi conterò le rughe
come delicata orografia
di pelle discesa.
Quando potrò contare i segni
lasciati dalle lacrime
e dalle preoccupazioni
e il mio corpo risponderà lentamente
ai desideri
quando vedrò la mia vita avvolta
in vene azzurre
in occhiaie profonde
e scioglierò i miei capelli bianchi
per andare a dormire presto
- come si deve-
quando verranno i nipotini
a sedersi sulle ginocchia
flaccate dal passare di molti inverni,
so che il mio cuore - ribelle -
starà ancora ticchettando
e i dubbi e i vasti orizzonti
saluteranno ancora i miei mattini.
E poi sicuramente scorreggerò solo per dispetto.


Ma voi in che modo percepite i cambiamenti fisici?


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giovedì 30 agosto 2012

L'Origine del mondo. 1866 (Courbet) 2012 (Orsa).



Come tutto l'UNIVERSO sa, (!) il pittore Gustave Courbet dipinse questo quadro che scioccò il pubblico di allora e la sua opera rimase un'icona dell'erotismo realista in pittura.
Chi volesse sapere la storia di questo dipinto può anche fare un salto qui.

È inutile dire che mi sia sempre piaciuto...anche se non amo affatto lo stile "Realista", ma l'idea, la provocazione di fondo è stata unica soprattutto per QUEI tempi.

Spero nessuno di voi faccia un paragone con l'originale, anche perchè non desideravo farne una copia, come i più svegli avranno intuito.
A volte mi sono chiesta come certi grandi pittori avrebbero dipinto l'Origine del mondo...qualcuno tipo Egon, Vincent, Henri, Pablo, Francis, Amedeo, Paul...(sì mi piace chiamarli per nome questi disgraziati e spero di offrire loro da bere un giorno...).

Vabbuò vi faccio vedere la mia versione, sono pronta al linciaggio ;)


L'ho messa sul letto...



Particolare...


Per gli amanti della fica in bianco e nero...


Per gli amanti della fica virata  in seppia...


Per gli amanti della fica-fumetto...




" Ho cinquant'anni ed ho sempre vissuto libero; lasciatemi finire libero la mia vita; quando sarò morto voglio che questo si dica di me: Non ha fatto parte di alcuna scuola, di alcuna chiesa, di alcuna istituzione, di alcuna accademia e men che meno di alcun sistema: l'unica cosa a cui è appartenuto è stata la libertà."

(Gustave Courbet)

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