mercoledì 28 novembre 2012

Io flirto, tu flirti, egli flirta.



Scusami blog, non ho trovato un cane che strizzasse l'occhio.

E questo è appurato. Stavo leggendo però un articolo in cui, alcuni ricercatori della Northern Illinois University (che notoriamente non hanno un cazzo da fare) hanno stilato una lista dei motivi per cui si flirta.
L'articolo potete leggerlo qui.
L'etimologia della parola sembra derivi dall'antico francese "fleureter" vale a dire "posarsi di fiore in fiore" e francamente questa non è una pratica che sento mia e da sempre mi sono resa conto, che il mio essere socievole/amichevole (in apparenza, perchè dentro sono e resterò sempre un'orsa) spesso ha creato e crea fraintendimenti con i miei interlocutori. Tanto che secoli orsono, quando facevo la barista, mi sono beccata uno schiaffo dall'allora mio fidanzato che credeva flirtassi con tutti cercando chissà cosa, non aveva compreso che le sue prestazioni sessuali mi bastavano e avanzavano ma la gelosia, si sa, a volte oscura le inteconnessioni neuroniche.
Anche in albergo, dove lavoro adesso, mi capita spesso di sorridere, fare qualche battuta e strizzare l'occhio ai clienti e poi quasi stupita (perchè è solo un mio modo di fare spontaneo) me li ritrovo in reception pensando che io sia una tipa simpatica e dal loro punto di vista una "facile", e non c'è nulla di più lontano dalla realtà.
Il vero flirtare, è invece amoreggiare con leggerezza, stabilire una sorta di intesa, in poche parole corteggiarsi ma senza troppa serietà. Per cui escluderei, nel mio caso la motivazione della noia (ma scusa, se uno non ti piace come fai a flirtare con lui?), anche la caccia, l'autostima e l'opportunismo sono motivazioni lontane da me. Se proprio devo scegliere opterei senz'altro per il divertimento (strano eh?), mi diverte quel gioco di allusioni più o meno velate, quegli sguardi tipo "Se semo capiti", quel fingere di essere coppia collaudata, quel prendersi in giro, quell'immaginare ciò che molto probabilmente non accadrà mai, spesso le storie più eccitanti sono infatti quelle immaginate.



Il flirting virtuale poi è una delle attività più diffuse, con Facebook, con le chat online, con i blog, certo manca la comunicazione corporea ma quella verbale nei flirt non è affatto da sottovalutare.
Parlo per ciò che vedo, perchè a me non è mai successo ;-)



 E voi che mi dite? Perchè, quando e come flirtate?




lunedì 26 novembre 2012

Perchè no?






Da un po' di giorni vedo in giro per Roma questi adesivi, senza nessun'altra spiegazione, così ho fatto una foto perchè vorrei che qualcuno mi illuminasse.
Ok, lui è Jim Jones ma il "Why not" associato?
Cos'è? Un suggerimento all'intera classe politica?

Si accettano pareri anche folli.


venerdì 23 novembre 2012

S.ono P.azzaper Q.uesti R.omani!





Nando. Mandovainando? Endovò? Chi cazzo se move.






Uno degli inconvenienti di vivere nella Capitale è che quasi un terzo della mia giornata lo trascorro sui mezzi per andare e tornare da lavoro.
Succede che durante il primo tratto di strada miglioro il mio arabo-cingalese-rumeno-cinese, nel secondo tratto incontro anche italiani di varia natura e provenienza inclusi quelli che dicono ad alta voce "Però questo a Torino non sarebbe mai capitato nè..."(mi riferivo solo ai più simpatici)  nell'ultimo tratto invece dò indicazioni stradali a tedeschi, olandesi, spagnoli, americani e qualche neozelandese.
Resta comunque il fatto che durante i tre percorsi, in mezzo ci finiscano pure i nativi originari, volgarmente detti: Romani.

Mi capita quindi di ascoltare/assistere, involontariamente, ai loro discorsi fatti al cellulare o di persona, apprendendo così sempre più su questo popolo di antichi e fieri conquistatori.
Confesso che il loro odierno fatalismo, scetticismo, la loro indolenza e il loro essere sanguigni non mi disturbano affatto, anzi. Certe loro componenti caratteriali me li fanno sembrare più umani (oltre Londra ho vissuto per un po' anche ad Alessandria e Bergamo sotto).*
L'unico motivo per cui li odio un pochetto è in relazione al loro inverosimile concetto di "distanza". Non sono ancora riuscita a farmene una ragione, eh sì perchè se un romano a cui chiedi un'indicazione stradale, ti risponde: "Guardi, dritto pe' dritto pe' questa strada incontra un semafero e poi svorltando a destra è arrivata" significa che impiegherai circa un'ora e venti per raggiungere la tua destinazione, è così, per loro "Dietro l'angolo" rappresenta il nostro comune "Circa 25 minuti di strada".
Non so quanti ne ho maledetti per questo motivo.
Ma vabbè, a parte questo piccolo particolare e il fatto che non sappiano fare la pizza pur vantandosene, li adoro.
(by the way, alcuni sostengono pure che i loro supplì siano come gli arancini siciliani...ma li perdono perchè non sanno quel che dicono).

Quello che più mi fa impazzire però è il loro dialetto, credo non si tratti solo di musicalità/tonalità linguistica, nel romanesco c'è qualcosa che va oltre, è creatività espressiva allo stato puro.

Mi capita spesso di sentire certe loro espressioni dialettali che mi sorprendono e mi divertono e, giuro, penso sempre di appuntarle ma poi me lo scordo.
Ieri ne ho sentita una che sfiora la maestria poetica direi. E questa volta l'ho scritta al volo sul pacchetto di sigarette. Neruda e Pessoa spariti in un attimo vualà.

C'erano due ragazzotti che discutevano, non propriamente venuti fuori dalla Cambridge University ecco, ad un certo punto uno dei due, rivolto all'altro per spiegargli evidentemente quanto fosse sfortunato, esclama: "Sipperò tu Cla, c'hai 'na sfiga tarmente granne che se te se casca 'r cazzo te rimbarza 'n culo!".
Sono scoppiata a ridere come una scema, poi gli ho fatto i complimenti e sono stata tentata di chiedergli l'autografo.
Dopo ho notato che guardavano con troppa insistenza il mio culo e ho desistito dal proposito.

Traduco la frase per quei pochi che mi seguono da Casale di Scodosia: " Claudio, però tu sei talmente sfortunato che se per ipotesi il tuo membro dovesse finire improvvisamente al suolo, sicuramente rimbalzerebbe per poi arrivarti su su dritto per il deretano".
Effettivamente tradotto così non mantiene la stessa potenza lessicologica.
Nun ce' sta trippa pe' gatti!






*Se malauguratamente dovesse passare di qua un alessandrino o bergamotto, sappiate che di mestiere faccio la provocatrice, per cui i cosìdetti anonimi "insulter" non dovranno scomodarsi. Si ringrazia sentitamente e lunga vita al norditalia.

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giovedì 15 novembre 2012

Il Vangelo secondo "Maria".








Non so come mi fosse sfuggita questa chicca.

- Marco, Matteo, Luca! Presto, rollatemi un paio di canne che oggi sono nervoso, perpapà!
- Ma Signore, sono appena le otto del mattino e abbiamo pure dieci lebbrosi, due storpi e un itterico che attendono a Jopa (e dobbiamo pure scoprire dove sia).
- Sentite ragazzi, oggi proprio non è cosa, Tommaso mi ha fatto girare i coglioni ancora una volta e ieri sera in una festa nuziale non mi sono contenuto col vino, sapete che sono sempre irritabile al primo spettacolo.
Andate voi per favore, dite che il Messia ha avuto un attacco improvviso di dissenteria e provate a pronunciare "Effatà, effatà", se non vi riesce cazzi, sono mesi che cerco di spiegarvi il trucco.
- Signore noi andiamo ma siamo preoccupati per te, l'ultima volta che ti abbiamo lasciato solo hai sfasciato un Tempio!
- E vorrei vedere, era stata una giornataccia, un mercante cinese non voleva cambiarmi le cuffie, mi rifilano sempre roba scassata quelli, un kebabbaro si era dimenticato di mettermi la salsa piccante e aveva pure finito i falafel, tutti i bambini indiani con in mano sacchettini d'aglio venivano a me, ecchecazzo! E tu Giacomo smettila di prendere appunti.
E poi ragazzi, mi sento stressato, vorrei distrarmi facendo cose normali, passare più tempo su YouPorn che so, ma papà mi mette sempre sotto pressione co' sta storia dell'Eletto.Vorrei proprio vedere voi!
- Hai ragione Signore, e se restassimo con te e ci sballassimo tutti insieme di brutto?
- No no, ho bisogno di restare da solo, magari faccio due passi sull'acqua o incenerisco qualcuno, non so.
Molto probabilmente dopo mi verrà tanta fame e sapete quanto io sia ghiotto di fichi, raggiungerò quell'albero in cima alla collina.
- Come vuoi.


Qualcuno di voi si ricorda di quello strano miracolo "La maledizione del fico"?
Ora si spiega tutto.





La vera "Ultima cena"


martedì 13 novembre 2012

Non è mai troppo tardi.








Quante volte vi siete detti: "Mi piacerebbe imparare a..."?
E poi per un motivo più o meno valido avete abbandonato l'idea.

Adesso che posso dedicarmi alla mia vita con più serenità ho riesumato desideri, interessi, passioni che avevo messo da parte dovendo prima pensare alla sopravvivenza.
Ho sempre guardato con ammirazione le persone che si esprimono con un italiano "neutro" senza inflessioni dialettali con una voce modulata, calda, gradevole all'ascolto e in grado di affrontare platee senza panico.
Appartengo a quella lunga lista di persone che alla sola idea di parlare in pubblico hanno palpitazioni, blocchi inauditi e insicurezze di ogni tipo. Questo è dovuto fondamentalmente al fatto che non amiamo abbastanza la nostra voce (sebbene più di una persona mi abbia detto il contrario) e di non aver mai imparato la "tecnica".
Così mi sono avvicinata ad una materia non del tutto facile (soprattutto per chi come me possiede le vocali foniche tutte ma proprio tutte aperte), parlo dell'ortoepia, più comunemente detta dizione.
Vivendo in una città come Roma e avendo a disposizione un mezzo così vasto come internet, la ricerca di un corso adeguato può creare molta confusione e perplessità. La differenza di prezzo che varia da un corso all'altro è davvero enorme ed io non ho soldi da buttare...
Molto se non tutto dipende da chi sia l'insegnante, quasi sempre un attore di teatro o comunque sarebbe auspicabile.
Visto che molti corsi sono già iniziati, ho pensato che una grande parte del lavoro posso iniziare a farla da sola prima dell'iscrizione il prossimo anno, ci sono parecchie regole (pallose) da imparare riguardo l'uso della E e della O, quanti di voi sanno infatti quando si pronunciano aperte e quando chiuse? (lo so, magari a voi non frega un cazzo!)
E soprattutto, perchè non ce lo insegnano a scuola insieme all'ortografia?

Una buona pronuncia si basa principalmente sull'articolazione (la chiarezza delle parole) e sulla dizione (la loro correttezza).
Per l'articolazione ho scoperto che ci sono degli esercizi anche ridicoli come parlare con una matita fra i denti, a denti stretti, scandendo le sillabe come se stessimo parlando ad un sordomuto, credo infatti che i miei coinquilini si stiano chiedendo cosa minchia faccio sen ten do mi par la re co sì ad al ta vo ce.
Per ora mi prendono per pazza ma un giorno forse mi chiederanno l'autografo in teatro! (ok non ho controllato la megalomania).

E sì perchè l'idea finale, mooolto finale sarebbe di frequentare un corso di teatro, a livello amatoriale, in realtà non aspiro a diventare un'attrice ma a superare i miei limiti divertendomi. (ma pure perchè so di avere un potenziale inespresso). E anche se non dovessi mai fare teatro, avere consapevolezza di una pronuncia perfetta influirà positivamente sulla mia persona, ne sono certa.
Già la sola idea che un giorno non sarò più paralizzata dovendo parlare di fronte ad una folla è sufficiente per me.
Spero solo che la signora Costanza abbia iniziato a volermi un po' più di bene.

E voi avete dei limiti che vorreste superare?


A! DES! SO! VI! SA! LU! TO! E! VA! DO! A! STU! DIA! RE!  ;o)



giovedì 8 novembre 2012

Una canzone per me.







Quante sono le cose che ci mettono di buonumore?
Ci avete pensato? Ok, non parleremo di sesso.

Ho bisogno del vostro contributo per fare una playlist SOLAMENTE di quelle canzoni o musiche che mentre le ascoltate vi scatta l'impulso di iniziare a camminare come Tony Manero nella famosa scena de "La febbre del sabato sera", per chi è troppo giovane o non dovesse ricordare, date un'occhiata QUI.
Quelle, per intenderci, che danno una "carica".
Certo può essere molto soggettivo, io ad esempio mi esalto con "Sweet Dreams" degli Eurythmics e in questo post spiego il perchè.
Ma ne esistono alcune che credo diano la carica a chiunque tipo "I feel good" di James Brown o "I Get Knocked Down" dei Chumbawumba che sembra essere molto quotata in tal senso.
Un'altra per me è "We will rock you" dei Queen, mi succede più con quelle "movimentate" ma non è detto, anche "Red red wine" degli UB40 mi fa diventare spensierata o "Three little birds" di Bob Marley (con questa mi spuntano davvero le violette tra i neuroni).
E poi : "Give it away" dei Red Hot Chili Peppers,"Smells like teen spirit" dei Nirvana (con questa raggiungo l'orgasmo isterico!)  ma anche qualcosa di completamente diverso tipo "Danubio Blu" di Strauss.

Ne ho in mente tante ma purtroppo sono una vera frana nel ricordare titoli e complessi quindi dateci dentro, tutte quelle che vi vengono in mente, di ogni genere, datate e non.
Anche con questaaa!!! 


Insomma avete capito, non sto parlando necessariamente di buona musica ma di una musica/canzone che crei allegria, spensieratezza, leggerezza, buonumore, vivacità e soprattutto carica positiva nei momenti in cui potrebbe  imperversare lo scoglionamento.



A voi la parola!


PS
Per intenderci una canzone che per almeno sei minuti ci faccia dimenticare lo sfacelo politico, il depauperamento delle risorse planetarie, la parola depauperamento, le carestie, la festa di Halloween, la crisi finanziaria, la faccia di Angelino Alfano, le organizzazioni di stampo mafioso, i film di Gabriele Muccino, l'innalzamento del livello del mare, l'estinzione della tigre del Bengala, la frutta candita nel panettone, i lavori sottopagati, lo sterminio degli indiani d'America, i turisti parigini, i terremoti, le performances di Jean Fabre, le alluvioni, la scultura di Wojtyla a Termini, le onde anomale, la comicità di Giorgio Panariello, il ventennio berlusconiano, i disastri ambientali, il sapore del wasabi (:*), il buco nell'ozono (ma pure quello nel mio stomaco), gli uomini con le sopracciglia della bocca, gli uragani e per finire la fame nel mondo.
Ok, forse ho esagerato un po', per dimenticare tutto ciò meglio una cassa di crack.



PPS
Spero non salti fuori "Il pulcino Pio" o "Le tagliatelle di nonna Pina".



venerdì 2 novembre 2012

Come masturbare una donna (sette validi consigli).











Niente. Ero solo curiosa di vedere quante visualizzazioni facesse questo post.
Suca!




Ma se volete potete sempre elencarli voi e fare un'educazione sessuale di gruppo.