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mercoledì 12 febbraio 2014

Gente che tromba tantissimo e senza ritegno.







Non so se è a causa di questa pioggia costante, se è perchè sono in vacanza e quindi più rilassati o se si sono messi tutti d'accordo, fatto sta che nell'albergo dove lavoro sembra che soprattutto negli ultimi due mesi i clienti (perlopiù turisti stranieri) trombino di continuo come dannati. Sarà pure che io ultimamente non lo faccio spesso e lo noto di più?
La mia è solo invidia in fondo ;-)

Non sto parlando di un albergo "ad ore" nè malfamato sia chiaro.
Ci sono però delle camere vicinissime (troppo!) alla reception e sono costretta a sentire e distrarmi con suoni da film porno, gridolini, sospiri, vocalizzi, schiaffi sulle chiappe, gemiti, sbatapam sbatapam, urla di godimento, muggiti, barriti... e tanti aaaaaahhhhhhh finali.
Non so come riescano a farlo fregandosene degli altri clienti e di me che sono lì fuori ad un metro di distanza, sarà che io per poterlo fare devo essere certa di trovarmi totalmente da sola con un mio lui.

Ma anche voi in albergo vi comportate così?



L'ultima volta al Parco degli Orsi di Gronklitt in Svezia, durante l'orario di chiusura.





venerdì 14 settembre 2012

Mai leggere le E-mail (di lavoro) distrattamente.

Hanno prenotato una camera doppia.
Poi mi scrivono:
...Our flight gets into Fiumicino at 8.50 so we should be arriving at the hotel in the late morning, before check-in time, but we will need to get some food because the breakfast on the plane will not be enough for a 5-year-old.

IO:
that's fine...bla bla bla...
Do you need a cradle (free of charge) for your son?

CLIENTI:
My wife and I are travelling alone. Our sons are 50 and 48, but thank you for the offer of a cradle!

IO:
I believed you have a 5 year-old son... :)))
Ok, now I realized what you meant!

CLIENTI:
Sorry "Orsa". Have a great day! :---)))








Vabbè, per fortuna non è stato un grave misunderstanding...
Ve ne sono capitati?

.


martedì 21 agosto 2012

Ecco un altro motivo.


Chi mi segue sa  (odio iniziare i post così, ma è più forte di me non riesco ad esordire con "come tutti voi sapete" "com'è noto" "come l'universo intero già è a conoscenza"...come se fossimo blogger di fama mondiale, sissì alcuni lo fanno, quelli, per intenderci, che ci assicurano di non essere morti dopo tre giorni che non pubblicano).
Scusate la lunga parentesi, che cazzo volevo dire?
Ah sì, chi passa di qua più del necessario, sa che ci sono diverse ragioni per cui amo il mio relativamente nuovo lavoro di receptionist d'albergo, a quei quattro sbadati nell'universo che non lo ricordano (...) riepilogo brevemente quelle già dette in precedenza : lavoro da sola senza colleghi scassapalle, non faccio fatica fisica e neanche mentale, conosco gente che arriva in vacanza a Roma anche da Urano, non ho mai neanche il capo vicino e pure se lo avessi ci scherzo e rido, ho molto tempo libero per navigare in rete, i clienti sono quasi sempre persone contente e rilassate essendo in vacanza, c'è la possibilità, se pur remota, che io perda improvvisamente la testa  per un bipede maschio...quando partono, ai saluti sono quasi sempre gratificata dalle loro parole nei miei confronti, tipo: "Brutta porca me la potevi dare però?" , ok, anche altre un po' più garbate e affabili.

A tutte queste ragioni, se ne aggiunge un'altra da non sottovalutare.
Al check-out i clienti lasciano o si dimenticano in camera una serie disparata di cose.

Dai preservativi, quelli ancora sigillati intendo, alle creme solari, shampii, bagno schiuma, deodoranti, profumi, lozioni per il corpo spesso economicamente non della mia portata, dai completini sexy di infermiera ai mazzi di fiori, dalle bottiglie di vino (chissà perchè i turisti comprano solo e sempre Chianti) e cibarie varie nel frigo ancora confezionate, dalle scarpe (da donna, di mio gusto e del mio numero!) ai peluches, dai pacchetti di sigarette e questi li apprezzo particolarmente, al vestiario, una volta una cliente ha dimenticato l'anello di fidanzamento d'oro e brillanti...nel bagno di un ristorante vicino porcatroia (il bello è che mi ha fatto telefonare al locale per chiedere se l'avessero ritrovato, non dimenticherò più la grassa risata del gestore).
Credo comunque che molti  lascino tanta roba perchè a Roma hanno fatto troppi acquisti e non entra più nulla in valigia.
E non da ultimi, i libri. Che solitamente son quelli che pesano di più da mettere nei bagagli.
Spesso purtroppo in lingua inglese ed io non amo leggere interi libri in inglese, ergo farò una raccolta e poi li vendo da qualche parte mi sa.
Ieri però un cliente spagnolo ne ha lasciati tre, uno in inglese, uno in spagnolo e poi quello che vedete in alto, nuovo di zecca e per la prima volta in ITALIANO, (forse voleva imparare la nostra lingua), mi piace questo marinaio che ama le favole e quel "fumetto" costa la bellezza di dieci euro. E come tutto l'universo sa, io sono povera.

Sto solo aspettando che qualche distrattone dimentichi il suo notebook, visto che il mio sta diventando vecchiotto, ma dubito che non lo rivorrebbe indietro.

Spero invece che nessuno si scordi mai qualche pargolo sul comodino.



PS
Siete pregati di inserire la parola "universo" nei commenti eventuali.


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mercoledì 1 agosto 2012

Sedotta e abbandonata. (ma pure un po' felice)


Chi mi conosce un po' sa che sono ormai millenni che non rimango folgorata da nessun bipede maschio anche se con piumaggio variegato, non so come e perchè sia iniziata questa mia incapacità.
Niente da imputare a delusioni particolari, nessuna sofferenza dovuta ad una storia d'amore che ha lasciato un vuoto incolmabile, insomma non c'è una vera ragione del perchè la mia singletudine si sia radicata a livelli altissimi. Forse solo un po' di trascorsa overdose, chissà...

Come una sorta di maledizione improvvisa ho smesso pure di voltarmi a guardarli, eppure non mi hanno fatto nulla di male questi ominidi e il desiderio di avere un Compagno per trascorrere con lui la seconda porzione della mia vita c'è sempre stato. Nella prima porzione ero "distratta". Ma non posso spiegarvi da cosa, sarebbe complicato da rendere comprensibile alla maggior parte di voi, ma certamente non per mancanza d'intelligenza. Per i  più curiosi (e ci sono) posso solo dire che ero distratta ad inseguire un sogno decisamente non comune.

Ma veniamo al 2012 e lasciamo perdere pure  il "Compagno", neanche un'attrazione fisica particolare...nulla, ultimamente il vuoto assoluto.
Ed ecco invece che la settimana scorsa qualcuno è riuscito a spezzare l'incantesimo maligno.
Caro diario...

Primo giorno: 

Sono a lavoro e aspetto tre clienti argentini per il check-in, non ho idea se sia una famiglia, tre amiche, tre drag queens o  tre vecchi pensionati. Arrivano e come spesso ho voglia di fare li accolgo aprendogli le porte dell'ascensore. La prima cosa che vedo è un sorriso di quelli che spalancano il cuore e ti attraversano il corpo dalla testa in giù, comprese le ovaie naturalmente.
Di quelli rari insomma.
Io ho sempre avuto un debole per chi riesce a sorridere con gli occhi e so distinguere perfettamente chi è in grado di farlo, senza considerare il fatto che fisicamente era proprio il mio tipo: MASCHIO ASSAI! (su questa frase credo che dovrei farci un post a parte prima o poi).
Era inevitabile che io rispondessi col medesimo sorriso, dentro di me ho pensato: "Ma ciaaao, è tu chi sei? Chiunque tu sia, questa volta sei davvero il benvenuto in questo albergo! Era un po' che ti aspettavo a dire il vero...".

Sono tre giovani uomini, tre amici in vacanza. Ma degli altri due facevo fatica a dedicargli le dovute attenzioni.
Il miracolo era già accaduto. Dopo secoli, un bipede maschio ha suscitato in me un abnorme interesse direi.
Io e lui parliamo, parliamo,  ma sinceramente non capisco nulla di ciò che sto dicendo (anche perchè parlavo in spagnolo e io lo spagnolo non lo so!).

Ma abbiamo capito ciò che c'era da capire. Ci piacciamo. Continuiamo a sorriderci senza una vera ragione.
Durante il check-in scopro che ha dieci anni in meno di me, ma questa volta, contrariamente alle altre, non me ne può fregare una mazza! 
In quello stato di semi-rincoglionimento riesco però a guardare nel PC quanto tempo si trattengono a Roma, 5 giorni perdio, solo 5 giorni!

Perchè mi chiedo, se esiste un Dio, (ma è ovvio che non sia mai esistito) perchè me l'ha mandato dall'Argentina? Non poteva arrivare da Latina? O un'altra città italiana? Ma anche dalla Spagna. Ma minchia, l'Argentina è lontana per frequentarsi ricordandosi le espressioni dei propri volti, soprattutto durante un amplesso.
Comunque abbandono questo pensiero e mi concentro sul quando e se mi chiederà di uscire con lui. Tra le varie informazioni mi chiedono di una discoteca ed io spiego che Roma è strapiena di discoteche e dipende cosa volete e cercate, e lui: "Una dove ci siano donne come te!" Ta-taaa, a quel punto non avevo più dubbi, gli piaccio punto e basta., qualunque cosa lui avesse in mente di fare con me. (!)
Avrei potuto rispondere che non esistono donne come me ma era troppo presto per fare la sborona, lascio sempre che siano loro a rendersene conto...(perchè presto o tardi se ne rendono conto).
Li accompagno in camera e al momento dei saluti mi richiede il nome, non sono mai stata così felice di pronunciarlo! Altro sorriso e torno in reception. Sento che mi sto gioiosamente rincretinendo.

Dopo neanche dieci minuti me lo vedo spuntare (da solo) alla reception con una "pregunta", non so se era una scusa ma chiedermi della Via Appia per chi ancora non ha neanche visto il Colosseo mi è sembrato strano.
Purtroppo, ma anche no, io sono sempre stata e sono molto professionale e "seria" sul luogo di lavoro, credo che un'altra si sarebbe già infilata in una camera con lui per fare qualche numero circense...
Ma non è da me e quello di cui avevo veramente bisogno francamente era questo dire e non dire, questo sorridersi, quegli sguardi che non hanno bisogno di molte parole, insomma questo "gioco" fantastico di seduzione che avevo smarrito da tempo. Tanto tempo. Troppo tempo.
Non mi sembrava neanche più fondamentale "consumare" per capire di essere tornata in vita...la vita delle persone normali, che si incontrano e si piacciono.
Io non sono normale e soprattutto non ho mai creduto ai colpi di fulmine.
Continuo a non crederci per la verità, perchè non avrei mai pensato di mollare tutto e fuggire nella Pampas con lui, senza conoscerlo a fondo.
Ma qualcosa è scattato, qualcosa (sublimamente) senza senso.
Torno a casa e continuo a pensarlo, davvero strabiliante per una come me. Non vedo l'ora di rivederlo e non so bene neanche perchè.

Secondo giorno:

Attacco a lavoro ma non so se i tre gauchos argentini sono in camera. Dopo meno di mezz'ora eccoli arrivare da fuori. Lui è il primo ad entrare e dirigersi sparato verso di me salutandomi e baciandomi sulla guancia come se fossimo già vecchi amici. Resto interdetta ma ricambio con piacere. Ma non capisco, perchè non prova a dire qualcosa di più esplicito? Domando cosa hanno fatto e visto di bello...giusto per trattenerlO il più possibile, ma uffa sono inseparabili ecchecazzo!
Hanno fretta, (devono andare a visitare il Pantheon e tanto altro, maledetta Roma!) entrano in camera a posare gli acquisti e riescono quasi subito, altre due chiacchere e due sorrisi e vanno via. Ma lui è l'ultimo ad uscire, arrivato alla porta torna indietro, mi saluta e mi ribacia sulla guancia.
Gli altri, già in ascensore lo chiamano. Ma perchè non si polverizzano nel nulla e lo lasciano tutto per me? Se almeno fosse venuto da solo a Roma... perdo le speranze che in così poco tempo si possa giungere ad un'uscita insieme, hanno itinerari e biglietti già comprati per le classiche tappe romane e troppo poco tempo a disposizione.
Per oggi non li rivedo più. Vediamo cosa accade domani.

Terzo giorno:

Non sono tornati in albergo. Quantomento nell'arco di tempo in cui ero lì. Mi sento come una bimba a cui hanno strappato il cremino di mano. E niente battute volgari che questa volta qui si viaggia tra un'insolita e destabilizzante purezza emozionale....ehmmm... anche se il pensiero di essere sventrata da lui inizia ad affiorare. Vorrei però anche solo passeggiare mano nella mano con lui tra le vie della Capitale. Non mi riconosco più. Finirà che dovrò chiedere una consulenza psicologica. Cosa mi sta succedendo? In fondo  non lo conosco per niente.

Quarto giorno: 

Che poi sarà anche l'ultimo PER ME, perchè al loro quinto giorno di pernottamento in albergo tocca il mio day-off e fine dei giochi.
Vado a lavorare totalmente consapevole e rassegnata rispetto ad una qualunque evoluzione positiva. Non metto neanche il rimmel stavolta (non lo uso mai a dire il vero). Come se gli uomini davvero badassero a queste stronzate poi...Se piaci ad un uomo, il suo testosterone non si accorge neanche se hai un pipistrello vivo come fermacapelli.
Mi dico ok, questo è uno di quei treni che si perdono nella vita e non saprai MAI quale sarebbe stata la destinazione.
Passano le ore e non si vede nessuno.
A meno di un'ora dalla fine del mio turno penso che non potrò neanche salutarlo ma ecco che suona il citofono, non aspetto clienti e tutti gli altri hanno le chiavi per entrare quindi chi sarà mai?
"Sono F. Orsa, mi apri?" E le chiavi domando? Le ha il mio amico che non c'è.
Allora penso che sia da solo finalmente ed inizio pure ad agitarmi un pochetto. Quest'uomo mi fa uno strano effetto.
Ma salgono in due porcatroia! Lui esordisce con un Ciaooo amor mio! Ed io Ciaooo tesoro, altro bacio sulla guancia, anche se questa volta non era di stampo "amichevole" direi. Era uno di quei baci che si avvicinano troppo alle labbra. con annesso mezzo abbraccio...vabbè, pochi minuti e vanno in camera.
Poi lui arriva da solo alla reception con una scusa qualsiasi e dopo uno scambio di sguardi dice:
"Come facciamo?"
Non occorreva chiedergli "A fare cosa?" e finisco per dirgli che se magari si sgancia dagli altri due potremmo uscire insieme stasera, replica che non può perchè aspetta dei vecchi amici che non vede da una vita e saranno insieme a cena. Ok, domani sono libera gli dico, mi chiede il numero di telefono e rientra in camera senza aspettare che io lo scriva. Dopo un po' esce il suo amico e lui resta solo in camera (sarà stato lui a dirgli di togliersi dai coglioni?). Chissàchilosà...
Allora busso alla sua porta per dargli il pezzetto di carta con su il mio numero di telefono.
Lui mi tira dolcemente da un braccio, chiude la porta dietro di me e mi chiede solo un bacio...
Il tempo che dicessi "No, non posso qui" eravamo già avvinghiati come due assatanati, tentavo di separarmi da lui ma sembrava impossibile, un po' come nei film avete presente? Dai, solo un altro bacio e poi vai...e si ricominciava, stile Attak insomma.
Finchè, decisa gli dico che non posso, non qui e non così quantomeno.
Ok, rispetto questa tua volontà dice, ti chiamo domani a medio dia.


Quinto giorno:

A medio dia non chiama e nemmeno a medio pomeriggio o media sera. E io sono mediamente incazzata! Anche perchè era il mio unico giorno libero settimanale e avevo disdetto l'andata a mare con un'amica per poterlo vedere l'ultima volta.

Confesso tuttavia che già da ieri avevo avuto il dubbio che non chiamasse. Forse trattenuto, forse, sapendo che l'indomani sarebbe stato dall'altra parte del mondo, forse arrabbiato per averlo lasciato a cazzo teso, non so...
Fatto sta che in serata torno in albergo APPOSITAMENTE per appendere alla sua porta una "letterina".

Poche parole ma esattamente quelle che sentivo di volergli esprimere prima di augurargli buon viaggio verso l'Argentina.
Una botta di stronzo però mi è pure scappata. Anche perchè detesto chi, almeno per educazione, non trovi una scusa per non poter venire ad un incontro.

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Credo che molti di voi stiano pensando ad Orazio (anche se non lo sanno)
Carpe diem Orsa! 
Invece  io penso tutt'altro (magari una scopata mi avrebbe delusa...chi lo sa),  ma le emozioni che questo bastardofiglioditroiameraviglioso mi ha regalato, sono state e resteranno indimenticabili.




E poi "l'argentino" mi ha pure fatto conoscere una marca di sigarette "carucce" che vendono in Italia. (?!)
Io non le conoscevo e voi?
Dice che le ha trovate proprio a Palermo. Guarda un po' il fato.




Ne ho provata una ed è schifosamente leggera per me.



Se ci fosse scritto: "Il fumo uccide ma la rivoluzione forse no!" sarebbe meglio però eh? ;)


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giovedì 26 luglio 2012

Se rinasco quasi quasi faccio il fabbro.


Anche se rare, le giornatine "no" capitano anche nel mio lavoro di receptionist d'albergo. Eccone una.
La racconto anche per smorzare l'invidia (benevola) di chi vorrebbe lavorare sempre a contatto con gente felice, grata e sorridente come capita a me, fare il turista nella Città Eterna rende le persone più affabili e ne rimani contagiata. Questo è uno dei mille motivi per cui mi piace questo lavoro.

Ma a volte...

Attacco a lavorare alle 16.00 come quasi sempre, so già che l'ultimo check-in sarà verso le 21.30 e poi vado a casa.
Si fanno le nove, nove e trenta, dieci, dieci e trenta e dei clienti neanche l'ombra, neanche una telefonata per avvisare di un eventuale ritardo. Inizio a preoccuparmi perchè non ho voglia di rincasare all'una di notte (non abito vicino dal luogo di lavoro).
Finalmente, verso quasi le undici di sera arriva la coppia di Brasiliani, dopo un mio ampio sorriso questa volta un po' forzato (volevo esordire solo con un "Che stracazzo vi è successo?"), i poveretti mi hanno invece spiegato, scusandosi, di aver perso tempo per una denuncia in questura, erano stati derubati sul treno da qualche zingaro mano lesta. Come prima volta a Roma, mi sembra una bella accoglienza...

A quel punto, visto che proprio l'indomani mi toccava fare il turno di mattina, sarebbe stato da folli rientrare a casa, così decido di dormire in albergo (in ufficio però, perchè non c'era neanche una camera libera porcatroia).
Però dovevo ancora cenare, così esco e decido di regalarmi un ristorantino cinese economico, anatra arrosto croccante, puntine di maiale in agrodolce, riso alla cantonese e una birra (non cinese ovviamente!), insomma sono molto rilassata e decido di tornare in albergo verso l'una di notte.

Arrivata all'ingresso vedo due clienti olandesi che erano arrivati quel giorno, alle prese con campanelli e cellulare...ahi qualcosa è accaduto, perchè noi diamo a tutti le chiavi degli appartamenti e quindi cosa cacchio ci facevano lì fuori in attesa a quell'ora?
Mi avvicino e in maniera rabbiosa mi spiegano ringhiando che sono fuori da un'ora perchè gli ho dato le chiavi sbagliate e che vorrebbero andare a dormire Dien Varken!
Chiavi sbagliate? Dien Varken? Impossibile gli dico, aggiungendo che sono pure fortunati che io mi trovi lì per puro caso, infatti sarei dovuta essere a casetta mia già da ore (se non fosse accaduto l'imprevisto con i brasiliani).
Ma vediamo di cosa si tratta, forse sono ubriachi o si sono mangiati un'anguilla affumicata all'hashish e non riescono ad aprire una porta.
Saliamo insieme in ascensore e mi sorbisco le loro lamentele con tranquillità, so per certo che non è colpa mia, infatti nè la loro chiave, nè le altre potevano infilarsi nella toppa dell'appartamento dove alloggiano con dentro anche la loro camera. Inizio a preoccuparmi, qualche demente ha usato la chiave sbagliata e forzandola si è rotta dentro.
La tensione sale, e pure gli altri clienti che "rincasano", sembra si siano dati tutti appuntamento alle due del mattino per andare a dormire Dio serratura bastarda!
Ok, qui rischio il linciaggio e sebbene il mio capo si trovi fuori Roma decido di chiamarlo per illustrargli la situazione quasi drammatica che si è profilata.
Mi dice "Sto arrivando tra un'oretta, tu nel frattempo trova un pronto intervento fabbro su internet", bene, internet per magia si inchioda, allora telefono al 1254 e mi danno il numero idoneo. In tutto ciò continuano ad aumentare i clienti sul pianerottolo in cerca di spiegazioni ed io maledico mentalmente quello zingaro che ha derubato i brasiliani, a quest'ora sarei a casa mia e se la fottevano loro, devo pure riattacare a lavoro tra poche ore e il fabbro arriva dopo quasi un'ora (che minchia di pronto intervento è mai questo?).

Siamo tutti lì adesso, compreso il mio capo, che pendiamo dalle pinze del fabbro.
Sconvolta dallo stress e dal sonno vado a dormire alle tre e mezza del mattino e non posso evitare di pensare che per meno di un'ora di lavoro alla serratura, il tizio si sia preso circa 300 euro!


Della serie: sbagliare mestiere?



PS
A dire la verità, questo episodio ha un'altra marea di risvolti che potrei raccontare ed analizzare, cominciando da chi in realtà alla fine ha aperto la porta, a chi e perchè malgrado il trambusto terrificante non sia venuto alla porta per aprirla dal di dentro, alle nostre supposizioni di CHI poteva aver fatto una cappellata simile, perchè non l'abbiamo scoperto quella notte ma solo in mattinata con grande stupore, perchè l'olandese indossava calzini con 30°  e si accompagnava ad una ragazza vietnamita (!), di che nazionalità erano i colpevoli? Chi ha fatto sparire il fucile vicino al pendolo? E dov'era a quell'ora il maggiordomo?
E via dicendo...ma io come molti di voi, detesto i post troppo lunghi e quindi per oggi è sufficiente così. Se volete, costruite un finale a piacimento.

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giovedì 23 febbraio 2012

Episodio in albergo.






Non so, ma credo che questo vaso abbia qualche attinenza con ciò che sto per raccontare.

Ieri una tipa è entrata nell'albergo dove lavoro e mi ha chiesto alcune informazioni sul costo e la disponibilità di alcune camere, ne ha pure voluta vedere una per farsi un'idea.
Fin qui tutto assolutamente usuale, mi ha ringraziato ed è andata via.

Dopo circa cinque minuti è ritornata.
Con un'espressione totalmente diversa, tremendamente imbarazzata nel volermi chiedere un favore, quasi balbettava...
Mi aveva messo pure un po' d'ansia, le dico "Mi chieda pure".
Così con un giro di parole infinito che accresceva la mia curiosità, mi dice che ha trovato uno scontrino fiscale con l'intestazione del nostro albergo nella tasca del marito...
A quel punto, il mio a volte cinico approccio alle piccole vicende umane, avrebbe voluto esordire con un "Benvenuta nel mondo dei cornuti signora!".

Invece ho mostrato comprensione anche perchè ha iniziato a farmi pena e ho aggiunto che non avrei potuto fare quel tipo di ricerca per questione di privacy e lei invece continuava a ripetere se poteva fidarsi di me.
Fatto sta che non aveva lo scontrino (!?) mi diceva se potevo controllare dal 2010 il nome del marito nelle prenotazioni; non le ho detto "Lei è una pazza!" solo per educazione.
Ho controllato gli ultimi mesi e quel nome non appariva.
Così lei ha detto che probabilmente avevano prenotato col nome dell'amante, io ho pensato "Conosce pure il nome della zoccolona?" (con grande rispetto per le zoccolone sia chiaro).
Non siamo giunte a nessuna prova tangibile ma siamo entrate in confidenza e le ho suggerito un detective privato, e lei: "Ne conosce qualcuno?"
"Sì ho almeno cinque o sei amici che fanno questo mestiere e il mese scorso ho chiesto a uno di loro di pedinarmi 'sta minchia!" mi sembrava pure parecchio imbranata e confusa così ho concluso proponendo invece un bel vaffanculo al marito che le sarebbe costato molto meno del detective.
E la tipa: "Dice che sia il caso?" bah, veda lei, cornuta e contenta?

Non so voi cosa ne pensiate ma a me certe donne mettono una tristezza sconfortante.

Eppure...chissà quanti cornuti leggeranno questo post?
Sì lo so che non avrò mai una risposta a questa domanda anche perchè forse nemmeno tu sai se sei cornuto/a! (ovviamente non mi riferisco ai singol!).










martedì 3 gennaio 2012

Quando uno stronzo ti cambia la giornata.






Come sapete ho iniziato un nuovo lavoro da poco e quindi non essendo un'esperta non posso essere sempre pronta a fronteggiare e risolvere subito i vari imprevisti che possono sorgere con i clienti di un'albergo.

Giorni fa ho avuto il mio primo, vero momento stressante dal punto di vista esclusivamente psicologico e mi era venuta voglia di mandare tutti a quel paese e abbandonare la reception.

I fatti:
Erano previsti due check-in; una coppia di greci ed un gruppo di quattro persone spagnole, il caso ha voluto che arrivassero in albergo tutti in contemporanea (non succede quasi mai).
E fin qui, pazienza, anche se io detesto fare attendere le persone e il check-in comporta una serie di cose da svolgere senza fare errori; hai a che fare con soldi, carte di credito, passaporti incomprensibili, schede da complilare per la questura, ricevute fiscali, tassa di soggiorno e poi accompagnarli in camera e mostrargli tutto rispondendo pure alle loro eventuali domande del cazzo tipo: "Dove possiamo trovare nelle vicinanze una buona gelateria?" Io sono nuova di quella zona romana e non lo so ma  in ogni caso mi verrebbe da rispondergli: "Basta attraversare lo Stretto di Messina!" (mi dispiace ma in quanto a dolci e gelati la Sicilia vi fa il culo a tutti).

Avevo detto agli spagnoli arrivati due secondi dopo la coppia di greci (che a stento capiva l'inglese ed io non so il greco...) di pazientare per il loro turno. Ok.

Arrivato il loro turno ecco i primi problemi, sostenevano di aver prenotato sei notti invece di sette come risultava  inequivocabilmente dal mio programma nel pc. Inizia l'angoscia e i tentativi di risalire e scovare l'errore (scoperto poi essere del capo!).
In tutto ciò arriva di corsa un ragazzo alla reception (mai visto prima) che con l'aria disperata e parecchio autistica mi espone in maniera concitata un problema verificatosi nel bagno della sua camera, chiedendomi di chiamare immediatamente un idraulico perchè (a quello che avevo capito c'era un vulcano di merda proveniente dal suo water).
Gli ho detto di aspettare un attimo, il tempo che risolvessi la faccenda con gli spagnoli, ma continuava a spuntarmi davanti ogni sei minuti circa (gli avrei tolto la vita molto volentieri).
Invece gli ho spiegato che prima di chiamare un idraulico dovevo vedere il problema, dopo aver risolto con gli spagnoli che stanchi dal viaggio volevano giustamente entrare nelle loro camere.

Salto la parte di come abbia risolto con gli spagnoli, li ho finalmente accompagnati in camera e...continuavano a lamentarsi di tutto, in primis che credevano di aver prenotato ben quattro camere e non una quadrupla (poi ho capito che erano montanari alla loro probabile prima esperienza di viaggio...maledetti!).
Vabbuò, li ho salutati con tanti sorrisi scusandomi e suggerendo loro di parlare col capo l'indomani (poi mi sono ricordata che il mio capo sa parlare solo il romano!).

Ed ecco che finalmente posso dedicarmi all'autistico.
Sto per entrare nella sua camera per vedere il problema  e lui mi dice di no, che si vergogna, con calma gli spiego che ho già visto la cacca altre volte nella vita e di non preoccuparsi per questo.
Poi interviene sua madre dicendo: "Cerchi di capire il suo imbarazzo, c'è qualcosa che non va giù nel water".

Carissimi lettori...so che sarà difficile credere a ciò che ho visto.
Avete presente la forma di quel salame? Bene, con la differenza che aveva una circonferenza doppia da paura e tirando lo sciacquone ovviamente non poteva andare giù.
Era qualcosa di disumano.
A me è venuto un sorriso e incautamente ho esclamato: "Sì ma questo non è un problema "nostro"! Intendevo dire che non potevo certo chiamare l'idraulico a causa di uno stronzo titanico.
E il ragazzo: "sì ma uno non può mica quantificare la cacca che farà!" Non sapevo se piangere o ridere...
Il problema è che non c'era neanche lo spazzolone, perchè gli avevo suggerito di spezzarlo e tentare di farlo andare giù un po' per volta.

Altro problema: perchè non c'era lo spazzolone del cesso??
L'ho tranquillizzato dicendo che sarei tornata con uno spazzolone.
Che però non trovavo da nessuna parte!
Ho dovuto quindi "rubarlo" da un'altra camera (immagino la faccia dei clienti che vi soggiornavano, non erano lì al momento e al loro ritorno invece di vedersi sparire preziosi hanno visto sparire lo scopino del cesso).
Così sono tornata di corsa dal ragazzo consegnando "l'arma" con cui avrebbe affondato quella testata nucleare uscita non so come dal suo buco di culo.

Quando l'ho raccontato al mio capo che solitamente mantiene un certo aplomb britannico, ha esclamato: "Ma che cacchio aveva mangiato questo qui??"

E' finita a ridere ma vi assicuro che è stata una giornatina da dimenticare.


PS
Mi dispiace solo non aver potuto scattare una foto al "mostro marrone!" =D