giovedì 17 aprile 2014

Mi aggiungo alla schiera dei sei milioni.




Egr. Sig.ra OrsaBIpolare

con la presente, Le comunichiamo la risoluzione del Suo rapporto di lavoro per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell'art. 3 della legge n.604/66.

Tale provvedimento si rende necessario, a seguito di una drastica diminuzione di fatturato e dopo una sofferta decisione, al radicale ridimensionamento dell'organico, in funzione di una riduzione dei costi e di una più razionale attività d'impresa.

Le menzionate riduzione e riorganizzazione dell'organico hanno determinato la cessazione del Suo rapporto di lavoro, senza peraltro poterLa ricollocare in altra posizione, che Le garantisca l'esercizio di mansioni uguali o equivalenti e Le consenta di preservare il patrimonio professionale sin qui acquisito.

Ci troviamo, pertanto, costretti a recedere dal rapporto di lavoro dal 15/04/2014.


Distinti saluti
Firmato

Un datore di lavoro che, come tanti altri, pensa ai cazzi propri (per avere qualche euro in più) stravolgendo la vita delle persone.










Caro blog, quando e se mi riprenderò da questo shock totalmente inaspettato, è probabile che scriverò qualche altra minchiata.





lunedì 7 aprile 2014

Per non abituarmi alla bellezza (4)



Questa volta però sono andata a circa trenta chilometri da Roma, ossia a Tivoli per visitare finalmente la famosa Villa d'Este (inserita nella lista tra i patrimoni dell'umanità, UNESCO).




Il tizio che l'ha voluta morì per un'indigestione di gamberoni! (non scherzo). Il che basta per rendermelo simpatico.


Un giorno del nostro Rinascimento, un certo cardinale Ippolito II d'Este - molto prima di volersi ingozzare di gamberoni imperiali forse andati a male -  volle fare uno sfoggio del suo potere economico e culturale (secondo me era pure un po' impotente o comunque leggermente frustrato, perchè fino alla fine sperò di diventare papa, invano) e così diede alla luce una tra le ville più belle di questo cosmo, tra l'invidia di tutti gli stronzi dell'epoca.

Villa d'Este appunto.

All'entrata ti danno una piantina della villa e se vuoi, un'audioguida, io l'ho presa (4 euro in più oltre gli otto d'ingresso)  sembra una sorta di cellulare di tre chili con cui puoi però facilmente premere i tasti ed ascoltare tutte le spiegazioni di cosa stai osservando e dove ti trovi, ad un certo punto ho consumato le batterie e mi sono persa!).
Sono entrata alle 08.30 e uscita alle 12.30 col dubbio di non aver visto ogni cosa. E' immensa ma vale davvero la pena.

Ovviamente solo per chi ama l'arte, la natura, l'acqua, l'architettura, le sculture, la storia e le lunghe camminate...
Perchè c'è da vedere: la villa, tutte le sale decorate, il giardino, le peschiere, le tante fontane, il vialone, la grande loggia, le grotte. Insomma davvero tanto, ma è fantastica, credetemi (Ippolito era un tipetto ambiziosissimo).




















































































































































































































































































































































Oddio, ne ho scattate 138! Spero comunque di aver reso l'idea, concedetevi una giornata e andate a visitarla!!!