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lunedì 12 gennaio 2015

Una donna svedese (fuori dallo stereotipo).



Quindi non parlerò di lei, Malin Akerman, modella, cantante e attrice (?!) svedese.




Bensì di quest'altra svedese

ANNA ODELL. Ahahah! No, non ho sempre questo sguardo da psicopatica...



Spesso, nelle grandi occasioni pubbliche mi presento così

Non so cosa abbiano messo nella mia mano destra ma non vedo l'ora di mandarli tutti affanculo.




Come l'ho conosciuta?

Stavo scegliendo un film da vedere e leggendo questa trama sono tornata al ricordo dell'indimenticabile "FESTEN" di Vintenberg (anche se dopo ho scoperto che la trama non c'entra una mazza con questo film).

Avevo solo letto:
DRAMMATICO – DURATA 88′ – SVEZIA
L’artista svedese Anna Odell ci invita a una cupa riunione di classe con un colpo di scena. Cosa accade quando vecchie gerarchie e verità vengono messe in discussione da una voce inaspettata? Quanto lontano ci si può veramente spingere? Il film si muove sul confine fra realtà e finzione con Anna Odell…


Il film del 2013 è intitolato "Atertraffen- The Reunion" in italiano=La riunione.
Anna Odell è la regista, sceneggiatrice e interprete di questo film d'esordio.
Questo doppio film anzi...perchè come ha scritto qualcuno: il film che vedete non è il film che vedrete.
Ma non posso dire altro riguardo questa affermazione altrimenti spoilero, anzi un po' l'ho già fatto.


Comunque il film  tratta di bullismo, gerarchie, sopraffazioni su individui deboli e incapaci di reagire (al momento) nel periodo scolastico e spesso alcuni di loro si portano dietro queste esperienze per anni, questa è l'unica nota, per me quasi inverosimile se si pensa che siano trascorsi ben venti anni lontani da quell'ambiente che ti ha causato sofferenza, in cui ti sei sentito rifiutato, evitato perchè diverso dal gruppo.
Sono certa però che qualcuno potrebbe rispecchiarsi nella protagonista o comunque soffermarsi a riflettere su come eravate visti al liceo all'interno della classe.
Per ciò che mi riguarda io non ero nè popolare nè reietta, ero amica di tutti e di nessuno (proprio come oggi) ma non ho mai avuto la voglia di partecipare a queste rimpatriate, non è un caso che abbia deciso di non esserci su FB...

Il film non è di quelli memorabili ma la nota più accattivante è vedere come "La realtà reagisca alla finzione" come la stessa regista dichiara e non solo rispetto questo film-documentario ma per altre sue contestatissime e controverse performances.
Dopo aver visto il film infatti ho voluto scoprire di più su questa artista che ha studiato in prestigiose scuole d'arte svedesi.
In Svezia fece molto discutere il lavoro che presentò al suo diploma: "Unknown Woman", un video in cui lei stessa simula un suicidio da un ponte creando parecchio trambusto è stata pure arrestata ma sembra che volesse solo mettere in luce aspetti del sistema psichiatrico svedese che a quanto pare non funzioni così bene (pensate se 'sta tipa vivesse in Italia!).

Trovare sue notizie in lingua italiana su internet è quasi impossibile, in inglese meno ma di più si scopre se conosci la lingua svedese.
E chi tra noi non conosce lo svedese?!

Vabbè ho usato GoogleTraditore e per fortuna ho un grande intuito.

Almeno credo.
Mi sembra di aver capito che abbia creato problemi anche alla Galleria Nazionale di Stoccolma perchè voleva fossero esposte queste sue opere sottostanti.
Se qualcuno avesse notizie più dettagliate su Anna Odell è pregato di farsi avanti senza indugi e sarà premiato con un'aragosta di plastica.


Non sono mai stata megalomane, giuro!


E vuoi che a me questa Anna Odell non risulti quantomeno simpatica?



lunedì 7 luglio 2014

L'ho rivisto dopo tanti anni ed ha mantenuto il suo fascino singolare.







See...ovvio che non parlo di un uomo, se l'ho lasciato è naturale che dopo tanti anni mi sembri solo più coglione di allora.
No, voglio parlare di un film.

Forse il miglior film (insieme a "Pietà") del regista sudcoreano Kim Ki Duk (Kimkiducco per gli amici...).
Il titolo è "Bad Guy", film del 2001.


Lo so, molti di voi pensano che Kim Ki Duk sia solo una sequenza di lettere con troppe cappa o un personaggio di un cartoon, alcuni sanno chi sia ma si sono limitati a vedere "Ferro 3" (sempre singolare) e l'hanno trovato discreto anche se non l'hanno compreso, altri hanno provato a vedere più di un suo film ma rimangono dell'idea che questo tipo di cinema sia noioso o eccessivo (questa è la categoria peggiore in realtà, perchè capisce poco di cinema secondo me, malgrado le loro convinzioni, e tutt'al più si esaltano solo con film tipo "The Wolf of Wall Street o La Grande Bellezza per dire).

Poi ci sono quelli che hanno visto l'intera filmografia di Kimkiducco e se pure girasse un film ambientato nel sottoscala di una palazzina di Gorizia con protagonista un parrucchiere originario del Dakota che a giorni alterni si traforma in un colibrì... non vedrebbero l'ora di vederlo.
Sono quelli che amano incondizionatamente questo uomo:


Vero, è proprio così Orsa. Mi regali un blow job?

Quelli insomma che quando ti chiedono se ami il cinema d'autore e tu rispondi e dopo ammetti di non conoscere 'sto Kim Ki Duk, ti sputano in faccia tutti i semini dell'anguria fingendo di scherzare ma in realtà esprimono il loro più profondo disprezzo per te essere umano-chedicidiamareifilmdautore.
Io faccio parte di questi ultimi psicotici snob felici di esserlo.
Per cui se doveste scoprire una cura, non fatemelo sapere.



Bene.
Fatta questa brevissima (!) premessa, adesso parlerò di BAD GUY, sebbene abbia amato questo film così tanto da esserne quasi gelosa, voglio superare la mia meschinità e condividere.



Tutto inizia con un tipo che strappa un bacio (con violenza) ad un'altra tipa.
Così, solo perchè guardandola da lontano gli andava di farlo perchè attratto.
Uno squilibrato insomma, per tutti quanti.

Il film parla di una relazione "amorosa" di quelle inverosimilmente putrefatte ma non per questo meno intense. Distruttive, crudeli e allo stesso tempo vere.
Perchè si può provare angoscia e disgusto per tutto ciò?
Lui è "solo" un pappone che si vuole vendicare per il rifiuto della ragazza (così per bene...) ed insieme a due suoi scagnozzi la costringe alla prostituzione per poter pagare un debito (falso) che la costringerà a vivere in un mondo non suo, un mondo degradante per lei, giovane studentessa che aspirava ad altro.
Ogni giorno viene spiata dal suo aguzzino attraverso uno specchio, lei non sa, lei non vede l'amore (?!) che quest'uomo prova per la sua vittima, non sa nemmeno a causa di CHI si trova in questa situazione disperataa e frustrante.
Poi viene a conoscenza di tutta la trappola e s'incazza un tantino...poi...no, non lo racconto mica tutto.

Ma fino all'ultima scena non esiste alcun romanticismo, sembra non sia concesso o cercato da entrambi i protagonisti. Esiste però un'atipica comprensione e accettazione.

Per chi non è "abituato" a questo regista che è in grado di esprimere tenerezza infinita e violenza come se facessero parte di un'unica visione del mondo, poesia e disincanto, orrore, disperazione e perdono... si trova spiazzato, molto spiazzato. Perde il filo perchè non riesce a ricondurlo a nulla di conosciuto, provato o normalmente accettabile.
Chi invece è in grado di lasciarsi trasportare senza vincoli, senza stereotipi, senza formulare giudizi, senza pensare che il bene e il male siano incompatibili...allora comprende il messaggio anche se "alieno" e si libera dal disagio di non poter "Inquadrare" una storia tra un uomo ed una donna e così... inizia ad amarla.


Sì lo so, come critica cinematografica non sono certo il massimo ma spero lo stesso di aver trasmesso la voglia (o la curiosità) di vedere questo film e conoscere questo regista.

Altrimenti pazienza, di psicotici snob che amano il caro Kimkiducco ne resteranno sempre pochi.

Ma come si dice?
Meglio pochi ma...





giovedì 8 maggio 2014

Quanti ne hai visti?









Avete capito no?
Un semplice gioco per scoprire quanti film avete visto. Scriverò solo poche parole (a modo mio) e dovrete indovinare il titolo.
Chi indovina per primo tutti i film vince una maglietta col mio avatar e la scritta "Ho vinto!".
Un regalo totalmente inutile insomma, anche perchè indossandola la capireste solo voi quattro scemi che seguite questo blog ;-)
In alternativa però potrei spedirvi una cassa di Moët et Chandon.
La prossima settinana, quando vincerò al Superenalotto.



Come alcuni di voi già sanno, sono un'appassionata di cinema ma qui ho cercato di mettere quelli più conosciuti...



1) SCACCHI-MORTE.

2) CRISI DI MEZZA ETA'-LOLITA-RINASCITA.

3) GUERRA-VOLATILI-PAZZIA.

4) GOLF-PRESENZA.

5) LETTO PER ARIA-VOMITO VERDE.

6) EBREI-DUE BAMBINI.

7) MI SIEDO SENZA MUTANDE.

8) REPLICANTI-TANTE COSE VISTE.

9) SPECCHIO-COLLANA-ASCENSORE-SANGUE.

10) NON RESPIRO-TIRATEMI FUORI DA QUI.

11) CHIANTI-FEGATO-AGNELLI.

12) ISOLA-PALLONE DI CUOIO COME AMICO.

13) LIBRERIE-CHAT-ODIO CHE DIVENTA AMORE.

14) OLOCAUSTO-CARRO ARMATO COME PREMIO.

15) CIECO-TANGO.

16) FIDANZATO NEGRO-PROBLEMA.

17) SOLITUDINE-TECNOLOGIA AVANZATA.

18) MADRE-FIGLIO-STRAGE A SCUOLA.

19) MARITO E MOGLIE- MASCHERE-GIOCHI PERICOLOSI.

20) DISOCCUPATI-SPOGLIAMOCI!

21) AMORE ETERNO-FACCIAMO UN VASO DI CRETA?

22) HO VOGLIA DI SCOPARMI CHIUNQUE MI CAPITI A TIRO E TU SEI UNO STRONZO COME TUTTI GLI ALTRI.

23) FORTUNA/SFORTUNA-TENNIS-OMICIDIO.

24) AIUTO! C'È UN CAMION CHE MI INSEGUE!

25) LA NONNA È ANDATA A FARE SEGHE A SCONOSCIUTI.

26) UNA GHIANDA E UN BEL PO' DI GHIACCIO.

27) MILIONI-MISERIA-QUIZ IN TV.

28) LICENZIAMENTO-TRAVESTIMENTO-TATA.

29) ESPERIMENTO SOCIALE-SCUOLA-DITTATURA-SCONFITTA.

30) RAPINA IN BANCA-UNO PSICOPATICO-UN FROCIO FRUSTRATO.



Troppo facile? Troppo difficile?

Se ne avete indovinati meno di quattro decisamente la settima arte non sapete nemmeno cosa sia.
Se ne avete indovinati più della metà, allora siete abbastanza interessati al cinema.
Se li avete indovinati tutti siete sicuramente appassionati di cinema ma per appurarlo dovreste indovinare anche gli altri prossimi 30...


mercoledì 5 febbraio 2014

Novanta minuti di incredulità.






Se non fosse che questo film è basato su eventi realmente accaduti, avrei pensato che Craig Zobel (il regista) avesse girato un film ai limiti dell'inverosimile pur non trattandosi di fantascienza e quindi l'avrei considerato un film abbastanza ridicolo nei fatti narrati.
Invece ci viene subito detto che è ispirato da true events, il che, durante la visione rende tutto più inquietante e direi pure fastidioso (molto più di tante visioni puramente horror).

Premetto comunque che mi è piaciuto e ne consiglio la visione, non solo perchè è fatto bene ma perchè fa emergere una riflessione ed un interrogativo interessante nello spettatore (punto di cui parlerò più avanti). Ovviamente non lo consiglio a persone che normalmente vanno matte per film di cassetta come quella cosa insulsa di Gravity et similia).

Intanto cosa vuol dire "Compliance"?
Acquiescenza, obbedienza, arrendevolezza, remissività, a norma...di legge in questo caso.
La trama è semplicissima e quasi tutto il film è girato dentro un fast-food, perlopiù sul retro. La manager del locale riceve una telefonata da un poliziotto che accusa una delle dipendenti di aver rubato dei soldi ad una cliente, la ragazza in questione nega perentoriamente di aver commesso un simile gesto ma l'agente dall'altro capo del telefono, che vedremo in volto solo a metà film, inizia ad impartire ordini a dir poco insoliti su come agire da quel momento in poi (fino alla fine del film) nei contronti dell'accusata.
Chiedendo in primis la sua "completa" perquisizione, prima alla manager, poi ai colleghi e infine al fidanzato della manager fatto venire sul luogo appositamente.
Si direbbe "Tutto qui?". Sì, in un certo senso sì.
Ma gli ordini che impartisce diventano via via sempre più assurdi e malgrado ciò vengono eseguiti senza quasi batter ciglio da tutti i protagonisti creando una forte tensione psicologica che umilia anche lo spettatore che assiste incredulo a tanta irrazionalità nello svolgimento di questa "bizzarra" indagine.
Interamente svolta al telefono, tra l'altro.

Il fatto è che quest'uomo non è un agente di polizia ma un uomo certamente disturbato che in America ha compiuto circa trenta di questi "crimini" telefonando in diversi fast-food e ristoranti con un'immensa capacità autoritaria e persuasiva.
La riflessione e l'interrogativo di cui parlavo all'inizio è appunto capire fino a che livelli le persone si lasciano irretire e condizionare dalle autorità? E dopo aver visto questo film si può rispondere tranquillamente: TROPPO! Perdendo quasi totalmente la proprie capacità cognitive e critiche.
Qualcuno, parlando di questo film ha anche tirato fuori "L'esperimento Milgram", (che io ignorantemente non sapevo cosa fosse) ma che in un certo senso viene messo in pratica e sperimentato da questo psicopatico che certamente non aveva obiettivi scientifici.


PS
Qualche uomo (?!) potrebbe anche sperare di trovarsi in una situazione simile, ma per capire cosa intendo dovete solo guardare il film ;-)




lunedì 13 gennaio 2014

Di come spappolare un mito.






Ieri ho visto questo film
Lennon Naked- Essere John Lennon. 
Premetto che non sono mai stata una sua fan e neanche dei Beatles sebbene qualche "canzoncina" si salvi abbastanza.
Per cui ero ignorantemente ferma al "Peace and Love" di Lennon, una bella persona (pensavo) creativa e che ha segnato un epoca col suo gruppo.
Non sapevo quasi null'altro della sua vita privata e di come realmente fosse Lennon come individuo.


Il film è da vedere, non solo per l'interpretazione favolosa di Christopher Eccleston che sembra tagliato per il ruolo di John Lennon-La Testa di Cazzo.
Eh sì. Scusate ma l'impressione che se ne ricava da questo film biografico è che Lennon non fosse così amabile. Affatto.
Confesso di esserci rimasta quasi male.
Poi, anzi quasi subito, si comprendono i motivi della sua rabbia/ostilità (altro che peace and love!) verso tutto e tutti.
Abbandonato dai genitori da bimbo (andate a leggere i dettagli della vicenda personale se volete), eroinomane e "SonoGesù ma porcaputtana affondo in piscina".

Quindi John scopre sin da bambino di fare parte dei "non amati-desiderati", lunga schiera ma per fortuna sua, questa forma di repressione riesce ad incanalarla nella sua arte.
Consiglio la visione dicevo, soprattutto a chi ama la verità. Anche se a volte dolorosa.


mercoledì 3 aprile 2013

"Sei proprio una cretina".




Ho visto questo film senza leggere nulla prima, stranamente, perchè di solito leggo trama e qualche recensione prima di decidere la visione di un film.
Ma forse a volte è un bene approcciarsi con l'animo e la mente sgombri da qualunque aspettativa perchè così puoi rimanere sorpreso nel bene e nel male.
Della Manetti bros (che poi sarebbero i fratelli Marco e Antonio Manetti) avevo visto solo "Piano 17" e non mi era dispiaciuto poi tanto.

Con "L'arrivo di Wang", per buona parte dell'inizio mi era sorto il sospetto che stessi per assistere ad una colossale cagata italiana, poi il film ha preso una piega curiosa e anomala, tutto avrei pensato tranne che fosse un film di fantascienza sebbene abbia qualcosa del thriller psicologico.
Premetto che questo film sarebbe stato quasi perfetto se solo fosse stato un cortometraggio, perchè a tratti ripetitivo nei dialoghi, se gli attori non avessero recitato maluccio e sopra le righe e se la frase finale fosse stata pronunciata in italiano...(che poi è quella del titolo del post).

Una ragazza viene convocata d'urgenza (dai servizi segreti?) per una traduzione dal cinese all'italiano per un colloquio/interrogatorio di un certo signor Wang accusato di qualcosa.
Quasi tutto il film si svolge in una sorta di bunker, in un primo momento al buio affinchè la ragazza/interprete non veda l'identità dell'interrogato, poi innervosita supplica al tizio che formula le domande da fare al signor Wang di accendere la luce, così finalmente vediamo che legato a quella sedia c'è...una specie di polipo grigio che parla solo in cinese!
In un primo momento la traduttrice lancia un urlo e tenta di fuggire, poi si calma e torna a sedersi al tavolo.
La situazione sfiora quasi il ridicolo comunque trattasi di un alieno che arrivando sulla terra (a Roma per la precisione) pensa bene di imparare la lingua più diffusa al mondo per poter comunicare con gli umani. Informarsi prima che a Roma si parla perlopiù italiano no eh?

C'è una netta differenza tra l'atteggiamento e i modi che assume l'uomo inquisitore e quello della traduttrice nei confronti del signor Wang, il diverso da e tra noi.
Avrete capito che non si tratta certamente di un capolavoro e neanche di un film "ben fatto" ma è interessante nel suo essere grottesco e poi il finale probabilmente vale qualche momento di noia negli ottanta minuti che lo precedono.
Un mio applauso va certamente ai fratelloni per essere riusciti a fare un film di fantascienza con un budged da miserabili senza particolari effetti speciali quindi.
Non è da tutti.
Ok, non aggiungo altro per non spoilerare oltremodo se vi dovesse capitare di vederlo.
Concludo solo dicendo che quella frase è stata come se l'avessero rivolta a me e d'impulso mi è scappato un bel "Ma vaffanculo va!".
Per comprenderne il motivo dovete solo vederlo.



E sì, so incazzato nero perchè me sa che er polipo digitale sta a recità mejo de me!




lunedì 24 settembre 2012

Pietà per chi non lo vedrà.








Sì lo so, alcuni potrebbero pensare che sono di parte, visto che ho affermato di essere una "Kimkidukkina" senza speranza o volontà di guarigione.
Ma oggi, dopo secoli che non donavo i miei denari alle sale cinematografiche (videointernet killed the cinemarketing) ho deciso che questo film avrei voluto vederlo in uno schermo superiore a 15 pollici. Sono felice di averlo fatto e che tra l'altro ci fossero solo altre otto persone in tutta la sala (e nessuno di loro sgranocchiava pop-corn).
Perchè i capolavori vanno visti al cinema, possibilmente.

Sull'aggettivo "capolavoro" in realtà ci sarebbe da dibattere a lungo riguardo ad ognuna delle sette arti...ma prendo atto del fatto che dovrete pur innaffiare quelle cazzo di piante.

In questo caso, io,  nemmeno ci provo, nel senso che, per farlo, (kristo quante virgole), dovrei spoilerare un po' e non solo non è corretto ma è da imbecilli, ed io sono notoriamente scema, mai imbecille virgola.
Dico solo che questa volta Kim Ki Duk lancia anche un messaggio all'umanità chiaro e forte, che ovviamente condivido fino all'osso.
Ma lo fa come solo lui sa fare.
E un Ridley Scott, col suo "Prometheus" può al massimo andare a cucinare formiche rosse arrostite o cane stufato al mio KimKeducche ;)

Vabbè, che dire,  VEDETELO e poi tornate ad insultarmi... nel caso.


PS
Non adatto per chi ama le storie d'amore (quelle classiche) e gli happy endings.

.

.

lunedì 27 agosto 2012

Maperchècazzo film così non si trovano in lingua italiana?



Nel 1983, una certa Marsha Norman vinse il Premio Pulitzer con il romanzo "Night, Mother", tre anni dopo Tom Moore ne realizza il film con una strepitosa mamma Anne Bancroft e Sissy Spacek (bravissima anche lei) nel ruolo della figlia.
Sono uscita pazza per cercarlo in italiano o sottotitolato, non esiste da nessuna parte, almeno in rete, si legge di "Una finestra nella notte", titolo orrendamente tradotto ma del film neanche l'ombra, se qualcuno lo trova è pregato di avvisarmi prima di subito, grazie.
L'unico posto in cui si trova, ma in lingua originale, è su You Tube in sette parti.
L'ho già visto tre volte e credo che lo rivedrò ancora per capire anche l'ultima parola dei loro dialoghi altamente drammatici e cogliere ogni sfumatura delle espressioni dell'immensa Bancroft.
Ritengo sia - tra i film drammatici - uno dei più "corposi" realizzati nella storia del cinema, certo, se amate film con macchine che esplodono, non sopportate i dialoghi e vi piace come recita Tom Cruise, saltate immediatamente questo post e andate pure un po' a fanculo.
Non leggete trama e recensione su Mymovies perchè secondo me quelli lì a volte si fanno un acido e poi recensiscono film.

Riporto la trama:

In "Buonanotte, mamma" ci sono solo due personaggi : Jessie Cates, una donna sulla quarantina senza lavoro, malata e divorziata che vive con la madre vedova, Thelma.
L'inizio del dramma è con Jessie che chiede a sua madre dove sia una certa pistola. Trovata l’arma con l’aiuto di Thelma, inizia a pulirla e annuncia molto tranquillamente che alla fine della serata, dopo aver augurato come di consueto la buonanotte a sua madre, si chiuderà a chiave nella stanza e si ucciderà. Questa non è una minaccia o una richiesta di aiuto: è una decisione lucida, ferma e irreversibile. Dopo una vita intera dominata dalla povertà, dall’epilessia e dalla depressione, il suicidio è l’unico modo per assicurarsi che nulla potrà mai più ferirla.
La decisione di Jessie scatena un’impetuosa lotta fra madre e figlia, dove Thelma usa ogni strategia possibile per dissuadere la donna dal suo intento, sprofondando lentamente nell’angoscia; al contrario Jessie mantiene una calma glaciale, sorvolando sulla disperazione della madre e dandole istruzioni dettagliate su dove sono tutte le cose in casa, come una padrona che istruisce la governante. La madre si dispera così tanto da spingersi a dire la verità a Jessie su tutta una serie di cose che hanno sconvolto la sua esistenza, affrontando i vecchi fantasmi della loro vita. Ma la donna sembra irremovibile…

Al debutto ‘Night, Mother  sconvolse il pubblico americano per la sua lucida e franca dissertazione sul tema del suicidio.

In questo blog, di suicidio se ne è parlato abbastanza...e a quelli che allora sostenevano con convinzione il fatto che i suicidi siano solo dei malati mentali, consiglierei vivamente la visione di questo film e pure di provare ad espandere le proprie sinapsi (sono sempre dell'idea che chi non hai mai pensato almeno una volta al suicidio, è del tutto inutile che continui a vivere).
Secondo me, proprio perchè questo film tratta il suicidio in maniera così razionalmente lucida - ad un certo punto addirittura scatta l'empatia verso la figlia e non la madre - proprio per tale motivo suppongo, non potrà mai arrivare soprattutto in un paese come l'Italia, (o meglio, credo sia arrivato e tolto quasi subito dalla circolazione) col Vaticano che tenta di interferire sulle scelte individuali mettendo in mezzo un certo Dio. (il cognome adesso non lo ricordo).
Tra l'altro, una delle prime minchiate che dice la mamma per fermare il proposito della figlia è: "È peccato!" e la figlia risponde tranquillamente che anche Gesù Cristo fu un suicida. E come pensate potrebbero accettare una cosa simile i credenti?

Allora via, teniamolo nascosto, non sia mai qualcuno avanzi il diritto di scelta anche sulla propria morte.


Page 33 (Bus metaphor)
Jessie: Mama, I know you used to ride the bus. Riding the bus and it’s hot and bumpy
and crowded and too noisy and more than anything in the world you want to get off
and the only reason in the world you don’t get off is it’s still fifty blocks from where
you’re going? Well, I can get off right now if I want to, because even if I ride fifty
more years and get off then, it’s the same place when I step down to it. Whenever I
feel like it, I can get off. As soon as I’ve had enough, it’s my stop. I’ve had enough. 



No no, io ancora non ne ho avuto abbastanza della vita, devo prima riuscire a fare alcune cose tipo:
trovare questo film doppiato in italiano (possibilmente come Iddio comanda,  forse l'unica a poter doppiare la Bancroft  sarebbe l'ormai deceduta e mitica Anna Miserocchi, non vedo alternative sinceramente).

Congiungermi sessualmente per circa 41 ore di fila con Jeffrey Dean Morgan e Luis Tosar (anche in sede separata).

Massacrare  chi ha inventato i pantaloni a vita bassa, le scarpe a punta, la birra analcolica e Renato Brunetta.

Poi vorrei realizzare la mia più grande fantasia sessuale: stuprare un ecclesiastico (di quelli credenti però).

Capire profondamente perchè alcune persone godono nell'andare a sudare in una palestra, faticando gratuitamente (anzi, pagano pure, il che li rende ancora più folli ai miei occhi). Devo assolutamente comprenderlo, prima di morire.

Essere baciata in bocca da un delfino in corsa! 

Trovare un lavoro a tempo indeterminato e poi ritrovare il coraggio per lasciarlo.

Assaggiare una volta per tutte il risotto alle fragole e il surimi di cavallette.

Tingermi i capelli color arcobaleno.

Pulire i vetri della cucina.

Dormire almeno una notte in questo "Hotel". 

Uff, meglio smettere qui, altrimenti mi tocca vivere per altri 129 anni (brrr!).

Anche andarmene senza aver amato "perdutamente" un bipede maschio mi dispiacerebbe un po'...

Ah, ora che ci penso, vorrei pure riuscire ad entrare in una Posta di Roma ed essere la prima (questo potrebbe essere un motivo scatenante per proseguire).
; )



E adesso fatemi leggere la vostra ipotetica "ultima" lista.






giovedì 26 aprile 2012

La morte a pagamento. La tua.

Ho visto quest'altro film, adoro il cinema, ve l'ho mai detto?  Per fortuna nei tempi dell'internetto non è necessario andare al cinema a spendere un fracco di soldi per poi farsi infastidire da un chiacchiericcio, una testa troppo capelluta, una coppia che si dimena, un bambino che piange ecc.
Perchè vedere le ultime uscite se ci sono migliaia di film datati (a volte validissimi) che non ho ancora visto?

Io sono spesso incuriosita da film che non hanno avuto un'eco commercial-popolare, eh sì, in questo credo di essere abbastanza snob, mio malgrado.

Questo film comunque non è validissimo e nemmeno un capolavoro va da sè. MA.

Può far riflettere come può farlo un pugno nello stomaco...condito con qualche risata di sberleffo irriverente verso ciò che è un vero tabù nella società. La morte, e peggio ancora se agognata.

Il tema sostanzialmente consiste nel voler dare rispetto e dignità al suicidio,  come atto consapevole.

Viene classificato come un film commedia/grottesco/drammatico, il che lo ha reso già abbastanza invitante per i miei gusti.(adoro le cose poco inquadrabili).
Ma spiego prima la trama leggermente insolita, per chi non l'avesse ancora visto naturalmente e anticipo che ha vinto il Marc'Aurelio d'Oro della Giuria per il miglior film al Festival Internazionale dei film di Roma del 2010.
Non che ciò voglia dire un cazz'Aurelio, ma tant'è.

Un tizio, un certo Dottor Kruger ha l'ambizione di poter dare la giusta dose di dignità a coloro che per motivi differenti abbiamo deciso di togliersi la vita. "Il suicidio sarà presto un diritto costituzionale" dice.
Questo processo viene attuato nella sua clinica esclusiva e gli "ospiti" pagano profumatamente per un suicidio assistito con tanto di desiderio finale, come si fa per i condannati a morte in altre circostanze, (è già questo piccolo elemento ad offrire l'idea di un che di grottesco incluso anche il fatto che scappino tutti come disperati quando ad un certo punto scoppia un incendio nella clinica...).
Un suicidio perfetto quindi con un po' di veleno prima di un tentativo comunque dissuasivo da parte di Kruger.
La verità che probabilmente vuole mostrare è in realtà il fatto che la morte arrivi in maniera anarchica. Non puoi imporre delle regole alla morte. E la seconda parte del film ne è la riprova.

Sostanzialmente è una commedia nera in bianco e nero alla Bergman. Ma forse solo per il bianco e nero, adoro Bergman ma non credo spiccasse in ironia o paradossale comicità...Allen credo abbia saputo rivedere e correggere in un certo senso. Non fraintendete, il binomio Allen-Bergman lo ritengo quasi indissolubile in alcune pellicole .Ma qui si va oltre e non certo per qualità o genianità, ma per originalità.

Ma torniamo al nostro "Dottor Morte", se si riesce ad andare aldilà della provocazione, del proporre il tema in maniera spiazzante e politicamente scorretto, si può anche riflettere su "l'ingerenza delle istituzioni sulla scelta individuale" e poi pensare al tema serissimo e controverso dell'EUTANASIA.
Ma anche no! Dico io.
Si può solo godere di questa pellicola dall'humor nero sorridendo delle bizzarrie dei "pazienti" e della trama che vira repentinamente.
Dipende dal vostro modo di  affrontare l'argomento trattato. (e sicuramente dai vostri gusti cinematografici in primis).
Sappiate comunque che Olias Barco, il regista di questo film, si è ispirato ad una realtà : la "Dignitas" è una clinica svizzera per il suicidio assistito.

Vabbè, in definitiva volevo dirvi che se vi capita vedete questo "Kill me please".
Abbandonate i vecchi metodi...;)