domenica 25 settembre 2011

Riflessione antropologica per menti fini (ma anche no).





Appena nata sono una "nascitura", quando mi portano a casa sono la "figlia", se viene a trovarmi mia zia divento una "nipote", cresco, mi portano a scuola e sono una "scolaretta", più in là una "studentessa", mi sposo e divento una "moglie", faccio un figlio e divento una "mamma", entro in un supermercato e sono una "cliente", se salgo su un autobus sono una "passeggera", se entro dentro al cinema sono una "spettatrice", se sono a lavoro sono una "dipendente", se non ho un lavoro sono una "disoccupata", se vado dal medico sono una "paziente", se vado a una festa sono "un'invitata", se vado al mare sono una "bagnante", se vado a votare sono "un'elettrice", se accedo a internet divento "un'utente", se leggo un libro divento una "lettrice", se vado in chiesa sono una "fedele", se mi sparano divento una "vittima", se attraverso la strada sono un "pedone", se vado a una mostra divento una "visitatrice", quando invecchio sono una "pensionata", quando muoio divento una "defunta", pure adesso che sto scrivendo non sono io ma sono "qualcosa da aggregare", sono una "blogger" e anche se spengo tutto e dormo, resto comunque "un'inquilina" di questo palazzo e se finissi a dormire all'aperto sarei una "senzatetto" e se...(potrei continuare all'infinito ma a volte ho pietà di voi).

Perchè un cane resta solo  un "cane" tutta la vita? (ma pure un dromedario)

Tutto ciò sembra molto scontato e banale e non so neanche bene il perchè mi infastidisca.

Forse la morale è che vorrei essere un cane (o un dromedario).

giovedì 22 settembre 2011

A. M. M. (Aberrazione Mentale Maschile)



Cosa sono le A.M.M.? Ne esistono di varia natura e in passato, mio malgrado, ho avuto modo di assistere a questi esempi proprio quando essi prendono forma e si concretizzano sul muso di un maschio aberrato.
Il primo esempio che mi viene in mente è quando dicono "Certe donne meritano di essere violentate, se prima provochi, è normale che poi un maschio si trasformi in una pelosa creatura pre-umanoide", si, dicono proprio così, li ho sentiti giuro!
Anche quando la si cerca vergine, per me trattasi di A.M.M.

Comunque, vi ricordate di quel mio (ex) collega di lavoro ruffiano?
Diceva : "Se sto con una ragazza, spendo solo soldi inutilmente perchè inventa spesso scuse per non darmela", al che, a me era venuto spontaneo dirgli che non tutte le ragazze sono refrattarie al sesso, e lui: "Se a una ragazza piace fare sesso, lo fa con tutti, alias è una puttana".
Ecco, questa è una classica aberrazione mentale maschile della peggiore specie.
(e rientra nella categoria "Sei una zoccola se ti piace vedere i porno").

In fondo, quella non era stata la prima volta che io avessi sentito una simile oscenità di pensiero, tanto che in passato cercavo di scopare mediocremente per timore che il mio compagno potesse pensare male di me (non è vero, era solo per rendere l'idea) figuriamoci se sono così demente!

Perchè se una donna afferma: "Mi piace fare sesso" scatta in automatico l'idea conseguenziale che sia una puttana? Piuttosto che una donna "sana" e senza traumi o sensi di colpa che ama farlo con l'uomo che ama?
Deve necessariamente aggiungere: "Mi piace fare sesso con l'uomo che amo"? Ma anche così, secondo me passa un po' da troia.
La conclusione sarebbe che le donne non devono dirlo ma farlo (bene) e basta.
E con tutta onestà la trovo un'idea deprimente.
Penso alla futura ragazza di questo stronzetto; non avrà scampo, se è una "brava ragazza" e quindi secondo lui farà sesso per dovere (??) la cornificherà spesso e volentieri, se invece sarà una ragazza "sana" a cui piace fare sesso, sarà sempre considerata e trattata da lui come una mignotta.

Motivo in più per abbattere questo elemento!

martedì 20 settembre 2011

Erotismo marino.

                                                    

Me l'hanno censurata, per poter vedere questa foto andate nei link segnalati da La Eta nei commenti.

 

Sabato sono andata a vedere qui a Roma la mostra fotografica del grande Daikichi Amano, il più famoso tra i fotografi giapponesi contemporanei.
Per la verità io l'ho scoperto da poco e devo dire che qualunque cosa si possa pensare della sua "arte", io la trovo di un'originalità senza precedenti nella fotografia.
Ci tenevo a farvelo conoscere.



















Una volta uscita da lì ero indecisa però se andare a giocare con un capitone o farmi una bella insalata di polipo.







sabato 17 settembre 2011

UN ALTRO "ELEMENTO UMANO" DA ABBATTERE




Finalmente, dopo otto mesi di disoccupazione, eccetto qualche lavoretto, ho trovato un lavoro stabile! (per quanto oggi questa parola possa avere valenza...).
Vabbè, dico finalmente solo perchè altrimenti dal prossimo mese avrei dovuto scrivere da sotto il Ponte Sant'Angelo a Roma (scusate eh, ma anche da senzatetto manterrei una certa sensibilità artistica), non certo perchè non vedevo l'ora di vivere questa imposizione disumana e questo lo dico senza che ciò abbia la benchè minima connessione con la tipologia lavorativa ma questo è un altro discorso.

Allora si ricomincia; orari da rispettare, analisi approfondita dei nuovi datori di lavoro per vedere in che percentuale me lo metteranno in culo, adattamento a quegli esseri umani  che non ho "scelto" che vengono definiti "colleghi di lavoro".
Ho cambiato fin troppi lavori per poter affermare tristemente che sempre, dico sempre, tra i tuoi colleghi ci sarà sicuramente un maledettissimo ruffiano.
Posso tollerarli tutti; il collega "lamentoso", quello che si muove con la stessa efficienza di un bradipo malato, quello che parla in continuazione, quello che vuole farti ridere a tutti i costi magari con una battuta su Berlusconi perdio, quello tunisino appena sbarcato col gommone e che di italiano capisce solo "fica", (solitamente fa il lavapiatti) quello che "io lo so fare meglio", quello che "dai organizziamoci per una pizza tutti insieme una di queste sere" e via dicendo.
Ma il ruffiano, quello NO!
Questi elementi mi fanno, immancabilmente venire conati di vomito, sento che vorrei sbatterli violentemente contro un muro ancora in costruzione e gridargli: "Fatti una vita, pezzo di merda miserabile!"
Avete presente quelli che non badano all'orario? Quelli che vanno a riferire al capo ogni piccolo (e risolvibile) contrattempo lavorativo e tengono molto a specificare chi sia stato il "colpevole" (solitamente è lui ma scarica ogni cazzata compiuta, sugli altri colleghi), quelli che fanno di tutto per mostrare al datore di lavoro quanto loro facciano gli interessi dell'azienda e che se si lavora di più e ci si fa il mazzo, loro sono felici perchè il capo è felice.
La cosa più sconcertante, questa volta, è che ha solo ventidue anni e TRA L'ALTRO è uno studente universitario che non proseguirà la sua carriera in una tavola calda, per cui non dovrebbe, in teoria, avere tutto questo grande interesse a fare il ruffiano.
Solo che ruffiani non si diventa, non ci si improvvisa; si nasce.
E come se non bastasse, lo hanno affiancato a ME! Proprio a me che detesto con tutte le mie forze ogni atteggiamento ruffiano e leccaculo in ogni situazione della vita (esistono pure nella blogosfera by the way...).
Dopo i primi scontri verbali iniziali (dovuti alla mia idiosincrasia al soggetto) adesso sto cercando invece di farmelo "amico", di prenderlo per il culo insomma, perchè so che potenzialmente i ruffiani sono soggetti pericolossissimi se te li metti contro.
Lui non lo sa ancora, ma sarò io a metterlo con le spalle al muro, 'sto mollusco!






giovedì 15 settembre 2011

INCONTRI CASUALI E MEDESIME FINALITA'

                                                        
                                                        Miriam e Drew.

Entrambi di New Orleans, lui un saxofonista senza troppe ambizioni, un divorzio pacifico alle spalle e un figlio da vedere svogliatamente nei fine settimana.
Tutte le notti suona al "Duke's Club" senza nemmeno accorgersi chi c'è oltre il palco, gli piace ciò che fa.
Miriam fa la DJ in una radio locale ma non è mai stata un'appassionata di Jazz, quella sera accontentò alcuni suoi amici decidendo di seguirli in quel Club e fu allora che rimase folgorata dal saxofono di Drew.




                                                         Karen e Arthur.

Karen, figlia di australiani benestanti, viziata come solo i figli unici sanno esserlo, finge di lavorare come "Store Manager" in uno dei sessantanove negozi di famiglia, predilige il reparto "Intimo donna"; ha solo ventitre anni e la sua profondità di pensiero arriva fino alle Culotte de cheval.
Arthur è un bel giovanottone figlio di immigrati italiani, tutto gym e rugby. Sistemarsi con una ricca rampolla è sempre stato il suo sogno.
Un giorno, per conquistare il culo, ehm...il cuore di una donzella optò per un acquisto nello Store dove sostava Karen. Finirono in un camerino assieme e ne uscirono dopo due settimane.



                                          Cinzia e Marcello.

Lui un noiosissimo consulente finanziario che trascorre la maggior parte della sua esistenza tra campi da golf e night club per soli uomini, sostanzialmente non ama le donne ma è diventata un'abitudine anche quella di vedersi sventolare tette e culi sul viso. Aspira solo a svuotare i testicoli.
Cinzia è separata, deve crescere due bambini da sola e lavora a ritmi massacranti per poterlo fare, accettando quindi qualunque lavoretto extra.
Anche se per finalità differenti, Cinzia e Marcello si sono incontrati al "Nitriti di Primavera" e fino a Novembre hanno nitrito insieme.



                                          Sophie e Rosario.

Rosario, nato e cresciuto a Crotone, si è trasferito da un paio d'anni a Vancouver, fa il cameriere e il suo sogno è aprire un ristorante tutto suo e chiamarlo "Calabria's Dream" (non si prendono per il culo i sogni altrui! O si?).
E' alto un metro e dieci e si muove in maniera nervosa, è suscettibile e può saltarti al collo da un momento all'altro ma le donne le corteggia tutte, soprattutto col suo modo allusivo del piccolo, corto uomo calabrese che piace tanto alle zoccole straniere.
Sophie è una di quelle donne francesi che vuole apparire sofisticata indossando tubini o altri capi d'abbigliamento rigorosamente nero-esistenzialista, molto curata nell'aspetto e con l'aria sempre un po' annoiata e altezzosa di chi vuole farti credere "Non te la darò mai".
Lavorare lo considera troppo volgare.
Eppure Rosario, orgoglioso e cocciuto, ha proseguito il suo corteggiamento metodico fino alla vittoria.



                                          Olinda e Odorico.

Olinda faceva la prostituta a Cleveland, un giorno un cliente le chiese se poteva defecargli in viso e così lei finì in prigione con l'accusa di omicidio colposo.
Odorico era sempre stato un uomo probo, mai fatto uno sgarro a chicchessia, un lavoro tranquillo di impiegato statale, una vita coniugale tranquilla, figli tranquilli, anche il suo Pitbull era tranquillo.
Il classico brav'uomo insomma.
Un giorno indossò il costume di Kermit e con un mitra fece fuori a sangue freddo 91 impiegati della Microsoft.
In galera, durante degli spostamenti, conobbe Olinda e i secondini dovettero faticare tre giorni e tre notti per separarli.



                                          Ashanti e Oliver.

Ashanti è la classica donna avvenente, di quelle che quando passano per strada non puoi fare a meno di voltarti e osservare tutte le sue forme perfette (che tu sia uomo, donna, frocio, transessuale, Labrador o Maria Rosaria Bindi).
Lei non ha bisogno di lavorare, le basta presenziare in certi salotti e non rivelare mai che il suo intimo desiderio sia quello di far parte del cast di un film pornografico.
Oliver è ricchissimo.



                                          Silvana e Maurizio.

Silvana è una donna sposata da oltre dieci anni, fa la segretaria in uno studio legale ed è contenta di ciò, così può evadere almeno per poche ore dal gelo matrimoniale che l'avvolge, sa che il marito ha un'amante da anni ma per il bene dei figli tace.
Le piace fare lunghe passeggiate nel parco sperando che un uomo si accorga di lei.
Anche Maurizio è infelicemente sposato da svariati anni, fa l'agente immobiliare perchè non ama i lavori sedentari, continua a ripetere a chiunque "Carpe diem" ma soprattutto gli piace dirlo alle donne che incontra.
Apparentemente può sembrare imbranato, invece sa esattamente cosa vuole da un rapporto: quello che la moglie non è mai riuscita a dargli.
A Silvana ha fatto credere di essere stupenda e così ora ognuno ha ciò che cercava.



                                          Saki e Chung.

Vivono entrambi in Cina, e spesso sono costretti ad assistere a strani fenomeni nei cieli  senza nemmeno poter esprimere liberamente le loro teorie nei rispettivi blog.
Chung fa il tassista a Hangzhou e quindi è spesso agitato, ma un giorno salì Saki sul suo taxi; una donna dallo sguardo dolce e triste che fece tremare il cuore di Chung.
Lei gli confidò di quanto si sentisse sola e così diversa dal resto del mondo; talmente sognatrice che pensava stesse per estinguersi. Si era messa in testa di voler figliare il più possibile e in questo Chung non ebbe problema ad accontentarla; anche adesso, mentre parlo di loro, sono lì a copulare senza ritegno e guai a dirgli di smettere!



                                          Bronislava, Pavel e Sergey.

Lei, una giovane istruttrice d'aerobica originaria del Kazakistan, la classica "Barbie girl" che va tanto di moda in Russia al momento, Ken non gli era mai bastato, pensando quindi a una relazione a tre cercando Blaine.
Pavel e Sergey amici da tempo, il primo un giocatore di hockey miracolosamente scampato a un disastro aereo; ritenendosi "graziato" per essersi salvato dall'incoscienza di viaggiare in aereo in Russia, ha deciso di vivere alla giornata gustando i pochi piaceri della vita e seguendo i consigli di Sergey grande puttaniere e bisessuale da sempre.
Sergey possedeva una fabbrica di matrioske ma durante la crisi finanziaria del 2008 fu costretto a svenderla e oggi si guadagna da vivere esportando caviale clandestinamente.
La "Barbie girl" ne è ghiotta. E da ciò ne è nata una relazione stabile fra i tre.



                                         Vincenzo.

Vincenzo vaga errabondo per i campi del Tennessee e come vi è arrivato, chissà.










lunedì 12 settembre 2011

COME MAI?



Ieri sera navigando tra un blog e l'altro, tra un commento che mi portava in un nuovo blog e così via, sono approdata in un blog che esordiva con questa foto, minchia! E' stata proprio l'esclamazione giusta, foto che suscita un discreto interesse diciamolo, soprattutto se sei una donna etero o un gay.
Incuriosita ho letto pure ciò che c'era scritto nel post e in meno di un nano secondo ho capito che il blogger era un frocio, uso questa parola perchè non ho mai pensato che fosse offensiva tra i froci intelligenti, ho avuto amici froci e non ero costretta a usare la parola omosessuale o gay tutte le volte.
Vabbè, proseguo la lettura, sembra simpatico e non troppo banale, anche il modo schietto di dire le cose mi era piaciuto.
Nel secondo post, terzo, quarto, quinto, sesto fino alla fine, c'erano solo una miriade di fotografie di uomini nudi in tutte le salse e lui che scriveva esclusivamente di sesso, avventure, considerazioni varie riguardo le foto postate, monotematico insomma.
Bene, ora io mi chiedo PERCHE' i froci e le lesbiche sono ossessionati dal sesso molto più degli etero?
Chiaramente questa considerazione non è scaturita semplicemente dalla scoperta di questo blog, quasi tutti quelli che ho conosciuto direttamente o indirettamente presentano diciamo così, questa prerogativa; parlano spesso delle avventure avute e hanno sempre e costantemente in mente la promiscuità come fattore quasi necessario nell'affermazione di sè.
Nessuno, neanche gli amici froci mi hanno mai saputo spiegare il perchè.
E' come se volendo esprimere la propria personalità mettessero bene in chiaro che prima ancora di essere "persone", sono gay.
Che cazzo vuol dire? Vuoi sempre tenermelo presente semmai io lo dimenticassi?? E perchè?
Ovviamente ho perso interesse a proseguire, così come lo perdo se un altro blogger scrive solo ed esclusivamente di fiche; fammi capire che hai qualcos'altro dentro quel cervello, perdio!

Se dovesse passare un omosessuale (ok!) da queste parti, vorrei che facesse luce su questo mio interrogativo, ma anche gli etero sono pregati di esprimere la loro opinione e se hanno notato questa differenza nel modo di porsi (ovviamente non mi riferisco a quelli che tentano di non farlo trapelare!).




venerdì 9 settembre 2011

GUARDA E SCRIVI (1)





Come avrete notato, a volte mi capita di guardare una fotografia e avere poi voglia di scrivere qualcosa, in tal senso per me sono ispiratrici (di cazzate il più delle volte, lo ammetto).
Quindi voglio fare questo esperimento;
 "Guarda e scrivi" sarà una sorta di rubrica in cui VOI scriverete anche solo poche parole ispirate alle fotografie che posterò di volta in volta.
Potete scrivere TUTTO ciò che vi passa per la testa.
Spero che questo "gioco" sia di vostro gradimento altrimenti vi potrei pure dire così! :)

A voi la parola.






martedì 6 settembre 2011

MI SONO RIMASTE SOLO CINQUE UOVA!



Adoro letteralmente le uova, cucinate in mille modi ma soprattutto crude senza nulla, se sono fresche raggiungo orgasmi multipli.
Quindi quando ho visto questa foto ho provato un senso di gioia profonda.
Mi sono commossa.

Sarei pure curiosa di vedere la gallina che le ha fatte...




PS
Mi domando se esista qualcuno che provi lo stesso sentimento profondo per le uova :)






domenica 4 settembre 2011

FACOF!



A te che dici che se vincessi il Superenalotto continueresti a lavorare perchè "Non si può restare in vacanza tutta la vita".
A te che "Qui siamo tutti una famiglia" e poi me lo metti in culo.
A te che "Se una donna non ha figli non è completa".
A te che "Questo pezzo spacca, sei un genio".
A te che "Ti chiamo stasera" e poi non chiami.
A te che hai pensato di potermi comprare con i tuoi soldi (ti avevo detto mille volte che a me piacciono solo i diamanti).
A te che dicevi che entro i trent'anni bisogna sposarsi e che ora vorresti dare fuoco a tuo marito.
A te che dici sempre "Se sento qualcosa ti faccio sapere".
A quello scassacazzi del postino che suona sempre da me per farsi aprire il portone (e pure più di due volte).
A te che pensi che la vita sia sacra.
A te che non credevi ce l'avrei fatta a uscirne.
A te che sei un grandissimo ruffiano e vorresti farmi credere il contrario.
A te che non lasci in pace "Questi negri perchè non se ne tornano nel loro paese".
A te che ti disperi perchè non sei riuscita a trovare "quel" paio di scarpe.
A te che aspetti sempre che sia qualcun altro a parlare al posto tuo.
A te che pretendi di insegnarmi il lavoro mentre l'unica cosa che sai fare nella vita è contare i soldi che ti ha lasciato papà.
A quel bambino che piange sempre mentre sono al cinema.
A te che "Dai su, organizziamoci una di queste sere".
A te che dici "Che fretta hai di andare a casa? Mica hai figli e marito che ti aspettano".
A te che "Una donna non deve dire mai parolacce".
A te che un errore ti è costato tanto?
A te che ti fanno vomitare le ostriche (si ok, sono gusti, ma vaffanculo lo stesso).
A te che spendi undici ore della tua giornata lavorando e ne vai pure fiero.
A te che "Abbiamo già provveduto".
A te che "Il fumo fa male".
A te che indossi una camicia rosa (che tu sia uomo, donna o frocio non importa, vaffanculo lo stesso).
A te che "Lo faccio per il bene del Paese".
A te che hai lo stesso sense of humor di un coltellino svizzero.

Per te, ma anche per tanti altri, ho trovato un sito ad hoc.