domenica 29 dicembre 2013

"Ora non è il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai".




Seidu e Moussa al concerto di Capodanno di Roma al Circo Massimo chiedendo un autografo a Nina Zilli (mentre pensano anche loro a chi cazzo sia).




Era un bel po' di tempo che non cenavo a Trastevere, uno dei quartieri tipici di Roma, quartiere in cui lavoro ma difficilmente mi lascio convincere di cenare lì soprattutto il sabato sera e sotto i festivi (troppa massa umana senza nessun essere umano...).
Eppure ho incontrato un essere umano straordinario dal mio punto di vista e anche dal vostro di occidentali dal "Cosa fai a Capodanno?".

Si avvicina al nostro tavolo l'ennesimo "vù comprà" con un sorriso così vero che già mi verrebbe da chiedergli "Minchia te ridi?" e soprattutto "Perchè non vai a rompere le palle altrove che sto tentando da un'ora di finire un discorso senza essere interrotta ogni sei secondi da voi negri bastardi?".
(Per i più riottosi aggiungo che ho avuto un fidanzato anche nigeriano).

Fatto sta che il dialogo è stato differente, forse stremata mi sono lasciata andare a fare amicizia e dialogare con lui.
In Italia da vent'anni (già questo merita un applauso), ha capito che non compreremo nulla e ci offre un braccialetto dei desideri chiedendo di fare un'offerta, il braccialetto è composto da poche strisce di stoffa intrecciate ma se al momento di annodarlo (leggenda paracula-africana vuole) esprimi tutti i tuoi desideri, questi SICURAMENTE si avvereranno.
Minchia, io non so da dove iniziare...(ne vendi a chili?).

Comunque, attuato il rituale africano e donato qualche euro iniziamo a parlare con lui e scopriamo che essendo musulmano ha QUATTRO mogli in Senegal e OTTO figli.
Ok, rappresenti tutto ciò che io non farei mai.
Però quando mi dice che è lui a campare tutta la ciurma, un po' mi sconvolge e mi fa riflettere sulle nostri situazioni economiche e di come noi italiani non riusciamo ad andare avanti con uno stipendio di 1.200 euro (chi ce l'ha...).
Gli ho chiesto quanto riesce a mandare a questa famiglia e mi dice "Dipende, circa 300 euro al mese".

Io non capisco. Giuro. (Ma mi viene il sospetto che gli italiani siano molto generosi).

Come si fa a campare se stessi a ROMA (dove gli affitti sono da criminali autorizzati) e allo stesso tempo campare una famiglia così numerosa altrove???


Forse la risposta è nella citazione iniziale del vecchio Ernest...


Con questo post vi auguro Buon Anno e di riflettere, se vi capita, tra "Il trucco perfetto di Capodanno" e un cotechino e lenticchie.


Io penso che me ne starò chiusa ermeticamente in casa per evitare il "Midevodivertireperforzaperchècapodanno".
Tra l'altro ho appena saputo che mi sono state concesse delle ferie avanzate dal 2013 di ben 26 giorni a Gennaio, quando tutte le feste saranno (finalmente) finite, ci saranno i saldi, tutto avrà un costo accettabile e i voli aerei non costeranno un cazzo.
Magari per volare in Senegal e vedere come si sta bene.







Qualunque sia.... BUON ANNO A TUTTI VOI ANIME PRAVE! ;-)



PS
Finisco il Passito di Pantelleria e poi torno.


giovedì 26 dicembre 2013

Per non abituarmi alla bellezza (2)





























No vabbè...questa non l'ho scattata io ma mi sembrava in tema col post. No?



PS
Ok, le foto non le ho scattate proprio oggi (chè Roma oggi mi ricorda lo stravissuto Londra-grigio-topo) ma circa una settimana fa. Col sole.

Viva il sole, viva i sorrisi e la pace nel mondo. Porcosantostefano. (Il tizio che fu pure accusato di blasfemia...).


giovedì 19 dicembre 2013

Sta per arrivare il Santo Natale...









Non appartengo nè alla categoria che impazzisce di gioia pensando al Natale nè a quella che lo odia in maniera viscerale.
Ormai da un bel po' di anni il Natale arriva e mi scivola addosso come un'anguilla (prima di essere fatta in umido).

Però se voi ci tenete vi faccio gli auguri.





sabato 7 dicembre 2013

Una cosa che non farei mai.




Tramjazz:

"È avventura in musica: una sintonia perfetta di qualità, bellezza, passione, invenzione.
Tramjazz: una serata di spettacolo che offre insieme un concerto jazz, un’ottima cena a lume di candela e un tour notturno nel centro di Roma, tutto a bordo di un tram storico, restaurato e risistemato come ristorante e sala da concerto viaggiante."

Questo è quello che si legge nel sito.

Spesso io invece incrocio questo tram (seduta su un altro tram normale) mentre torno a casa la sera e mi viene voglia di insultare quella gente che con una mano tiene il flute col "prosecchino" e con l'altra si regge per non cadere, appiccicati gli uni agli altri, gridando per poter comunicare con la propria dolce metà, ma perchè?
Perchè spendere 65 euro a testa in questo modo?
Bah. Sarà che sono ogni giorno sui tram affollati, sarà che una cena a lume di candela (ma anche senza) io la concepisco soltanto quando ogni tavolo è posizionato ad almeno cinque metri di distanza dall'altro, sarà che non mi fido di mangiare in un posto dove non c'è una cucina, sarà che non amo particolarmente il jazz (lo so, dirlo è impopolare, è più cool invece affermare il contrario), sarà quel che sarà ma la sola idea a me fa quasi venire i brividi d'orrore.
Spero non venga mai in mente ad un mio cavaliere di farmi una sorpresa simile, perchè inizierebbe davvero col piede sbagliato.


Lo so che a voi piacerebbe tanto, allora...attaccatevi al tram!


lunedì 25 novembre 2013

Per non abituarmi alla bellezza.




Tutte le foto presenti in questo post sono state fatte da me e guai, guai a chi me le ruba! Pena Capitale!



Avete presente quando sposate un pezzo di gnocca e dopo circa dieci anni, se non meno, non riuscite a distinguerla da un termosifone?
ALT! Non perchè lei si sia trasformata in qualcosa di inguardabile (i vostri amici se la vorrebbero trombare anche adesso a tutte le ore) ma perchè voi invece lo avete fatto per anni.
Ecco.
Questo esempio così sofisticato serviva solo per riflettere sul fatto che spesso e volentieri ci abituiamo a tutto.
Trovo davvero pazzesco il fatto di come gli esseri umani si abituino a qualunque cosa (al momento però non riesco ad abituarmi al fatto che il verbo abituare soprattutto coniugato abbia troppe vocali).
Abitudine è una parola orrenda. In tutti i sensi.
Io non mi voglio abituare!

Ogni giorno per andare a lavoro percorro una parte del centro di Roma e mentre lo faccio, da circa tre anni, ascolto musica o l'ultima ora de "La zanzara" con quei due coglioni, leggo, bestemmio perchè sui mezzi c'è troppo caldo o troppo freddo o perchè non passano e se passano sono stracolmi di umani che vorresti uccidere a prescindere. Tutto insomma, tranne che guardare Roma, questa splendida città adottiva, con tutte le sue pecche e la puzza di fogna politica o religiosa...ma oggi volevo parlare di bellezza e Roma ne ha da vendere, ovviamente se avete una certa sensibilità artistica e non vi mettete l'anello d'oro al mignolo.


Oggi quindi ho voluto "guardarla" al ritorno da lavoro, il meteo lo permetteva e avevo con me la mia nuova fotocamera compatta economica che però fa il suo dovere e io non avrei la pazienza di perdere undici minuti per impostare una fotografia.
Quindi accontentatevi.


Cosa c'entra? Beh, oggi ho voluto "guardare" anche questa sorridente, simpatica e solare vecchina...che ogni santo giorno mi chiede l'elemosina prima di entrare in albergo. Non le ho mai dato un centesimo. È troppo solare.




Attraverso Ponte Garibaldi e vedo l'Isola Tiberina detta "Il Barcone" (dove c'è un ospedale che secondo me prima o poi rimarrà definitivamente sommerso dal Tevere in piena).


Altra veduta dell'isola Tiberina con un altro cazzo di ponte sullo sfondo. Roma è piena di ponti, una vera fortuna  per i clochard che vanno a morirci sotto. Vuoi mettere?






Attraversando Ponte Garibaldi intradevo un'altra cazzo di cupola romana. Se avessi 10 euro per il numero di chiese a Roma, potrei comprarmi un monolocale.


Guardo più da vicino "IL BIONDO TEVERE".

A Largo di Torre Argentina  incontro spesso questo tizio biondo a cui servono solo birre e sigarette per campare...


Largo di Torre Argentina. Notare il gabbiano sulla colonna (Ormai sono OVUNQUE e forse scriverò un post dal titolo: "Un tempo stavano in mare") perchè lo rivedremo più in là. Comunque in questo loco, per chi non lo sapesse uccisero Giulio Cesare. Io prima o poi ucciderò anche il giovane Mossamat che insiste a volermi vendere un ombrello anche a luglio.


Mentre vado a Piazza Venezia. Edificio irrazionale ma attraente.


Sotto quell'edificio ci sono questi "pezzi  di muro vecchi..."



Altro edificio sulla via. Non so. Mi ricorda il tiramisù e lo fotografo.



Sto per arrivare a Piazza Venezia. Strisciando.



Sono quasi arrivata.  Sto per uscire dal tombino.


AOH?! Se t'avvicini ancora so' carci eh, bada!

"La grande bellezza" a proposito, l'ho visto e contrariamente a me stessa mi è piaciuto...forse è Toni Servillo che è l'unico attore italiano di cui andare fieri, forse l'odio-amore-mapiùodio per Fellini chissà. Ma forse solo l'amore per Roma.

Fatto sta....

...che sono arrivata all'Altare della Patria o Vittoriano o Macchina da Scrivere. Vedo i cancelli aperti per la prima volta ed entro. Mi saluta la dea Roma.


C'è una mostra gratuita sul nostro Risorgimento e vedo pure i pantaloni con cui Garibaldi si cacò addosso quando fu ferito ad una gamba.


Forza Italia!


Ok, esco da lì. Fortuna che c'è il sole a fine Novembre.


Mi soffermo a scattare altre foto.


Uno dei bassorilievi accanto alla dea Roma.


Ed eccolo il gabbiano di prima. Mi ha seguita perchè sapeva che volevo scattare QUESTA foto!


Bello bello bello!

Esco dal lato destro verso i Fori Imperiali.

Dai, ma non è splendida la nostra Capitale?

In Via dei Fori Imperiali c'è sempre qualche artista di strada ma quello che viene dopo non l'avevo mai visto.


Sinceramente nessuno di noi ha capito il trucco. Ovvio che non fosse sospeso per aria e che ci fosse una qualche struttura su cui poggiava, ma dove???


Con questo dubbio feroce e stanca morta mi avvio verso casa, portandomi dentro un po' di bellezza.


Se ancora qualcuno non conoscesse Paola Guagliumi e volesse imparare qualcosa in più sull'arte in maniera divertente, andate nel suo blog "L'Arte spiegata ai truzzi".


A cosa pensate di essere abituati? (e non dovreste...)

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giovedì 21 novembre 2013

Ma sai cosa ti dico?




Docente universitario in storia medievale con una vecchia passione per il sanscrito.
La premessa mi fa pensare che con te potrei farmi due coglioni grossi quanto una casa.
Sei entrato in chat per via di un incidente al piede che ti ha bloccato fermo in un letto un bel po'.
Ti devo credere? Esiste ancora gente nel 2013 che si vergogna di dire che sia iscritta in una chat?
Però ti definisci snob senza vergognartene neanche un pochetto.
Ok. Non mi disturba. Ne valuterò il grado e se il tuo snobismo prevaricherà sulla tua vera essenza saprò come liberarmi di te.
Vivi insieme a due gatti e non ami i cani.
Ci ho scritto un post anni fa sul mondo che si divide in due categorie...io odio i gatti e amo i cani. Se dovessi mai venire a casa tua li rinchiuderai nel cesso.
Ti correggo un piccolo errore di grammatica e dici che essere corretto da "una diplomata" è tremendo, vorresti seppellirti.
Per il momento sorvolo, non te lo faccio pesare e ti dico che può accadere a chiunque ma...aspetta che il tuo fare altezzoso mi sminuzzi l'ipotalamo e vedrai che smetterò di essere così simpatica.
Dici che comunque sono una stronza e...ridi.
Hai una risata fantastica.
Devi sapere che ho un debole per le risate fantastiche e poi le tue vengono fuori anche quando ti insulto, per me è un ottimo segnale. Devo trovare nuovi modi per insultarti.
Hai una passione per la vela.
Cosa cosa cosaaa?
Cerchiamo di valutare se sei solo un velista che indossa polo Tiger da 100 euro o se hai compreso sul serio cosa sia andare a vela.
Mi dici che ti stai costruendo una barca in ferro, hai terminato le ordinate e mi chiedi se voglio venire a scartavetrare.
Cosa cosa cosaaaaaaaaaaa?
Tu non puoi neanche minimamente immaginare cosa significhi questo per me! E comunque, quanto mi dai l'ora?
Ridi e mi chiedi di raccontarti tutto quanto...del perchè io abbia drizzato così tanto le orecchie sentendo la parola barca a vela e il fatto che te ne stia costruendo una robusta.
Risvegli una parte di me appartenuta ad un sogno fatto di mare e sostanza. Uno stile di vita ormai quasi dimenticato e che forse vorrei dimenticare per sempre. Forse.
Sento che abbiamo troppe cose da dirci e noto che anche tu non hai voglia di riattaccare il telefono.
Mentre parliamo di mille cose mi accorgo che quel tuo atteggiamento da sostenuto egogentrico a volte mi irrita, forse perchè mi ricordi troppo...me?!
Ma io sono snob solo nei confronti della razza umana, mai verso i loro miseri dettagli. Tutto sommato sono un'umanista...
Potrò mai andare d'accordo con uno storico medievalista?

Se non fai troppo lo stronzo con me, potrei decidere persino di incontrarti.


PS
E se sarai ancora più fortunato, un giorno saprai che ho scritto un post su di te prima ancora di incontrarti.
In tal caso, dovrei anche dirti che ho un blog...





Ma tra di voi c'è qualcuno che ha avuto esperienze con siti di incontri?


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martedì 5 novembre 2013

Sono famosa a me stessa e quindi mi intervisto.






Ore 10.28 di un giorno qualunque, sono seduta in un bar all'aperto sotto i portici di Piazza Repubblica e aspetto me stessa per un'intervista esclusiva che speravo di fare da tempo.
Eccola che arriva con passo veloce come se temesse di essere in ritardo, è vestita interamente di nero come un'esistenzialista francese degli anni cinquanta ma ha un'aria simpatica e una sciarpa di mille colori che sembri voler tranquillizzare, in fondo non è diversa da come l'avevo immaginata.

Ciao OrsaBIpolare e intanto grazie per aver accettato quest'intervista. 

Figurati, non avevo un cazzo da fare stamattina.

Ok...
Per iniziare vorrei dirti che ti ho sempre stimato e apprezzato per ciò che sei e sono una delle poche persone al mondo che ti vuole bene sul serio, questo come ti fa sentire?

Bene ma spero che questa premessa ti consenta ugualmente di essere diretta e perchè no anche bastarda nel pormi le domande che desideri.

Farò del mio meglio ed eviterò pure di toccarti le tette.

Perfetto, ti concedo solo di alzarti dalla sedia e abbracciarmi quando quest'intervista finirà, a proposito, ma quando vogliamo iniziare? Che non ho un cazzo da fare neanche oggi pomeriggio e non vorrei essere in ritardo.

La pazienza non è mai stata il tuo punto forza eh?
D'accordo, passo alla prima domanda: In tutta la tua lunga e brillante carriera da cogliona quante volte hai detto "Ti amo" a qualcuno?

Avevo proprio detto bastarda?
Poche.

Poche quante?

Forse cinque, tre delle quali ero a gambe per aria in procinto di avere l'ottavo orgasmo.
Durante le altre due ero ubriaca.

Pensi allora che tu non sia in grado di amare o che si tratti solo un problema di comunicazione?

Penso che la capacità d'amare vada ben oltre il dirsi ti amo, non mi fido di chi lo dice all'inizio di una relazione o di chi lo ripete troppo spesso. Credo di dare un peso enorme, forse eccessivo alla parola amore o amicizia e non riesco a buttarle lì con superficialità.
E sì, potrei avere un problema di comunicazione, non sono mai stata brava ad esprimere a parole i miei sentimenti. E come se non bastasse sono un'asociale tendente alla psicopatia.
Ma invece di andare in giro ad uccidere la gente come fa Dexter,  prendo lezioni di recitazione teatrale.

Spiegati meglio, cosa c'entra la recitazione in tutto ciò?

Contrariamente a quanto si possa immaginare, recitare non significa indossare maschere bensì eliminarle.
Far venir fuori le emozioni più profonde e soprattutto restare all'ascolto dell'altro, comunicando in maniera intensa e reale anche solo guardandosi negli occhi in silenzio, spesso con una persona sconosciuta per tanti, lunghissimi minuti e non è affatto facile. Molti distolgono lo sguardo, per imbarazzo e/o paura, la paura di vedere se stessi riflessi. Dopo facciamo il feedback, ovvero esprimere a parole tutto quello che abbiamo provato.
Devo dire che sto diventando molto brava in questo esercizio tiè!

So bene che se ti impegni e ci credi, diventi brava in tutto. Ma ora non ti "allargherai" come tue solito eh?

No no, anzi mi è stato riferito da poco che tendo a sottovalutarmi, io credevo il contrario in effetti...
Ma possiamo alternare domande un po' più leggere e minchione chè il lettore potrebbe annoiarsi?

Non preoccuparti, so come alzare l'attenzione, hai mai fatto sesso con due uomini? (in contemporanea intendo)

No ma ci sono andata molto vicino. C'è sempre tempo.

Mica tanto, se continui a credere di averla foderata d'oro, finisce che il sesso diventa un ricordo...non credi?

Vaffanculo.
Non è quello, è che proprio ultimamente gli uomini mi sembrano come dire... delle cose inutili. Spero sia un sentire passeggero. Anche perchè in fondo avrei una voglia matta persino di innamorarmi di una di queste cose inutili, la vita senza amore è come una coscia di pollo arrosto senza la pelle.

Vabbè...so che sei una buona forchetta ma lascia perdere il cibo almeno il tempo di quest'intervista. Proseguiamo.
Come ti vedi fra 30 anni?

Sottoterra. Ordiniamo un paio di tramezzini?

Non ti distrarre e dimmi:
Qual è stata la cosa più idiota che hai fatto finora?

Aver speso circa duemila euro per un corso (mai finito) di pasticceria. Mi era venuto in mente di emigrare e aprire una gelateria in Australia. Ma voglio rassicurarti, non è stata l'unica cazzata che ho fatto nella mia vita.



Ti hanno mai dato dei soprannomi? 

Sì, da ragazzina "Quattrocchi" per via degli occhiali da vista e "La pazza" per via...non lo so, non l'ho mai capito, a dire il vero mi sentivo una ragazzina timida e responsabile ma si sa, la percezione che abbiamo di noi stessi non corrisponde sempre a come ci vedono gli altri.
Alle superiori ero per tutti "Ragnetto" per via di una strana contorsione del corpo che riuscivo a fare, spesso sulla cattedra. Ma anche "Piè veloce", questo perchè ero la più rapida nell'andare fuori dalla classe e recuperare un gessetto per la lavagna. A proposito, ma esistono ancora i gessetti e le lavagne nere?
Da adulta invece il soprannome più gettonato è "Tremenda".

Non lo so, ho la tua stessa età e anch'io non entro in una scuola da secoli.
Qualcosa di cui ti sei pentita amaramente?

Aver rinunciato ad un piccolo cabinato a vela quando avevo i soldi per comprarlo e un training totalmente gratuito da skipper per poi andare a vivere a bordo e girovagare per i mari del mondo. Sono certa che se l'avessi fatto, oggi sarei più felice. Oppure schiantata su qualche scoglio. Ma in entrambi i casi eviterei di prendere ogni giorno il famigerato bus 64  che mi porta a lavoro.

Che nome daresti al tuo cane? So che ne vorresti tanto uno ma che non puoi tenerlo.

Non lo so, penso che prima dovrei vedere il suo aspetto e carpirne un po' il carattere.
Tuttavia sento di poter escludere Carmine.

Una cosa che non diresti mai in questa intervista?

Che non esistono cose che non direi mai.

Cosa ti fa davvero incazzare?

L'impossibilità di replicare ad un'accusa infondata sulla mia persona.
Ma anche le fette biscottate che si frantumano alla prima spalmata di burro.

Quanto ti senti fortunata da 0 a 10?

Attualmente sette meno.

Il ricordo più brutto della tua vita?

Dentro il cesso di un Autogrill dopo aver fatto la cacca e mi sono accorta che non c'era neanche uno strappo di carta igienica. Non chiedermi come ho fatto per favore.

Il posto più insolito dove hai fatto sesso?

Dietro l'altare di una chiesa.

L'ultima spesa oscena che hai fatto per il cibo?

Aaah, lo vedi che sei tu...
la settimana scorsa sono andata per la prima volta da Eataly, il tempio del cibo, ho comprato un formaggio al Barolo a 30 euro al chilo. (Ma porcaputtana com'è buono!)
Ho bisogno di coccolarmi ogni tanto e solitamente per farlo m'indirizzo verso il buon cibo.
"La vita è troppo breve per mangiare e bere male" (cit.)

A proposito di vita...cosa vorresti cambiare della tua attuale?

La primissima cosa che mi viene in mente è smettere per sempre di essere costretta a dover condividere l'appartamento con altri coinquilini di cui non mi frega sostanzialmente un cazzo, anzi, quasi quasi li detesto solo per il fatto di essere coinquilini. Vorrei tornare a vivere da sola come un tempo ma sento che qui a Roma la faccenda è fuori dalla mia portata.
Il resto, sai che non lo so? Forse lo status di single cronicizzato. Forse. Dipende...

Da cosa?

Forse era più appropriato un "da chi?"

Dimmi una cosa di cui non ti stancheresti mai. 

I massaggi fatti bene, dalla testa alle dita dei piedi.
Ma pure dei formaggi di ogni sorta e di ricevere un cunnilingus fatto da un uomo che non vede la differenza tra una fica e un gelato al gianduia.
I bambini erano già a letto?

Qui non ci sono bambini. 
Adesso elencami tutte le cose di cui vai fiera di te stessa.

Mumble mumble... aver vinto una collettiva d'arte in giovane età,  partecipando ad un concorso con dei lavori grafici.
Aver avuto sempre il coraggio di cambiare tutto di colpo, città, nazione, lavoro, fidanzati e deodoranti per le ascelle.
Possedere l''abnorme capacità di fare spesso tutto da sola. Compresi i Capodanni.
Il fatto di non aver mai voluto "le vie facili" e di non essere scesa a compromessi con la mia dignità di cogliona. Cogliona sì, ma fiera di esserlo.
Non essermi mai messa in una condizione irreversibile.
E ultimamente...aver smesso totalmente di fumare e sentirmi dire brava al corso di recitazione/psicanalisi.

Bene. Adesso elencami tutte quelle di cui ti vergogni. Beh, mica vorrai le interviste "facili"?

No figurati, non devo vendere a nessuno il mio prodotto...



Quindi ti dirò anche quelle di cui mi vergogno.
La prima che mi viene in mente risale agli anni ottanta ma non sono mai riuscita a perdonarmela del tutto.
A quei tempi lavoravo come barista, al Bar Pontevecchio di Firenze per cui ero spesso stanca e stressata dalla mole di lavoro giornaliera massacrante (il mio io sta tentando di giustificarsi), c'era spesso una ragazzina di quelle straniere che entrava nel bar per vendere le sue rose ai clienti, era molto sveglia e mi piaceva, quindi scherzavamo e ridevamo insieme. Fatto sta che una sera non ero in vena ma lei continuava a sventolarmi una rosa sul viso così che uscii dal bancone, le spezzai l'intero mazzo di rose, le diedi una spinta e le dissi di togliersi dai coglioni.
Mi ricordo che la sua espressione cambiò di colpo e penso ci rimase molto ma molto male.
Era solo una ragazzina e io sono stata una merda.
Anche perchè non le ho mai chiesto scusa e da allora non ci salutammo più.
Se stai leggendo questo blog ragazzina, perdonami! :D

Cos'altro?
Mi vergogno di non aver mai letto un libro di David Foster Wallace nè di Fabio Volo.
Dici che l'accostamento è azzardato e senza nesso? Ti sbagli. Quando un blogger parla dell'uno o dell'altro riesco bene a giudicarlo con un'arroganza vergognosa (appunto).
A parte l'ironia, mi vergogno di essere ignorante riguardo moltissime cose ma almeno ho l'eleganza di non parlarne per evitare di dire banalità o castronaggini, a differenza di molti...
Iin genere provo a parlare di cose che conosco abbastanza bene (tipo me stessa).

Mi vergogno pure del fatto che ogni tanto mi spuntino fuori due peli proprio sull'areola di un seno. Però se suppongo di fare sesso quella sera, me li tolgo in anticipo.

Mi vergogno del fatto di non aver coltivato e sfruttato bene le mie capacità artistiche, è un po' come possedere una Ferrari e tenerla sempre chiusa in garage.

Mi vergogno di quella volta che pisciai di notte, mentre dormivo, nel letto di un albergo di lusso a Londra dopo una nottata di baldorie. Lui fu molto comprensivo.

Mi vergogno di pensare sempre più spesso che a Roma su certi mezzi ci siano troppi stranieri che puzzano ed urlano appiccicati  ai miei sensi. E in quei momenti vorrei che sparissero per sempre o comunque che stessero lontani da me. Ho detto che mi vergogno ok?
Dovessi votare la lega un giorno, rinchiudetemi in un frenocomio.

Va bene, puoi fermarti qua. Almeno sei stata sincera e non sei ipocrita. 
Posso chiederti se hai mai picchiato qualcuno?

Puoi chiedermi quello che vuoi, mi fido abbastanza di te e comunque se lo desidererò mi avvarrò della facoltà di non rispondere.
Sì. Un mio ex, ma se lo meritava. Hai capito bene, penso che ci siano persone al mondo che se lo meritino, comprese le donne e pure qualche bambino.

Non sono qui per giudicarti ma per intervistarti.
So che hai un blog da circa tre anni, vuoi fare il punto della situazione? 

No, o meglio, non esiste nessun punto. L'ho aperto per diversi motivi, tra cui il fatto di sentirmi sola e depressa e sapevo che scrivere e tirare fuori anche i malesseri fa un gran bene al cervello (e si è rivelato vero) poi la vena cogliona ha preso il sopravvento.
Oggi se non scrivo nulla non ho più sensi di colpa verso di lui come fosse un essere umano, in passato li avevo. Direi che adesso lo vedo come un sistema anche divertente di annotare momenti significativi o meno della mia vita.
Ho scoperto che mi piace molto andare a rileggere di alcune situazioni del passato che magari avevo dimenticato.
Anche di alcune interazioni umane, certo.
E pensandoci bene, il blog sarebbe una bella eredità da lasciare alle persone care nel caso in cui fossi improvvisamente travolta per strada da un tassista romano alla guida.

A proposito...quali sono le tue paure?

Escludendo le più ovvie come la morte delle persone care, l'idea di essere sepolta viva mi angoscia all'inverosimile. Infatti mi farò cremare.
In vita: diventare cieca o paralitica. O entrambi, insieme all'incapacità di avvertire i sapori.
Tutto il resto difficilmente mi fa paura.


Mi parli della prima volta che hai fatto l'amore?

Bah, non è stato indimenticabile, sono andata da lui più con l'idea di togliermi un dente, avevo 18 anni. Forse perchè non lo amavo, mi è solo sembrata una cosa fastidiosa e soltanto dopo, con gli anni ho capito che per lui dev'essere stato quasi uno strazio peggiore visto che ripensandoci col senno di poi mi sono resa conto che uno stoccafisso lo avrebbe fatto godere di più.
Oggi lui sarebbe troppo anziano per i miei gusti per potergli offrire la meravigliosa rivincita.

Dopo quest'ultima frase fa una risata così contagiosa che potrei decidere di stuprarla qui all'aperto. Ma provo a riprendermi e vado avanti cercando di conoscerla meglio.
Quali sono le tue letture preferite?

Leggo volentieri soprattutto libri di saggistica. Al momento sono molto interessata alla neuroscienza cognitiva.
Per dirla tutta, il mistero del cervello, quest'organo ancora così sconosciuto, mi ha sempre affascinata.
Quello che accade lì dentro, tra le connessioni neuronali, gestisce ed influenza tutto ciò che siamo e perchè ci comportiamo in un determinato modo.



La prossima è una domanda quasi di rito, dalle risposte spesso ci si fa un'idea di chi abbiamo di fronte. Cosa faresti se vincessi una cifra spropositata al Superenalotto?

Escludendo sempre le più ovvie tipo sistemare economicamente me e la mia famiglia in modo tale che non si debba essere costretti a lavorare o a pensare di trovarlo un lavoro...comprando almeno una casa di proprietà per ognuno per evitare che si finisca tutti sotto un ponte (ho due genitori over 70 che sono stati appena sfrattati da una casa in affitto e due fratelli del tutto disoccupati che non sanno dove sbattere la testa e io al confronto, con un lavoro part-time a tempo indeterminato mi sento una super privilegiata, viva l'Italia! Amen).
Direi che viaggiare e vedere ogni sperduto angolo di questo, ma pure altri, pianeti sarebbe uno dei primi pensieri.
Non userei quei soldi per cose inutili come visoni e brillanti ma certo inizierei a spendere più di venti euro per un pantalone o un paio di scarpe e passerei mesi dentro i più prestigiosi centri di benessere in fantastiche località immerse nella natura.
Poi...a seconda del soggetto, aiuterei anche esseri umani sconosciuti che soffrono di ingiustizie inconcepibili (sempre che non urlino o puzzino ;-D).
Tra le altre cose potrei pure decidere di fare innamorare di me quest'uomo e il suo sorriso, anche pagandolo!

Te piacerebbe eh?


Altra cosa: adotterei 6.431 cani.
Come vedi, niente di particolarmente folle o insensato.

Stiamo per terminare questa intervista al momento, spero di potertene fare delle altre in futuro.
So che sei un'amante della settima arte, non ti chiedo dei film che ti sono piaciuti ma di quelli che non ti stanchi mai di rivedere?

Mm, ne ho visti davvero molti, sento l'esigenza di vederne almeno otto nuovi a settimana!
Però per fortuna hai ristretto il campo, ne dico alcuni:  "Qualcuno volò sul nido del cuculo" (con un Jack Nicholson da delirio), "Cena tra amici" (una deliziosissima commedia francese), "Les amant du Pont Neuf" di Leos Carax (per motivi non comprensibili ai più), "Luna di Fiele" di Roman Polanski (di questo ne sono quasi gelosa),"Pietà" di Kim Ki Duk (ma anche altri suoi), "Dogville" di Lars Von Trier, (rivoluzionario), "Seven" di David Fincher (thriller di questa portata non ne hanno più fatti!) e...non so se ti concederò altre interviste, a volte mi stai sulle palle.

Come vuoi, so che sei bipolare e quindi aspetterò il tuo prossimo delirio.
Concludi con una frase a piacere e grazie ancora (mi alzo e l'abbraccio).

Va bene, ma la prendo in prestito dal mio adorato Cavezzali. Aloha.



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lunedì 4 novembre 2013

Nina e le connessioni magiche.





Da un po' di giorni in albergo c'è una giovane coppia di polacchi in vacanza a Roma e con loro c'è anche Nina, la figlia di due anni, una bellissima paperottola bionda che solo a osservarla in viso mette gioia.
No, niente paura, non sto avendo ripensamenti sul fatto di mettere al mondo figli, quella è una scelta convinta e irremovibile.
E ritengo anche stupide le affermazioni "Mi piacciono i bambini" o "Non mi piacciono i bambini" perchè ovviamente non sono tutti uguali.
Non so però per quale strana magia, ho stabilito un legame o meglio una connessione fantastica con Nina, quel genere di connessioni che va al di là delle parole, io non parlo polacco e lei non capisce l'italiano o l'inglese ma comunichiamo e ci intendiamo benissimo.
Quando i genitori lasciano la porta della loro camera aperta lei corre da me, mi sorride, mi porge il suo libro colorato con dentro il suo amico Alpert e sembra voler condividere con me questa sua amicizia di fantasia, mi segue ovunque vada, io ci gioco, mi nascondo e lei impazzisce con una risata favolosa.
La madre mi dice che quando non sono lì mi cerca e chiede di me, siamo entrate in sintonia, lei e quella parte intatta di me, mi capita raramente e di solito con bambini di due/tre anni, età in cui sono esseri ancora "sani", non intaccati dal mondo adulto.
Dopo quell'età per me potete pure sparare ai bambini ;-)
Mi era venuto in mente, giusto per vedere la sua reazione, di imparare qualche parola in polacco e dirgliela ma cristodiundiobabele mi sembra un po' complicato, solo "Ciao" si dice "Czesc" e se volessi dirle "Grazie" dovrei pronunciare "Dziekuje".
Meglio proseguire con la splendida comunicazione universale, con gli occhi e tutto il resto del corpo!
Entrare in contatto con le cose "vere" mi commuove e mi restituisce quella parte di me spesso sperduta chissà dove, ma c'è, esiste.
Nina è riuscita a tirarla fuori con naturalezza.