"Dicono che le cose belle arrivino quando smetti di attenderle. Dicono un sacco di minchiate del resto"
domenica 30 giugno 2013
Incontrare un quando tra le braccia.
Quando non esiste affatto e sarebbe imbarazzante.
Quando lo senti perchè ami.
Quando è solo un atto di conforto.
Quando lo cerchi, sai che è importante e senti che solo quello potrebbe bastare.
Quando succede in quel modo pensi che sia un miracolo.
Quando capisci che è vero e non hai dubbi.
Quando invece pensi sia scarno e manchi di qualcosa.
Quando capisci che è sincero ma non sai perchè.
Quando lo fai ma non vorresti.
Quando giunge inaspettato.
Quando pensavi sarebbe stato.
Quando non è mai esistito.
Quando ti spaventa.
Quando facendolo non avresti pensato che.
Quando non sai accoglierlo.
Quando non ci penseresti mai e poi mai.
Quando porcaputtana accade!
Quando vorresti farlo ma poi ti chiedi se.
Quando lo fa un bambino.
Quando lo fa un macaco.
Quando è slegato da tutto.
Quando è impastato di abitudine.
Quando scatta spontaneo.
Quando è un addio.
Io ho incontrato uno di questi "quando" ultimamente.
E ne sono felice.
lunedì 24 giugno 2013
E cos'altro avrei voluto scegliere? ;-)
Aggiornamenti sulla recitazione.
Lo spettacolo finale è saltato. Tutti noi allievi ci siamo rifiutati di mettere in scena "Delirio a due" di Eugène Ionesco, commedia del Teatro dell'assurdo scelta dalla direttrice della scuola (la stronza di cui parlo nel post precedente e che ci ha privati del nostro caro insegnante di recitazione).
Sono contenta per due motivi: non eravamo pronti per una cosa del genere e nessuno voleva fare figure di merda e poi perchè personalmente ho capito di non amare il Teatro dell'assudo o forse non sono riuscita ad amare questa rappresentazione.
Visto che comunque avevamo pagato il corso fino alla fine di Giugno, proseguiamo con le ultime lezioni e la nuova insegnante (che non apprezzo particolarmente visto che parte da concetti didattici diametralmente opposti a quelli del nostro amato prof...) ha detto di studiare su un testo, una poesia, un monologo scelto a nostro piacimento anche se non lo porteremo in scena.
Ma per tutti noi neofiti quella è l'ultima cosa a cui aspiriamo al momento, non sono state affrontate troppe materie per poter arrivare tranquilli alla meta, tra l'altro non è quella che io considero una meta.
Allora ho pensato al mio monologo e ho deciso senza esitazione che vorrei essere in grado di recitare bene quello tratto dal famoso film "Quinto potere" di Sidney Lumet, chi non lo conosce?
Tra le evidenti (per chi mi conosce) motivazioni per cui l'ho scelto, c'è anche quella che sebbene sia degli anni '70 lo sento molto attuale...
Attraverso un programma televisivo visto da milioni di americani ecco cosa dice il protagonista:
Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male. Abbiamo una crisi. Molti non hanno un lavoro, e chi ce l'ha vive con la paura di perderlo. Il potere d'acquisto del dollaro è zero. Le banche stanno fallendo, i negozianti hanno il fucile nascosto sotto il banco, i teppisti scorrazzano per le strade e non c'è nessuno che sappia cosa fare e non se ne vede la fine. Sappiamo che l'aria ormai è irrespirabile e che il nostro cibo è immangiabile. Stiamo seduti a guardare la TV mentre il nostro telecronista locale ci dice che oggi ci sono stati 15 omicidi e 63 reati di violenza come se tutto questo fosse normale, sappiamo che le cose vanno male, più che male. È la follia, è come se tutto dovunque fosse impazzito così che noi non usciamo più. Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: "Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere! Lasciatemi il mio tostapane, la mia TV, la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente ma... ma lasciatemi tranquillo!" Beh, io non vi lascerò tranquilli. Io voglio che voi vi incazziate. Non voglio che protestiate, non voglio che vi ribelliate, non voglio che scriviate al vostro senatore, perché non saprei cosa dirvi di scrivere: io non so cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e i russi e la violenza per le strade. Io so soltanto che prima dovete incazzarvi. Dovete dire: "Sono un essere umano, porca puttana! La mia vita ha un valore!" Quindi io voglio che ora voi vi alziate. Voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedie. Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l'apriate e vi affacciate tutti ed urliate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!". Voglio che vi alziate in questo istante. Alzatevi, andate alla finestra, apritela, mettete fuori la testa e urlate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Le cose devono cambiare, ma prima vi dovete incazzare. Dovete dire: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Allora penseremo a cosa fare per combattere la crisi, l'inflazione e la crisi energetica, ma Cristo alzatevi dalle vostre sedie, andate alla finestra, mettete fuori la testa e ditelo, gridatelo: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!"
Beh, mi ci vedete bene no? ;-)
PS
Se qualcuno di voi ha in mente altri monologhi, teatrali o cinematografici NON quelli famosissimi (come questo) vorrei che me li segnalasse così vado a vedere se sono nelle mie corde per una prossima recitazione. GRAZIE!
venerdì 7 giugno 2013
Un fatto imbarazzante.
Ad Aprile ho iniziato questo corso di recitazione teatrale di tre mesi con spettacolo finale a Giugno e mi stavo divertendo insieme agli altri allievi e un professore in gamba.
L'altro giorno arriviamo all'incontro e il professore ci comunica che sarà la sua ultima lezione in questa scuola.
Come come? Nooooo! E perchè?
Ci spiega che la direttrice non lo paga e lo prende per il culo di volta in volta dicendogli "Ti pago la prossima volta", prossima volta che non arriva mai.
E personalmente, avendo avuto in passato a che fare con datori di lavoro di questa razza infame, ho avvertito una rabbia "particolare" anche perchè lui mi piaceva tantissimo come insegnante.
Dopo è arrivata la stronza arraffasoldi ed è scoppiata una bomba di fango.
Hanno litigato in maniera pesante e lei parlava anche di querela ai carabinieri.
Carabinieri che alla fine siamo stati noi a chiamare, anche perchè volevamo capire che fine avrebbero fatto i nostri bei soldini dati in anticipo.
I carabinieri hanno fatto in modo che lei stabilisse un giorno per dare quella somma di denaro dovuta al professore, si sono stretti la mano e ovviamente lui è andato via.
Noi lì come coglioni imbambolati e sconvolti, due allievi non verranno più anche se lei ha provveduto per una nuova insegnante.
In questo genere di corsi si crea un rapporto ed un percorso emozionale unico tra gli allievi e l'insegnante per cui un bel po' di entusiasmo è sparito.
Tra l'altro manca poco per lo spettacolo (il primo della mia vita!) e ad ognuno di noi tocca studiare e memorizzare altre parti dato che due persone hanno abbandonato.
Io proseguo ma non mi sento "pronta", forse lo farò come viene viene...e poi cercherò un'altra scuola.
Auguratemi tanta "merda"! (è così che si dice a teatro, non è colpa mia :D)
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