"Dicono che le cose belle arrivino quando smetti di attenderle. Dicono un sacco di minchiate del resto"
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martedì 9 ottobre 2012
YEAHHHH!!!
VI RICORDATE DI QUESTO SUPPLIZIO?
È FINITOOOOOOOOOOOOOOO!!! :)
Ma ditemi se, nel 2012 in Italia, ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato debba causare tanta incontenibile felicità?
Quasi mi vergogno di essere così felice per questo motivo!
Perchè oggi, molti, sono felici quando ottengono ciò che sarebbe normale ottenere. Tipo un lavoro, tipo un contratto, tipo un contratto a tempo indeterminato, tipo una sorta di mezzo futuro che non sia sotto i ponti.
Più di vent'anni fa ero felice quando ad esempio vincevo un concorso di pittura o se partivo senza meta per destinazioni sconosciute, ero felice quando LASCIAVO un lavoro, ero felice quando incontravo un uomo con una sbalorditiva resistenza sessuale (!) ero felice quando potevo bere dodici gin-tonic in una sera, ero felice andando al mio primo concerto, e così via...
Oggi in effetti sono felice, ma proprio tanto, perchè il mio proprio capo ha detto che posso continuare a lavorare lì, e c'è da dire che lì mi piace. Proprio.
Tanto.
Niente, volevo solo dire che sono felice.
Però ho sempre il cattivo gusto di voler riflettere sulla causa della felicità, mia e altrui.
Non troppo tempo fa su questi schermi affermai che tra le cose da fare prima di morire c'è:
"Avere il coraggio di lasciare un lavoro a tempo indeterminato, una volta ottenuto".
...............................................! (anche perchè sembra sia diventata la sfida del secolo).
Al momento non ci penso nemmeno naturalmente, oltretutto pensando che con questa nuova prospettiva potrò finalmente comprare a rate un cavallino di Monterufoli, che come tutti sanno, è sicuramente essenziale per un'incondizionata beatitudine.
Vabbè...sono certa che esistano solo periodi per ogni sfumatura di felicità.
Per moltissime altre esperienze, io ho già dato e ho capito che non è l'Altrove a procurarmi gioia e appagamento, non più quantomeno.
Quando navighi in tempesta per secoli , un po' di "brezza" è sempre benvenuta, anche solo per assaporarne la differenza e poter cambiare modalità di navigazione.
Oggi navigo "al traverso", con l'onda che appare meno insidiosa. Di bolina m'ero rotta il cazzo.
Ok, lo confesso, il mio fisico non regge più come una volta, altrimenti probabilmente proseguirei col vento di prua.
PS
Mi torna in mente Erich Fromm dal libro "I cosidetti sani" :
" ...Proprio i paesi che sono considerati la patria di una borghesia stabile ed equilibrata, come Svizzera, Svezia, Danimarca e Finlandia, presentano rispetto ad altri paesi europei livelli molto più elevati di schizofrenia, alcolismo, suicidi e omicidi.
I dati statistici ci inducono a riflettere.
Come mai proprio questi paesi europei hanno realizzato sul piano sociale e culturale quell'ideale che noi, pur auspicandolo, non abbiamo ancora realizzato, vale a dire un'esistenza borghese sufficientemente agiata e fondata in larga misura sulla sicurezza economica?
E perché la condizione psichica in quei paesi suscita invece l'impressione che quel sistema di vita non giovi in realtà alla salute psichica?
Contrariamente a quanto da noi auspicato, esso non sembra comportare un aumento della
felicità. "
Condivido pienamente ciò che dice leric fromme ma per fortuna sono lontanissima da tale "sicurezza economica".
E tu? A che tipo di felicità appartieni?
.
.
venerdì 10 dicembre 2010
LA SIGNORA COSTANZA NON MI VUOLE BENE
Aprendo questo blog mi e' venuto in mente un aspetto del mio carattere che a volte prenderei a revolverate.
Così ho ripercorso col pensiero tutte le cose che ho iniziato a fare (solitamente con grande entusiasmo) e che poi ho smesso per graduale ed inesorabile assenza di interesse.
A 20 anni circa mi ero messa in testa che avrei fatto il giro del mondo a vela in solitario, in effetti dopo il corso di deriva sul Tamigi, passeggiavo tra le "facce da metropolitana" (quelle per intenderci che quando le vedi ti verrebbe voglia di chiedergli: "Ma che cazzo ti e' successo?") passeggiavo dicevo, in mezzo a tanta umanita' come se improvvisamente i miei femori si fossero allungati a dismisura, ero diventata un gigante di fatto.
Poi incontrai Wole, un nigeriano sensibile e tenerissimo, si, si va bene so a cosa state pensando, aveva anche altre attrattive; conosceva il sapore dello "stomaco dei leoni", mi disse che era dolcissimo come miele e che la carne di coccodrillo invece sapeva di pollo (quest'ultima rivelazione mi deluse un po' confesso, un coccodrillo dovrebbe sapere di coccodrillo e basta!).
Insomma per un paio d'anni ebbi il mal d'Africa, Wole non sapeva nuotare pero', come facevo a portarlo con me per i sette mari?
Ma adesso sto divagando troppo, mi veniva di scrivere anche il seguito della storia ma non era questo quello che volevo dire.
Torniamo a quella stronza della signora Costanza.
Sarebbe stancante (anche per me) elencare tutte le idee che ho avuto per rendere piu' interessante il fatto di esistere senza un motivo, se mia madre o chi per lei, mi avesse detto al momento della nascita:
"Eccoti Aspie, benvenuta a bordo, adesso il tuo scopo primario e' staccare i chewing gum da sotto ogni tipo di sedia, prima quelle scolastiche poi quelle che incontrerai lungo la via, nella sala d'attesa dell'oculista, sul tram, a lavoro e via dicendo, per non annoiarti potrai variare e passare alle panchine dei parchi, ai sedili in cemento...." basta mamma ho capito.
Beh se mi avessero detto qualcosa di simile, dato una direttiva, probabilmente non sarei stata così incostante.
Comunque io mi riferisco anche ai piccoli fattarelli quotidiani, per esempio, il mese scorso avevo deciso di volere una dentatura bianco accecante come quella delle pubblicita' della "Pasta del Capitano", (anche se spesso penso alle diverse modalita' di suicidio, sorrido tantissimo), così ho iniziato ad informarmi riguardo la "sbiancatura dentale", allo "sbiancamento del buco del culo" forse ci pensero' il prossimo anno.
Sono arrivata alla conclusione che probabilmente la cifra che chiedono quei ladri autorizzati dei dentisti non e' alla mia portata, o meglio...potrei pure spendere una cifra esorbitante SE non sapessi che la signora Costanza non mi vuole bene e che se si decide di fare una cosa simile non puoi certo pensare di continuare a fumare, bere vino rosso e caffe' (quest'ultimo non rientra tra i miei vizi comunque) e allora a cosa serve?
Questa e' una domanda che mi pongo spessissimo fino a sfiorare la schizofrenia, del tipo: "cosa vado a fare la cacca se poi so che mangiando mi si riforma?"
A cosa serve accettare l'invito a cena di un altro uomo se gia' sai che ti annoiera' con le sue frasi tipo: "Si ma io sono diverso...." mentre lo guardi e pensi: "Che minchia ci faccio qui con questo demente?"
Poi ci sono i periodi "salutisti", niente piu' alcol, niente piu' sigarette, niente piu' cibi "buoni" ed iniziare a fare ginnastica tutti i giorni, ci riesco credetemi, solo che poi il mio cervello inizia nuovamente a formulare quella domanda: "MA A CHE SERVE?" E se stanotte muoio nel sonno soffocata da un calabrone? (sono cose che accadono, mica invenzioni!)
La risposta la conosco bene: "Serve a sentirti meglio", a vivere meglio...e per circa due-tre settimane un mese, ne sono STRACONVINTA.
Poi inizio gravemente a dubitarne.
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perderò presto interesse pure per questo blog?,
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