venerdì 28 dicembre 2012

Ci vediamo il prossimo anno (forse).





                                    Vi vedo...anche se non lascio tracce.
        

Volevo salutarvi e augurarvi buon anno con l'ultima mia immagine del 2012, anno che per me è da ricordare perchè ottenendo un contratto di lavoro a tempo indeterminato ho smesso di patire.
Quantomeno da quel punto di vista, perchè ho avuto una serenità sufficiente per poter pensare a cosa fare da grande.
Scusate le simmetrie scombinate del post ma stavolta è andata così e ce ne faremo una ragione.
Visto che il 2013 mi vedrà impegnata in un laboratorio teatrale (credo dopo Marzo per motivi tecnici), il soggetto IO+MASCHERA mi sembrava il più adeguato.

Per questo Capodanno, per la prima volta in vita mia avrei voluto unirmi a quella massa informe, festante, ubriaca e rincoglionita a tal punto da fare trenini e danze gangnam style ai veglioni,  giusto per fare qualcosa di totalmente diverso (per me, che in passato ho anche scelto di trascorrerli da sola) ma siccome sono lunatica e pure un po' bipolare non posso permettermi di prenotare prima sapendo che arrivato quel momento potrei tranquillamente cambiare idea e avere voglia di fare altro in un qualunque "altrove". Quindi per quella notte non ho un programma preciso ma l'idea è comunque quella  di fare parecchie cazzate! (che ne ho tanto bisogno).

E come non concludere con il classico  E VOI? :-)




FELICE  2013 A TUTTI!  (o quasi)



Un omaggio per quei sette/otto individui che come me hanno amato alla follia questo film. Per gli altri...lasciatevi solo trasportare dalle immagini, musica e fotografia...









domenica 23 dicembre 2012

Alberi di Natale in tempo di crisi.





Se mai dovessi fare un albero di Natale e ovviamente ciò non accadrà mai, deciderei di farlo così!
A parte l'aspetto economico, lo trovo davvero bello ed originale, ma io sono strana, si sa.




Avrei postato persino la foto di un gatto pur di cessare di offrire visibilità agli integralisti. 






sabato 22 dicembre 2012

Non volevo. Ma ora voglio.



Stretching bovino attuato da un allevatore coscienzioso.








Tutto è iniziato con questo mio recentissimo post in cui volevo semplicemente dare un consiglio agli amanti della carne. Avevo volutamente fatto una premessa netta per non creare le solite lotte ideologiche o schieramenti tra "buoni e cattivi" che a mio avviso spesso e volentieri non sfociano in nulla di costruttivo.
Poi succede che scrivo le parole "alghe e carote" commentando questo post...e volente o nolente l'argomento vegetariani/onnivori è saltato fuori in maniera un po' più seria.
Visto che come giustamente ha scritto la mia interlocutrice Biancaneve è una tematica complessa da poter sviluppare in qualche commento e che mi è stato suggerito di riflettere, ho deciso di fare questo post per rigirare il suggerimento (che non è quello di diventare onnivori).

Anch'io non ho bisogno di riflettere sul fatto di diventare o meno vegetariana perchè l'ho fatto parecchi anni orsono ed oltre al fatto che non rinuncerei mai ad una cosa che mi piace così tanto e che mi fa stare bene fisicamente gratificandomi anche mentalmente ci sono altre ragioni logistiche per cui ritengo sia non solo un'utopia (questo sarebbe il minimo e non ho nulla contro le utopie anzi) ma qualcosa che se attuata in maniera globale sarebbe un disastro totale sia per il genere umano sia per il regno animale per una questione puramente pratica.
Ma a questo veniamo successivamente.

Tengo a precisare che non approvo minimamente gli allevamenti intensivi, le torture e ciò che viene fatto oggi su scala industriale agli animali, esistono modalità di allevamento come per esempio quella che riportavo in quel post sul manzo Kobe che mi farebbero quasi desiderare di essere nata di razza Wagyu (massaggiata tutti i giorni con Mozart di sottofondo e litri di birra! Che vuoi di più?) e tra l'altro gli animali non sembra abbiano chiaro il concetto di "non esistenza" quindi non vivono l'esperienza finale come i condannati nel braccio della morte...
Purtroppo non tutti gli allevatori sono così coscienziosi e aggiungerei pure intelligenti visto che la carne di un animale "sereno" e trattato bene è molto più gustosa, tendono invece a pensare al profitto in termini quantitativi ecco allora che i vegetariani invece di privarsi di qualche fettina di carne dovrebbero, insieme a TUTTI noi, fare qualcosa, battersi per migliorare le condizioni di sopravvivenza di questi animali che, ripeto, sono inferiori a noi dal punto di vista dell'autorealizzazione, non si è mai vista infatti una rivolta con tanto di striscioni di protesta in un macello (era questo che intendevo per "inferiori"...).
Ma potete anche tranquillamente continuare a privarvi di carne, personalmente la cosa non mi infastidisce, mi infastidisce invece un tantino essere paragonata ad Hitler e i suoi seguaci...perchè sembra solo qualcosa da integralisti esaltati.

Ho letto diverse diatribe e opinioni da parte di entrambe le categorie e devo dire che parecchie puttanate si potrebbe evitare di esprimerle, sia da parte dei vegetariani/vegani sia da parte degli onnivori.
Però una considerazione di un ambientalista che in realtà ha fatto riflettere anche me perchè non consideravo la "visione globale" di una simile scelta e che riporto con piacere è la seguente:

"Vegetariani e vegani: una alternativa possibile dal punto di vista ambientalista?

Innanzitutto bisogna distinguere bene i due gruppi: i vegetariani sono individui ragionevoli e la loro scelta benché opinabile dal punto di vista agro-zootecnico-ambientalista, è ragionevole dal punto di vista nutrizionale. In un individuo adulto la carne è perfettamente sostituibile da altri alimenti di origine animale. Ben diverso è il veganesimo, una fede assurda da tutti i punti di vista, i cui adepti al pari degli integralisti talebani non sono disponibili ad alcun tipo di ragionamento e dialogo.
Vi sono molti modi per discutere di questo genere di argomenti: per esperienza personale, il più sbagliato è affrontarli con motivazioni medico-scientifiche: homines id quod volunt credunt!
Come ambientalista, mi interessa solamente dimostrare che entrambe sono alternative possibili solo finché coinvolgono una minoranza. Qualora invece la percentuale di vegetariani e/o vegani fosse superiore al 5-10% si andrebbe progressivamente incontro ad una serie di problematiche tali da mettere in pericolo l’umanità.
Nello specifico caso dei vegani la dimostrazione è puerile. I vegani non ammettono l’allevamento di alcun tipo di specie domestica, tra cui le api. Da quando tutti gli alveari europei sono stati contagiati dalla Varroa, (un parassita di origine asiatica) la sopravvivenza delle api dipende dalle attenzioni terapeutiche e profilattiche degli apicoltori, per cui abbandonate a loro stesse morirebbero. In mancanza di api verrebbero a mancare molti tipi di frutta e verdura: alimenti di base dei vegani. In mancanza di altre specie di animali domestici verrebbero invece a mancare i fertilizzanti organici necessari al mantenimento dello strato di humus. Di conseguenza, dopo un po’ di anni, calerebbero drasticamente la fertilità dei suoli e le produzioni di cereali e legumi. Ergo: morte per fame di tutti i vegani. L’unica alternativa che avrebbe una umanità interamente vegana è utilizzare le deiezione umane per fertilizzare il suolo, ma queste non basterebbero di certo a mantenere la fertilità di tutti i terreni necessari per le coltivazioni.
Per dimostrare le incongruenze dei vegetariani, basta invece l’aritmetica appresa alla scuola primaria.
Immaginiamo che domani mattina (per obbligo di legge o convinzione) diventassimo tutti vegetariani. Oltre alla consueta frutta, verdura, cereali e leguminose, la nuova dieta sarebbe basata su una grossa quota di derivati dal latte, da uova, miele, ecc. In sostituzione della carne, l’importanza nutrizionale di questi altri alimenti di origine animale aumenterebbe di molto.
Per comodità cominciamo dal latte e suoi derivati e prendiamo in considerazione solo la situazione italiana.
Attualmente in Italia vengono allevate circa due milioni di vacche da latte che producono circa il 50% del nostro fabbisogno. In considerazione di un maggiore benessere per le vacche (i vegetariani sono giustamente molto sensibili su questo punto) si ridurrebbe l’intensità delle produzioni per cui ogni vacca produrrebbe circa la metà rispetto ad ora. Con una minore produzione, il numero delle vacche da latte deve quindi raddoppiare. Potrebbe addirittura triplicare in ragione della riduzione delle importazioni (una maggiore attenzione ai Km0), ma per ora è meglio non esagerare.
Nell’era vegetariana è quindi necessario allevare circa 4 milioni di vacche. Come tutti sanno (almeno spero), le vacche fanno il latte solo dopo aver partorito un vitello. Non tutte però rimangono gravide (nella migliore delle ipotesi, solo il 90%) e superata una certa età (7-8-10 anni) le vacche diventano improduttive.
In questo schema, ogni anno nascono quindi 3.600.000 vitelli. Di questi la metà sono maschi e l’altra metà femmine. Dato che tutti sono vegetariani, nessun animale può essere ucciso e per conseguenza tutti i vitelli maschi (circa 1.800.000) vanno mantenuti per circa 20-25 anni in attesa di morte naturale. Una parte delle femmine (circa 4-500.000) vanno a sostituire ogni anno le vacche riformate o morte per vecchiaia. Tutte le altre non destinate alla (ri)produzione (circa 1.400.000) raggiungono i loro fratelli, ma vanno allevate in recinti separati per evitare l’accoppiamento.
Ogni anno vanno quindi destinati in grandi allevamenti (gestiti a spese dello stato) circa 3.600.000 tra vitelli e vacche riformate. Se venissero allevati con metodo biologico (2 capi per ettaro) sarebbe necessario destinare ogni anno circa 1.800.000 ettari di terreno a questo scopo. Considerando che la superficie totale dell’Italia (montagne, laghi, strade e città comprese) è di circa 30.000.000 di ettari, in circa 15-16 anni l’Italia verrebbe quindi interamente coperta di bovini. Con metodi di allevamento più intensivi (comunque aborriti dalla maggior parte degli attuali vegetariani) la distruzione totale
dell’ambiente verrebbe dilazionata di 5-6 anni.
Oltre alle vacche da latte, lo stesso discorso vale ovviamente anche per le pecore (per la lana ed altro), per le galline ovaiole, per i cavalli, ecc.
Per farla breve, basterebbero meno di 10 anni per coprire tutta l’Italia di animali domestici. Per quelli selvatici non ci sarebbe ovviamente posto: alla faccia dei vegetariani che si dichiarano animalisti e ambientalisti!
Considerando che la vita media dei bovini ed ovini è superiore a questo periodo, invece che di morte naturale come auspicato dagli ipocriti animalisti vegetariani, tutti gli animali e anche l’uomo morirebbero semplicemente di fame. E’ questo il paradiso cui aspirano i vegetariani?
Tutti i vegetariani che hanno letto o udito questa esposizione, inattaccabile nella sua semplicità, dopo qualche momento di stupore (di tutti quelli da me interpellati, nessuno di loro ci aveva mai pensato) si difendono sostenendo che le loro motivazioni restano valide perché dettate da un imperativo etico superiore.


Etica superiore?

Affrontiamo dunque la motivazione dell’etica, il classico argomento di chi non ha altri argomenti validi.
Storicamente si sono succeduti vari tipi di etica, ma sicuramente quello invocato dai vegetariani è l’etica kantiana della legge morale dentro di sé. L’etica kantiana è senza dubbio ammirevole ed auspicabile, ma è possibile solo in un mondo in cui le conseguenze dei nostri comportamenti hanno una scarsa ripercussione a livello generale.
Con l’esempio prima descritto, ho dimostrato che se il criterio di scelta dei vegani e vegetariani diventasse generale, le conseguenze sull’ambiente sarebbero disastrose.

 A questo punto è necessario rivedere il criterio di valore dell’etica dei vegetariani. Come può questa minoranza invocare una superiorità etica e morale, quando la loro scelta è resa possibile solo da una maggioranza considerata immorale? In pratica come possiamo noi onnivori essere considerati male quando è solo grazie alla nostra presunta assenza (o inferiorità) di etica” che si evitano le spiacevoli conseguenze prima descritte?
Vegetariani e vegani possono stare tranquilli. Noi onnivori, a parte qualche sfottò, non negheremo certo il loro diritto di scegliere cosa mangiare. Però quando i vegetariani e vegani ci incrociano dovrebbero almeno abbassare lo sguardo con animo riconoscente."





Certo la frase finale non è molto condivisibile...e spero pure si sbagli sul fatto che voi vegani non siate disponibili al ragionamento e al dialogo, ma per il resto mi sembra tutto molto sensato.
A voi vegetariani/vegani non sembra un valido motivo di riflessione? Continuando tuttavia a non mangiare carne e derivati senza tentativi di "evangelizzazione" perchè è bene che restiate una minoranza!
Provando ad unirvi (invece di puntare il dito come se fossero piccoli mostri) agli onnivori consapevoli per lottare contro le condizioni di allevamento brutali?






martedì 18 dicembre 2012

La moltiplicazione dei pesci e dei boa di struzzo.







In un momento in cui l'attuale Papa rilascia dichiarazioni schizofreniche come "I matrimoni gay sono una ferita alla giustizia e alla pace" è confortante sapere che dall'altra parte del mondo un esponente della Chiesa, un po' "ribelle" e poco tradizionalista lanci provocazioni di questo tipo .
Niente, mi sentivo solo in dovere di farvelo sapere.

Buon Natale a tutti e vi raccomando, il 25 unitevi attorno al Presepe intonando YMCA, giusto per non farlo sentire troppo diverso già appena nato.





venerdì 14 dicembre 2012

Wagyu che è una meraviglia!









Avrete già intuito che questo post non è adatto per lettori vegetariani e simili quindi passate ad altro perchè tanto non riuscirete mai a convincermi di fare questa scelta. Appartengo a quella categoria di "carnivori convinti" che non si lasciano scalfire dalla propaganda vegetarianista.
So tutto, ho visto tutto sui metodi di macellazione e mi dispiace tanto che soffrano ma la sofferenza è parte integrante dell'esistenza e lo vediamo bene anche nel mondo animale, perchè infatti non dovrei fare qualcosa per frenare l'efferatezza con cui un leone sbrana un piccolo Bamby?
O rimanere impassibile di fronte all'atrocità del pasto dei serpenti (a cui ho assistito da vicino) mentre mobilizzano ed ingoiano un topo?
Si potrebbe obiettare che gli animali non hanno una coscienza e per certe specie sarebbe impossibile sopravvivere mangiando solo erba e violette di campo.
Bene, sono un animale! Così taglio la testa al toro (e dopo me la mangio!).
E qualunque altra argomentazione, etica, religiosa, ambientalista o salutista con me non attecchisce.

Essendo un'amante della buona tavola ogni tanto mi coccolo con qualcosa di particolare e di recente ho fatto una scoperta che per me, appassionata di carne è stata una rivelazione.
La voglio condividere con chi, come me appunto non potrebbe e non vorrebbe vivere senza mangiare una bistecca.

Dimenticate la Chianina, dimenticate i tagli più pregiati del manzo perchè dopo aver assaggiato questo tipo di carne, non esisterà più nulla di comparabile e sarà doloroso tornare alla classica bistecca.
Parlo del manzo KOBE, la carne più cara del mondo, dai 300 ai 1.000 euro al chilo!

" Una pregiata e rara carne di manzo giapponese, ottenuta con metodi di allevamento leggendari che prevedono l’ascolto di Mozart, sorsi di birra e massaggi con guanto di crine.
Il Kobe è un manzo di razza Kuroge Wagyu (capi dal manto nero) proveniente dalla provincia Hyogo Prefecture, l’antica Tajima. Ne è prova il fatto che i veri intenditori chiamano il manzo Kobe Tajima Beef.
Per poter essere denominato Kobe, l’animale deve provenire da Hyogo, nel Giappone orientale e rispettare le rigide procedure di allevamento lì imposte. Innanzitutto nelle stalle viene diffusa musica classica, perché la carne di animali felici e rilassati è migliore e poi i vitelli vengono nutriti a birra e grano e massaggiati con un guanto di crine. Le ragioni della particolare dieta riservata ai manzi sono legate al calo di appetito degli animali in estate a causa di caldo e umidità, e che la birra riesce invece a stimolare, impedendo il calo di peso. Il massaggio con il guanto di crine fa sì che la carne abbia una miscela di grasso e muscolo molto inframmezzata, che le dà il tipico aspetto marmorizzato: il grasso, sciogliendosi durante la cottura, conferisce un sapore assai gustoso, dolce e vellutato e una tenerissima consistenza. La cottura avviene a fiamma vivissima su una piastra molto calda dove la carne deve essere appena scottata in modo che il grasso inframezzato non venga disperso e la consistenza risulti croccante fuori e morbidissima dentro. Ottima anche in tartare e in sashimi."



Dopo aver letto tutto ciò, volevo fare un biglietto per Tokio...e poi prostiturmi visto il prezzo!
MA ho scoperto pure che in Italia esiste un allevatore (l'unico) Wagyulem tipo Kobe, in Emilia Romagna.
Qui a Roma la vendono forse un paio di macellerie storiche.
Così ho fatto la follia.

L'ho pagata 40 euro al chilo che per le mie tasche sono già eccessivi e DI SICURO non può essere identica a quella giapponese di 300 e passa euro al chilo.
Devo però dire che mai, dico MAI nella mia vita avevo mangiato una bistecca così buona e tenera, un vero lusso del palato!
Non oso immaginare quindi come sia l'originale nipponica.
Dopo aver sbranato comunque quella "tipo" Kobe, ho pensato che sarei potuta anche morire. Felice e senza nessun senso di colpa.




Colta sul pasto.


PS
La ragione per cui continuo a mangiare carne è difficile da comprendere ma mi sforzerò di riassumerla brevemente:

È MALEDETTAMENTE BUONA! ;-)



lunedì 10 dicembre 2012

Mani morte.








Esiste una donna che non ha mai subito una mano morta su un autobus?
A me è successo spesso, anche qualcuno che con la scusa dell'affollamento si spinge un po' troppo sul mio lato B fino a farmi sentire l'erezione del suo torrone (volevo mantenere un clima natalizio) e questi atti, sebbene a me il torrone piaccia, mi fanno andare fuori di testa perchè li considero una vera e propria violenza sessuale, anzi  lo sono! Se avete letto l'articolo, si tratta proprio del bus numero 64, che a quanto pare è molto gettonato per certe pratiche ricreative, quello che prendo tutti i giorni e su cui oggi ho subìto (per modo di dire...) l'ennesimo "attacco".
Quando questo accade, perdo totalmente il panico da Public Speaking ed inizio volutamente a rivolgermi in toni molto alti - affinchè tutti i presenti possano ascoltare - al "malcapitato" , e sì perchè con me casca malissimo, viene smerdato, apostrofato e minacciato pubblicamente. Sto pure pensando che il prossimo lo blocco e chiamo i carabinieri.
Mi piacerebbe che ogni donna reagisse allo stesso modo e so per certo che non tutte riescono ad avere questo coraggio e magari tentano solo di allontanarsi dall'aggressore senza proferire parola.

Oggi però è successa una cosa singolare.
Sentivo il solito polipetto che tentava di ravanare nelle mie parti intime, prima mi sono voltata di scatto e gli ho lanciato uno sguardo tipo quelli di "Carrie, lo sguardo di Satana" pensando che la smettesse, a volte solo quello è sufficiente con questi ominicchi codardi. Invece ha proseguito.
Così mi giro nuovamente verso di lui, lo guardo negli occhi e con lo stesso sguardo di prima, anzi forse peggiore, gli urlo: "Se non la smetti con questa mano ti dò un cazzotto in testa".
Ovviamente in certi casi si voltano tutti per capire cosa stia accadendo, e lui a sua volta urla "Ma che cazzo stai a dì?" un classico, negare sempre. E io proseguo urlando "Quello che ho detto! E tra l'altro spostati che puzzi come una capra!", in effetti questo aveva l'aspetto del barbone pure già un po' bevutello, infatti ha sì smesso con me ma ha iniziato con una ragazza e poi con un'altra signora, un irriducibile insomma.
Abbiamo fatto in modo che scendesse, tra le nostre e le sue urla, a me ha addirittura inviato una minaccia dicendo che ero "la peggio", insomma alla fine è sceso, l'ho pure spinto malamente verso l'uscita...

In tutto questo gran casino, sale un signore che domanda cosa sia successo (la parte "insolita" della storia doveva ancora arrivare) gli spiego, insieme alle altre donne ormai tutte coalizzate, che non se ne può più di questi uomini che fanno la mano morta ecc ecc
E lui sapete cosa risponde?
"Vabbè dai, non sono solo gli uomini che lo fanno, anche a voi donne piace palpeggiare".
Così è iniziata una discussione infinita tra noi donne e questo tale che sosteneva di aver subito personalmente un palpeggiamento da parte di una signora.
C'è da dire che era un uomo "piacente" ma io continuavo a sostenere che non ci credo nemmeno se lo vedo!
Ma era talmente convincente nella sua tesi che a me alla fine è venuto il dubbio, quindi vi chiedo se esiste tra voi qualcuno che ha subito palpeggiamenti da parte di una donna sopra un autobus?
Non vi inventate cazzate eh!










venerdì 7 dicembre 2012

Ogni tanto mi capita.




Bipol (il mio cane)



Ogni tanto mi capita di svegliarmi e senza un motivo apparente mi stanno sul cazzo anche i Ferrero Rocher.
Mi sveglio e penso che oggi no, oggi non voglio sentire le sirene di un'autombulanza e nemmeno incontrare tutte queste testoline che corrono, salgono, scendono, mi sembra di vederli dall'alto come formiche inutili che si affannano per una mollichina di pane. E vorrei iniziare a sparare come il protagonista dell' Erostrato di Sartre. Eppure io sono lì in mezzo a loro che corro, salgo, scendo...ma non mi affanno in effetti. Sono una disadattata io.Pur sapendomi adattare.Non mi conformo mai passivamente, sferro calci, non voglio essere addestrata a tutto quello che mi circonda. Capita quindi che provi una potentissima avversione per il prossimo. Quello che viene dopo magari no.


Càpita o capìta la giornata, provo a confondermi, provo, mi sforzo di capire meglio quelle testoline e improvvisamente incontro la sorpresa. Il legame. La condivisione di qualcosa. A volte dura solo pochi attimi ma sono sufficienti per abbassare l'arma e ritrovare la speranza nell'umanità.
A volte, per esempio, capita di leggere un titolo di giornale come : "La religione è un disturbo mentale" e sùbito mi torna il desiderio di abbracciare tutti quelli che incontro. Ma anche la voglia rinnovata di sparare su più testoline.
Il fatto è che dovrei andare in letargo subito dopo Settembre, odio ogni cosa dell'inverno, tranne le caldarroste.




A proposito di schizofrenia, ho letto anche un altro titolo, decisamente più inquietante.
Peccato che in questo non vengano riportati i dettagli sulla vicenda...
                          





domenica 2 dicembre 2012

Goodbye sweet hurt!







Carissimo Amore,
sono ormai mesi che vorrei parlarti, dirti che ti ho cercato ovunque ma tu rimani sempre incastrato in chissà quale anfratto della terra, così se leggerai questa lettera comprenderai la mia stanchezza e il motivo per cui sto per abbandonarti.
Ho spesso immaginato come sarebbe stata la mia vita insieme a te, mio complice ideale nei momenti che l'attraversano, tu, con quel tuo essere uomo che prescinde da ogni stereotipo avvilente e confessarti che ho amato e amo ogni cosa di te, il modo in cui mi sorridevi mentre goffamente tentavo di esternare i miei sentimenti ma sapevo che non lo facevi per deridermi, i tuoi erano sorrisi compiaciuti che esprimevano tutta la tua tenerezza. e scaldavano il mio cuore bipolare (che non significa un cazzo ma tu hai capito anche questo).
Amo il tuo sapere ascoltare che non è mai ostentato o fasullo, amo, quando con quella tua invidiabile calma mi spieghi ciò che anima la tua vita e il senso che vuoi darle, provo pudore tutte le volte che vuoi rivestirmi dopo ore ed ore di sesso inverecondo e quel tuo aggiustarmi i capelli, sei speciale, lo sei sempre stato e la tua capacità d'amare non è mai ricattabile.

Tu, amore, come me avevi chiaro il concetto di solitudine ma più di me ti affannavi a costruire ponti invisibili per potermi raggiungere.
Quando la mia mente si allontanava senza che io ne comprendessi le ragioni, eri sempre pronto a lanciarmi una fune per riportarmi a "casa", sebbene il concetto di casa l'abbia scoperto per la prima volta con te.
Ho provato a cercarti in altre storie ma naufragando miseramente, tornavo stremata a bussare alla tua porta.

Non lo farò mai più.

Vorrei poterti dire che ti odio o peggio ancora che mi sei indifferente, ma mentirei anche a me stessa e tu lo sai. Io e te eravamo l'incanto. Quello che molti, con le loro ipocrisie, meschinità, fragilità e paure non avranno mai.
La novità tesoro, è che mi sono stancata, ho smesso di cercarti, così, all'improvviso dopo tutti questi anni.
Per un'unica ragione.
Tu, amore mio dolcissimo, non esisti.
Non sei mai esistito.
Come potrei perdonartelo?

E se questa volta dovessi essere tu a cercarmi, temo che non ti riconoscerei.
Quindi mio caro,  farò di tutto per dimenticarmi di te e non è escluso che io inizi dando retta alla saggezza degli anziani.

Tua per sempre

Orsa.