"Mi sono accorta di voi, quasi per caso..."
Quando ho aperto questo blog stavo attraversando una fase di fortissima depressione (pur mantenendo la mia consueta voglia di non prendere nulla sul serio-serio) e ricoprivo questo diario di un'importanza quasi testamentaria, tant'è che qualche familiare si era allarmato, visti i miei precedenti e il modo in cui l'avevo impostato.
Come se, una volta detto quello che volevo dire, messo nero su bianco il mio disagio esistenziale, mi sarei potuta congedare dal tutto.
Molte esternazioni fatte su questo blog le ho eliminate...
"Ma intanto i giorni passano..."
E quello che credevo fosse la conseguenza del mio malessere ne era in realtà una delle cause dominanti:
l'abuso di alcolici.
Avevo affrontato l'argomento in qualche post, ma in maniera molto (volutamente) distratta, non ero pronta, ero solo all'inizio di una svolta radicale, la verità è che ancora non ci credevo e non volevo ammetterlo.
Per anni ed anni sono stata "l'alcolista del sabato sera" , sabato che ogni tanto si trasformava in martedì e/o giovedì.
I ricordi più brutti (a volte tragici) e quelli più belli (a volte sublimi; mi sono divertita facendo molte follie) della mia vita, sono indissolubilmente legati all'alcol.
E anche se non te ne rendi conto, tutto il tuo modo di vivere, parte delle scelte che fai, molti dei tuoi atteggiamenti, seguono una linea invisibile ma parallela al tuo bisogno di "annientamento temporaneo" che ahimè si raggiunge facilmente con l'alcol.
Ad un certo punto però, perdi il controllo della situazione e ti rendi conto di avere bisogno di un aiuto esterno.
Purtroppo, non tutti gli alcolisti riescono a fare questo primo e fondamentale passo, scattano infatti delle autodifese e
resistenze inimmaginabili, pur di non ammettere di avere un problema con l'alcol, si inventano tante storie o comunque si sottolineano costantemente le motivazioni per cui si beve, (a parte il classico e spesso falsissimo: "mi piace").
Come se questa pratica fosse quindi "scusabile" agli occhi degli altri, vuoi perchè non hai un lavoro, (o ce l'hai e ti fa schifo) vuoi perchè hai il cuore in frantumi, vuoi perchè hai subìto un lutto, vuoi perchè non riesci a prendere sonno, vuoi perchè semplicemente dici di annoiarti...sono solo PRETESTI, perchè ormai il tuo corpo e (ancora di più) la tua mente lo richiedono e tu devi assecondarli.
Intendiamoci, non sono mai stata ai livelli di "mi alzo e bevo", MAI!
Mi sono sempre mantenuta da sola (anche nella vita intrauterina pagavo già l'affitto a mia madre) avendo quindi un senso di responsabilità molto forte riguardo il lavoro.
Facevo parte degli "insospettabili".
E fortunatamente non ho subìto danni permanenti, ho un fegato perfetto!
Il mio bere era sempre associato al cibo, alla ricerca del ristorantino "giusto"; esistono diverse modalità di bere ma il risultato non cambia molto, chi ha questa predisposizione, semplicemente non riesce a limitarsi a un paio di bicchieri.
Se questo avvenga tutti i giorni o una volta al mese non ha NESSUNA rilevanza se sai che non puoi/vuoi fare a meno di quella volta.
Ero una di quelle persone che quasi denigravano gli astemi e si esaltavano del loro stesso bere spropositato.
Come se bere mi avesse dato l'illusione di appartenere a quella lunga schiera di pittori, scrittori e artisti in genere che non riescono a filtrare le loro emozioni perchè troppo "sensibili" al male di vivere e hanno quindi bisogno di "stampelle".
Con questa mia sorta di outing spero di poter essere di aiuto a qualcuno, (oltre al fatto di mettere nero su bianco la fine di un'era) perchè SO che lì fuori, attorno a me, ovunque c'è qualcuno col mio stesso problema ma ancora non lo sa o si vergogna e non vuole ammetterlo.
Perchè si teme di essere trattati da reietti o essere compatiti ed etichettati, per fortuna la mia autostima non si è mai abbassata troppo e so di avere un potenziale interiore enorme rispetto la media.
E so pure che io devo combattere e vincere due volte.
Bisogna infatti vederla da una prospettiva diversa, capire che c'è chi nasce intollerante ai latticini, chi al grano, chi alle fragole e via dicendo e chi invece è intollerante all'alcol (sarebbe più giusto dire che lo tollera fin troppo! Giusto per smorzare la serietà dell'argomento ma avete capito cosa intendo dire).
Io ho troncato
di netto da tre mesi, (oggi!) sebbene non sia facile non pensare ogni tanto di festeggiare in qualche modo l'evento (magari aprendo una bottiglia di spumante ahahah!) posso garantirvi che questo ha portato svariati
vantaggi nella mia vita.
Uno tra tanti è che mi sono accorta che esistete, esistono gli altri ed alcuni di loro sono persino amabili!
Al contrario di prima, adesso mi interessa davvero sapere come state, certo però che lo slancio umanitario non include proprio tutti-tutti!:)
PS
Chi pensa anche solo
lontanamente di avere un problema con l'alcol e non vuole dirlo pubblicamente, sappia che sarei felice se mi contattasse per una condivisione ed un appoggio morale.
Adesso vi vedo!
Aggiunta molto ma molto postuma:
Ad un certo punto ho deciso di non voler vivere tutta la vita senza nemmeno bere due birre gelate d'estate, credo di potermi definire solo una forte bevitrice occasionale, anche perchè ho conosciuto i VERI alcolisti, quelli che si lasciano gestire la vita dall'alcol, e questo a me non è mai accaduto, nè mai accadrà.
E non me la sto raccontando.
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