martedì 30 ottobre 2012

Amo sempre più questa donna.



Quando mi sorridi così perdo la ragione.







Oggi sono andata all'ufficio per l'impiego e ho scoperto un'altra legge dolcissima che lei ha fatto per noi, sì perchè lei è sensibile si sa, si commuove e pensa sempre a come farci vivere meglio.

Visto che finalmente ho potuto prendere la residenza qui a Roma, ho pensato bene di capire a cosa cazzo mi servisse.
Per i residenti ci sono delle agevolazioni, tipo pagare meno gli abbonamenti mensili per chi viaggia coi mezzi e chiaramente non ha un reddito annuo superiore a 20.000 euro (come me) in effetti 35 euro al mese per il servizio dei trasporti ATAC della Capitale mi sembrano eccessivi considerando la loro quasi totale inefficienza.
Ma per gli studenti, gli over 60, i disoccupati o chi non raggiunge quel reddito, invece di 35 sono 16 euro al mese che mi sembra un buon risparmio.
Questo era quello che accadeva prima che la suddetta amata il 18 Luglio si svegliasse pensando di diffondere il suo amore con una legge.
Se hai un lavoro con un contratto a tempo indeterminato (come il mio) non puoi usufruire di queste agevolazioni, ANCHE SE IL TUO REDDITO ANNUALE FOSSE DI SOLO 100 EURO!


Questi sono i casi in cui viene fuori il mio animo bombarolo. Senza se e senza ma.

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sabato 27 ottobre 2012

E poi mi chiedono perchè sono single.







Primo appuntamento.
Ho beccato l'ultimo esemplare maschio komunista/marxista fino al midollo, mi chiede se voglio leggere il suo libro sulla rivoluzione in chiave moderna e riflessioni varie sull'economia politica e teoria del plusvalore... gli spiego che prima forse dovrei trovare il coraggio di leggere Il Capitale e liquido la sua oscena proposta.
Andiamoci piano, non so ancora se ne uscirò viva da 'sta serata.
Militante, di quelli che c'erano durante la macelleria messicana alla scuola Diaz, segnato quindi da quegli eventi.
E vabbè mi dico, speriamo non mi maciulli le palle col racconto dettagliato alla "Ho visto cose che voi umani..."

Fisicamente non è male, anche se purtroppo ha gli occhi azzurri, un lieve tic al naso che però gli dona dovuto forse all'ex uso massiccio di psicofarmaci quando sprofondò nella depressione e mandò a puttane il suo matrimonio. Mi dico che comunque non dev'essere un imbecille (io parto sempre da allegri presupposti) infatti risulta non esserlo.

Arriva a piedi da lontano, è sudato e non emana esattamente odore di pulito, vabbè mi dico, ha fatto parecchia strada e la serata romana è particolarmente calda.
Peccato che una sua rivelazione mi abbia lasciata attonita.
Con molta nonchalance dice "...ma sai, io sono un tipo ruspante, non bado a certe cose, figurati son tre giorni che manca l'acqua calda a casa mia, col cazzo che mi faccio la doccia fredda!".
Ora, va bene che sei un Komunista che mangia bambini, va bene che non brilli particolarmente in ironia, va bene che non offri e ti sei preso i miei dieci euro dicendo compiaciuto che sono una vera rivoluzionaria (ma almeno la prima sera potevi essere un po' più galante), posso superare tutto.
Ma cazzo, addirittura dire con orgoglio che nun te lavi da tre giorni???
E stiamo parlando del primo appuntamento...pensate se ci stessi insieme perdio!

Mi domando sconfortata come sia possibile che esistano uomini che non abbiano ancora compreso che per una donna, l'igiene personale non sia solo un piccolo dettaglio.

Le probabilità di volerlo rivedere sono praticamente nulle.
Amen.



(peccato, perchè per il resto non era da scartare subito)


mercoledì 24 ottobre 2012

Sinergie fortuite di un pensiero in collina.



Mio cugino vendeva pezzi di ricambio della Peugeot 206.




Quel giorno sarebbe sgusciato via dalle nostre ineluttabili esistenze e tu avresti detto con orgoglio: "Ecco è questo l'istante per tenere salde le nostre reciproche richieste" e poi avresti gettato in acqua il tuo orologio.
Ma il treno sarebbe partito ugualmente col suo carico di perle scheggiate.
Non avremmo potuto destinare parole e baci al caso.

Giacevi dentro le tue ghiotte giustificazioni e speravi di sfiorare una verità moribonda, senza considerare che l'uomo con la felpa color pesca ci stesse ancora seguendo.
I rintocchi di un campanile, le formiche sui nostri corpi nudi e la zia Carlotta che piangeva, un'istantanea che inceneriva tra le pieghe dei nostri ragionamenti.




Queste parole non significano una benemerita mazza e le dedico a tutti quelli che con i loro post in stile criptico mi sminuzzano i coglioni.
(metaforici ok, le ovaie non rendono mai perfettamente l'idea)


                                                                 ;)



venerdì 19 ottobre 2012

Adesso il prossimo traguardo.







Io non li sopporto più. Inizio ad odiarli senza un vero motivo, quantomeno che giustifichi questa mia insofferenza anche alla sola vista di questi due esseri umani.
Di chi parlo? Qui lo posso dire, tanto non hanno nemmeno l'idea che io abbia un blog.
I miei coinquilini.
Sono arrivata, sono al capolinea della tolleranza, sogno di soffocarli con un mocio in bocca oppure di offrirgli le mie lasagne al ragù, arsenico e stricnina.
La faccenda diventa pericolosa, devo porre rimedio.
E so che il problema non sono loro due nello specifico.

In passato ho quasi sempre vissuto da sola, felice nei miei bei monolocalini, ma non vivevo in città come Roma dove gli affitti sono fuori da ogni decenza, perchè se per un posto letto sei capace di chiedere 400 euro, cosa deve fare un individuo normale che ha deciso di voler guadagnare soldi in un modo forse obsoleto - tipo lavorando senza andare a rubare - per potersi affittare un monolocale in questo cazzo di Capitale?
Sì, qualcuno potrebbe dirmi, spostati, cercalo un po' fuori Roma che lo trovi pure a 300. È vero.
Ma allora perchè sarei venuta a Roma? Per stare in una frazione sperduta o paesino con duemila abitanti? (mi taglio le vene e faccio prima!).
Poi, lavoro al centro e non ho la macchina, e anche se me la regalassero la venderei, ho preso la patente e dopo l'ho gettata in un cassetto, non possiedo la pazienza giusta per guidare, soprattutto in un luogo come Roma, in un modo o nell'altro sono certa che finirei in galera.

Non sto dicendo che lo voglio accanto a Piazza Navona ma nemmeno in culo al mondo perdio.
Potrei spendere un massimo di 400 euro per un buco tutto per me e sto vedendo che l'impresa si presenta davvero ardua. L'altro giorno però un'amica romana mi chiama entusiasta e mi dice: "Affittano una mansarda di 15 metri quadri vicino la Sapienza a soli 420 eurooooooo!!!"
Io, per questa cifra, giù in Sicilia avrei una villetta con giardino...ma vabbè, gli stipendi sono in proporzione, anzi non ci sono proprio e quindi devo eliminare questo paragone dalla mia mente una volta per tutte.

Penso, si sarà sbagliata, vicino l'Università una mansarda a 420? Forse si tratta di un posto letto o forse sto per fare un passo incontro al fantascientifico.
Così decido di scoprirlo iniziando a telefonare, telefonare, telefonare...l'utente da me chiamato risulta al momento irraggiungibile. Un momento che dura troppo a mio avviso. Tanto che mi era venuto il sospetto che per le troppe telefonate ricevute avesse spento il cellulare per sempre.

Dopo due giorni invece, finalmente risponde.
La splendida scoperta è che nei 420 è incluso TUTTO (condominio, bollette di luce, gas, spazzatura, acqua, ricchi premi e cotillons). Domani quindi mi precipito a vederla, sperando di non scovare l'inghippo, forse è un'abitazione tipo "American Horror Story", dove in precedenza hanno sterminato intere famiglie? Bah.

Fatto sta che devo ritornare a vivere per i cazzazzi miei, questo è assodato. A costo di prendere spunto da quella foto.

lunedì 15 ottobre 2012

Iniziare a fare cose mai fatte.



Teatro Ghione, Roma


No, non è che non ero mai stata a teatro, ci andavo, ma nelle rappresentazioni gratuite o per invito, quindi la scelta era limitata.
Ma adesso che non ho più l'afflizione della precarietà lavorativa posso permettermi di spendere qualche euro in più senza l'apprensione di finire tra i dannati da un mese all'altro.
Quindi ieri ho pensato di regalarmi una visione teatrale a pagamento scegliendo tra gli innumerevoli spettacoli in scena a Roma.
Così ho optato per "Puccini - Vissi d'arte, vissi d'amore" con Giorgio Albertazzi, immagino già le facce di qualcuno, soprattutto chi mi ha conosciuta vent'anni fa si sta chiedendo se io sia proprio io o se una spora piovuta dallo spazio mi abbia clonata.
Eppure sin da ragazzina ero in grado di canticchiare le romanze più celebri di questo grande compositore, da Nessun dorma a Che gelida manina, Un bel dì vedremo, E lucevan le stelle, Mi chiamano Mimì... chi non le conosce d'altronde?
Sto parlando della Turandot, La Boheme, Madame Butterfly, la Tosca...vi dicono qualcosa? Certo che sì. Sì?

Pure di Albertazzi avevo visto poco in quanto a recitazione teatrale ma sapevo della sua bravura, non sapevo invece della sua stratosferica età , ottantanove anni, no dico, OTTANTANOOOVE!
Entrando in teatro ho pensato "ma ce la farà ad arrivare alla fine dello spettacolo?" o avrò la sfiga che questo mi muore in diretta? Mi ridaranno i soldi del biglietto?
Dai Giorgio, scherzo, sei impressionantemente giovanile, non dirmi che te la sei presa e mi quereli per iettatura indecorosa eh?

Lo spettacolo è un misto di prosa e lirica, Albertazzi (quello che morirà in scena una di queste sere) interpreta Giacomo Puccini, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua vita ed io, conoscendola ho apprezzato molto lo spettacolo e la chiusura con "Nessun dorma" cantata da un tenore cinese (!) è stata da brivido.

Mi sono anche innamorata di questo piccolo teatro (500 posti) perchè da qualunque poltrona il palco risulta sempre vicino, per cui risparmiate e andate in galleria!

Nota curiosa: rispetto agli altri spettatori io ero una bimbetta, ma si sa, non sono "inquadrabile" e posso provare piacere sia andando in un parco giochi sia assistendo ad uno spettacolo di teatro diciamo impegnato.
Per questo motivo non trovo quasi mai nessuno che come me ami diversificare i propri piaceri in maniera così contrapposta.
Certo, qualcuno non era ad un passo dalla fossa, ma solo a guardarli non ci avrei scambiato due chiacchiere nemmeno chiusi dentro un ascensore. Sembravano Pariolini impaccati di soldi e insostenibile snobismo.
Della minchia! Mi permetto umilmente di aggiungere.
Io  "per sogni, per chimere e per castelli in aria l'anima ho milionaria", giusto per rimanere in tema.


Comunque, il teatro è una magia nella quale ho deciso di immergermi almeno una volta al mese.
Nell'eventualità improbabile in cui vi venisse voglia di leggere qualcosa in più riguardo il suddetto spettacolo, leggete QUI.




Cosa mi dite invece delle cose mai fatte che vorreste fare?
(non mi riferisco a qualcosa tipo: scalare l'Everest, il giro del mondo a vela senza scalo o fare sesso sfrenato con Irina Shayk, solo qualcosa alla vostra portata insomma ma che per svariati motivi non fate).


martedì 9 ottobre 2012

YEAHHHH!!!









VI RICORDATE DI QUESTO SUPPLIZIO?

È  FINITOOOOOOOOOOOOOOO!!! :)


Ma ditemi se, nel 2012 in Italia,  ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato debba causare tanta incontenibile felicità?
Quasi mi vergogno di essere così felice per questo motivo!
Perchè oggi, molti, sono felici quando ottengono ciò che sarebbe normale ottenere. Tipo un lavoro, tipo un contratto, tipo un contratto a tempo indeterminato, tipo una sorta di mezzo futuro che non sia sotto i ponti.

Più di vent'anni fa ero felice quando ad esempio vincevo un concorso di pittura o se partivo senza meta per destinazioni sconosciute, ero felice quando LASCIAVO un lavoro, ero felice quando incontravo un uomo con una sbalorditiva resistenza sessuale (!) ero felice quando potevo bere dodici gin-tonic in una sera, ero felice andando al mio primo concerto, e così via...


Oggi in effetti sono felice, ma proprio tanto, perchè il mio proprio capo ha detto che posso continuare a lavorare lì, e c'è da dire che lì mi piace. Proprio.
Tanto.



Niente, volevo solo dire che sono felice.
Però ho sempre il cattivo gusto di voler riflettere sulla causa della felicità, mia e altrui.

Non troppo tempo fa su questi schermi affermai che tra le cose da fare prima di morire c'è:
"Avere il coraggio di lasciare un lavoro a tempo indeterminato, una volta ottenuto".


...............................................! (anche perchè sembra sia diventata la sfida del secolo).

Al momento non ci penso nemmeno naturalmente, oltretutto pensando che con questa nuova prospettiva potrò finalmente comprare a rate un cavallino di Monterufoli, che come tutti sanno, è sicuramente essenziale per un'incondizionata beatitudine.

Vabbè...sono certa che esistano solo periodi per ogni  sfumatura di felicità.
Per moltissime altre esperienze, io ho già dato e ho capito che non è l'Altrove a procurarmi gioia e appagamento, non più quantomeno.

Quando navighi in tempesta per secoli , un po' di "brezza" è sempre benvenuta, anche solo per assaporarne la differenza e poter cambiare modalità di navigazione.
Oggi navigo "al traverso", con l'onda che appare meno insidiosa. Di bolina m'ero rotta il cazzo.

Ok, lo confesso, il mio fisico non regge più come una volta, altrimenti probabilmente proseguirei col vento di prua.





PS
Mi torna in mente Erich Fromm dal libro "I cosidetti sani" :

" ...Proprio i paesi che sono considerati la  patria  di  una borghesia stabile ed equilibrata,  come Svizzera,  Svezia, Danimarca e Finlandia,  presentano rispetto ad altri paesi europei  livelli  molto più elevati di schizofrenia, alcolismo, suicidi e omicidi.
I  dati  statistici ci inducono a riflettere.

Come mai proprio questi paesi  europei  hanno  realizzato  sul  piano  sociale   e   culturale quell'ideale che noi, pur auspicandolo, non abbiamo ancora realizzato, vale a dire un'esistenza borghese sufficientemente agiata e fondata in larga  misura  sulla  sicurezza  economica?
E  perché  la  condizione psichica in quei paesi suscita invece l'impressione che  quel  sistema di  vita  non  giovi in realtà alla salute psichica?
Contrariamente a quanto da noi auspicato,  esso non sembra comportare un aumento  della
felicità. "








Condivido pienamente ciò che dice leric fromme ma per fortuna sono lontanissima da tale "sicurezza economica".

E tu? A che tipo di felicità appartieni?

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giovedì 4 ottobre 2012

Sì, finalmente ce l'ho fatta!




Oddio! Non ditemi che è Orsa quella che sta per entrare!


Confesso che mi vergogno come uno schnauzer per il fatto di aver aspettato così tanto tempo prima di andare a vedere uno dei capolavori indiscussi della storia dell'arte, e mi vergogno perchè l'ho pure studiato accuratamente sui libri di scuola  secoli orsono quando frequentavo la Scuola D'Arte, mi vergogno perchè vivo a Roma da un bel po' e perchè a volte mi metto a dipingere, amando la pittura in generale, più di ogni altra cosa.
Perchè quindi non ci sono andata prima? Pecchè pecchè?
Vabbè, qualche motivazione c'era, non sopporto fare file interminabili, non ho pazienza e mi viene da smadonnare dopo dieci minuti di attesa (e farlo nei pressi del Vaticano poteva essere rischioso) e tutte le volte che passavo di là e vedevo la fila arrivare fino a Via della Conciliazione pensavo che avrebbero dovuto puntarmi un'arma contro per unirmi a quei malati di mente che non parlano la mia lingua.
Questa è una, l'altra è che non mi "avanzano" mai 15 euro più 4 se voglio evitare la fila.

Ma ecco che un giorno feci la grande scoperta che almeno superava un problema:
l'ultima Domenica di ogni mese, l'ingresso ai Musei Vaticani (ergo Cappella Sistina per me) è gratuito - anche se solo dalla nove del mattino alle dodici e trenta - epperò pensavo, a maggior ragione la fila sarà doppia Kristoincappella! Ma forse no, visto che non tutti sanno di questa anomalia Vaticana ( tutti sono invece consapevoli del fatto che sono dei maestri ineguagliabili nel fare soldi...).
Insomma, tra una minchia e l'altra (!) ho sempre rimandato.

Domenica scorsa, ho preso il coraggio a quattro mani, ho puntato la sveglia alle sette e questo in realtà è stato l'orrore più grande, e ho deciso. Ho deciso. Ho deciso.



Aoh, 'sta Sibilla nun ze lava l'ascella da'armeno un lustro ecchecazzo!



Aridajeee, e famme ripijà e forze co 'na mela va!


Ok, arrivo lì alle 08.35 e...


...questo è solo un QUINTO della fila che ho trovato! Mi viene il sospetto che all'uscita regalino un pezzo d'intonaco del Giudizio Universale, chissà.

la fila prosegue, prosegue....per tutto il perimetro del Vaticano, Dio-geometricamenteindifferente!


E io che faccio adesso? Mi sono alzata alle sette di Domenica-libera-da-lavoro per nulla???
Naaaaaaaaa. (purtroppo non ho Geffrey Dean Morgan che mi aspetta a casa docciato e pronto all'azione sotto le lenzuola!).

Allora chiedo delucidazioni alla signora romana che proprio di fronte l'entrata ai Musei Vaticani ha un negozio di souvenir idioti come tutti i souvenir sanno esserlo.
Mi dice: "Fate tutti lo stesso errore, venite alle sette del mattino pensando di essere i primi, mentre alle undici non c'è quasi più fila!".
Ah, ok, torno alle undici allora,  nel frattempo entro nella Basilica di San Pietro dopo vent'anni... e faccio crollare un paio di navate.



Prospettive Divine.


Comunque, c'è fila pure qui per entrare,  sebbene più concepibile, controlli al metal detector... (per questa volta non vi faccio saltare in aria).
Per prima cosa cerco la PIETA'.
E la ritrovo lontana con una barriera di vetro che prima non aveva.
Va bene, bisogna tutelarsi dai vandali, è giusto.

Ma non è nè giusto, nè razionale che tu mi obblighi a mettere una giacca con 34 gradi centigradi solo perchè sono smanicata.
Per via del DECORO...lasciamo stare altrimenti li insulto brutalmente.





Liberaci dal male, vade retro Orsa!


Finisco il giro dentro San Pietro e ritorno a vedere la situazione ai Musei Vaticani. Niente da fare, la signora ha detto una minchiata (anche se sono solo le 10.30) la situazione non mi sembra migliorata di molto.
Così decido di fare la furbetta, non lo faccio mai, rispetto sempre le file ma qui si tratta di un caso eccezionale, sono 30 anni che voglio vedere la Cappella Sistina! E poi soffro di lombalgia, perdonatemi.
Mi infilo negli ultimi metri di fila pensando di essere attaccata e uccisa a colpi di teleobiettivi, amo il rischio. Inaspettatamente invece rimango illesa, solo qualche sguardo fugace di disapprovazione e nulla più.
Siiii è fatta!


Sto per raggiungere la Cappella Sistina, credo.Ma forse mi accascio prima al  suolo per il caldo (notare le innumerevoli teste).
Ma non potevo scegliere l'ultima Domenica di Febbraio?




Ed ecco che dopo un lungo percorso mi appare, è lei. Sono emozionata, giuro.
La prima cosa che mi colpisce però è che me l'aspettavo IMMENSA e non lo è. Dentro, tra la folla si aggira la Gestapo per impedire di scattare foto e fare video (ovviamente io alla fine sono riuscita a fare un video, anche perchè non capisco che "danno" potrebbe fare ai dipinti?).
Poi resto col naso all'insù per circa venti minuti ad osservare ogni singolo dettaglio e immaginando Michelangelo che si è arrampicato lì per quattro anni e non posso frenare le lacrime, penso all'effetto Stendhal ma non entro in stato confusionale e non ho allucinazioni (non più del solito insomma), credo si tratti di semplice commozione, quella scatenata dalla bellezza.
Che dire, è una delle cose più affascinanti e "potenti" che abbia visto finora.


Dopo lunghe ed estenuanti ricerche ho pure scoperto chi era il modello degli "Ignudi" michelangioleschi.


















Eh, non potevo mica lasciarvi senza un attimo di scemaggine, non mi sarei mai perdonata.
Anzi proseguo, perchè il dettaglio di Dio io l'avrei trovato più carino in quest'altra maniera...



Forse pure il Buonarroti ma non voleva più litigare con il committente.





Andate a vederla.