martedì 30 ottobre 2012

Amo sempre più questa donna.



Quando mi sorridi così perdo la ragione.







Oggi sono andata all'ufficio per l'impiego e ho scoperto un'altra legge dolcissima che lei ha fatto per noi, sì perchè lei è sensibile si sa, si commuove e pensa sempre a come farci vivere meglio.

Visto che finalmente ho potuto prendere la residenza qui a Roma, ho pensato bene di capire a cosa cazzo mi servisse.
Per i residenti ci sono delle agevolazioni, tipo pagare meno gli abbonamenti mensili per chi viaggia coi mezzi e chiaramente non ha un reddito annuo superiore a 20.000 euro (come me) in effetti 35 euro al mese per il servizio dei trasporti ATAC della Capitale mi sembrano eccessivi considerando la loro quasi totale inefficienza.
Ma per gli studenti, gli over 60, i disoccupati o chi non raggiunge quel reddito, invece di 35 sono 16 euro al mese che mi sembra un buon risparmio.
Questo era quello che accadeva prima che la suddetta amata il 18 Luglio si svegliasse pensando di diffondere il suo amore con una legge.
Se hai un lavoro con un contratto a tempo indeterminato (come il mio) non puoi usufruire di queste agevolazioni, ANCHE SE IL TUO REDDITO ANNUALE FOSSE DI SOLO 100 EURO!


Questi sono i casi in cui viene fuori il mio animo bombarolo. Senza se e senza ma.

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sabato 27 ottobre 2012

E poi mi chiedono perchè sono single.







Primo appuntamento.
Ho beccato l'ultimo esemplare maschio komunista/marxista fino al midollo, mi chiede se voglio leggere il suo libro sulla rivoluzione in chiave moderna e riflessioni varie sull'economia politica e teoria del plusvalore... gli spiego che prima forse dovrei trovare il coraggio di leggere Il Capitale e liquido la sua oscena proposta.
Andiamoci piano, non so ancora se ne uscirò viva da 'sta serata.
Militante, di quelli che c'erano durante la macelleria messicana alla scuola Diaz, segnato quindi da quegli eventi.
E vabbè mi dico, speriamo non mi maciulli le palle col racconto dettagliato alla "Ho visto cose che voi umani..."

Fisicamente non è male, anche se purtroppo ha gli occhi azzurri, un lieve tic al naso che però gli dona dovuto forse all'ex uso massiccio di psicofarmaci quando sprofondò nella depressione e mandò a puttane il suo matrimonio. Mi dico che comunque non dev'essere un imbecille (io parto sempre da allegri presupposti) infatti risulta non esserlo.

Arriva a piedi da lontano, è sudato e non emana esattamente odore di pulito, vabbè mi dico, ha fatto parecchia strada e la serata romana è particolarmente calda.
Peccato che una sua rivelazione mi abbia lasciata attonita.
Con molta nonchalance dice "...ma sai, io sono un tipo ruspante, non bado a certe cose, figurati son tre giorni che manca l'acqua calda a casa mia, col cazzo che mi faccio la doccia fredda!".
Ora, va bene che sei un Komunista che mangia bambini, va bene che non brilli particolarmente in ironia, va bene che non offri e ti sei preso i miei dieci euro dicendo compiaciuto che sono una vera rivoluzionaria (ma almeno la prima sera potevi essere un po' più galante), posso superare tutto.
Ma cazzo, addirittura dire con orgoglio che nun te lavi da tre giorni???
E stiamo parlando del primo appuntamento...pensate se ci stessi insieme perdio!

Mi domando sconfortata come sia possibile che esistano uomini che non abbiano ancora compreso che per una donna, l'igiene personale non sia solo un piccolo dettaglio.

Le probabilità di volerlo rivedere sono praticamente nulle.
Amen.



(peccato, perchè per il resto non era da scartare subito)


mercoledì 24 ottobre 2012

Sinergie fortuite di un pensiero in collina.



Mio cugino vendeva pezzi di ricambio della Peugeot 206.




Quel giorno sarebbe sgusciato via dalle nostre ineluttabili esistenze e tu avresti detto con orgoglio: "Ecco è questo l'istante per tenere salde le nostre reciproche richieste" e poi avresti gettato in acqua il tuo orologio.
Ma il treno sarebbe partito ugualmente col suo carico di perle scheggiate.
Non avremmo potuto destinare parole e baci al caso.

Giacevi dentro le tue ghiotte giustificazioni e speravi di sfiorare una verità moribonda, senza considerare che l'uomo con la felpa color pesca ci stesse ancora seguendo.
I rintocchi di un campanile, le formiche sui nostri corpi nudi e la zia Carlotta che piangeva, un'istantanea che inceneriva tra le pieghe dei nostri ragionamenti.




Queste parole non significano una benemerita mazza e le dedico a tutti quelli che con i loro post in stile criptico mi sminuzzano i coglioni.
(metaforici ok, le ovaie non rendono mai perfettamente l'idea)


                                                                 ;)



venerdì 19 ottobre 2012

Adesso il prossimo traguardo.







Io non li sopporto più. Inizio ad odiarli senza un vero motivo, quantomeno che giustifichi questa mia insofferenza anche alla sola vista di questi due esseri umani.
Di chi parlo? Qui lo posso dire, tanto non hanno nemmeno l'idea che io abbia un blog.
I miei coinquilini.
Sono arrivata, sono al capolinea della tolleranza, sogno di soffocarli con un mocio in bocca oppure di offrirgli le mie lasagne al ragù, arsenico e stricnina.
La faccenda diventa pericolosa, devo porre rimedio.
E so che il problema non sono loro due nello specifico.

In passato ho quasi sempre vissuto da sola, felice nei miei bei monolocalini, ma non vivevo in città come Roma dove gli affitti sono fuori da ogni decenza, perchè se per un posto letto sei capace di chiedere 400 euro, cosa deve fare un individuo normale che ha deciso di voler guadagnare soldi in un modo forse obsoleto - tipo lavorando senza andare a rubare - per potersi affittare un monolocale in questo cazzo di Capitale?
Sì, qualcuno potrebbe dirmi, spostati, cercalo un po' fuori Roma che lo trovi pure a 300. È vero.
Ma allora perchè sarei venuta a Roma? Per stare in una frazione sperduta o paesino con duemila abitanti? (mi taglio le vene e faccio prima!).
Poi, lavoro al centro e non ho la macchina, e anche se me la regalassero la venderei, ho preso la patente e dopo l'ho gettata in un cassetto, non possiedo la pazienza giusta per guidare, soprattutto in un luogo come Roma, in un modo o nell'altro sono certa che finirei in galera.

Non sto dicendo che lo voglio accanto a Piazza Navona ma nemmeno in culo al mondo perdio.
Potrei spendere un massimo di 400 euro per un buco tutto per me e sto vedendo che l'impresa si presenta davvero ardua. L'altro giorno però un'amica romana mi chiama entusiasta e mi dice: "Affittano una mansarda di 15 metri quadri vicino la Sapienza a soli 420 eurooooooo!!!"
Io, per questa cifra, giù in Sicilia avrei una villetta con giardino...ma vabbè, gli stipendi sono in proporzione, anzi non ci sono proprio e quindi devo eliminare questo paragone dalla mia mente una volta per tutte.

Penso, si sarà sbagliata, vicino l'Università una mansarda a 420? Forse si tratta di un posto letto o forse sto per fare un passo incontro al fantascientifico.
Così decido di scoprirlo iniziando a telefonare, telefonare, telefonare...l'utente da me chiamato risulta al momento irraggiungibile. Un momento che dura troppo a mio avviso. Tanto che mi era venuto il sospetto che per le troppe telefonate ricevute avesse spento il cellulare per sempre.

Dopo due giorni invece, finalmente risponde.
La splendida scoperta è che nei 420 è incluso TUTTO (condominio, bollette di luce, gas, spazzatura, acqua, ricchi premi e cotillons). Domani quindi mi precipito a vederla, sperando di non scovare l'inghippo, forse è un'abitazione tipo "American Horror Story", dove in precedenza hanno sterminato intere famiglie? Bah.

Fatto sta che devo ritornare a vivere per i cazzazzi miei, questo è assodato. A costo di prendere spunto da quella foto.

lunedì 15 ottobre 2012

Iniziare a fare cose mai fatte.



Teatro Ghione, Roma


No, non è che non ero mai stata a teatro, ci andavo, ma nelle rappresentazioni gratuite o per invito, quindi la scelta era limitata.
Ma adesso che non ho più l'afflizione della precarietà lavorativa posso permettermi di spendere qualche euro in più senza l'apprensione di finire tra i dannati da un mese all'altro.
Quindi ieri ho pensato di regalarmi una visione teatrale a pagamento scegliendo tra gli innumerevoli spettacoli in scena a Roma.
Così ho optato per "Puccini - Vissi d'arte, vissi d'amore" con Giorgio Albertazzi, immagino già le facce di qualcuno, soprattutto chi mi ha conosciuta vent'anni fa si sta chiedendo se io sia proprio io o se una spora piovuta dallo spazio mi abbia clonata.
Eppure sin da ragazzina ero in grado di canticchiare le romanze più celebri di questo grande compositore, da Nessun dorma a Che gelida manina, Un bel dì vedremo, E lucevan le stelle, Mi chiamano Mimì... chi non le conosce d'altronde?
Sto parlando della Turandot, La Boheme, Madame Butterfly, la Tosca...vi dicono qualcosa? Certo che sì. Sì?

Pure di Albertazzi avevo visto poco in quanto a recitazione teatrale ma sapevo della sua bravura, non sapevo invece della sua stratosferica età , ottantanove anni, no dico, OTTANTANOOOVE!
Entrando in teatro ho pensato "ma ce la farà ad arrivare alla fine dello spettacolo?" o avrò la sfiga che questo mi muore in diretta? Mi ridaranno i soldi del biglietto?
Dai Giorgio, scherzo, sei impressionantemente giovanile, non dirmi che te la sei presa e mi quereli per iettatura indecorosa eh?

Lo spettacolo è un misto di prosa e lirica, Albertazzi (quello che morirà in scena una di queste sere) interpreta Giacomo Puccini, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua vita ed io, conoscendola ho apprezzato molto lo spettacolo e la chiusura con "Nessun dorma" cantata da un tenore cinese (!) è stata da brivido.

Mi sono anche innamorata di questo piccolo teatro (500 posti) perchè da qualunque poltrona il palco risulta sempre vicino, per cui risparmiate e andate in galleria!

Nota curiosa: rispetto agli altri spettatori io ero una bimbetta, ma si sa, non sono "inquadrabile" e posso provare piacere sia andando in un parco giochi sia assistendo ad uno spettacolo di teatro diciamo impegnato.
Per questo motivo non trovo quasi mai nessuno che come me ami diversificare i propri piaceri in maniera così contrapposta.
Certo, qualcuno non era ad un passo dalla fossa, ma solo a guardarli non ci avrei scambiato due chiacchiere nemmeno chiusi dentro un ascensore. Sembravano Pariolini impaccati di soldi e insostenibile snobismo.
Della minchia! Mi permetto umilmente di aggiungere.
Io  "per sogni, per chimere e per castelli in aria l'anima ho milionaria", giusto per rimanere in tema.


Comunque, il teatro è una magia nella quale ho deciso di immergermi almeno una volta al mese.
Nell'eventualità improbabile in cui vi venisse voglia di leggere qualcosa in più riguardo il suddetto spettacolo, leggete QUI.




Cosa mi dite invece delle cose mai fatte che vorreste fare?
(non mi riferisco a qualcosa tipo: scalare l'Everest, il giro del mondo a vela senza scalo o fare sesso sfrenato con Irina Shayk, solo qualcosa alla vostra portata insomma ma che per svariati motivi non fate).


martedì 9 ottobre 2012

YEAHHHH!!!









VI RICORDATE DI QUESTO SUPPLIZIO?

È  FINITOOOOOOOOOOOOOOO!!! :)


Ma ditemi se, nel 2012 in Italia,  ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato debba causare tanta incontenibile felicità?
Quasi mi vergogno di essere così felice per questo motivo!
Perchè oggi, molti, sono felici quando ottengono ciò che sarebbe normale ottenere. Tipo un lavoro, tipo un contratto, tipo un contratto a tempo indeterminato, tipo una sorta di mezzo futuro che non sia sotto i ponti.

Più di vent'anni fa ero felice quando ad esempio vincevo un concorso di pittura o se partivo senza meta per destinazioni sconosciute, ero felice quando LASCIAVO un lavoro, ero felice quando incontravo un uomo con una sbalorditiva resistenza sessuale (!) ero felice quando potevo bere dodici gin-tonic in una sera, ero felice andando al mio primo concerto, e così via...


Oggi in effetti sono felice, ma proprio tanto, perchè il mio proprio capo ha detto che posso continuare a lavorare lì, e c'è da dire che lì mi piace. Proprio.
Tanto.



Niente, volevo solo dire che sono felice.
Però ho sempre il cattivo gusto di voler riflettere sulla causa della felicità, mia e altrui.

Non troppo tempo fa su questi schermi affermai che tra le cose da fare prima di morire c'è:
"Avere il coraggio di lasciare un lavoro a tempo indeterminato, una volta ottenuto".


...............................................! (anche perchè sembra sia diventata la sfida del secolo).

Al momento non ci penso nemmeno naturalmente, oltretutto pensando che con questa nuova prospettiva potrò finalmente comprare a rate un cavallino di Monterufoli, che come tutti sanno, è sicuramente essenziale per un'incondizionata beatitudine.

Vabbè...sono certa che esistano solo periodi per ogni  sfumatura di felicità.
Per moltissime altre esperienze, io ho già dato e ho capito che non è l'Altrove a procurarmi gioia e appagamento, non più quantomeno.

Quando navighi in tempesta per secoli , un po' di "brezza" è sempre benvenuta, anche solo per assaporarne la differenza e poter cambiare modalità di navigazione.
Oggi navigo "al traverso", con l'onda che appare meno insidiosa. Di bolina m'ero rotta il cazzo.

Ok, lo confesso, il mio fisico non regge più come una volta, altrimenti probabilmente proseguirei col vento di prua.





PS
Mi torna in mente Erich Fromm dal libro "I cosidetti sani" :

" ...Proprio i paesi che sono considerati la  patria  di  una borghesia stabile ed equilibrata,  come Svizzera,  Svezia, Danimarca e Finlandia,  presentano rispetto ad altri paesi europei  livelli  molto più elevati di schizofrenia, alcolismo, suicidi e omicidi.
I  dati  statistici ci inducono a riflettere.

Come mai proprio questi paesi  europei  hanno  realizzato  sul  piano  sociale   e   culturale quell'ideale che noi, pur auspicandolo, non abbiamo ancora realizzato, vale a dire un'esistenza borghese sufficientemente agiata e fondata in larga  misura  sulla  sicurezza  economica?
E  perché  la  condizione psichica in quei paesi suscita invece l'impressione che  quel  sistema di  vita  non  giovi in realtà alla salute psichica?
Contrariamente a quanto da noi auspicato,  esso non sembra comportare un aumento  della
felicità. "








Condivido pienamente ciò che dice leric fromme ma per fortuna sono lontanissima da tale "sicurezza economica".

E tu? A che tipo di felicità appartieni?

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giovedì 4 ottobre 2012

Sì, finalmente ce l'ho fatta!




Oddio! Non ditemi che è Orsa quella che sta per entrare!


Confesso che mi vergogno come uno schnauzer per il fatto di aver aspettato così tanto tempo prima di andare a vedere uno dei capolavori indiscussi della storia dell'arte, e mi vergogno perchè l'ho pure studiato accuratamente sui libri di scuola  secoli orsono quando frequentavo la Scuola D'Arte, mi vergogno perchè vivo a Roma da un bel po' e perchè a volte mi metto a dipingere, amando la pittura in generale, più di ogni altra cosa.
Perchè quindi non ci sono andata prima? Pecchè pecchè?
Vabbè, qualche motivazione c'era, non sopporto fare file interminabili, non ho pazienza e mi viene da smadonnare dopo dieci minuti di attesa (e farlo nei pressi del Vaticano poteva essere rischioso) e tutte le volte che passavo di là e vedevo la fila arrivare fino a Via della Conciliazione pensavo che avrebbero dovuto puntarmi un'arma contro per unirmi a quei malati di mente che non parlano la mia lingua.
Questa è una, l'altra è che non mi "avanzano" mai 15 euro più 4 se voglio evitare la fila.

Ma ecco che un giorno feci la grande scoperta che almeno superava un problema:
l'ultima Domenica di ogni mese, l'ingresso ai Musei Vaticani (ergo Cappella Sistina per me) è gratuito - anche se solo dalla nove del mattino alle dodici e trenta - epperò pensavo, a maggior ragione la fila sarà doppia Kristoincappella! Ma forse no, visto che non tutti sanno di questa anomalia Vaticana ( tutti sono invece consapevoli del fatto che sono dei maestri ineguagliabili nel fare soldi...).
Insomma, tra una minchia e l'altra (!) ho sempre rimandato.

Domenica scorsa, ho preso il coraggio a quattro mani, ho puntato la sveglia alle sette e questo in realtà è stato l'orrore più grande, e ho deciso. Ho deciso. Ho deciso.



Aoh, 'sta Sibilla nun ze lava l'ascella da'armeno un lustro ecchecazzo!



Aridajeee, e famme ripijà e forze co 'na mela va!


Ok, arrivo lì alle 08.35 e...


...questo è solo un QUINTO della fila che ho trovato! Mi viene il sospetto che all'uscita regalino un pezzo d'intonaco del Giudizio Universale, chissà.

la fila prosegue, prosegue....per tutto il perimetro del Vaticano, Dio-geometricamenteindifferente!


E io che faccio adesso? Mi sono alzata alle sette di Domenica-libera-da-lavoro per nulla???
Naaaaaaaaa. (purtroppo non ho Geffrey Dean Morgan che mi aspetta a casa docciato e pronto all'azione sotto le lenzuola!).

Allora chiedo delucidazioni alla signora romana che proprio di fronte l'entrata ai Musei Vaticani ha un negozio di souvenir idioti come tutti i souvenir sanno esserlo.
Mi dice: "Fate tutti lo stesso errore, venite alle sette del mattino pensando di essere i primi, mentre alle undici non c'è quasi più fila!".
Ah, ok, torno alle undici allora,  nel frattempo entro nella Basilica di San Pietro dopo vent'anni... e faccio crollare un paio di navate.



Prospettive Divine.


Comunque, c'è fila pure qui per entrare,  sebbene più concepibile, controlli al metal detector... (per questa volta non vi faccio saltare in aria).
Per prima cosa cerco la PIETA'.
E la ritrovo lontana con una barriera di vetro che prima non aveva.
Va bene, bisogna tutelarsi dai vandali, è giusto.

Ma non è nè giusto, nè razionale che tu mi obblighi a mettere una giacca con 34 gradi centigradi solo perchè sono smanicata.
Per via del DECORO...lasciamo stare altrimenti li insulto brutalmente.





Liberaci dal male, vade retro Orsa!


Finisco il giro dentro San Pietro e ritorno a vedere la situazione ai Musei Vaticani. Niente da fare, la signora ha detto una minchiata (anche se sono solo le 10.30) la situazione non mi sembra migliorata di molto.
Così decido di fare la furbetta, non lo faccio mai, rispetto sempre le file ma qui si tratta di un caso eccezionale, sono 30 anni che voglio vedere la Cappella Sistina! E poi soffro di lombalgia, perdonatemi.
Mi infilo negli ultimi metri di fila pensando di essere attaccata e uccisa a colpi di teleobiettivi, amo il rischio. Inaspettatamente invece rimango illesa, solo qualche sguardo fugace di disapprovazione e nulla più.
Siiii è fatta!


Sto per raggiungere la Cappella Sistina, credo.Ma forse mi accascio prima al  suolo per il caldo (notare le innumerevoli teste).
Ma non potevo scegliere l'ultima Domenica di Febbraio?




Ed ecco che dopo un lungo percorso mi appare, è lei. Sono emozionata, giuro.
La prima cosa che mi colpisce però è che me l'aspettavo IMMENSA e non lo è. Dentro, tra la folla si aggira la Gestapo per impedire di scattare foto e fare video (ovviamente io alla fine sono riuscita a fare un video, anche perchè non capisco che "danno" potrebbe fare ai dipinti?).
Poi resto col naso all'insù per circa venti minuti ad osservare ogni singolo dettaglio e immaginando Michelangelo che si è arrampicato lì per quattro anni e non posso frenare le lacrime, penso all'effetto Stendhal ma non entro in stato confusionale e non ho allucinazioni (non più del solito insomma), credo si tratti di semplice commozione, quella scatenata dalla bellezza.
Che dire, è una delle cose più affascinanti e "potenti" che abbia visto finora.


Dopo lunghe ed estenuanti ricerche ho pure scoperto chi era il modello degli "Ignudi" michelangioleschi.


















Eh, non potevo mica lasciarvi senza un attimo di scemaggine, non mi sarei mai perdonata.
Anzi proseguo, perchè il dettaglio di Dio io l'avrei trovato più carino in quest'altra maniera...



Forse pure il Buonarroti ma non voleva più litigare con il committente.





Andate a vederla.







sabato 29 settembre 2012

Associazioni culinarie.



Ormai sono 27 anni che non vivo più in famiglia, ogni tanto però, sebbene io sappia cucinare molto bene, mi capita di ricordare vecchi sapori e ricette anche semplici che faceva la mia mamma e ne ho nostalgia.
Anche perchè, vivendo da sola, spesso salto i pasti,  non dovendo dare conto a chicchessia delle mie varie irregolarità  e comunque non ho sempre molto tempo per cucinare nel vero senso del termine (vale a dire impiegando più di otto minuti).

Oggi mi è tornato in mente "salsicce e patate in bianco".
Semplicissimo ma ottimo, che non mangiavo da secoli senza nessun motivo apparente : tanta cipolla in una pentola, soffriggetela, poi aggiungete le patate a tocchetti (mi sento tanto "Io, me e Orsa") e fate rosolare anche quelle, poi le salsicce - qui a Roma purtroppo non trovo quelle buone che fanno giù, vabbè, fine nota insiciliaètuttopiùbuono - sale, pepe e coprite con acqua facendo cuocere il tutto a fuoco lentissimo.
Le patate formeranno quasi una crema, infatti con questa potreste anche condire due rigatoni aggiungendo il Parmigiano.

Il fatto è che mettendolo nel piatto, ho smesso di pensare alla mia mamma.







Sono scema, lo so.



Però potrebbe essere un pretesto per sapere alcune ricette semplici ma buone delle vostre mamme.


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lunedì 24 settembre 2012

Pietà per chi non lo vedrà.








Sì lo so, alcuni potrebbero pensare che sono di parte, visto che ho affermato di essere una "Kimkidukkina" senza speranza o volontà di guarigione.
Ma oggi, dopo secoli che non donavo i miei denari alle sale cinematografiche (videointernet killed the cinemarketing) ho deciso che questo film avrei voluto vederlo in uno schermo superiore a 15 pollici. Sono felice di averlo fatto e che tra l'altro ci fossero solo altre otto persone in tutta la sala (e nessuno di loro sgranocchiava pop-corn).
Perchè i capolavori vanno visti al cinema, possibilmente.

Sull'aggettivo "capolavoro" in realtà ci sarebbe da dibattere a lungo riguardo ad ognuna delle sette arti...ma prendo atto del fatto che dovrete pur innaffiare quelle cazzo di piante.

In questo caso, io,  nemmeno ci provo, nel senso che, per farlo, (kristo quante virgole), dovrei spoilerare un po' e non solo non è corretto ma è da imbecilli, ed io sono notoriamente scema, mai imbecille virgola.
Dico solo che questa volta Kim Ki Duk lancia anche un messaggio all'umanità chiaro e forte, che ovviamente condivido fino all'osso.
Ma lo fa come solo lui sa fare.
E un Ridley Scott, col suo "Prometheus" può al massimo andare a cucinare formiche rosse arrostite o cane stufato al mio KimKeducche ;)

Vabbè, che dire,  VEDETELO e poi tornate ad insultarmi... nel caso.


PS
Non adatto per chi ama le storie d'amore (quelle classiche) e gli happy endings.

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sabato 22 settembre 2012

Il supplizio di Tantalo mi fa una sega a me mi. Fa.


Immagine di un supplizio qualunque.

No perchè, la rabbia dei disoccupati o precari è roba superata per me al momento. E temo di provarne nostalgia alle volte.


Da un anno a questa parte invece mi si sono spalancate le porte dell'inimmaginabile in campo lavorativo...
Non sono disoccupata e non sono propriamente "precaria". Ho un lavoro precario stabile.
Sono in un limbo in balia di un datore di lavoro che definiferei pure simpatico, ma profonde analisi mi hanno portato a pensare che sia fuori dalla realtà. ( la mia di sicuro).
Non è folle o schizofrenico ma al riguardo offre spunti cospicui di riflessione.

Cercherò, in questo post, di condensare il senso di angoscia che provo per questa situazione, so che non tutti sono disposti a leggere chilometri  di cazzi miei (anche se un dubbio mi si concretizza vedendo 100/150 visite giornalere a questo blog e un giorno dovrò  pur comprenderne l'inquietante significato).

Aniyhow, (come direbbero quelle teste di minchia che sono state a Londra per più di tre anni...) , comincio a dirvi da quando ho deciso in maniera perentoria di voler trovare un lavoro diverso, uno di quelli in cui non ti fai troppo il culo tipo ristorazione o spalare merda di elefante nello zoo di  San Diego,  cercavo un lavoro dove non si suda e ti diverti insomma, lo so che è il sogno di molti, ai restanti che vogliono faticare ed opprimersi auguro tante buone cose.
Certo, il sogno dei sogni non l'ho trovato, anche perchè significherebbe non "lavorare" affatto e dedicare la mia intera esistenza viaggiando, possibilmente per mare, dipingere, leggere, scrivere stronzate in maniera professionale e diventare partner televisiva di Zimmern immortalata con in bocca un ratto alla pechinese.
Ma si sa, la vita è come quando vai dal parrucchiere, tu gli dici cosa ti piacerebbe e lui fa quel cazzo che vuole (cit.)

Quindi, ho accolto abbastanza bene il mio nuovo lavoro di receptionist d'albergo e stando alla cruda e macabra realtà di chi soffre per un lavoro che detesta, mi riterrei fortunata.
Ho usato il condizionale sì, ve ne siete accorti.
Sto allungando il brodo solo perchè non so come rendere comprensibile il supplizio in questione, o meglio,  non vorrei creare fraintendimenti.
Non vorrei suscitare il caso "I datori di lavoro sono tutti irrimediabilmente escrementi vaganti", onestamente era quello che pensavo anch'io prima di conoscere l'attuale.

Infatti lui non mi mette ansia, paga puntuale prima del previsto, esprime giudizi gratificanti verso la lavoratrice (io), mi chiede come sto salutandomi con i bacetti sulle guance, insomma, a vederci insieme sembriamo vecchi amici.

L'unica cosa che credo mi manderà in manicomio è che non so mai di che morte dovrò morire con lui.
Sono già al terzo contratto a tempo determinato, l'ultimo mi scade il 30 di questo mese e avevo già insaponato la corda perchè l'ultima volta, malgrado io avessi insistito per una proroga di tre mesi invece di due, mi aveva detto che non poteva, le ragioni sono e credo rimarranno oscure.
Ieri gli ho fatto notare che pure il mese di Ottobre è stracolmo di prenotazioni...e lui mi risponde "Lo so, è allora?"
Io:   Eh, però tu mi cacci...
Lui:   Ioooo ti caccio? E chi te l'ha detto??
Io.   Ma veramente...avevo capito...
Lui:   Non ti preoccupare.
Io:   Io mi preoccupo abbastanza invece, allora resto?
Lui:   Uffa, ma dobbiamo parlarne proprio ora?
Io: (pensando)   No, magari dimmelo il 30, tanto ho una fila infinita di datori di lavoro che stanno aspettando solo me! Poi, di questi tempi trovare un altro lavoro è un lampo.
Io: (parlando)   Ma non mi puoi fare campare così!
Lui:   Non ti preoccupare dai.

Insomma, alla fine, come sempre, non mi ha fatto capire un cazzo di quali saranno le mie sorti!

Cosa vorrà dire? Mi fa lavorare solo ad Ottobre e poi mi dice che un giorno mi richiama? Mi farà un altro contratto di tre mesi e poi chissà, te lo farò sapere? Si decide a farmi un contratto a tempo indeterminato? (non ci credo manco se lo vedo). Ha una componente sadica per cui adora lasciarmi sulle spine? È un tipetto strano lui, cambia spesso idea e si dimentica ciò che dice.
Io invece dico solo porcatroia.
Con questo suo modo di fare non posso organizzare NULLA nella mia vita, nè le ferie (avevo in mente di scendere giù a casa ad Ottobre), nè frequentare un corso di Shaolinquan o di Rumba, nè comprarmi a rate un cavallino di Monterufoli.

Un vero supplizio.
Voi ne conoscete altri?


PS
L'etichetta sotto fa riferimento al libro e al cortometraggio che, per chi fosse interessato, potrà essere visto gratuitamente (e ce mancava pure, visto il tema...) a Roma il 27 di questo mese, al Caffè Letterario.

martedì 18 settembre 2012

Come faccio a dirti...

...che Vincent non è solo quel cazzo de "I Girasoli"?












che se leggo su un muro "Dio se ci sei abbaia",  rido.
che se Chiara Ferragni e Guglielmo Scilla sono le personalità dell'anno io non voglio avere a che fare con l'anno.
che se mi chiedi "Cosa fai nei week end?" io non voglio nemmeno provare a conoscerti.
che non sono nè di destra nè di sinistra nè di centro e forse anarchica ma non mi presentare degli esaltati, ho una visione troppo anarchica dell'anarchia. Anzi non mi presentare nessuno.
che se ti dico che quel ristorante è carino e si mangia bene, non significa che dobbiamo andarci tutte le volte.
che giornalmente  devo spararmi dosi titaniche d'ironia nelle vene perchè altrimenti mi ricordo di quanto sia merdoso il pianeta su cui mi hanno catapultata.
che odio profondamente la gente che non mette le maiuscole a capo ma io lo sto facendo.
che chiedermi comemainonseisposataehaifigli non è la domanda giusta per conquistarmi.
che avrei preso a calci quella donna sul tram pure se era incinta, per l'arroganza sconfinata con cui ha preteso il posto a sedere. La prossima volta non farti ingravidare.
che se ti senti così irresistibile, smettila per favore di chiedermi cos'è che più mi piacerebbe in un uomo cristoddio.
che veramente mi sono rotta i coglioni di chi dice di voler cambiare il mondo e non riesce nemmeno a distaccarsi dal suo iPad.
che mi disgusta il tuo stile di vita in cui la preoccupazione maggiore è la scelta del colore di un divano.
che se ti dico che voglio vedere "Pietà" non è perchè ha vinto il Leone d'Oro.
che se ti dico che amo ballare non significa che vado in discoteca.
che provo un'avversione innaturale per chi pratica il tennis.
che io e te non abbiamo un cazzo in comune.
che io e te non abbiamo un cazzo.
che io e te non abbiamo.
che io e te.
che io.
che.


Che mi sono svegliata così.
Chiamami domani.










venerdì 14 settembre 2012

Mai leggere le E-mail (di lavoro) distrattamente.

Hanno prenotato una camera doppia.
Poi mi scrivono:
...Our flight gets into Fiumicino at 8.50 so we should be arriving at the hotel in the late morning, before check-in time, but we will need to get some food because the breakfast on the plane will not be enough for a 5-year-old.

IO:
that's fine...bla bla bla...
Do you need a cradle (free of charge) for your son?

CLIENTI:
My wife and I are travelling alone. Our sons are 50 and 48, but thank you for the offer of a cradle!

IO:
I believed you have a 5 year-old son... :)))
Ok, now I realized what you meant!

CLIENTI:
Sorry "Orsa". Have a great day! :---)))








Vabbè, per fortuna non è stato un grave misunderstanding...
Ve ne sono capitati?

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martedì 11 settembre 2012

o_O

Non so voi ma io ancora non avevo letto di questo picco di creatività digitale.
Finalmente potrete scoparvi il vostro iPad! In fondo, non aspettavate altro.

Comunque...superata la vergogna, penso che qualcuno andrà a comprarlo. Illudendosi così di poter fare sesso con Irina Shayk magari.
Davvero ci vogliamo stupire? Tutto sommato la disperazione sessuale di molti maschi non conosce limiti.








La notiziona l'ho letta QUI..

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domenica 9 settembre 2012

Si inizia col fare le orecchie ai libri....


























In realtà ha iniziato perchè voleva trovare un passatempo, oggi invece, fino al 2013 non può più accettare prenotazioni da gente che gli commissiona "Origami book" personalizzati con parole o simboli a loro piacimento.
Il "pazzo" si chiama Isaac Salazar e ci tiene a precisare che utilizza solo libri destinati al macero oppure gli date il libro che desiderate, che so, "Guerra e pace" e gli chiedete di far apparire un "Cazzo dici?" lui lo fa o la "Bibbia" con scritto "Dio è in ferie" lui inizia a piegare.
Ok, a parte le minchiate che sono solita dire, è veramente bravo e volevo condividerlo con voi, QUI  potete vedere 36 libri e QUESTO è il suo sito.

Vi ricordate che ho detto di non sapere cosa farne di tutti quei libri scritti in inglese che trovo in albergo?

Ecco, non ci penso nemmeno!
Mi era sfiorata  per qualche secondo l'idea di volerci provare, poi ho realizzato che dev'essere molto ma MOLTO complicato.
Fate voi un tentativo e fatemi vedere i risultati.
Magari utilizzate il libro che avete più odiato in assoluto e vi vendicate, in maniera totale...perchè tanto non riuscirete a scrivere nemmeno un'acca in questo modo.

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giovedì 6 settembre 2012

Invece di aumentare, i miei diminuiscono.



Ogni tanto vado in bacheca a fare pulizie di primavera.
Non so se spinta da quella mia patologia ma avendo iniziato a farfugliare minchiate dal 2010, a volte sento che alcune non mi corrispondono più o semplicemente non mi piacciono o sono cambiate ed elimino il post.
Sono certa però che si tratti di qualcosa di positivo, cambiare e vedere le cose da angolazioni diverse, farfugliare minchiate con più convinzione e determinazione eliminando ogni sfumatura di utilità e serietà (se mai ci fossero state in questo blog). Forse è solo un momento, non so. Ho bisogno di sentirmi più leggera del solito insomma. Quasi quasi inizio a parlare del mio gatto. Ma io non ho un gatto. Io non amo i gatti. Forse  mi prenderò un'iguana. Tra l'altro ho scoperto che in Sudamerica è una gustosa specialità gastronomica.

Certo che in questo modo non arriverò mai a festeggiare il millesimo post (forse lo faccio apposta per evitare questa idiozia che abbiamo di festeggiare i blog) e se smettessi di scrivere per un lunghissimo periodo potrei arrivare al post numero zero, attuando così una sorta di lenta autoeliminazione dal web. No, ma non è questo lo scopo, se decidessi di chiudere il blog cliccherei un solo tasto e puff, via, senza neanche dare troppe spiegazioni, sono certa che non potrei sostenere tutte quelle valanghe di "ma dai torna, mi manchi, mi piaceva leggerti, l'UNIVERSO non sarà più lo stesso senza il tuo blog, non voglio più vivere senza i tuoi post, ok però adesso devo dare l'acqua alle piante."

Credo non ci sia affatto uno scopo. Mi viene solo voglia di snellire il blog.

A voi non capita? O siete di quelli che non eliminerebbero un proprio vecchio post neanche sotto tortura, pensando che la vostra creatura sia sacra?


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lunedì 3 settembre 2012

Vai a guardare il capello?



Ebbene sì, è successo anche a me.
Il fatto è che qualche giorno fa, ho scoperto il mio primo capello bianco, ok,  per avere  quarantasette anni avrei dovuto sospettare che prima o poi accadesse. Forse dovevo prendere appunti quando mi avevano spiegato che ad un certo punto dell'esistenza il naturale processo fisiologico ti porta a tragiche conseguenze (so che un giorno dovrò aspettarmi di scorreggiare senza rendermene conto ma spero di morire prima di quell'evento).

Lo dico perchè moltissimi anni fa ho fatto la badante ad un'anziana e colta signora inglese della middle-class  che sì,  riusciva ancora a fare discorsi di senso compiuto, anche se li ripeteva all'infinito (infatti è con lei che ho imparato l'inglese) però mentre camminava per casa parlandomi del genio di Shakespeare o di come make a perfect cup of tea, perdeva evidentemente il controllo degli sfinteri e doveva pure essere un po' sorda perchè proseguiva come se nulla fosse accaduto. Tutta la sua classe e il suo stile li vedevo crollare impietosamente e non sapevo se ridere o piangere per la grande tragedia umana...ma mi ricordo che fu dopo quest'esperienza che decisi di voler morire giovane.

Comunque, il mio processo di invecchiamento fisico l'hanno sempre associato a "Il ritratto di Dorian Grey" (chi desidera può andare a verificare) eppure non ricordo di aver venduto la mia anima a chicchessia nella mia vita, ok una volta ho solo pensato di vendere un rene ma era per altre ragioni.

E sebbene non sia mai stata una donna vanitosa e frùfrù o che comunque badasse così tanto all'estetica (non occorreva...), la sua vista mi ha messo di cattivo umore e l'ho subito estirpato come si fa con le erbacce del giardino,  poi l'ho depositato in una teca sottovuoto, incorniciato e firmato perchè un giorno potrebbe valere milioni, di cosa non saprei (in fondo sono un'artista, hai visto mai?).

Dopo mi sono ricordata di quella leggenda.
Per ognuno che ne strappi, ne crescono altri sette.
Stronzate, mi dico.

Bene, dopo circa tre giorni ne vedo un altro, non sette però, per cui la leggenda rimane pur sempre una stronzata, oddio, cosa ne sarà di me? Sono una donna finita! Corbezzoli! (se fossi un uomo potrei immaginare l'inizio di un "interessante"...capelli brizzolati? Interessante. Calvo? Interessante. Pancetta? Interessante - va bene,  su quest'ultima nutriamo dubbi TUTTE noi - almeno spero).
Perchè per le donne non accade la stessa cosa?

Ho sempre rifiutato l'idea del "finto", non mi sono mai tinta i capelli o usato parrucche ecc...ergo mi sembra impensabile doverli tingerli  solo perchè è arrivato il mitico pelo bianco.
No-way!
Certo, c'è da dire che nel complesso sono pur sempre una donna dai capelli castani. Per ora.

Ma quando il bianco sarà vistosamente avanzato e i lobi delle orecchie saranno penduli, manterrò questa mia cristallina volontà di accettarmi ed essere accettata per qualunque cosa io possa trasformarmi in futuro? Alien incluso.
La risposta credo sia sì.
Per ora.



A tale proposito inserisco una poesia di Gioconda Belli.

SFIDA ALLA VECCHIAIA.

Quando sarò vecchia
- se mai lo sarò -
e mi guarderò allo specchio
e mi conterò le rughe
come delicata orografia
di pelle discesa.
Quando potrò contare i segni
lasciati dalle lacrime
e dalle preoccupazioni
e il mio corpo risponderà lentamente
ai desideri
quando vedrò la mia vita avvolta
in vene azzurre
in occhiaie profonde
e scioglierò i miei capelli bianchi
per andare a dormire presto
- come si deve-
quando verranno i nipotini
a sedersi sulle ginocchia
flaccate dal passare di molti inverni,
so che il mio cuore - ribelle -
starà ancora ticchettando
e i dubbi e i vasti orizzonti
saluteranno ancora i miei mattini.
E poi sicuramente scorreggerò solo per dispetto.


Ma voi in che modo percepite i cambiamenti fisici?


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giovedì 30 agosto 2012

L'Origine del mondo. 1866 (Courbet) 2012 (Orsa).



Come tutto l'UNIVERSO sa, (!) il pittore Gustave Courbet dipinse questo quadro che scioccò il pubblico di allora e la sua opera rimase un'icona dell'erotismo realista in pittura.
Chi volesse sapere la storia di questo dipinto può anche fare un salto qui.

È inutile dire che mi sia sempre piaciuto...anche se non amo affatto lo stile "Realista", ma l'idea, la provocazione di fondo è stata unica soprattutto per QUEI tempi.

Spero nessuno di voi faccia un paragone con l'originale, anche perchè non desideravo farne una copia, come i più svegli avranno intuito.
A volte mi sono chiesta come certi grandi pittori avrebbero dipinto l'Origine del mondo...qualcuno tipo Egon, Vincent, Henri, Pablo, Francis, Amedeo, Paul...(sì mi piace chiamarli per nome questi disgraziati e spero di offrire loro da bere un giorno...).

Vabbuò vi faccio vedere la mia versione, sono pronta al linciaggio ;)


L'ho messa sul letto...



Particolare...


Per gli amanti della fica in bianco e nero...


Per gli amanti della fica virata  in seppia...


Per gli amanti della fica-fumetto...




" Ho cinquant'anni ed ho sempre vissuto libero; lasciatemi finire libero la mia vita; quando sarò morto voglio che questo si dica di me: Non ha fatto parte di alcuna scuola, di alcuna chiesa, di alcuna istituzione, di alcuna accademia e men che meno di alcun sistema: l'unica cosa a cui è appartenuto è stata la libertà."

(Gustave Courbet)

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lunedì 27 agosto 2012

Maperchècazzo film così non si trovano in lingua italiana?



Nel 1983, una certa Marsha Norman vinse il Premio Pulitzer con il romanzo "Night, Mother", tre anni dopo Tom Moore ne realizza il film con una strepitosa mamma Anne Bancroft e Sissy Spacek (bravissima anche lei) nel ruolo della figlia.
Sono uscita pazza per cercarlo in italiano o sottotitolato, non esiste da nessuna parte, almeno in rete, si legge di "Una finestra nella notte", titolo orrendamente tradotto ma del film neanche l'ombra, se qualcuno lo trova è pregato di avvisarmi prima di subito, grazie.
L'unico posto in cui si trova, ma in lingua originale, è su You Tube in sette parti.
L'ho già visto tre volte e credo che lo rivedrò ancora per capire anche l'ultima parola dei loro dialoghi altamente drammatici e cogliere ogni sfumatura delle espressioni dell'immensa Bancroft.
Ritengo sia - tra i film drammatici - uno dei più "corposi" realizzati nella storia del cinema, certo, se amate film con macchine che esplodono, non sopportate i dialoghi e vi piace come recita Tom Cruise, saltate immediatamente questo post e andate pure un po' a fanculo.
Non leggete trama e recensione su Mymovies perchè secondo me quelli lì a volte si fanno un acido e poi recensiscono film.

Riporto la trama:

In "Buonanotte, mamma" ci sono solo due personaggi : Jessie Cates, una donna sulla quarantina senza lavoro, malata e divorziata che vive con la madre vedova, Thelma.
L'inizio del dramma è con Jessie che chiede a sua madre dove sia una certa pistola. Trovata l’arma con l’aiuto di Thelma, inizia a pulirla e annuncia molto tranquillamente che alla fine della serata, dopo aver augurato come di consueto la buonanotte a sua madre, si chiuderà a chiave nella stanza e si ucciderà. Questa non è una minaccia o una richiesta di aiuto: è una decisione lucida, ferma e irreversibile. Dopo una vita intera dominata dalla povertà, dall’epilessia e dalla depressione, il suicidio è l’unico modo per assicurarsi che nulla potrà mai più ferirla.
La decisione di Jessie scatena un’impetuosa lotta fra madre e figlia, dove Thelma usa ogni strategia possibile per dissuadere la donna dal suo intento, sprofondando lentamente nell’angoscia; al contrario Jessie mantiene una calma glaciale, sorvolando sulla disperazione della madre e dandole istruzioni dettagliate su dove sono tutte le cose in casa, come una padrona che istruisce la governante. La madre si dispera così tanto da spingersi a dire la verità a Jessie su tutta una serie di cose che hanno sconvolto la sua esistenza, affrontando i vecchi fantasmi della loro vita. Ma la donna sembra irremovibile…

Al debutto ‘Night, Mother  sconvolse il pubblico americano per la sua lucida e franca dissertazione sul tema del suicidio.

In questo blog, di suicidio se ne è parlato abbastanza...e a quelli che allora sostenevano con convinzione il fatto che i suicidi siano solo dei malati mentali, consiglierei vivamente la visione di questo film e pure di provare ad espandere le proprie sinapsi (sono sempre dell'idea che chi non hai mai pensato almeno una volta al suicidio, è del tutto inutile che continui a vivere).
Secondo me, proprio perchè questo film tratta il suicidio in maniera così razionalmente lucida - ad un certo punto addirittura scatta l'empatia verso la figlia e non la madre - proprio per tale motivo suppongo, non potrà mai arrivare soprattutto in un paese come l'Italia, (o meglio, credo sia arrivato e tolto quasi subito dalla circolazione) col Vaticano che tenta di interferire sulle scelte individuali mettendo in mezzo un certo Dio. (il cognome adesso non lo ricordo).
Tra l'altro, una delle prime minchiate che dice la mamma per fermare il proposito della figlia è: "È peccato!" e la figlia risponde tranquillamente che anche Gesù Cristo fu un suicida. E come pensate potrebbero accettare una cosa simile i credenti?

Allora via, teniamolo nascosto, non sia mai qualcuno avanzi il diritto di scelta anche sulla propria morte.


Page 33 (Bus metaphor)
Jessie: Mama, I know you used to ride the bus. Riding the bus and it’s hot and bumpy
and crowded and too noisy and more than anything in the world you want to get off
and the only reason in the world you don’t get off is it’s still fifty blocks from where
you’re going? Well, I can get off right now if I want to, because even if I ride fifty
more years and get off then, it’s the same place when I step down to it. Whenever I
feel like it, I can get off. As soon as I’ve had enough, it’s my stop. I’ve had enough. 



No no, io ancora non ne ho avuto abbastanza della vita, devo prima riuscire a fare alcune cose tipo:
trovare questo film doppiato in italiano (possibilmente come Iddio comanda,  forse l'unica a poter doppiare la Bancroft  sarebbe l'ormai deceduta e mitica Anna Miserocchi, non vedo alternative sinceramente).

Congiungermi sessualmente per circa 41 ore di fila con Jeffrey Dean Morgan e Luis Tosar (anche in sede separata).

Massacrare  chi ha inventato i pantaloni a vita bassa, le scarpe a punta, la birra analcolica e Renato Brunetta.

Poi vorrei realizzare la mia più grande fantasia sessuale: stuprare un ecclesiastico (di quelli credenti però).

Capire profondamente perchè alcune persone godono nell'andare a sudare in una palestra, faticando gratuitamente (anzi, pagano pure, il che li rende ancora più folli ai miei occhi). Devo assolutamente comprenderlo, prima di morire.

Essere baciata in bocca da un delfino in corsa! 

Trovare un lavoro a tempo indeterminato e poi ritrovare il coraggio per lasciarlo.

Assaggiare una volta per tutte il risotto alle fragole e il surimi di cavallette.

Tingermi i capelli color arcobaleno.

Pulire i vetri della cucina.

Dormire almeno una notte in questo "Hotel". 

Uff, meglio smettere qui, altrimenti mi tocca vivere per altri 129 anni (brrr!).

Anche andarmene senza aver amato "perdutamente" un bipede maschio mi dispiacerebbe un po'...

Ah, ora che ci penso, vorrei pure riuscire ad entrare in una Posta di Roma ed essere la prima (questo potrebbe essere un motivo scatenante per proseguire).
; )



E adesso fatemi leggere la vostra ipotetica "ultima" lista.






martedì 21 agosto 2012

Ecco un altro motivo.


Chi mi segue sa  (odio iniziare i post così, ma è più forte di me non riesco ad esordire con "come tutti voi sapete" "com'è noto" "come l'universo intero già è a conoscenza"...come se fossimo blogger di fama mondiale, sissì alcuni lo fanno, quelli, per intenderci, che ci assicurano di non essere morti dopo tre giorni che non pubblicano).
Scusate la lunga parentesi, che cazzo volevo dire?
Ah sì, chi passa di qua più del necessario, sa che ci sono diverse ragioni per cui amo il mio relativamente nuovo lavoro di receptionist d'albergo, a quei quattro sbadati nell'universo che non lo ricordano (...) riepilogo brevemente quelle già dette in precedenza : lavoro da sola senza colleghi scassapalle, non faccio fatica fisica e neanche mentale, conosco gente che arriva in vacanza a Roma anche da Urano, non ho mai neanche il capo vicino e pure se lo avessi ci scherzo e rido, ho molto tempo libero per navigare in rete, i clienti sono quasi sempre persone contente e rilassate essendo in vacanza, c'è la possibilità, se pur remota, che io perda improvvisamente la testa  per un bipede maschio...quando partono, ai saluti sono quasi sempre gratificata dalle loro parole nei miei confronti, tipo: "Brutta porca me la potevi dare però?" , ok, anche altre un po' più garbate e affabili.

A tutte queste ragioni, se ne aggiunge un'altra da non sottovalutare.
Al check-out i clienti lasciano o si dimenticano in camera una serie disparata di cose.

Dai preservativi, quelli ancora sigillati intendo, alle creme solari, shampii, bagno schiuma, deodoranti, profumi, lozioni per il corpo spesso economicamente non della mia portata, dai completini sexy di infermiera ai mazzi di fiori, dalle bottiglie di vino (chissà perchè i turisti comprano solo e sempre Chianti) e cibarie varie nel frigo ancora confezionate, dalle scarpe (da donna, di mio gusto e del mio numero!) ai peluches, dai pacchetti di sigarette e questi li apprezzo particolarmente, al vestiario, una volta una cliente ha dimenticato l'anello di fidanzamento d'oro e brillanti...nel bagno di un ristorante vicino porcatroia (il bello è che mi ha fatto telefonare al locale per chiedere se l'avessero ritrovato, non dimenticherò più la grassa risata del gestore).
Credo comunque che molti  lascino tanta roba perchè a Roma hanno fatto troppi acquisti e non entra più nulla in valigia.
E non da ultimi, i libri. Che solitamente son quelli che pesano di più da mettere nei bagagli.
Spesso purtroppo in lingua inglese ed io non amo leggere interi libri in inglese, ergo farò una raccolta e poi li vendo da qualche parte mi sa.
Ieri però un cliente spagnolo ne ha lasciati tre, uno in inglese, uno in spagnolo e poi quello che vedete in alto, nuovo di zecca e per la prima volta in ITALIANO, (forse voleva imparare la nostra lingua), mi piace questo marinaio che ama le favole e quel "fumetto" costa la bellezza di dieci euro. E come tutto l'universo sa, io sono povera.

Sto solo aspettando che qualche distrattone dimentichi il suo notebook, visto che il mio sta diventando vecchiotto, ma dubito che non lo rivorrebbe indietro.

Spero invece che nessuno si scordi mai qualche pargolo sul comodino.



PS
Siete pregati di inserire la parola "universo" nei commenti eventuali.


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venerdì 17 agosto 2012

Venerdì 17 e morto che parla. Sarà il caso di festeggiare?






Poi però ho scoperto che il 47 è l'unico numero primo ad aver il suo fan-club!
Ma la cosa che più mi ha tranquillizzata è stata scoprire che è un numero altamente cototiente.
Sono soddisfazioni.




Servitevi pure, io intanto vado a fare danno da qualche parte ;)


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sabato 11 agosto 2012

"Una nazione in ogni senso della parola"??


Ecco il prossimo condannato a morte in Texas.


Come molti di voi credo,  l'altro giorno ho letto questa notizia .
Quello che più mi ha turbato (non ho preso sonno per tre notti è vero) devo dire che è stato apprendere quanto segue:
"Il Texas ha stabilito che un ritardato mentale presenta le stesse caratteristiche del personaggio 'Lennie' del romanzo di John Steinbeck 'Uomini e topi'. "
Tralasciando il fatto che fu proprio Steinbeck a dichiarare la grandezza di questa nazione...certo magari non immaginava che un giorno proprio questo Stato prendesse spunto da un suo romanzo per creare leggi e stabilire così chi è un ritardato mentale, forse non si sarebbe messo alla macchina da scrivere quel giorno e così il Texas si sarebbe ispirato a qualche personaggio della CNN per le sue condanne a morte.
Mi è venuto invece in mente cosa potrebbe accadere se altre nazioni facessero le proprie leggi con un metodo simile.

Vediamo un po', in Italia potremmo ispirarici a "Don Rodrigo" dei "Promessi Sposi" per stabilire l'idoneità parlamentare,  in Francia a "Jean Valjean" de "I miserabili" di Victor Hugo per attuare un nuovo emendamento sui clochard presenti nella nazione,  in Germania a "Gustav von Aschenbach" de "La morte a Venezia" di Thomas Mann per regolare l'omosessualità tra anziani e giovanotti, in Russia a "Bazarov" di "Padri e figli" di Turgenev per migliorare la legge sull'affidamento congiunto, in Spagna ad "Alonso Quijano" del "Don Chisciotte della Mancia" di Cervantes per legiferare nell'ambito di strutture psichiatriche e così via...
Insomma avete capito cosa intendevo.

Adesso sbrigliate la vostra fantasia (ed erudizione, la mia non è così vasta) per stabilire a quale personaggio letterario famoso dovrebbe ispirarsi l'Italia per una legge importante.

Oppure andate al mare che è meglio.

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