"Dicono che le cose belle arrivino quando smetti di attenderle. Dicono un sacco di minchiate del resto"
venerdì 25 novembre 2011
martedì 22 novembre 2011
Breve lettera a Dio.
Egrg.Sig. Dio
In riferimento al fatto imprescindibile di essere capitata su questa terra senza avviso alcuno e senza che Lei si fosse degnato prima di chiederne il mio parere, le esporrò tutto il mio disappunto inerente alla Sua Creazione.
Spero non si offenda se Le dico che il Suo Progetto lungi dall'essere perfetto come credo in cuor Suo prevedeva, (in questa sede non mi addentrerò sulla magnificenza e l'utilità dei blattoidei) ma suppongo si sia reso conto anche Lei del fallimento dell'ultima creatura concepita: l'uomo.
Mi sono spesso chiesta il perchè non si fosse limitato nel Suo Intelligent Design, escludendo quindi l'umanità tra i Suoi abbellimenti creativi.
Mi rendo conto che a volte la solitudine giochi brutti scherzi ma inserire quel bipede per dominare su tutto il resto della creazione, per riflettere la Sua potenza, per amare e amministrare le risorse del mondo, non Le sembra sia stato un gesto sconsiderato?
Tutto tende a considerare l'ipotesi che prima di quest'ultima bizzarria, Lei avesse erroneamente aggiunto della "Salvia divinorum" alla Sua pasta e fagioli (le ricerche sull'attendibilità del caso sono tutt'oggi in corso e forse un giorno potremmo trovare qui la risposta a mille quesiti).
Come dice? Cosa c'è che non va nell'umanità? No dico, forse negli ultimi duemila anni è stato in vacanza su Urano e si sarà distratto.
In tal caso La pregherei di tornare e gettare un'occhiata sul nostro pianeta.
Aggiungo pure che i Suoi rappresentanti per primi sono la summa del degrado intellettuale e l'apoteosi dell'ipocrisia, (oltre la causa di atti sanguinolenti nel corso della storia) Le suggerirei pertanto il loro licenziamento in tronco e di rivalutare altre modalità per la diffusione del Suo Verbo.
Io ho provato ad ascoltare la Sua Voce ma dev'esserci un guasto permanente nell'impianto di filodiffusione cosmica ed è per questo che Le scrivo la presente (so che ama i blog e prima o poi sono certa che leggerà il mio).
Nella sciagurata ipotesi che Lei esista davvero, sappia di aver fallito.
In attesa di riscontro, resto a disposizione per chiarimenti e Le porgo distinti saluti.
In fede (?)
OrsaBIpolare.
![]() |
| L'espressione di Azekel quando gli hanno detto che Lei lo ama. |
"Puoi chiamare Dio in mille modi: Dio, Allah, Buddha, Geova, Jahvè, Ernesto...tanto non ti risponde".
(Corrado Guzzanti)
domenica 20 novembre 2011
La selezionatrice.
Vi è mai capitato di dover selezionare della gente per affidargli un posto di lavoro o altro?
In questi giorni sto sperimentando questa esperienza per la prima volta; no, non certo per affidargli un lavoro (quel ruolo lo vivo al contrario da circa un anno) ma perchè è successa una cosa che mi sta snervando per la verità.
Uno dei miei due coinquilini ci lascia, dopo due anni di quieta convivenza in cui avevamo raggiunto equilibri e sintonie invidiabili.
Avendo più tempo a disposizione, la scocciatura devo sbrigarla io perlopiù.
Dopo aver messo l'annuncio escludendo studenti e killer di professione, ecco la pioggia di telefonate e incontri per mostrare la casa.
La faccenda è spinosa perchè sia io che l'altro coinquilino che resta siamo un po' delle bestie solitarie tendenzialmente sociopatiche, per cui il nuovo coinquilino dovrebbe essere una persona discreta, non invadente, non festaiola/casinista e lavorare possibilmente dodici ore al giorno (meglio se già defunta).
Ammetto che per alcuni aspetti questa attività doni un certo senso di potere che a volte si rivela gratificante, soprattutto quando si presentano individui simpatici come Renato Brunetta.
Tuttavia è veramente difficile, anche perchè devi basarti sulla prima impressione e le apparenze che non sempre come sapete si rivelano corrette.
Allora, avendo molta scelta inizi a scartare; quello no perchè ha la faccia di uno a cui puzzano i piedi e che non ha ancora capito a cosa serva lo spazzolone del cesso; quella no perchè ha la stretta di mano di un animale planctonico, va bene un po' asociali ma non devo deprimermi ogni volta che la incrocio in cucina; quella che "sonoaromadatregiornimatantoilavorolotroverò", seee, una disoccupata in casa basta e avanza; quello con la fede al dito che fa sorgere il dubbio che non occuperà la stanza per molto tempo; quella che in ventuno minuti ti ha già raccontato la storia della sua vita (che Iddio ci fulmini tutti!); quella no perchè sta fissando troppo a lungo la polvere sullo zoccolo del corridoio, na na, non vogliamo una che si comporti da casalinga isterica; quell'altro no perchè già all'appuntamento si è presentato con la fidanzata, l'amico, il gatto e l'ukulele; quello no perchè sputa mentre parla; quella no perchè ha i capelli rossi e non si sa mai...
Questo sì perchè fa lo sceneggiatore, lavora al pc tutto il giorno, è educato, sa usare i congiuntivi e ha l'aspetto di un depresso al punto giusto però, ok, è fatta, un sospiro di sollievo.
Il giorno dopo richiama e dice che ha trovato un'altra camera singola ad un prezzo inferiore, noooo! Si ricomincia.
Ci è rimasto poco tempo, dobbiamo trovarlo entro la fine di Novembre altrimenti sapete che succede? Che il padrone di casa (carabiniere) ci infila dentro un suo collega!
A quel punto, sia io che l'altro coinquilino penseremmo di abbandonare questa casa per sempre.
Nel caso conosciate qualcuno in cerca di alloggio a Roma, che corrisponda al profilo del perfetto coinquilino, fatemelo sapere.
PS
Bei tempi quando potevo permettermi un monolocale!
sabato 19 novembre 2011
IO VORREI SAPERE LA VERITA'. E TU?
L'altra sera, dopo secoli, ho voluto vedere una trasmissione televisiva (in streaming ovviamente), Matrix, condotto da uno dei tanti pupazzi che regnano in tv, l'ho voluta vedere esclusivamente perchè sapevo che ci sarebbe stata la "pecora nera" Paolo Barnard.
Con grande piacere poi ho scoperto che tra gli invitati c'era pure il blogger Claudio Messora che già da un po' come alcuni di noi (troppo pochi veramente) si pone delle domande legittime riguardo Mario Monti ma soprattutto La Commissione Trilaterale e il Gruppo Bilderberg a cui egli è legato; rispettivamente come Presidente europeo alla prima e membro del comitato direttivo del secondo.
Naturalmente entrambi gli ospiti (insieme a Giulietto Chiesa) sono stati non troppo velatamente derisi e bollati come complottisti.
Io non mi intendo di finanza e più tento di informarmi e capire, più ho la sensazione che sia stata creata in maniera complicata affinchè potessero comprenderla in pochi (chissà perchè...).
Però sarei già abbastanza felice se qualcuno mi spiegasse (Monti o chi per lui) CHI ha stabilito la "superiorità" di quel pugno di cittadini di quelle organizzazioni?
Ma soprattutto, se si riuniscono per discutere di come "migliorare" il mondo, PERCHE' IL RESTO DEL MONDO DEVE RESTARNE ASSOLUTAMENTE FUORI?
mercoledì 16 novembre 2011
Sto diventando un alien.
Quando arrivi al punto di desiderare una "dolce metà" al tuo fianco (solo perchè non ce l'hai, perchè quando ce l'hai, il più delle volte, presto o tardi speri che si volatilizzi nel nulla), provi ad iniziare a smussare gli angoli del tuo carattere, a rimuovere un po' di quei paletti che forse anche inconsciamente hai piantato in qualche zona del tuo io.
Ma niente da fare, il problema non sono io, o meglio, il problema non è trovare qualcuno che si innamori di me, ultimamente il problema è esattamente l'opposto.
E non perchè come molti, ho in mente una storia d'amore finita, nient'affatto. Anzi, ripensandoci non ho nemmeno la consolazione di aver perso nessun magico e stratosferico amore (quantomeno non era quello eterno...va da sè).
Però sono riuscita ad innamorarmi un sacco di volte nella vita, almeno per tutto il tempo del tragitto dal ristorante a casa.
Oggi invece, niente più batticuore, notti insonni a ripensare quei momenti con lui, trepidazioni all'idea di un nuovo incontro con lui, ore a pensare al regalo migliore che lo renda felice...niente, nulla, zero, stop, finito.
E l'idea che non accadrà mai più mi intristisce più del fatto che i Koala siano in via d'estinzione (che diciamolo, è un'idea del tutto insopportabile per poter proseguire con serenità la propria esistenza).
Insomma alla fin fine, prima o poi capita a tutti di iniziare a piangere vedendo "Ghost" (è solo un esempio, NON è esattamente il genere di pellicole che amo...) e quindi pensi "Come mai? Perchè sta accadendo proprio a me? E' possibile che alla mezzanotte di ogni Capodanno dovrò sempre baciare la prima testa di cazzo che mi capiti a tiro?"
Inizio a provare pure un po' di invidia per chi soffre perchè non ricambiato, e la cosa sfiora quasi la tragedia.
Ho provato ad uscire con uomini diversissimi tra loro sotto ogni profilo (persino poliziotti e mangiatori di fuoco) per tentare di risolvere questo impedimento, nulla, mi sono pure stancata, ho ghivappato insomma.
Forse devo prima risolvere la vera tragedia della mia vita, quella che prende troppo spazio nei miei pensieri: non riuscire più a trovare un lavoroporcaputtana!
In ogni caso, al momento sto pensando di chiudermi in laboratorio e creare un amabile Frankenstein...
(Ma che bello avere un blog, sotto sotto deve piacermi l'idea che gli altri si facciano i cazzi miei! Anche perchè, diciamolo...questi "altri" spariscono quando spengo il PC).
venerdì 11 novembre 2011
Test: Che tipo di blogger sei?
La comprovata veridicità scientifica di questo test nasce in collaborazione con le migliori menti dell' Università di Haward (durante un festino di fine anno a base di assenzio).
Rispondete alle domande con sincerità, mettendovi una mano sulla coscienza e con l'altra comprate un "Gratta e vinci", sommate poi il punteggio e scoprite a quale tipologia di blogger appartenete. (a = 1, b = 2, c = 3, d = 4).
1) Avete aperto un blog da circa sei ore e mezza.
a) L'ho già fatto sapere anche ai parenti in Honduras.
b) Me ne dimentico e torno alla mia vita sfigata di sempre.
c) So ormai a memoria le dieci regole d'oro per un blog di successo.
d) Controllo le statistiche ogni sette/otto minuti.
2) Quando ricevete un commento.
a) Me ne fotto e non rispondo, fa più figo.
b) Rispondo solo ai lettori abituali e a quelli che hanno un nome che inizi con la gi.
c) Rispondo a tutti, ringrazio per la visita e gli preparò il caffè.
d) Rispondo dopo 8/9 giorni per far credere di dimenticarmi di avere un blog.
3) Se ricevete delle critiche pesanti.
a) Rispondo con un "Vaffanculo, tanto non sei in grado di capire".
b) Invito il lettore a cena e gli mostro le mie librerie.
c) Rispondo con un "Io scrivo solo per me stesso e tu sei solo una mia creazione".
d) Se sono ben motivate, faccio finta di apprezzare e di farne tesoro per migliorare.
4) Avete aperto un blog perchè.
a) Non avevo un cazzo da fare.
b) Spero che un editore mi noti e pubblichi finalmente quel libro mediocre che ho scritto otto anni fa.
c) Voglio far vedere al mondo le 3.457 posizioni bislacche del mio gatto.
d) Spero di trovare figa/cazzo in quantità industriale.
5) Che tipo di rapporto avete con gli altri blogger?
a) Chi?
b) Se non vengono più a commentare nel mio blog restituisco l'azione togliendo ogni sospetto che i miei complimenti fossero falsi come i soldi del Monopoli.
c) Se mi ci vogliono più di tre secondi per pensare a un commento lascio perdere (non me l'ha ordinato il medico).
d) Gli dico che sono dei geni perchè sono un ruffiano per vocazione.
6) Cosa ne pensate dei titoli dei post?
a) Quelli scritti spesso in inglese mi stanno sul culo e non so perchè.
b) Quelli in latino mi fanno pensare che sei uno squilibrato eccentrico, già in ucraino li tollero meglio.
c) Quelli più lunghi del post e con pure parentesi aggiuntive, asterischi, cacelletti e una parola russa mi fanno rimpiangere di non averti ucciso agli esordi.
d) Leggo solo i post se nel titolo c'è la parola "figa" (ho imparato come si scrive in tutte le lingue del mondo).
7) Come nascono i vostri post?
a) Solo dopo aver ingerito sostanze stupefacenti o aver seguito tre/quattro ore il palinsesto di Rete4.
b) Mentre faccio rafting o sono in coda sul Grande Raccordo Anulare.
c) Faccio copia-incolla.
d) Sono un vulcano di idee, colto, brillante, genialoide e chiaramente superiore a tutti voi povere merde.
8) Quali sono i temi ricorrenti dei vostri post?
a) Tette, figa, culi, droghe varie e approfondimenti mensili sulla sodomia.
b) I momenti più significativi della mia vita, tipo quando ho messo il sale nelle frappe al posto dello zucchero.
c) Scrivo solo di matematica finanziaria e paleontologia tassonomica (e filosofia teoretica solo quando sono di buonumore e ho già portato giù il cane).
d) Descrivo nei dettagli le mie nevrosi, spiego perchè sono depresso e attendo solidarietà tra un video di YouPorn e l'altro.
9) Di cosa non parlereste mai nel vostro blog?
a) Di quella volta che entrò mia madre in camera mentre mi masturbavo guardando Porta a Porta.
b) Della statura di Berlusconi.
c) Di quando feci cilecca con Kristine, la mia coinquilina norvegese.
d) Di quella notte in cui cacai tra due macchine dopo una cena messicana.
10) Avete mai pensato di chiudere il blog?
a) Non ho mai pensato di chiudere il blog, la blogosfera ne risentirebbe.
b) Si, tutte le volte che trovo figa.
c) Ogni giorno, prima dell'ora del tè.
d) Si, ma solo quando leggo post come questo.
************
Punteggio da 12 a 24.
Blogger novello con retrogusto allappante:
Hai un forte bisogno di apprezzamento, dotato di enorme entusiamo ma inibito sotto il profilo sessuale e dal test si deduce che dovresti accoppiarti con più frequenza.
Solitamente sei preoccupato della tua immagine sociale, a tratti infantile e stizzoso, la tua voglia di comunicare spesso si traduce in un inutile ammasso di parole.
Se capirai la differenza tra una chat e un blog è probabile che si verifichi una netta evoluzione sperimentale nella tua scrittura. Consiglio: elimina i gadget di Hello Kitty e gli aforismi di Oscar Wilde.
Punteggio da 25 a 31.
Blogger esaltato che adora il sushi e non indossa mai la cravatta:
Hai maturato esperienza in diversi campi di conoscenza quali la figa e i romanzi di Bukowski. Per i tuoi scritti trai spesso spunto dalle tue vicende personali confezionando ottimi post. Dal test emerge il tuo sano egoismo e una diffidenza innata verso il prossimo.
Sei animato da grande passione ma non riesci a moderarla al momento opportuno.
Consiglio: prova ad essere più sensibile/disponibile verso il lettore e non guidare più con l'iguana sulla spalla.
Punteggio da 32 a 40.
Blogger posato che sa cosa significa "Venture philantropy" e scopa raramente:
La tua sconfinata esigenza di condividere il tuo sapere ti permette di collocarti tra gli "esperti" del settore. Moderato e pronto a sacrificare te stesso in nome della correttezza ma a volte reprimi gli impulsi per carenza di coraggio e a discapito dello stile. Per te, avere un blog rasenta il concetto di "missione".
Consiglio: lasciati andare e butta via quel CD di Toquinho.
Si, lo so lo so, esistono mooolti più profili e tu non ti sei riconosciuto tra questi tre (e anche se fosse non lo diresti mai) ma siccome sono volubile per stasera mi sono già rotta le palle.
Accontentatevi se potete, altrimenti grattate quel Gratta e vinci.
E comunque, qualcosa mi dice che sotto sotto anche tu sei un abile psicotico tendenzialmente asociale.
PS
Ogni riferimento a "fatti", persone, bloggers e iguane è puramente casuale (forse).
giovedì 10 novembre 2011
Cosa può fare la mente umana!
Secnodo un pfrosseore dlel'Unviesrita' di Cmabrdige,
non imorpta in che oridne apapaino le letetre in una
paolra, l'uinca csoa imnorptate e' che la pimra e la
ulimta letetra sinao nel ptoso gituso. Il riustlato
puo' serbmare mloto cnofsuo e noonstatne ttuto si
puo' legerge sezna mloti prleobmi.
Qesuto si dvee al ftato che la mtene uanma non lgege
ongi ltetera una ad una, ma la paolra nel suo
isineme. Cuorsio, no?
non imorpta in che oridne apapaino le letetre in una
paolra, l'uinca csoa imnorptate e' che la pimra e la
ulimta letetra sinao nel ptoso gituso. Il riustlato
puo' serbmare mloto cnofsuo e noonstatne ttuto si
puo' legerge sezna mloti prleobmi.
Qesuto si dvee al ftato che la mtene uanma non lgege
ongi ltetera una ad una, ma la paolra nel suo
isineme. Cuorsio, no?
Assedo parovte a srevicre un psot in qeutsa minarea.
(Non ve lo cisligono se ateve fettra!)
martedì 8 novembre 2011
Paperina in intimo.
Quando dico che il mio è il "Miglior blog alla cazzo di cane" oltre a fare un po' il verso bonariamente ai Macchianera Blog Awards nei quali, a mio giudizio, vengono incluse categorie discutibili come "Blog con la migliore grafica" e che tutto il contesto suscita sempre un po' di discussioni intorno che mi fanno sorridere, mi riferisco anche al fatto di non avere (e non volere) una linea guida nel mio blog, cioè, è nato e morirà sicuramente come un diario personale a sfondo ironico e giocoso ma col passare del tempo ho visto che di tanto in tanto spunta fuori un post più "serio" che dovete sciroppare perchè in quel momento viene fuori così e comunque fa parte di me.
Inizialmente non lo avevo previsto ma anche il blog è qualcosa "in movimento" e diverse cosette sono cambiate nella mia vita da quel "lontano" primo Dicembre del 2010 (poffarbacco! E' passato già quasi un anno e non immaginavo sarei stata ancora qui a farfugliare parole!).
Quella a cui volevo arrivare però è un'altra cosa, l'altro motivo, quello più valido forse per cui mi piace definire il blog alla cazzo di cane è che tralascio la parte tecnica della sua gestione, proprio da poco è stato un lettore ad avvisarmi di qualche casino giù in fondo (c'erano elementi ripetuti) e solo di recente entro in bacheca a guardare meglio tutte le opzioni, le statistiche e le parole chiavi con cui mi rintracciano.
Insomma tutto 'sto giro di parole per dire che mi ha fatto ridere aver visto tra le parole chiavi: "Paperina in intimo", dopo aver riso mi sono soffermata a pensare "Ma chi è che su Google digita Paperina in intimo"?? Allora mi è venuta in mente la pennuta in posizioni erotiche mentre indossa un perizoma o uno di quei completini di pizzo nero che piacciono tanto a Paperino, no, mi son detta, non è possibile che la perversione maschile arrivi a tanto, ho immaginato un uomo dietro uno schermo che si masturbava con tali visioni e ho provato una forte inquietudine confesso.
Qualcosa mi sfugge.
Così mi son messa a digitare per capire cosa diavolo potesse venire fuori da Google con queste parole, alla fine ho scoperto che sono indumenti intimi con su stampata la Paperina in questione, avevo pure pensato a "paperina" nel senso di patatina, patonza, gnocca, fregna, fica, cosa umida insomma come la chiama qualcuno...
Per me comunque rimane un mistero come siano arrivati al mio blog con "Paperina in intimo"!
Ma anche con altre parole, adesso ci ho preso gusto e vado a leggerle di tanto in tanto, cazzi e cappelle sono sempre presenti e so perchè, ma altre parole che magari io non ho mai usato? Boh, qualcuno di voi riesce a tirarmi fuori da questi atroci dubbi informatici che opprimono il mio spirito e lacerano la mia quiete? (forse ho esagerato...).
Per la verità non capisco neppure perchè nei siti di riferimento da cui giungono al mio blog ci siano anche quelli che non ho mai visitato, (anche americani e arabi!) come funziona questa faccenda? Scusate ma a portata di mouse ho solo persone più incapaci di me da questo punto di vista, ed è tutto dire...
Anche se non c'entra molto, (ma forse sì) vi linko una cosa stramba che ho visto in un altro blog e quando mi incazzo col computer vado lì e butto tutto per aria!
venerdì 4 novembre 2011
martedì 1 novembre 2011
Evviva il cazzo!
No no, non sto per raccontarvi un episodio con finale deludente, no. Codesto (!) post nasce scherzosamente in risposta a questo .
Mi ero detta ma perchè sempre l'esaltazione della figa e delle sue legittime proprietarie e mai quella del cazzo e degli uomini che lo possiedono?
Che forse noi donne non amiamo gli uomini e il loro cazzo? Non direi. Si, forse si fa prima ad amare il secondo più incondizionatamente ma in questo post voglio assolutamente evitare di parlare degli aspetti negativi dell'essere maschio. Lo so donne, non sarà facile ma ho pure detto che avrei pensato agli aspetti "meravigliosi" degli uomini e sono certa di poterne elencare alcuni, magari li invento. Nel caso ve ne venissero in mente altri mi verrete in soccorso alla fine.
Solitamente agli uomini infastidisce anche soltanto leggere "viva il cazzo" e non capisco perchè, è una parte del loro corpo così simpatica!
E noi donne amiamo il cazzo più di quanto vorremmo fare intendere, il cazzo è una magia, qualcosa che appare e scompare (meglio quando appare certo) lievitando tra le nostre mani o nella nostra bocca dopo il caldo e avvolgente desiderio dell'uomo che abbiamo vicino, quell'uomo a cui vorremmo concedere ogni cosa perchè lo merita, perchè avvertiamo il suo essere uomo appunto.
Ma cosa significa essere un uomo?
Sento spesso dire alle donne che non esistono più i veri uomini, per la verità anche molti uomini dicono di volere una vera donna accanto, per ciò che mi riguarda sembra come se si stesse parlando di personaggi leggendari e forse mitologici, in certe occasioni preferirei discutere di "veri esseri umani" che tra l'altro non sono rintracciabili solo nella Storia tra i grandi nomi ma questo è un altro discorso, stavo divagando.
Si parlava di uomini sì, queste semplici creature senza le quali nulla avrebbe senso per noi donne (neppure la depilazione pensate un po') malgrado le nostre continue critiche nei loro confronti.
Essere un uomo significa riuscire a calmare la propria donna, stringerla fra le braccia e farle sentire il suo amore (che a volte si gonfia) e la sua protezione, quante volte a noi donne è bastato un solo loro abbraccio per capire che il peggio fosse passato? E quante volte ci siamo meravigliate del loro perdono? Come fanno a perdonarci sempre? Noi non siamo in grado di farlo.
E non siamo in grado neanche di tacere al momento giusto come fanno loro.
Diciamolo, gli uomini non rompono i coglioni e si lasciano gestire ingenuamente, basta dargli un po' di attenzioni illudendoli che abbiano il potere.
E come faremmo senza la loro praticità? Chi ci prenderebbe per il culo mentre tentiamo di fare un parcheggio o di resettare un computer? E che dire di tutte le loro attenzioni per farci sentire belle e uniche, soprattutto prima di avergli spalancato le porte del Paradiso. Ma anche dopo, se hanno incrociato lo sguardo del Creatore.
Gli uomini sono poeti e guerrieri, romantici e malandrini allo stesso tempo, spudorati e timidi, saldamente legati con i piedi per terra anche se non ricordano mai dove hanno messo le chiavi della macchina o come eravamo vestite il primo giorno che i nostri cuori hanno iniziato a battere all'unisono. Ma cosa importa? Sappiamo che una volta innamorati rimarranno fedeli, sì, fedeli, secondo me lo sono più delle donne e quando si spezzano, i loro frantumi sono difficili da ricomporre, loro si spezzano sul serio.
Javier Bardem, esempio di maschio spagnolo ruspante ancora in vita, oltre ad essere un attore con i controcazzi.
Amiamoli dunque questi uomini, in fondo non ci costa niente farli sentire al centro dell'attenzione e dei nostri pensieri, accarezzarli e coccolarli non come bambini ma come si coccola il proprio maschio a cui vorrai regalare anche l'ultimo centimetro della tua pelle.
Cosa c'è di più bello e vero dell'espressione di un uomo che avverte il tuo piacere?
Quando appare quell'espressione nei loro volti per noi donne è come vedere l'aurora boreale in Islanda!
E' evidente che abbia dovuto generalizzare, qualcuno potrebbe sostenere esattamente il contrario di ciò che ho detto e farebbe bene.
Comunque io amo davvero gli uomini, in generale.
E' nello specifico che ho difficoltà.
domenica 30 ottobre 2011
Il vostro barista sorride ma in realtà vi odia.
Tra i diversi lavori che ho fatto nella mia vita c'è quello di barista, la settimana scorsa dopo anni sono risalita per un solo giorno (per fortuna) dietro un bancone da bar e mi è tornato in mente un pezzo divertente di un autore comico, Beppe Tosco che conservo gelosamente da tempo nella speranza che un giorno venga stampato e affisso alle porte di ogni bar italiano così che ogni avventore possa rendersi conto di cosa sia questo mestiere e impari a chiedere solo "un caffè".
Lo ripropongo anche perchè ho l'impressione che da queste parti girino solo "ufficiaioli", gente che lavora in ufficio cioè e che è lontana da certe realtà professionali.
E' un atto d'amore verso l'intera categoria di baristi che ogni giorno, a causa vostra, perdono la pace mentale per soddisfare le vostre insane richieste!
I caffè dei bar
di Beppe Tosco
Vorrei chiedere a tutti noi di metterci una mano sulla coscienza e di darci una regolata quando si ordina il caffè, lo dico per i baristi, ma anche e soprattutto per me. Che prendo lo scontrino vado al banco e chiedo un caffè.
E mi piacerebbe chiederlo a un barista tranquillo e non, invece a un grumo di nervi col grembiale, gli occhi persi e la testa che fuma.
Perchè quello, io trovo alle due del pomeriggio, l'ora del caffè.
L'ora in cui è facile trovare un avventore al banco largo come il cofano di una macchina, che occupa mezzo bancone, e beve il caffè a sorsini piccoli come se sorseggiasse la cacca. Venti trenta quaranta sorsini per una quantità di caffè che sta in un ditale. Fottendosene di quelli che dietro aspettano che lui spipetti dalla tazzina coi suoi labbruzzi a culo di gallina. C'è dell'odio? Me ne scuso.
Dicevo, se guardiamo il barista vediamo che a quell'ora , alle due, è una palla di nervi. Ma i baristi: sono, palle di nervi? O sono esseri umani come noi? Sono esseri umani come noi che però, a quell'ora, devono ricordarsi di tutti i modini in cui una banda di deficienti quali siamo ordina il proprio caffè.
Macchiato caldo, macchiato freddo, decaffeinato in vetro, con zucchero di canna, con dolcificante, con un goccio di latte a parte, con panna, tiepido in tazza fredda, caldo in tazza tiepida, caffè d'orzo con zucchero di prugna in tazza di marmo, caffè di cicoria con due mani di zucchero a velo bevuto a canna, caffè lungo macchiato caldo in tazza tiepida ....ma è una gara?
” IO LO VOGLIO CORTO, IO LUNGO, A ME GROSSO, IO PICCOLO MA DIPENDE DA COME LO USO.
Allora.
Cortesemente. Beviamo il caffè così' com'è, guardate come è bello, come suona bene: “ un caffè, grazie, lo bevo e mi levo dalle balle”. E' facile. NO PERCHE'. SE VOLETE BERE UN'ALTRA COSA BEVETELA. Ma il caffè è sempre quello, con la tazza, nel bicchiere, nella vaschetta, senza schiuma, con la schiuma, con la pannetta, col fischio, bevuto con l'imbuto, nella tazza grande, versato sulla testa come al battesimo, per via endovenosa, dato a pennello, è sempre caffè. Non cambia .
E quelli che vogliono bere il caffè in vetro. Perché? Ho chiesto ma nessuno me lo sa dire. Qualcuno dice che il sapore è diverso. Sfatiamo questo mito e diciamo insieme “E' UNA MINCHIATA”? IL VETRO O LA PORCELLANA SI USANO APPOSTA PERCHE' NON LASCIANO GUSTI STRANI, NON SI SCIOLGONO E NON SI MESCOLANO CON QUELLO CHE CI METTI DENTRO. SE TE LO FAI SERVIRE NELL'ORECCHIA DI UN CINGHIALE, ALLORA SI', CHE CAMBIA. SIA IL GUSTO CHE IL MODO. ALTRIMENTI NO, ALTRIMENTI BEVITI QUESTO CAFFE' SENZA INFRANGERE QUEL DELICATO EQUILIBRIO CHE SONO I MARRONI DEL BARISTA IN CONDIZIONI DI QUIETE!?
E quelli che usano un quarto di bustina di zucchero? Un quarto di bustina. La aprono, ne versano un pò dappertutto, e poi nella tazzina ne mettono un fotone, di zucchero, un bosone, e poi lasciano la bustina lì. Amore bevilo amaro? Per metterne un bosone, puoi farne a meno. Se no mettici tutta la bustina? Non esplodi, credimi. Una bustina di zucchero non ti ammazza. Sono le lerciate che mangi a mezzanotte pescando a caso nel frigo, quelle che ti stanno portando alla fine. E poi avanti: macchiato freddo, macchiato corto, con un goccio di latte a parte , in vetro, caffè americano....che poi: lo vogliamo dire? tu pirla, se sei Torino vuoi il caffè americano. E poi, quando vai in America, ti incazzi perchè vuoi il caffè espresso che non c'è. Se vogliamo andare avanti però, a chiedere caffè idioti per il gusto di farlo, per puro divertimento, allora però sì.
Se è per divertimento allora in quel caso vi aiuto. Ecco alcuni caffè che non avete mai ordinato. Provate da domani. Intanto entrando chiedete al barman “caffè ne avete?” Io ogni tanto lo faccio. Vedete che faccia che fa. E' bella.
Poi: provate con: Sergio? Un pollicino! Un caffè normale poi mi fai una strisciata di zucchero sul bancone dalla zuccheriera alla tazzina grazie. Oppure: Cortesemente siccome c'è gente, mi fa un caffè già versato sul piattino? Tanto con questi vicino che sgomitano, lì, andiamo a finire, quindi...grazie. Un caffè. Me lo tira per cortesia che sono di corsa? Con un goccio di latte tirato a parte, gentilissimo.
Caffè senza tazza grazie. Vengo io con la bocca sotto la macchinetta. Va bene, mi piace così. Caffè in tazzina di zucchero , metto tutto in bocca.A me caffè freddo, me lo scalda solo leggermente col phon.
Mi faccia un “dalmata”, una tazzina di latte con tante macchioline nere di caffè sopra, cortesemente però non sul musetto grazie. Il musetto lo voglio bianco. O se no, re dei re dei caffè di fantasia, dite alla barista: con gentilezza il caffè lo beva lei, poi limoniamo, perchè vorrei solo quel retrogusto , sa....
sabato 29 ottobre 2011
Strane coincidenze.
Era un po' di tempo che volevo vedere il film "Battle Royale" con protagonista Takeshi Kitano (regista dello splendido "Dolls") insieme a una carovana di ragazzini giapponesi che recitano un po' sopra le righe.
L'ho visto ieri sera e l'ho apprezzato più di quanto immaginassi.
Sicuramente molti di voi l'avranno visto, è un film del 2000 e quando è uscito ha creato non poche polemiche per la violenza e il tema trattato.
Per quei pochi che ancora non sanno di cosa stia parlando (vedetelo, ve lo consiglio) si tratta di un "esperimento scolastico educativo", il virgolettato qui è d'obbligo.
Le parole infatti che appaiono ad inizio film sono le seguenti:
"All'alba del nuovo millennio, la nazione collassò. Con un tasso di disoccupazione del 15%, dieci milioni di persone si ritrovarono senza lavoro., 800.000 studenti boicottarono le scuole.
Gli adulti persero la loro autorità ed iniziarono ad avere paura dei giovani, così alla fine si decise di far varare il Millennium Educational Reform Act (anche conosciuto come BR Act)".
Vale a dire?
Ogni anno il governo sorteggia una classe facendogli credere che stiano andando ad una gita scolastica, vengono storditi e si svegliano su un'isola precedentemente evacuata con un loro vecchio professore che gli spiega le regole del "gioco", l'obiettivo della Battaglia Reale è quello di farli uccidere a vicenda (una sorta di Grande Fratello col morto, anzi col superstide) saranno soli su quest'isola monitorata dall'esercito per tre giorni, tempo stabilito per il gioco al massacro, uno solo potrà tornare a casa e ad ogni studente viene applicato un collare-bomba che esploderà se verrà manomesso o se alla fine dei tre giorni rimarrà più di uno studente.
Bel gioco eh?
Le tematiche che affronta questo film sono tantissime, sociali ed esistenziali, una metafora dell'attuale società competitiva .
Ma perchè ho parlato di coincidenza?
Beh, viene trattato l'essere umano e le relazioni di amicizia, tra loro c'è chi la giura eterna...
Qualche giorno prima che vedessi questo film, ho subìto una doccia gelata al riguardo; una mia cara amica ha proposto me come nuova dipendente al suo datore di lavoro, non vi sto a raccontare i dettagli ma dico soltanto che alla primissima occasione non ha esitato a mostrare quella competitività di cui sopra e senza troppi scrupoli ha "tentato" di farmi fuori (simbolicamente in questo caso, ma se fossimo state su quell'isola avrebbe probabilmente usato un'arma!).
Me ne sono andata per motivi non inerenti al caso (anche se non amo stare a contatto con le merde) ma adesso ho sicuramente un'amica in meno, o quello che "credevo" fosse un'amica, in effetti è un bene che sia accaduto.
Quindi, anche voi, la prossima volta che parlate di amicizia (intanto vedetevi prima questo film...) e poi riflettete su quanto possa essere "reale" e fino a che punto, in una situazione di "Mors tua vita mea" sareste disposti a lottare per difenderla.
Esiste un'esclamazione inglese che ho sempre adorato: DISGUSTING!
PS
Lo so, le delusioni tra gli umani accadono a tutti e forse è anche banale parlarne ma non volendole mostrare nessun tipo di importanza, avevo bisogno di un luogo in cui dirle: BRUTTA STRONZA IGNORANTE FIGLIA DI PUTTANA MESCHINA MERDA INDEGNA INCAPACE E VOMITO DI CANE MALATO!
Ecco, adesso che lo sapete pure voi ciò che penso di lei, (e di quelli come lei) mi sento meglio!
Lo so, le delusioni tra gli umani accadono a tutti e forse è anche banale parlarne ma non volendole mostrare nessun tipo di importanza, avevo bisogno di un luogo in cui dirle: BRUTTA STRONZA IGNORANTE FIGLIA DI PUTTANA MESCHINA MERDA INDEGNA INCAPACE E VOMITO DI CANE MALATO!
Ecco, adesso che lo sapete pure voi ciò che penso di lei, (e di quelli come lei) mi sento meglio!
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mercoledì 26 ottobre 2011
domenica 23 ottobre 2011
Il lato positivo.
Per un po' gli abitanti delle vie del centro di Roma non saranno costretti a fare la differenziata.
Si certo, fare la differenziata è importante lo so, ma diciamoci la verità: è una gran rottura di palle!
Me ne sto rendendo conto da poco, perchè uno dei miei due coinquilini, dopo quattro anni che vive in questo appartamento, l'altro giorno si è svegliato e ha deciso che è giusto fare la differenziata, mettendo in cucina tre sacchetti della spazzatura, sarà stato un sogno che avrà fatto, non so.
Sono per la convivenza pacifica (non ci credete eh?) e quindi gli ho detto ok, facciamola!
Un sacchetto per l'umido, uno per plastica e vetro e uno per carta e cartone.
Non so voi ma io ho dei problemi con questa faccenda, perdo circa sei minuti a capire dove devo buttare le spugnette vecchie con cui si puliscono i lavandini per esempio, oppure le vaschette d'alluminio, il centurino d'acciaio dell'orologio, oppure le cose composte da più materiali, tipo un vecchio pennello per dipingere, che faccio? Lo spezzo? La parte del legno (nella carta e cartone?) la parte in metallo? E le setole di cinghialeeee???
Insomma, gli abitanti del centro devono rigraziare, è possibile che certe fortune capitino solo ai benestanti?
La prossima manifestazione, zona Prenestina per cortesia.
sabato 22 ottobre 2011
mercoledì 19 ottobre 2011
Simpatica e strana.
Quali sono gli aggettivi che vi sono stati attribuiti maggiormente nel corso della vostra vita?
E qual è la distanza reale tra ciò che "credete" di essere e ciò che gli altri "credono" voi siate?
E cosa minchia siete veramente?
Troppo spesso mi sono sentita dire che sono simpatica e strana, insomma la gente mi vede un po' come quella macchina in foto (infatti porto sempre con me una borsa capiente per metterci una ruota di scorta), da notare però che ha un motore "funzionale".
Ora, per quanto riguarda il "simpatica" posso pure comprenderlo e condividerlo poichè conosco i parametri generali con i quali si stabilisce che una persona sia simpatica (di solito indossa un naso rosso e quando va al ristorante fa amicizia con i camerieri) ma per quanto riguarda "strana" non sono mai certa di capirne il significato più intrinseco, in effetti non credo che bevendo un Martini dry abbia mai scansato l'oliva e mangiato lo stuzzicadente e non ballo la lambada in sala d'attesa del mio dentista, allora perchè mi affibbiano tale aggettivo?
La prima volta che lo fecero ero alle superiori, quantomeno quella fu la volta che lo ricordo bene, per quanto ne sappia è possibile che mia nonna vedendomi abbia esclamato: "Uh quant'è simpatica e strana questa neonata!", non lo saprò mai perchè la nonna è morta prima che potessi chiederglielo, magari provavo a infilarmi il ciuccio da un'altra parte chissà, vai a saperlo!
Alle superiori un giorno di metà anno scolastico entrò a far parte della nostra classe una nuova studentessa e la capoclasse iniziò le presentazioni di ognuno di noi; quando arrivò il mio turno disse "Lei è Orsa, molto simpatica e...strana, ancora non l'ho inquadrata bene".
Penso che da lì in poi il mio destino fu irrimediabilmente segnato e suppongo che questo aggettivo lo usino nei miei confronti perchè non sappiano come catalogarmi, sostanzialmente non è un atteggiamento negativo per quanto mi riguarda, sebbene a volte abbia la sensazione di estraneità a tutto.
Malgrado io sia sempre riuscita ad inserirmi bene in contesti sociali del tutto nuovi e diversi, cambiando spesso città, lavoro, abitazioni, amicizie e via dicendo, ho sempre avuto la sensazione di non essere integrata fino in fondo come se un velo quasi invisibile mi separasse da ogni cosa.
Forse avrei dovuto titolare questo blog "La Disintegrata" oppure "La simpatica e strana donna".
Perchè probabilmente diventiamo ciò che gli altri ci fanno sentire di essere.
Se a un bambino gli si ripete sin dalla nascità che è un cavoletto di Bruxelles, presto o tardi finirà in padella col burro.
sabato 15 ottobre 2011
Qualcosa non torna...
Alcuni esempi di pericolosissimi "indignados".
Si, oggi anch'io ero a Piazza della Repubblica alle ore 14.00 e ho scattato qualche foto prima che scoppiasse la guerriglia urbana vera e propria.
Oltre ai motivi ormai evidenti a chiunque, volevo esserci anche per vedere di persona cosa sarebbe accaduto e non farmene un'idea il giorno dopo attraverso i giornali.
Siamo in tantissimi.
Sentiremo presto il giochetto dei numeri in piazza...
Gente da ogni parte d'Italia e anche stranieri che si uniscono allegri e canterini al corteo.
Appena questo inizia a muoversi verso Via Cavour noto che tra i vari gruppi che scorrono ce n'è uno capeggiato da un enorme striscione arancione con su scritto "Non chiediamo il futuro, ci prendiamo il presente" e dietro circa cento o forse più BLACK BLOC che sfilano tranquillini insieme a tutti noi e già la cosa mi lascia esterrefatta, mi guardo attorno e non vedo l'ombra di un poliziotto, zero totale.
Non capisco, inizio a chiedere in giro e una tipa mi risponde sorridendo "Perchè sono tutti dentro al corteo!"
Mmh...vabbè la battuta ci può stare ma DOVE CAZZO SONO?? E perchè questi tizi non vengono isolati o quantomeno controllati?
Allora provo a fare qualche foto anche a questo "strano" gruppo e il tizio che stava in testa, senza cappuccio (gli altri lo hanno tutti!) con due occhi azzurrissimi e perentori mi dice di non scattare foto, io rispondo che sono libera di scattare foto 'ndò me pare! Mentre lui è già impegnato a ripetere la stessa cosa agli altri che ovviamente li fotografano.
Nel giro di circa tre quarti d'ora dalla partenza del corteo, un gruppetto di cinque/sei di loro si stacca quasi a comando e iniziano a fracassare un negozio di generi alimentari chiamato "Elite", a me sono quasi arrivati i vetri sui piedi ma capisco che non mi daranno una sprangata in testa e quindi rimango in zona.
| Scusate ma non sono una fotografa professionista e attorno a me c'era un gran casino... |
Le cose si mettono male penso, ma provo a proseguire, nel frattempo nemmeno dopo questo primissimo atto di violenza appare una divisa...bah!
Dopo poco (mi sono allontanata dai ragazzi per bene in abito scuro) sento uno scoppio in lontananza e vedo del gran fumo nero che sale, scopro che hanno dato fuoco alla prima macchina.
La situazione si fa più caotica e il corteo inizia velocemente ad arretrare e spezzarsi.
Pure io, non avendo la predisposizione a finire in ospedale mi allontano e con altri cerco altre vie per raggiungere la meta dove si dovrebbe tenere il dibattito pacifico, Piazza San Giovanni.
Non c'è verso, seguo il corteo per vie parallele, poi mi unisco e accadono scene di panico e fughe improvvise a marcia indietro per cui sono costretta a scappare anch'io prima che la folla stessa mi travolga.
Alla terza fuga decido di essermi stancata perchè capisco che sono iniziate le cariche della polizia, così mi dicono anzi, perchè da dove mi trovo non riesco a vedere i poliziotti.
Tutto il resto è cronaca.
Ho dato una prima sommaria lettura ai maggiori quotidiani on line e in tutti (tranne su L'Unità) non si fa che parlare ESCLUSIVAMENTE di questo centinaio di black bloc., non fraintendetemi, è ovvio che si dia risalto ad azioni violente, feriti ecc, però è come se di colpo tutti gli "indignatos" che erano lì, fossero dei teppisti e non è assolutamente vero, c'erano persino famiglie con bambini e gente invalida.
La cosa che più mi fa incazzare è che penso abbiano pianificato tutto "loro" per evitare che la manifestazione avesse successo e producesse qualcosa di buono altrimenti non si spiega quello che vi ho appena descritto
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Probabilmente mi incazzerei di meno se la gente desiderosa di risolvere i problemi con la violenza fosse reale e così numerosa come vogliono farci credere!
Mi è rimasto tutto 'sto spazio bianco nel foglio, per cui utilizzatelo per le vostre considerazioni :)
mercoledì 12 ottobre 2011
L'inizio di una rivoluzione?
15 OTTOBRE 2011 :
BUONGIORNO MONDO!
"Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perchè se lo capisse, credo che prima di domani mattina scoppierebbe una rivoluzione".
(Henry Ford)
sabato 8 ottobre 2011
Dov'ero nei miei alcolici anni '90.
L'altra sera mentre sistemavo e cercavo di eliminare un altro po' di roba in uno dei miei attacchi da "Ghet ridovit" , ho trovato una vecchia foto di cui avevo dimenticato l'esistenza.
E' stato come fare un balzo indietro di un millennio, tanto mi sembrano lontani e distanti dal mio modo di vivere attuale quegli anni '90.
Erano esattamente gli anni in cui il Sig. Berlusconi Silvio decideva di entrare in politica e io di andare all'estero, non c'è nessuna attinenza tra i due avvenimenti, ma col senno di poi mi piace pensare che ci sia.
Anni in cui nascevano i primissimi blog ma a quei tempi se mi parlavano anche solo di "mouse" a malapena riuscivo a pensare a un roditore.
Come tutti, tanti, TROPPI italiani che vogliono imparare l'inglese sul posto, decisi di andare a Londra; si, lo so, ognuno porta con sè il fardello dei propri errori...
Sbarcai su quell'isola con l'entusiasmo tipico di chi sta andando nella capitale britannica per la prima volta.
A Victoria Station attendevo la persona dell'agenzia per "l'accomodation" contattata in Italia che mi avrebbe depositata in un palazzone con camere in affitto a giovani di ogni parte del mondo, nell'attesa conobbi un italiano (il primo di una lunga serie) che aspettava la stessa persona e diventammo subito amici; capirai, io in inglese sapevo solo dire "My name is Orsa" e "Fuck you!", in sintesi, con un inglese mi sarei potuta solo presentare e poi mandarlo affanculo.
E sinceramente mi sembrava limitante la cosa (sebbene...).
Arrivò il tipo: un tamarro punkettone italiano! Andiamo bene pensai, in un'ora ho conosciuto già due italiani.
Qui non posso raccontare tutto ciò che ho fatto, visto, conosciuto e vomitato in quattro anni di permanenza a Londra, sarebbe veramente troppo lungo e ci sarebbe da scrivere un romanzo se sapessi scrivere meglio e avessi tale aspirazione, magari diluirò l'esperienza per post futuri.
Mi limiterò a scrivere quello che mi passa per la testa e dare qualche consiglio, per esempio: non andate a Londra per imparare la lingua inglese, andate dove vi pare, pure a Bristol ma non a Londra, lì, ho conosciuto più italiani di quanti non ne avessi conosciuti in Italia.
Dopo un anno infatti non avevo ancora imparato molto d'inglese; lavoro in un ristorante italiano, fidanzato sardo (vabbè dai, quasi italiano) amica di sbornie romana, insomma ad un certo punto decisi di tagliare radicalmente con tutto (mi tenni solo l'amica di sbornie) e se un italiano mi fermava per chiedermi informazioni, rispondevo: "I'm so sorry, I don't speak italian and I don't understand you" e andavo dritto.
Da stronza si, ma è stato l'unico modo per imparare l'inglese.
Tra un Gin Tonic e una Kestrel, a parte vedere ombre strane, mi rendevo conto a poco a poco quanto tutti i luoghi comuni sugli inglesi e l'Inghilterra fossero drammaticamente e tristemente veri.
Dall'assenza del bidè nelle abitazioni e se c'è lo usano per coltivare begonie, alla loro idiosincrasia ai contatti umani; le prime volte non lo sapevo e tendevo a baciare sulla guancia gli amici come si fa in Italia, così rimasi traumatizzata dalle reazioni di imbarazzo estremo, visi paonazzi e scatti all'indietro come se a loro si fosse avvicinato Freddy Krueger.
La loro fissazione della moquette ovunque, pure dentro i cessi (bleah!); il loro parlare troppo spesso del fucking weather! Il loro amore per la lettura, una volta vidi un tizio che leggeva mentre andava in bici ma spesso leggono, tipo in metro, per evitare i contatti umani (questo non lo trovo strano perchè lo faccio pure io contro i rompicoglioni ciarlieri); il malinconico pub, loro luogo sacro in cui bevono per dimenticare di essere inglesi; gli uomini della City con i loro completi rigorosamente a righe; le ragazze senza collant anche con sei gradi di temperatura e relative gambe violacee; il loro amore per gli animali, stuprate e uccidete pure le loro figlie ma non torcete un pelo al loro Cocker Spaniel! La loro falsa cortesia che negli uffici pubblici è una meravigliosa fantascienza per noi italiani ma fuori da quel contesto li vorresti un po' più schietti invece di sentirli parlare male alle spalle di chiunque mentre un secondo prima si prodigavano in complimenti per la stessa persona.
Che più?
Ah si, brutti, gli inglesi sono brutti; pallidi, smunti, rossicci, un maschio inglese ispira sesso tanto quanto lo ispira un appendiabiti, per fortuna però ci sono le razze miste che salvano la situazione (sia maschile che femminile).
E' molto difficile che diventiate amici intimi con un inglese puro, tranne che per quelle tre/quattro ore al giorno in cui sono/siete ubriachi.
E si, le ragazze sono più "easy" delle italiane in genere e se siete adolescenti arrapati, a Londra troverete come svuotarvi i testicoli.
Ovviamente, prima che qualcuno mi rimproveri di parlare per luoghi comuni, dirò che questi luoghi comuni e stereotipi sono validi al 60/70% così siamo tutti più contenti.
Devo dire che, rileggendo non ne viene fuori un bel quadro tuttavia i primi due anni sono stati tra gli anni più belli e fuorviati della mia vita. Forse perchè avevo trovato il modo di non lavorare troppo, ero spesso brilla e ridevo come una matta con la mia "spalla" amica di tante avventure e situazioni più strambe.
Di per sè Londra non la reputo una bella città (Roma ne vale 100!) ma l'aria cosmopolita che si respira e l'assenza di quel gretto provincialismo che regna in Italia, la rende decisamente accattivante.
Se non hai abbastanza palle però rischi di rimanerci invischiato e arenato per sempre, divertiti ma scappa via di là finchè sei in tempo...
La fotografia che mi ha fatto tornare in mente tutto ciò è questa qui sotto; lo so, adesso me ne vergogno come un cagnolino ma a quei tempi farsi una foto con i Take That era "fico"! (Si usavano anche strani espedienti...).
Se adesso mi chiedeste una sola canzone di questo gruppo, non saprei veramente cosa canticchiare, probabilmente le loro note sono annegate e si sono disperse insieme a quegli allegri fiumi di alcol...
(Ovviamente negli anni '90 ascoltavo anche altri generi musicali di cui oggi ricordo molto bene le note).
PS
Ho smesso di bere perchè avevo paura di diventare una di voi... ;)
mercoledì 5 ottobre 2011
Si, stupendo, mi viene il vomito...
Mentre davo le dimissioni però ho firmato qui non sia mai dovesse cambiare qualcosa...
PS
Faccio richiesta di rettifica a me stessa per aver usato la parola "qualcosa", volevo in realtà esprimere una sequela di bestemmie.
domenica 2 ottobre 2011
lunedì 26 settembre 2011
domenica 25 settembre 2011
Riflessione antropologica per menti fini (ma anche no).
Appena nata sono una "nascitura", quando mi portano a casa sono la "figlia", se viene a trovarmi mia zia divento una "nipote", cresco, mi portano a scuola e sono una "scolaretta", più in là una "studentessa", mi sposo e divento una "moglie", faccio un figlio e divento una "mamma", entro in un supermercato e sono una "cliente", se salgo su un autobus sono una "passeggera", se entro dentro al cinema sono una "spettatrice", se sono a lavoro sono una "dipendente", se non ho un lavoro sono una "disoccupata", se vado dal medico sono una "paziente", se vado a una festa sono "un'invitata", se vado al mare sono una "bagnante", se vado a votare sono "un'elettrice", se accedo a internet divento "un'utente", se leggo un libro divento una "lettrice", se vado in chiesa sono una "fedele", se mi sparano divento una "vittima", se attraverso la strada sono un "pedone", se vado a una mostra divento una "visitatrice", quando invecchio sono una "pensionata", quando muoio divento una "defunta", pure adesso che sto scrivendo non sono io ma sono "qualcosa da aggregare", sono una "blogger" e anche se spengo tutto e dormo, resto comunque "un'inquilina" di questo palazzo e se finissi a dormire all'aperto sarei una "senzatetto" e se...(potrei continuare all'infinito ma a volte ho pietà di voi).
Perchè un cane resta solo un "cane" tutta la vita? (ma pure un dromedario)
Tutto ciò sembra molto scontato e banale e non so neanche bene il perchè mi infastidisca.
Forse la morale è che vorrei essere un cane (o un dromedario).
giovedì 22 settembre 2011
A. M. M. (Aberrazione Mentale Maschile)
Cosa sono le A.M.M.? Ne esistono di varia natura e in passato, mio malgrado, ho avuto modo di assistere a questi esempi proprio quando essi prendono forma e si concretizzano sul muso di un maschio aberrato.
Il primo esempio che mi viene in mente è quando dicono "Certe donne meritano di essere violentate, se prima provochi, è normale che poi un maschio si trasformi in una pelosa creatura pre-umanoide", si, dicono proprio così, li ho sentiti giuro!
Anche quando la si cerca vergine, per me trattasi di A.M.M.
Comunque, vi ricordate di quel mio (ex) collega di lavoro ruffiano?
Diceva : "Se sto con una ragazza, spendo solo soldi inutilmente perchè inventa spesso scuse per non darmela", al che, a me era venuto spontaneo dirgli che non tutte le ragazze sono refrattarie al sesso, e lui: "Se a una ragazza piace fare sesso, lo fa con tutti, alias è una puttana".
Ecco, questa è una classica aberrazione mentale maschile della peggiore specie.
(e rientra nella categoria "Sei una zoccola se ti piace vedere i porno").
In fondo, quella non era stata la prima volta che io avessi sentito una simile oscenità di pensiero, tanto che in passato cercavo di scopare mediocremente per timore che il mio compagno potesse pensare male di me (non è vero, era solo per rendere l'idea) figuriamoci se sono così demente!
Perchè se una donna afferma: "Mi piace fare sesso" scatta in automatico l'idea conseguenziale che sia una puttana? Piuttosto che una donna "sana" e senza traumi o sensi di colpa che ama farlo con l'uomo che ama?
Deve necessariamente aggiungere: "Mi piace fare sesso con l'uomo che amo"? Ma anche così, secondo me passa un po' da troia.
La conclusione sarebbe che le donne non devono dirlo ma farlo (bene) e basta.
E con tutta onestà la trovo un'idea deprimente.
Penso alla futura ragazza di questo stronzetto; non avrà scampo, se è una "brava ragazza" e quindi secondo lui farà sesso per dovere (??) la cornificherà spesso e volentieri, se invece sarà una ragazza "sana" a cui piace fare sesso, sarà sempre considerata e trattata da lui come una mignotta.
Motivo in più per abbattere questo elemento!
martedì 20 settembre 2011
Erotismo marino.
Me l'hanno censurata, per poter vedere questa foto andate nei link segnalati da La Eta nei commenti.
Sabato sono andata a vedere qui a Roma la mostra fotografica del grande Daikichi Amano, il più famoso tra i fotografi giapponesi contemporanei.
Per la verità io l'ho scoperto da poco e devo dire che qualunque cosa si possa pensare della sua "arte", io la trovo di un'originalità senza precedenti nella fotografia.
Ci tenevo a farvelo conoscere.
Una volta uscita da lì ero indecisa però se andare a giocare con un capitone o farmi una bella insalata di polipo.
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