"Dicono che le cose belle arrivino quando smetti di attenderle. Dicono un sacco di minchiate del resto"
domenica 23 ottobre 2011
Il lato positivo.
Per un po' gli abitanti delle vie del centro di Roma non saranno costretti a fare la differenziata.
Si certo, fare la differenziata è importante lo so, ma diciamoci la verità: è una gran rottura di palle!
Me ne sto rendendo conto da poco, perchè uno dei miei due coinquilini, dopo quattro anni che vive in questo appartamento, l'altro giorno si è svegliato e ha deciso che è giusto fare la differenziata, mettendo in cucina tre sacchetti della spazzatura, sarà stato un sogno che avrà fatto, non so.
Sono per la convivenza pacifica (non ci credete eh?) e quindi gli ho detto ok, facciamola!
Un sacchetto per l'umido, uno per plastica e vetro e uno per carta e cartone.
Non so voi ma io ho dei problemi con questa faccenda, perdo circa sei minuti a capire dove devo buttare le spugnette vecchie con cui si puliscono i lavandini per esempio, oppure le vaschette d'alluminio, il centurino d'acciaio dell'orologio, oppure le cose composte da più materiali, tipo un vecchio pennello per dipingere, che faccio? Lo spezzo? La parte del legno (nella carta e cartone?) la parte in metallo? E le setole di cinghialeeee???
Insomma, gli abitanti del centro devono rigraziare, è possibile che certe fortune capitino solo ai benestanti?
La prossima manifestazione, zona Prenestina per cortesia.
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Da me non ci sono cassonetti per le pile esauste. L'ho detto e mi è stato risposto che non è vero, c'è all'interno della scuola media.
RispondiEliminaQuindi se voglio buttare una batteria devo prendere un permesso al lavoro? Da giugno a settembre le devo mangiare?
Allo stesso coinquilino ho chiesto dove buttare le batterie ma mi ha risposto che qui non c'è il posto dove.
RispondiEliminaLa questione dello smaltimento e il riciclo dei rifiuti tossici, la e-waste (spazzatura elettronica)fa venir fuori un'altra porcata dei paesi industrializzati come USA e Cina che invece di riciclarla la spediscono nei paesi del terzo mondo...
Un giorno però la terra saprà come smaltire anche gli esseri umani, ne sono certa.
Io vivo a Milano che fa i milioni con il riciclo.
RispondiEliminaMa non ho ancora capito dove mettere:
L'involucro dei salvaslip di mia moglie (carta o plastica)
La velina argentata delle marlboro.
Quello del terzo piano che sta sempre a controllare nei sacchetti.
(Ha 80 annni)
Lo metto nell'umido o nella plastica.
ahahah! Dipende dall'abbigliamento che indossa credo, certo che avere un inquilino così mi darebbe l'ansia.
RispondiEliminaPure io sto a Milano e qua differenziamo.
RispondiEliminaBeh sì, quello che si può scomporre si scompone, per le quantità minime non vado in paranoia.
Sarebbe incentivante avere un ritorno "premio" dalla differenziata... infatti per il Comune è un business e ok, è positiva, però con la differenziata c'è chi ci fa i soldi e sarebbe giusto, anche per incentivare, prevedere dei "grazie" tangibili... chessò... regalare al condominio una rastrelliera in plastica reciclata per la bici.
Ma si vede che fa comodo a qualcuno non farlo.
Io sono solo stato qualche settimana negli Usa, e, da europeo, non mi sono mai capacitato di come quelli che producono di più rifuti, buttino via tutto a incenerire, anche galloni di plastica per il latte!
Ero tentato di portarli in aereo in Italia e smaltirli qua, dopo essere passato a prendere pure le pile da giovanni.
1. Le spugnette nell'indifferenziato. (Ma quante volte lavi il lavandino in una giornata per buttare così tante spugnette?!)
RispondiElimina2. Con le vaschette d'alluminio risolvi non comprandole più. Riduci l'acquisto di cose usa e getta.
3. Il legno non è carta. Per lo stesso principio dovresti buttare la sabbia nella plastica.
4.Il cinturino d'acciaio credo sia indifferenziato.
A una seconda lettura il commento potrebbe risultare 'stronzo', ma giuro che non volevo dargli questo tono.
Per recuperare farò una domanda fingendomi interessato ai tuoi interessi personali.
Dipingi?
<3
@ Kisciotte
RispondiEliminaLa tua nobiltà d'animo diventa inquietante :)
@ Josef K.
Il tuo commento non è affatto stronzo (sigh!)
1. Vivo con due uomini ahimè.
2. Hai ragione. Ma in realtà raramente mi capita di avere a che fare con contenitori di stagnola, ma quando capita 'ndo cakkio le butto?
Dimenticavo: e il polistirolo delle confezioni di carne che compro al supermercato? Plastica?
Non dirmi di comprarla dal macellaio perchè costa di più e io sono povera (e disoccupata).
3. Non ho capito, e allora dove butto il legno?
4. Credo non ci sia proprio il cassonetto nella mia zona.
Si, in effetti potrei togliermi tutti questi dubbi con Google ma a volte mi piace fare la parte della fessa e farvi sentire utili :)
Per concludere, questo nel caso volessi continuare a fingere.
Dopo quel post ho ripreso però...
Ciao e grazie per il commento...(oddio mi sono sembrata qualcuno)
:)
Da quello che c'ho capito io le regole non sono uguali dappertutto, le fa l'azienda che ritira la raccolta differenziata, ma è cmq difficile documentarsi e non sbagliare.
RispondiEliminaDa qualche mese faccio la raccolta dell'umido e mi dà una gran soddisfazione.
A dirla tutta, non è l'unica cosa umida che mi dà una gran soddisfazione.
Aaaaah! Quindi se dopo un anno avrò estirpato tutti i miei dubbi e poi per caso sarò costretta a cambiare città, dovrò ricominciare a rimanere in piedi in cucina in stato catatonico? Naaa.
RispondiEliminaL'avevo sentita chiamare in mille modi...ma "Cosa umida" MAI!:)
Mi sa che ci farò un post:
"La cosa umida"
(magari attiro pure i netturbini)
La stagnola dev'essere gettata al secco o indifferenziato, chiamalo come più ti aggrada.
RispondiEliminaNon mi permetterei mai di dirti dove comprare la carne. Il polistirolo però è plastica, quindi in teoria dovresti sciacquarlo sotto l'acqua e poi buttarlo. Dai non è poi così faticoso :)
La 3 voleva essere una battuta sferzante. Però ho sbagliato, intendevo vetro al posto di plastica.
La carta è carta o cartone, stop. Null'altro.
Ora vado a leggermi l'altro post, ho scorso la pagina e ho visto dipinti davvero belli, non capisco come tu faccia ad essere povera :)
Grazie Josef :)
RispondiEliminaMa difficilmente gli artisti non sono pure poveri...ma comunque è una lunga storia, se vuoi te la racconto.
Dunque, quando avevo sedici mesi...
paura eh? No, mi sei troppo simpatico per infliggerti una simile pena.
Ahahah grazie per la simpatia, ricambio.
RispondiEliminaInfatti hai ragione, gli artisti sono solitamente poveri, questo conferma che tu sei una vera artista!
I tempi come al solito, non sono maturi per la tua arte.
Dai aspetto un racconto dettagliato dove darai delucidazioni sui tuoi diversi periodi artistici.
Magari potresti farne anche una versione audio, proprio come quella che vendono nelle mostre.
Ma anche no!:)
RispondiEliminaComunque se la finzione si è tramutata in interesse vero e sincero (!) potresti leggerti quel post che ho linkato su in cui in parte do alcune spiegazioni del perchè non posso digingere con costanza.
Lì ero ancora nel periodo alcoldepressivo, ma forse si intuisce...:)
Non solo le 'regole' cambiano da città in città, ma a volte cambiano anche all'interno della stessa città. Dove abito io non molto tempo fa hanno cambiato le regole. Per esempio, l'alluminio, che prima gettavamo insieme al vetro, adesso va buttato con la plastica.
RispondiEliminaOhmadredidino! Sto scoprendo il fantastico mondo della differenziata!
RispondiElimina:)
Non me ne parlate, qui al sud si sfocia addirittura nello stoicismo...
RispondiEliminaPoco tempo fa ho dovuto ammazzare (per questioni di gratifica pulsionale) e squartare a pezzetti mia suocera, e volevo gettare in maniera differenziata le ossa, la carne, le unghie e i capelli. Non ci capivo un cazzo: le unghie mi sembrava dovessero andare nella plastica, le ossa nel cartone (erano ormai piene di osteoporosi), la carne nell'umido... Qui non esistono però cassonetti differenziati, quindi alla fine ho organizzato un barbeque al quale ho invitato gli alunni della scuola elementare Leopoldo Leccabirilli.
Tutti sono rimasti soddisfatti e io ci ho fatto una porca figura.
La preside mi chiede ancora qual'è il mio macellaio di fiducia...
Riciclo, riciclo, riciclo... Riciclo alla radice...
Ehilà chi non finisce in galera si rivede! :)
RispondiEliminaCerto avere lo scrupolo della differenziata dopo averla squartata mi sembra da persone molto lucide e precise sissì.
Non sarai un po' anarchico anche tu?:)
CHI, IO???!
RispondiEliminaah....io la faccio da un anno ormai.
RispondiEliminac'avrò messo un mese per accettarla e due per capirla...
La cosa mi conforta in maniera particolare :)
RispondiEliminaanche io ho l'uomo che sussurra ai sacchetti.
RispondiEliminae che non si ricorda mai che ora il tetropacco va con l'alluminio e la plastica. quella pulita. mentre gli assorbenti vanno con la plastica sporca. la carta va con la carta, ma solo pulita. e i rami, che sono umidi, li ritirano non mi ricordo quando e non vanno nell'umido.
gli ho fatto il disegno. d'altronde, sua moglie mi ha raccontato che prima stava tutto il pralinato sotto il tetto. ma da quando l'hanno rifatto, lei ha sempre tutto bagnato fino alla sogliola. ma le cozze ripiene come le fanno loro, nessuno. (comunque mi si sono scomposte le idee e non so come suddividerle. qualcuna la posso per certo riciclare fra pensieri umidi e sogni bagnati, qualcuna va con i disorganici, qualcuna la barattolo, qualcuna fra i pezzi della cristalleria che ho frantumato mentre tentavo di sostenerle.) gli specchi rotti dove vanno, con l'olio rovesciato? sul serio: gli specchi col vetro?
Bellissima la parte dentro le parentesi...e simpatico il resto del commento :)
RispondiEliminaE lo chiedi proprio a meee???
(credo di sì a occhio e croce)
Curiosità:
Ma perchè tu hai pure il cassonetto per la plastica SPORCAAAAA???????
non saprei: di principio divido sporco e pulito. le latte le sciacquo, la carta sporca va nel nero, la plastica che non sciacquo la metto nel nero. comunque ho 4 cassoni. 1 lo chiamo il nero. una volta aveva il sacco nero. ora è giallo trasparente e guai a chi usa i neri. ha detto così il signore che sussurra. così chi raccoglie e lui ci possono guardare dentro. comunque, il nero riceve tutto quello che non deve e non può andare negli altri. rami e foglie a parte, terracotta e piatti a parte. il tuo cinturino lo metterei nel nero, ad esempio. qui ci danno pure i sacchi di carta che stanno in piedi da soli e devono contenere umidi. ora mi sbuccio per andare a nanna, con un pensiero: la lettiera del gatto in sali igroscopici (e solidi e liquidi da due orifizi attigui) la metto fuori: il primo che la ritira è sua. se scendo la mattina e il sacchetto trasparente non c'è più, allora scoprirò che quel giorno è più giusto degli altri. sogni realizzabili a tutti.
RispondiEliminaDividi sporco e pulito???
RispondiEliminaHo deciso che sei pazza.
Anzi no, da domani divido tutto in base alla "Teoria dei colori", un sacchetto per i colori primari, uno per quelli secondari, terziari, e uno per i complementari.
Così, perchè mi va.
Il fatto che tu abbia un gatto non ti impedisce di essere simpatica...
Eh sì, le mie teorie a volte traballano (per fortuna!) :)
ho 2 gatto. uno carlafraccimaradonamegliepelè e l'altro favaro. favaro è l'ultimo nome che ha avuto. erano nell'immondizia, giuro. poco differenziatamente li avevano gettati in un cestino. maradona sa fare gol tra le sedie e favaro non sa saltare perché ci ha mezzo corpicione che va per il fatto suo. firmato: il capo circo barnum.
RispondiEliminacomunque la munni ('ricordati la munni!'), 'a munnezza, la faccio il sabato quando il signore svuota tutti i bidoni, così ho tutto lo spazio per me. le bottiglie mi piace metterle tutte in fila in terrazzo: una bordolese qui, un'albeisa là, lo siampà di fianco... ma i vuoti a rendere da qualche parte esistono ancora? preferisco i vuoti a prendere, però. vado in cella, fatemi sapere. :-)
Qui a Roma non credo ci siano ancora luoghi che usino i vuoti a rendere, se li scopro ti farò sapere, così li porti qui :)
RispondiEliminaCiauz
Spero tu non abbia letto solo questo di post dei sette...
RispondiEliminaCiauz :)