L'altra sera mentre sistemavo e cercavo di eliminare un altro po' di roba in uno dei miei attacchi da "Ghet ridovit" , ho trovato una vecchia foto di cui avevo dimenticato l'esistenza.
E' stato come fare un balzo indietro di un millennio, tanto mi sembrano lontani e distanti dal mio modo di vivere attuale quegli anni '90.
Erano esattamente gli anni in cui il Sig. Berlusconi Silvio decideva di entrare in politica e io di andare all'estero, non c'è nessuna attinenza tra i due avvenimenti, ma col senno di poi mi piace pensare che ci sia.
Anni in cui nascevano i primissimi blog ma a quei tempi se mi parlavano anche solo di "mouse" a malapena riuscivo a pensare a un roditore.
Come tutti, tanti, TROPPI italiani che vogliono imparare l'inglese sul posto, decisi di andare a Londra; si, lo so, ognuno porta con sè il fardello dei propri errori...
Sbarcai su quell'isola con l'entusiasmo tipico di chi sta andando nella capitale britannica per la prima volta.
A Victoria Station attendevo la persona dell'agenzia per "l'accomodation" contattata in Italia che mi avrebbe depositata in un palazzone con camere in affitto a giovani di ogni parte del mondo, nell'attesa conobbi un italiano (il primo di una lunga serie) che aspettava la stessa persona e diventammo subito amici; capirai, io in inglese sapevo solo dire "My name is Orsa" e "Fuck you!", in sintesi, con un inglese mi sarei potuta solo presentare e poi mandarlo affanculo.
E sinceramente mi sembrava limitante la cosa (sebbene...).
Arrivò il tipo: un tamarro punkettone italiano! Andiamo bene pensai, in un'ora ho conosciuto già due italiani.
Qui non posso raccontare tutto ciò che ho fatto, visto, conosciuto e vomitato in quattro anni di permanenza a Londra, sarebbe veramente troppo lungo e ci sarebbe da scrivere un romanzo se sapessi scrivere meglio e avessi tale aspirazione, magari diluirò l'esperienza per post futuri.
Mi limiterò a scrivere quello che mi passa per la testa e dare qualche consiglio, per esempio: non andate a Londra per imparare la lingua inglese, andate dove vi pare, pure a Bristol ma non a Londra, lì, ho conosciuto più italiani di quanti non ne avessi conosciuti in Italia.
Dopo un anno infatti non avevo ancora imparato molto d'inglese; lavoro in un ristorante italiano, fidanzato sardo (vabbè dai, quasi italiano) amica di sbornie romana, insomma ad un certo punto decisi di tagliare radicalmente con tutto (mi tenni solo l'amica di sbornie) e se un italiano mi fermava per chiedermi informazioni, rispondevo: "I'm so sorry, I don't speak italian and I don't understand you" e andavo dritto.
Da stronza si, ma è stato l'unico modo per imparare l'inglese.
Tra un Gin Tonic e una Kestrel, a parte vedere ombre strane, mi rendevo conto a poco a poco quanto tutti i luoghi comuni sugli inglesi e l'Inghilterra fossero drammaticamente e tristemente veri.
Dall'assenza del bidè nelle abitazioni e se c'è lo usano per coltivare begonie, alla loro idiosincrasia ai contatti umani; le prime volte non lo sapevo e tendevo a baciare sulla guancia gli amici come si fa in Italia, così rimasi traumatizzata dalle reazioni di imbarazzo estremo, visi paonazzi e scatti all'indietro come se a loro si fosse avvicinato Freddy Krueger.
La loro fissazione della moquette ovunque, pure dentro i cessi (bleah!); il loro parlare troppo spesso del fucking weather! Il loro amore per la lettura, una volta vidi un tizio che leggeva mentre andava in bici ma spesso leggono, tipo in metro, per evitare i contatti umani (questo non lo trovo strano perchè lo faccio pure io contro i rompicoglioni ciarlieri); il malinconico pub, loro luogo sacro in cui bevono per dimenticare di essere inglesi; gli uomini della City con i loro completi rigorosamente a righe; le ragazze senza collant anche con sei gradi di temperatura e relative gambe violacee; il loro amore per gli animali, stuprate e uccidete pure le loro figlie ma non torcete un pelo al loro Cocker Spaniel! La loro falsa cortesia che negli uffici pubblici è una meravigliosa fantascienza per noi italiani ma fuori da quel contesto li vorresti un po' più schietti invece di sentirli parlare male alle spalle di chiunque mentre un secondo prima si prodigavano in complimenti per la stessa persona.
Che più?
Ah si, brutti, gli inglesi sono brutti; pallidi, smunti, rossicci, un maschio inglese ispira sesso tanto quanto lo ispira un appendiabiti, per fortuna però ci sono le razze miste che salvano la situazione (sia maschile che femminile).
E' molto difficile che diventiate amici intimi con un inglese puro, tranne che per quelle tre/quattro ore al giorno in cui sono/siete ubriachi.
E si, le ragazze sono più "easy" delle italiane in genere e se siete adolescenti arrapati, a Londra troverete come svuotarvi i testicoli.
Ovviamente, prima che qualcuno mi rimproveri di parlare per luoghi comuni, dirò che questi luoghi comuni e stereotipi sono validi al 60/70% così siamo tutti più contenti.
Devo dire che, rileggendo non ne viene fuori un bel quadro tuttavia i primi due anni sono stati tra gli anni più belli e fuorviati della mia vita. Forse perchè avevo trovato il modo di non lavorare troppo, ero spesso brilla e ridevo come una matta con la mia "spalla" amica di tante avventure e situazioni più strambe.
Di per sè Londra non la reputo una bella città (Roma ne vale 100!) ma l'aria cosmopolita che si respira e l'assenza di quel gretto provincialismo che regna in Italia, la rende decisamente accattivante.
Se non hai abbastanza palle però rischi di rimanerci invischiato e arenato per sempre, divertiti ma scappa via di là finchè sei in tempo...
La fotografia che mi ha fatto tornare in mente tutto ciò è questa qui sotto; lo so, adesso me ne vergogno come un cagnolino ma a quei tempi farsi una foto con i Take That era "fico"! (Si usavano anche strani espedienti...).
Se adesso mi chiedeste una sola canzone di questo gruppo, non saprei veramente cosa canticchiare, probabilmente le loro note sono annegate e si sono disperse insieme a quegli allegri fiumi di alcol...
(Ovviamente negli anni '90 ascoltavo anche altri generi musicali di cui oggi ricordo molto bene le note).
PS
Ho smesso di bere perchè avevo paura di diventare una di voi... ;)


