martedì 17 maggio 2011

LE PERSONE INNAMORATE

A tutti sarà capitato di avere un'amica o un amico innamorati da poco no?
Sebbene si sia genuinamente felici per loro, io trovo che siano di una noia devastante e mi preoccupa pensare che lo possa diventare anch'io agli occhi degli altri.
Quando ti incontrano, invece di chiederti: "come stai?", ti dicono: "non mi chiedi come và con il mio lui?"
E ti sciorinano tutti i particolari del loro "magico" e assolutamente unico amore, perchè loro, si sa, non sono come le altre coppie, no no, loro si distinguono in qualità di rapporto, nel loro modo personalissimo di divertirsi, nella frequenza e originalità dei loro amplessi (mi chiedo se lo facciano insieme ad un Koala), nelle telepatie che scaturiscono tra loro come se Dio in persona ci avesse messo del suo.
Non fanno che parlare di se stessi senza ritegno, un pò come le neo-mamme con il loro pargoletto, l'altro giorno sono stata costretta ad assistere ad una di queste scenette, la mamma parlava di quanto sia già birichino e intelligente il suo tesorino (avrà avuto tipo otto mesi, lo sgorbio), stavo per perdere i sensi.

Ecco, io credo che insieme alle neo-mamme, gli innamorati siano una categoria da evitare come le briciole dei crakers nel letto o le adunate degli Alpini.
Se un giorno dovessi ridurmi come queste due tediose categorie, emano l'ordine di sopprimermi.

giovedì 21 aprile 2011

GLI UOMINI E IL FRIGORIFERO

Devo sfogarmi, devo scriverlo da qualche parte.
Da un anno vivo con due uomini, no, non è come pensate (di uno conosco anche il fidanzato e la mia etica mi impone di non sfasciare una coppia, l'altro è la brutta copia di Danny De Vito) condivido l'appartamento per una semplice questione economica.
Ovviamente condividiamo bagno e cucina.
La gestione del bagno non mi crea nevrosi particolari, negli anni di vita trascorsi ho imparato ad accettare uno dei più grandi misteri della vita: per gli uomini riporre i tappi di un qualunque contenitore appartiene a quegli sforzi psicofisici insuperabili.
Ma il frigorifero Cristo!
Ogni volta che lo apro penso: perchè?
Perchè una donna riesce a mettere 121 prodotti differenti in un solo ripiano e gli uomini 3?
Perchè se abbiamo un solo freezer da dividere per tre persone, i vostri neuroni non vi suggeriscono di eliminare ad esempio la scatola della pizza e così potreste metterne 5 di pizze o comunque lasciare più SPAZIO?
Perchè mettere la carne a congelare con quegli enormi contenitori in polistirolo e non sistemarli in una busta?
Perchè dopo che aprite la busta degli spinaci surgelati non vi viene in mente di chiuderla così da non incontrare cubetti di spinaci che passeggiano liberamente e vanno a fare due chiacchiere col prezzemolo?
Perchè se usate mezza cipolla l'altra mezza la riponete in frigo senza una bustina o copertura in modo tale che pure le mie fragole non sapranno irrimediabilmente di cipolla?
Perchè non allungare una manina e gettare nella spazzatura quel mezzo limone che ormai giace lì dagli anni 70?
Perchè lasciare il basilico in un bicchiere d'acqua fin quando si traformerà in un Alien putrefatto?
Perchè? Perchè? Perchè?



Eppure costruite navicelle spaziali, grattacieli dal design futurista, uova di Pasqua...
Ma il vostro cervello non è concepito per comprendere che se si tolgono le confezioni dei prodotti si riesce a ottenere più spazio! E che magari è meglio non mettere una piadina in bilico su un vasetto di yougurt.
Uno di loro sta impazzendo per capire da dove arrivino le formiche in cucina, ed è sostanzialmente INUTILE spiegargli che probabilmente è dovuto al fatto che quando ti fai il caffè lasci 50gr di zucchero sul tavolo, prendere una spugnetta e toglierlo è troppo complicato per voi.

Tutto sommato fate tenerezza. (escludendo le volte che vorrei aprirvi la testa con un colpo d'ascia)
Ma spero di comprare presto un frigorifero tutto mio per evitare di chiedermi sempre perchè?

domenica 3 aprile 2011

WHEMT= MOVIMENTO PER L'ESTINZIONE UMANA VOLONTARIA


http://www.vhemt.org/iaboutvhemt.htm

OBIETTIVO A LUNGO TERMINE.

Leggetelo tutto, prima di gridare alla follia, allo scandalo e alle prime minchiate che vi vengono in testa.
"Ideologicamente" ho scoperto di appartenere a questo movimento e il fatto che non debba fare nulla di concreto per appartenerne e' gia' un buon sintomo di verità...del movimento.

IL MOVIMENTO E' UNO STATO MENTALE.

Se non siete d'accordo, andate a gustare una pallina di gelato Sundae.


venerdì 11 febbraio 2011

La "SALIGIA" (buttiamola nel cesso e tiriamo l'acqua)

Che non e' quella di Julio Iglesias:
 "la saligia sul letto quella di un lungo siaggio" (perdonatemi se potete...)
Ma e' uno dei tanti acronimi o sigle che sono costretta ad inventare per memorizzare gli elenchi che contano (?).
Tipo: GF-MAM-GLASOND per ricordarmi l'ordine cronologico dei mesi, così so che dopo Aprile viene Maggio, eh vabbe', ho gravi problemi mnemonici e non solo...credo...!

COMUNQUE, si parlava di :

S.A.L.I.G.I.A. che sta per:

1) Superbia
2) Avarizia
3) Lussuria
4) Invidia
5) Gola
6) Ira
7) Accidia

Si, avete capito insomma: i sette vizi capitali, "Gli abiti del male", così definiti da Aristotele.
Che poi, non so perche' ma io un "abito del male" lo andrei a comprare subito! (se lo vendessero i cinesi...).

L'interpretazione "personale e liberissima" dei sette vizi capitali visti appunto da un artista, mi ha colpito e la mostro qui:


Nella dottrina morale cattolica così pregna di incommensurabili verita'... 

(suppongo abbiate intuito gia' dalla presentazione che non sono una "follower" del biondissimo Gesù o di una qualunque religione in cui mi si impone di credere all'incredibile. Io credo solo all'orso volante Guintew).
Dicevo, in questa dottrina, tutti i peccati a quanto pare traggono origine da questi sette vizi, o e' il contrario?

Bah, non ho mai avuto le idee chiare al riguardo, nel senso:
se desidero ardentemente delle linguine all'astice (gola) e mi incazzo tantissimo se, (ira) per paura di spendere troppi soldi (avarizia) maledico il vicino di tavolo che invece sta facendo il bis (invidia), per distrarmi dal troppo appetito decido di trastullarmi col pene del mio commensale (lussuria), quando il cameriere a fine cena (qualcosa ho mangiucchiato) mi chiede se tutto e' stato di mio gradimento, con fare arrogante gli rispondo che il locale, il servizio, il cibo e tutto il resto non erano degni della mia persona (superbia) e, tornando verso casa mi attanaglia un torpore malinconico e non ho voglia di fare piu' un cazzo per almeno tre giorni (accidia)

A COSA VADO INCONTRO?
(considerando pure che durante tutto cio' ho fumato e bevuto superalcolici)

LA MIA ANIMA BRUCERA' O NO ALL'INFINITO TRA LE FIAMME DELL'INFERNO?

Mi sa che ripropongo tutta la questione a Yahoo! Answers e poi valuto la risposta migliore, ho sempre desiderato fare una cosa simile...
A proposito di Yahoo! Answers, avete fatto caso che QUALUNQUE domanda poniate esiste gia' qualche squilibrato che l'aveva  posta precedentemente?!
 Io una volta mi sono messa a digitare domande a cazzo ed ESISTONO TUTTE! Ma com'e' possibile??
 Andate su Google e scrivete ad esempio:
 "saltano piu' in alto le pulci dei cani o quelle dei gatti?"
GIURO CHE SU YAHOO! ANSWERS C'E'!

Una volta, prendendoci gusto, ho persino scritto: "PERCHE' ESISTO?"
Ma avevano gia' risposto a quel tizio che aveva  fatto la domanda prima di me...diciamo che non e' una fonte affidabile.

Sapete una cosa? Avevo iniziato questo post perche' volevo fare una sorta di sondaggio e vedere quale dei sette vizi ricorre al primo posto.
Poi ho seguito un'altra linea, (anzi, una non-linea) come faccio spesso, sara' un vizio pure questo?

PS
Io comunque al primo posto metto il desiderio di prendere a martellate sulle dita dei piedi tutti quelli che a fine post commentano con: "PAROLE SANTE!"
















lunedì 7 febbraio 2011

ARBEIT MACHT FREI



Chissa' perche' come associazione di idee ed immagini (a seguire) mi e' sempre venuta in mente questa:



Sareste in grado di pensare a qualcosa di piu' funzionale, comodo, logico, pratico e che soddisfi i vostri VERI bisogni che un paio di ciabatte fatte di due TONNACCHIOLI possibilmente appena pescati?

PS
Lo so, sto attraversando un momento ermetico e di minimal art:)
Ma SO pure che qualcuno là fuori e' in grado di capire.
Mi illudo.....

"ARRIVA IL MOMENTO IN CUI, DOPO AVER PERDUTO LE ILLUSIONI SUGLI ALTRI, SI PERDONO QUELLE SU SE STESSI."
(Emil Cioran)

PS2
Un mio "amico" dice che conosco delle belle citazioni... stasera non volevo deluderlo:))

martedì 1 febbraio 2011

SONO UN CANGURO E DICO BASTA!



BASTA!

SONO STANCO DI SALTARE!
SONO STANCO DI ESSERE ASSOCIATO SOLO ALL'AUSTRALIA, ESISTO ANCHE IN TASMANIA!
SONO STANCO DI VAGARE PER LA STEPPA!
SONO STANCO DI PESARE NON PIU' DI UN GRAMMO ALLA NASCITA E POI PORTARMI DIETRO PER TUTTA LA VITA QUEL CAZZO DI CODA!
SONO STANCO DEL FATTO CHE UN MILIONE DI NOI VENGA UCCISO OGNI ANNO DAL GOVERNO AUSTRALIANO SOLO PERCHE' SIAMO GHIOTTI DI BACCHE!

DIMETTITI!

PS
Scusate, era solo una velata presa per il culo riguardo gli speciali di Repubblica.

giovedì 20 gennaio 2011

FANTASCIENZA



Mi e' capitato di leggere questa sorta di aforisma di Robert Anson Heinlein (solo dopo ho scoperto che nella sua vita avesse scritto libri prevalentemente di fantascienza!)

LEGGETE COSA DICE:
Un essere umano deve essere in grado di cambiare un pannolino, pianificare un’invasione, macellare un maiale, guidare una nave, progettare un edificio, scrivere un sonetto, tenere la contabilità, costruire un muro, aggiustare un osso rotto, confortare i moribondi, prendere ordini, dare ordini, collaborare, agire da solo, risolvere equazioni, analizzare un problema nuovo, raccogliere il letame, programmare un computer, cucinare un pasto saporito, battersi con efficienza, morire valorosamente. La specializzazione va bene per gli insetti.

Ma di progettare pure l'universo in sette giorni, perche' non l'ha inserito nell'elenco???

PS
Sono solo io che incontro uomini che a malapena riescono a centrare la tazza del cesso?

giovedì 6 gennaio 2011

SARANNO SOLO..."OPINIONI DI UN CLOWN"?



3.673 anni fa lessi (bauuuuu) questo libro.

Onestamente non ricordo neanche piu' perche' mi piacque (mi piacque? Cazzo, ci sono parole italiane che mi fanno un po' impressione ammetto, quando vivevo in Inghilterra mi sentivo piu' tranquilla in questo senso).
Si...se ci pensassi bene lo saprei perche' mi "PIACQUE" quel romanzo, ma il fatto e' che stasera ho letto una frase tratta da quel libro appunto, che non ricordavo:

" UN ARTISTA HA LA MORTE SEMPRE CON SE', COME UN BRAVO PRETE IL SUO BREVIARIO".

Sicuramente sarebbe motivo di esaltazione il pensare che si possa essere dei veri artisti anche "solo" condividendo l'emotivita' ed i sentimenti dei piu' grandi, o quelli che comunque tu reputi tali.
Certo, a me non occorre perche' SO di esserlo a prescindere...;-)
Dai su, lasciatemi crepare con questa convinzione, l'arroganza del "giusto" la lascio ad altri. (io vorrei solo sorridere fino alla fine).

Tuttavia, anche se forse non c'entra molto, mi piace tanto pure un'opera di uno degli artisti viventi piu' ricchi al mondo, e quasi me ne vergogno.
Anzi, me ne sono vergognata.
Quando ho scoperto il suo 740 ho pensato che non potesse essere un vero artista ma solo un abile commerciante.
Gli artisti veri "devono" fare la fame e soffrire di tanti stenti in vita, tagliarsi parti del corpo in tempi di stress e morire suicidi, luoghi comuni che hanno drammaticamente preso piede tra i miei pensieri fuorviati da malattie psichiche nel corso dei 45 anni sul globo terracqueo.
Unica giustificazione che elargisco con estrema goduria a questo TRISTO sentire e' che l'artista di cui parlo, ha fatto del tema della MORTE il punto focale delle sue opere, compreso il teschio intarsiato di DIAMANTI. (andate a vedere la follia).

Comunque, THE HOURS l'ho trovato strabiliante nei colori, nel tema, nella grafica, nell'idea del TEMPO...
insomma per quei pochi che ancora non lo conoscessero, e' questo di DAMIEN HIRST (nato nel mio stesso anno casualita'):



Chi pensa, conosce piu' di me al riguardo, o vuole esprimere la sua opinione e' pregato di farlo entro e non oltre le ore 22.00 del 9 gennaio 2012 quando forse saro' gia' Altrove. Grazie.



lunedì 3 gennaio 2011

MI VUOLE BENE "A MODO SUO"

Per anni ed anni io non ho mai compreso questo modo di dire, fin quando un giorno incontrai mio fratello.
Pensavo: ma che significa a modo mio? E' come se uno dicesse ad esempio: io mi lavo a modo mio, non suona un po' strano? Sembra quasi che non si lavi, pero' se ci pensate potrebbe anche essere piu' pulito di voi, solo che parte dai gomiti per strigliarsi poi gli alluci e di colpo le orecchie.
Certo, non e' un metodo convenzionale ma il risultato e' identico.
Ecco lui e' fatto così, io SO che mi vuole bene e che dietro quel suo ostentato cinismo si nasconde solo un candido pudore.
Non si fa vivo per mesi, non sa in quale parte del mondo mi trovi e perche' (in effetti spesso non lo so neanch'io) e poi per il mio compleanno ha perso una nottata intera per ideare e realizzare una gif personalizzata solo per me, questa:



Io sono del segno del Leone e forse questa era l'unica confidenza che non avrei dovuto farvi!

TI VOGLIO BENE ANCH'IO FRATELLO...


domenica 2 gennaio 2011

VISIONE DETTAGLIATA DEL MIO 2011


per evitare pero' che qualcuno mi accusi di eccessivi slanci di ottimismo vi diro' che sono davvero preoccupata per questa donna che al posto dei capelli va in giro con un cirrocumulo in testa



lunedì 20 dicembre 2010

DISFORICA A CHI?



Oggi vorrei darvi un consiglio.
Se avete finalmente deciso di fare spazio sul pianeta togliendovi la vita, assicuratevi che il vostro metodo di autoeliminazione sia sicuro al 100%.
Io faccio parte della categoria sopravvissuti a se stessi, per cui non parlo per sentito dire.
Aver fallito al tentato suicidio la ritengo una delle cose piu' gravi che possano capitare, perche' in questo modo si perde anche l'ultima possibilita' di mettere la parola fine a tutto cio' che non vi sta bene (malgrado io abbia letto di un caso in cui una donna ci sia riuscita al nono tentativo, ma anche in questo occorre la signora Costanza e, come forse avrete letto in un mio post, lei non mi vuole bene).
Probabilmente pero' il vero impedimento e' un altro, vale a dire il pensiero che possiate sopravvivere al secondo tentativo e rifarvi quindi la gitarella ricreativa in manicomio (ora li chiamano reparti psichiatrici, in ospedale), luogo in cui, a parte fumare per circa 14 ore di fila e pensare che stai DAVVERO uscendo fuori di testa, non offre tanti altri svaghi.
Il pensiero di ritornarci ti frena enormemente, ti fanno capire che se lì dentro non si sta esattamente come in un "centro benessere" e' proprio perche' vogliono "insegnarti" a non commettere piu' questi gesti sconsiderati e brutti brutti...
Ti puniscono per quello che hai fatto e ti trattano come una pazza, rinchiudendoti (senza ovviamente il tuo consenso) insieme ad una banda di schizofrenici di ogni tipo e se non hai qualcuno che ti voglia bene e che tenti di tirarti fuori da lì nel piu' breve tempo possibile, (e/o se non sei abbastanza "forte") puoi tranquillamente diventare uno di loro e non uscire mai piu'.
E' un vero e proprio SEQUESTRO DI PERSONA.
La cosa buffa pero' e' che non puoi nemmeno denunciarlo alla polizia perche' e' collusa coi camici bianchi che hanno lo strapotere decisionale sulla tua persona.
E quando sei lì dentro tutti questi pensieri di ingiustizia, in contemporanea con quelli di assoluta impotenza, ti fanno incazzare ancora piu' del fatto che ti abbiano salvato la vita senza che TU lo chiedessi.
Pero' devi stare attenta a non incazzarti troppo altrimenti prolunghi il soggiorno.
Allora devi essere forte e farti furba, il quarto giorno, quando ho capito che stavo andando in pezzi col sistema nervoso, sono finalmente riuscita ad avere un lungo colloquio a quattrocchi con il primario responsabile del mio "rilascio".
E  dentro quella stanza ho raccolto tutte le ultime forze rimaste per mostrarmi calma e "normale" (il desiderio piu' intimo, in realta', era quello di mettergli le mani al collo e minacciarlo di morte se non m'avesse fatto uscire immediatamente) mi chiese tantissime cose, ed ho mentito quasi su tutto perche' sapevo che era l'unico modo possibile per fuggire da lì.
Ero pentita del gesto...avevo capito che e' una cosa sbagliata...e via dicendo con tutte le stronzate che vogliono sentirsi dire.
Mentre in realta' pensavo:
 "brutto idiota, il gesto in sè non e' affatto sconsiderato, anzi, e' il gesto piu' "sensato" che una persona sana di mente e dotata di discrete facolta' mentali possa mettere in atto, TU, TU SEI INSENSATO perche' non hai materia grigia sufficiente e neanche la sensibilita' adatta per avvertire che c'e' qualcosa di sbagliato nel venire al mondo sapendo che le parole FELICITA', GIUSTIZIA, ARMONIA e tante altre, sono solo invenzioni strampalate che non hanno alcun corrispettivo nella realta'".
Ma non potevo dirgli cose simili, altrimenti sarei ancora rinchiusa in quel reparto e non potrei essere qui a raccontarvelo.
Scusate, mi chiamano, e' il momento della medicina.

Eccomi, ho fatto tardi perche' ho dovuto simulare una partita di baseball davanti ad uno schermo spento per far divertire gli altri ospiti.

Ma finendo la mia storia...a fine colloquio, il grande capo formulo', disse e scrisse la sua diagnosi:
 soggetto ansioso, con tendenze maniaco-depressive (ma va?) e personalita' disforica, cheeee???
Disforica lo dirai a tua sorella!
In realta' era la prima volta che sentivo questo vocabolo.
Così poi A CASA MIA, dopo essere stata rilasciata con un bel: "ti raccomando eh, fai la brava!", cercai il significato di questa parola.

Probabilmente c'e' qualcosa di vero anche in quello.
Ma come disse un grande filosofo (non ricordo piu' chi per via dei neuroni in fuga):
"Mettetemi un'etichetta e mi avrete annullato"
O forse lo ha detto la T-shirt di Dolce e Gabbana?

martedì 14 dicembre 2010

PERCHÈ, MORDE?

Quando da bambina mi facevano la classica domanda: "cosa vuoi fare da grande?", io rispondevo:
"la paziente di uno psicanalista bravo".
Non mi credete?
Fate male, perche' io dico sempre la verita'.
La prima volta discussi della faccenda con un'ostetrica.

OSTE: Ciao bellissima! (fingeva come tutte le donne in questi casi) sei venuta al mondo.
IO: ma va?
OSTE: si certo, sei nata e sei sana!
IO: e cosa devo fare adesso?
OSTE: mmh vediamo un pò, generalmente improvviso:
 hai a disposizione circa 80 anni di vita (se non sarai travolta da un tir o morirai durante la visione di "Dune")  potrai godere di incantevoli tramonti sul mare, (inclusi quelli della costa laziale), continuare ad amare tuo marito anche quando inizia a scoreggiare a tavola, adorare le piccole creature che hai messo al mondo anche quando ti punteranno un coltello alla gola per avere 50 euro, ridere di cuore ai comizi politici, sussurrare ai cavalli, prendere a colpi d'ascia il tuo datore di lavoro, entrare in una posta il lunedi mattina ed essere la prima, salire in metropolitana e trovare un posto a sedere, partecipare a divertentissimi trenini danzanti la notte del 31 dicembre, aprire un pacchetto di crakers e trovarne uno intatto, potrai prendere a pugni un uomo solo perche' e' stato un po' scortese, insomma, potranno accaderti tante cose meravigliose se ti metterai d'impegno.
IO: mh
OSTE: cosa?
IO: "Il principio e' un periodo di delicati equilibri", e' una frase di quel film di cui accennava, forse sono una reincarnazione, ma potrei giurare che dica così.
Ricordo pure che mi hanno trovato impiccata in bagno alla fine del primo tempo.
Comunque non mi sembrano delle prospettive allettanti, posso tornare nel liquido amniotico a fare bollicine col culo?
OSTE: ma cosa dici dai, non farmi perdere tempo che devo schiaffeggiartelo il culo per iniziare a farti piangere, così capisco che stai davvero bene e fai parte di questo mondo.
IO: non te lo vorrei dire, ma mi sono gia' frantumata i coglioni alla sola idea, pero' piango dai, non credo di avere alternative.



Da adolescente, dopo aver letto alcuni libri di psicologia e psicoterapia, decisi di andare da uno psicanalista pensando che mi avrebbe fatto amare la vita e pure i Bee Gees.
Entrai nel suo studio e durante l'attesa osservai dettagliatamente il tutto, un arredamento a meta' strada tra il classico, l'antico e il "sonounatestadicazzoappenalaureato".
Quando arrivo' ci sedemmo in una scrivania come fossimo all'esame di maturita', mi chiese perche' fossi lì e se avessi problemi di droga (giuro, me lo ricordo bene) e gia' questo mi stranì alquanto.
Ero un po' nervosa, non sapevo da dove iniziare e lui mi stava gia' un po' sul culo.
 SOTTO la scrivania, c'era un'enorme tartaruga forse in ceramica laccata e palesemente costosa, ma ubicata proprio lì era evidente che i miei piedini ci andassero su o comunque la toccassero, sembrava un poggia piedi in realta'.
Così lui, mentre io tentavo di esternare il mio malessere, disse:
 "STIA ATTENTA ALLA TARTARUGA", ed io:
"PERCHE', MORDE?"
ovviamente, il mio, fu un modo ironico per stemperare l'imbarazzo di dover dire ad un perfetto sconosciuto (e alquanto indisponente) i cosidetti cazzi miei.
Ma lui non sollevo' neanche di un millimetro il labbro inferiore per accennare ad un sorriso e sembrava quasi infastidito dal mio atteggiamento canzonatorio.
Fu in quel momento che pensai di volermi laureare in psicologia per prendermi cura di lui.

Comunque da adulta ho voluto ripetere l'esperimento con un altro psicanalista, ho fatto credo tre sedute e poi ho pensato che tutti quei soldi sarebbe stato meglio spenderli  per visitare la penisola di Malacca.
Che non so esattamente dove si trovi ma rende l'idea di quanto siano utili gli psicanalisti.
Quantomeno nel mio caso.
Perche' ci sono voluti anni ed anni per capire che io sono esattamente cio' che devo essere.
Cosa?
Che minchia ne so!
So solo che gli psicanalisti non hanno sense of humor.
Per cui devo tenerli lontani da me.


lunedì 13 dicembre 2010

VOGLIO SAPERE IN QUANTI LO AMATE

Parlo di LUI:


visto che nella vita reale ho conosciuto pochissime persone che adorino come me le opere di Egon Schiele, avendo (adesso) una vita virtuale, vorrei conoscere individui che sfiorino eiaculazioni (anche dalle orecchie) osservando i suoi dipinti o grafiche.
Pensare che in soli 28 anni di esistenza abbia creato "robe del genere":



IO LO TROVO INCANTEVOLE E LO RINGRAZIO PUBBLICAMENTE PER ESSERE VENUTO AL MONDO.

PS
Se le opere di Egon Schiele vi fanno schifo, datevi fuoco.

DIPINGI? NO GRAZIE, HO SMESSO

Fino a circa cinque anni fa dipingevo, anche se in maniera "incostante" pure in quello.
Ho partecipato a tre collettive di pittura (la prima l'ho vinta da ventenne e gia' mi vedevo al Metropolitan Museum a firmare autografi, cosa che tra l'altro mi creerebbe un forte imbarazzo), da ragazza pensavo di voler fare la pittrice e basta, non e' stato possibile.
Credo principalmente, per questioni pratiche, o almeno questa e' la scusa primaria, non mi piacciono i pittori della domenica (e neanche quelli del mercoledi, giorno in cui non lavoro) e la stangata finale e' stata la lettura di: "Lettere a Theo" di Vincent Van Gogh, libro nel quale il concetto di "passione" ti entra nelle vene e non esce piu'.
Per un lungo periodo infatti ho pensato che se un individuo non e' mosso dalla stessa "entita'" di passione, in ogni forma d'arte, non dovrebbe continuare il suo operato.
Pensavo, se (contrariamente a quanto facesse Vincenzo) fossi costretta a scegliere tra comprare una bistecca o un tubetto della Maimeri, sicuramente io opterei per la bistecca.
E allora non sono mossa da vera passione. (ma da sola, banalissima fame!).




E' un pensiero estremista e per alcuni aspetti confesso di esserlo, poi se uno/a si toglie invece dalla testa che di "geni" ne nascono pochi ed impara ad accettare i propri limiti, allora capisce che puo' cenare con 80gr di Giallo Ocra e spalmare un po' di Simmenthal sulla tela.

In realta' i periodi in cui riuscivo a dipingere erano quelli in cui non "lavoravo" e questo non e' altro che un subdolo appello nazionale per cercare un mecenate!!!
Comunque, anche se non dovessi dipingere mai piu' o se non avessi mai dipinto, io so che "concettualmente" sono un'artista, so pure che CHIUNQUE potrebbe asserire la stessa cosa senza poter essere verificata.
Mi sta venendo in mente la frase scritta in un segnalibro che mi hanno regalato: "I am an artist. Don't ask me why".
Massì, in fondo e' bello illudersi di esserlo, tra l'altro io ho tutte le carte in regola per esserlo: alcolista per scelta, tendenze suicide e a volte criminali in genere, in attivo un tentato suicidio, quattro giorni di manicomio (il manicomio e' un must per gli artisti veri, ricordatevi di inserirlo nel curriculum), intolleranza alle istituzioni e...sono indecisa se tagliarmi un alluce o una fetta di naso.
Poi penso ad Egon Schiele che e' morto con una banalissima "influenza spagnola" e mi rattristo, perche' un genio simile doveva suicidarsi (come minimo) tre volte al giorno.
Allora mi sa che e' da rivedere tutta la teoria "genio e sregolatezza".

COMUNQUE, io qualche prova l'ho portata:















questi appartenevano al periodo:
 "PRE-ORAVOGLIOIMPARAREUNPO'LATECNICA"

E quelli che seguono sono alcuni di quando frequentavo un atelier di pittura:










Diciamo che un po' di talento c'e'...e se non mi taglio una manciata di vene prima, ho intenzione di riprendere a dipingere il prossimo anno.
Forse così potrei salvarmi.
FORSE.






domenica 12 dicembre 2010

"MA QUANT'È CARIIIIIINO!"



Eh si, perche' solitamente le donne lo esprimono con sei "I", le piu' esagerate arrivano a undici.
Mi riferisco all'espressione che usano spesso in presenza di un neonato, io, con gli anni ormai mi sono convinta di avere una genetica ancora tutta da dimostrare.
Ma come si puo' mentire così spudoratamente riguardo quei mostriciattoli raggrinziti? Appena nati, siamo tutti oggettivamente brutti, fatevene una ragione!
Anche quando si cresce un po' di piu', ammettiamolo, non tutti i bimbi sono cariiiiiini, anzi alcuni li guardo pensando: "Cristoddio quanto sei brutto, meno male che non ho voluto figli, perche' se mi veniva fuori come te, lo avrei sciolto nell'acido!"
E invece no, loro si sentono sempre in dovere di dire che e' carino o comunque fargli quei sorrisetti e dire magari qualche frase idiota per dimostrare tutta la loro tenerezza nei confronti di questi cosi chiamati bambini.
Prima ci cascavo anch'io in questo genere di teatrini in tram, in ascensore, al supermercato, nelle sale d'attesa, in ambulanza...poi, non so esattamente quando, ma smisi di colpo di fingere in loro presenza, niente piu' sorrisi e sguardi forzatamente amorevoli, li osservo seria e basta, quando vale la pena di osservarli naturalmente.
Perche' a volte, vale la pena. E stabilisco un contatto privato con loro, anche senza dirgli niente, (per tutta la corsa della metropolitana) soprattutto alle loro madri, che appartenendo alla categoria "adulti" con lui o lei non hanno nulla a che vedere.
Ci tengo a precisare che quello che provo per i bambini non ha niente a che vedere con la scelta di non metterne al mondo.
Perche' in realta' i bambini, finche' restano bambini, mi piacciono (anche se non tutti indistintamente).
Sull'argomento invece: "metterli al mondo" credo che faro' un post a parte.

venerdì 10 dicembre 2010

LA SIGNORA COSTANZA NON MI VUOLE BENE



Aprendo questo blog mi e' venuto in mente un aspetto del mio carattere che a volte prenderei a revolverate.
Così ho ripercorso col pensiero tutte le cose che ho iniziato a fare (solitamente con grande entusiasmo) e che poi ho smesso per graduale ed inesorabile assenza di interesse.
A 20 anni circa mi ero messa in testa che avrei fatto il giro del mondo a vela in solitario, in effetti dopo il corso di deriva sul Tamigi, passeggiavo tra le "facce da metropolitana" (quelle per intenderci che quando le vedi ti verrebbe voglia di chiedergli: "Ma che cazzo ti e' successo?") passeggiavo dicevo, in mezzo a tanta umanita' come se improvvisamente i miei femori si fossero allungati a dismisura, ero diventata un gigante di fatto.
Poi incontrai Wole, un nigeriano sensibile e tenerissimo, si, si va bene so a cosa state pensando, aveva anche altre attrattive; conosceva il sapore dello "stomaco dei leoni", mi disse che era dolcissimo come miele e che la carne di coccodrillo invece sapeva di pollo (quest'ultima rivelazione mi deluse un po' confesso, un coccodrillo dovrebbe sapere di coccodrillo e basta!).
Insomma per un paio d'anni ebbi il mal d'Africa, Wole non sapeva nuotare pero', come facevo a portarlo con me per i sette mari?
Ma adesso sto divagando troppo, mi veniva di scrivere anche il seguito della storia ma non era questo quello che volevo dire.
Torniamo a quella stronza della signora Costanza.
Sarebbe stancante (anche per me) elencare tutte le idee che ho avuto per rendere piu' interessante il fatto di esistere senza un motivo, se mia madre o chi per lei, mi avesse detto al momento della nascita:
"Eccoti Aspie, benvenuta a bordo, adesso  il tuo scopo primario e' staccare i chewing gum da sotto ogni tipo di sedia, prima quelle scolastiche poi quelle che incontrerai lungo la via, nella sala d'attesa dell'oculista, sul tram, a lavoro e via dicendo, per non annoiarti potrai variare e passare alle panchine dei parchi, ai sedili in cemento...." basta mamma ho capito.
Beh se mi avessero detto qualcosa di simile, dato una direttiva, probabilmente non sarei stata così incostante.
Comunque io mi riferisco anche ai piccoli fattarelli quotidiani, per esempio, il mese scorso avevo deciso di volere una dentatura bianco accecante come quella delle pubblicita' della "Pasta del Capitano", (anche se spesso penso alle diverse modalita' di suicidio, sorrido tantissimo), così ho iniziato ad informarmi riguardo la "sbiancatura dentale", allo "sbiancamento del buco del culo" forse ci pensero' il prossimo anno.
Sono arrivata alla conclusione che probabilmente la cifra che chiedono quei ladri autorizzati dei dentisti non e' alla mia portata, o meglio...potrei pure spendere una cifra esorbitante SE non sapessi che la signora Costanza non mi vuole bene e che se si decide di fare una cosa simile non puoi certo pensare di continuare a fumare, bere vino rosso e caffe' (quest'ultimo non rientra tra i miei vizi comunque) e allora a cosa serve?
Questa e' una domanda che mi pongo spessissimo fino a sfiorare la schizofrenia, del tipo: "cosa vado a fare la cacca se poi so che mangiando mi si riforma?"
A cosa serve accettare l'invito a cena di un altro uomo se gia' sai che ti annoiera' con le sue frasi tipo: "Si ma io sono diverso...." mentre lo guardi e pensi: "Che minchia ci faccio qui con questo demente?"
Poi ci sono i periodi "salutisti", niente piu' alcol, niente piu' sigarette, niente piu' cibi "buoni" ed iniziare a fare ginnastica tutti i giorni, ci riesco credetemi, solo che poi il mio cervello inizia nuovamente a formulare quella domanda: "MA A CHE SERVE?" E se stanotte muoio nel sonno soffocata da un calabrone? (sono cose che accadono, mica invenzioni!)
La risposta la conosco bene: "Serve a sentirti meglio", a vivere meglio...e per circa due-tre settimane un mese, ne sono STRACONVINTA.
Poi inizio gravemente a dubitarne.


giovedì 2 dicembre 2010

TUMBLEWEED



questo e' un omaggio a mia sorella...(cazzi nostri!)

TI VOGLIO BENE...

IO E IL COMPUTER



Come molte storie d'amore, la mia nasce da una forte antipatia, quasi avversione direi.
Giuravo che non mi sarei avvicinata ad un pc neanche sotto tortura, a distanza di circa cinque anni ancora non ho capito bene il perche' di tanta repulsione.
Probabilmente si odiano a dismisura le cose che non si capiscono, ma questa dichiarazione mi porterebbe a pensare che un giorno potrei cimentarmi nel campo dell'ingegneristica chimica e francamente sarei pronta a giocarmi una qualunque falange se mai cio' potesse avverarsi.
No, il punto credo sia un altro, ero (e continuo) ad essere annoiata dalle cose troppo tecniche, e' come se il mio cervello si rifiutasse ostinatamente di capire, ma il computer non e' costituito solo da cose HARD ma pure SOFT, ed io mi sono innamorata di quel soft (anche se non so bene di che cazzo stia parlando) insomma per me PC= INTERNET.
Ad essere sincera sincera, ho comprato il mio primo portatile (per me esistono solo portatili) per aprirmi un sito di lavoro, ovviamente all'inizio mi sono fatta aiutare da uno di quei mostri che battono sulla tastiera con dieci dita in contemporanea guardando un tramonto fuori dalla finestra, un alieno insomma.
Per quello che mi riguarda uso ancora il solo dito indice per scrivere, pero' sono diventata molto piu' veloce, non sono i risultati che contano? Ricordo che me lo ripetevano sempre in seconda elementare.
Certo se un giorno perdessi accidentalmente (o per vecchiaia) l'indice della mano destra dovrei ricominciare tutto da zero.
Ma se usassi le dieci dita per scrivere, come farei a fumare e bere in contemporanea?
Sono domande fondamentali.
Quasi come chiedersi perche' la bombola del gas finisca sempre all'ora di pranzo.
Ma per stasera basta con i quesiti filosofici.
D'accordo, concludo dicendo che oltre le sigarette, l'etanolo, gli ansiolitici e la maionese, fare a meno di internet adesso mi creerebbe scompensi psicofisici.



PS
Che mi stia avviando verso un altro disturbo psichico chiamato IAD?
Non so, vedro' di consultare Google per la risposta...

ESPERIMENTO



Sebbene nel primo post "Perche' ho aperto un blog" io dica di volere fondamentalmente uno "scambio" con persone un po' simili a me o comunque piu' vicine al mio modo di vedere le cose, degli amici insomma.
(E perche' no, trovare anche un compagno intelligente, ironico, brillante, simpatico, colto, creativo, passionale, sensibile, intuitivo, single e che ricordi anche vagamente Javier Bardem).
Si lo so, mi accontento di poco.
Stavo pensando una cosa, considerato che i blog esistenti saranno milioni e milioni e che io non stia facendo assolutamente NULLA per pubblicizzare il mio, quanti mesi o anni potrebbero trascorrere prima che qualcuno passi di qui e lasci un commento?
Potenzialmente credo sarebbe un tempo infinito (ammesso per disgrazia che lo fossi anch'io...) e così, come MAX, pure io avrei il mio amico immaginario e questo costituirebbe il classico diario privato che avevo da ragazzina (anche se qui non scrivero' i dettagli di come abbia sterminato la mia famiglia).
Sarebbe davvero un esperimento da fare e magari una mattina, accendendo il pc, trovare un commento e chiudere immediatamente il blog! Fine esperimento.
E se stessi invece tramando un omicidio collettivo, diramando notizie che potrebbero compromettere la sicurezza dell'intero pianeta?
In tal caso gli organi di polizia lascerebbero un commento al post?

ALTAN FOREVER!

                                                

Sono convinta di non poter reprimere il desiderio di pubblicarne qualcuna di tanto in tanto, questa e' la prima....



LE DUE CATEGORIE



Moltissimi anni fa lessi questa frase: "Il mondo si divide in due categorie, quelli che amano i cani e quelli che amano i gatti", in un primo momento il suo contenuto "assolutista" puo' anche infastidire, anche perche' mi e' capitato di conoscere persone che amano entrambi i quadrupedi.
Con il tempo ho capito tuttavia che in linea generale trattasi di grande verita'.
Io, senza ombra di dubbio appartengo alla prima categoria, anzi, vi diro' di piu', tutte le volte che un gatto mi si avvicina troppo, provo la voglia irrefrenabile di prenderlo a calci per "scollarmelo" dalle gambe, giocarci un po' a palla insomma, l'ho fatto una volta mentre la proprietaria non c'era e devo dire che il gatto tornava tutte le volte a strusciarsi tra le gambe, ricordo che avvertii l'istinto di strangolarlo non prima pero' di avergli detto: "ma non capisci?? Non capisci che non ti voglio vicino e che non saremo mai buoni amici?" (e soprattutto non ti daro' nulla da mangiare brutto stronzo!).
Non so, provo un'antipatia naturale nei loro confronti, sara' che, così come non amo l'opportunismo tra gli umani, non lo amo neanche tra gli animali, e comunque non mi ispirano la stessa dolcezza che m'ispira un cane.(ok anche i leoni non m'ispirano dolcezza ma sono molto ma molto piu' affascinanti, ecco, direi che il gatto e' la brutta copia ridicola di un vero felino; cosa sono in effetti? Pantere in miniatura? Ghepardi messi in lavatrice a 90°? Tigri nate a Lilliput?).
Ammetto tuttavia che dal punto di vista della personalita', i gatti sono piu' stimabili dei cani, i quali sono talmente stupidi da lasciarsi anche morire per un umano. (cosa c'e' di piu' pietoso?).
Ma come restare indifferenti alla loro devozione, al loro bisogno di essere amati e protetti, dai loro sguardi che dicono TUTTO?
Si, lo so, noi che amiamo piu' i cani, forse abbiamo bisogno di piu' affetto e da bambini non ci sentivamo abbastanza amati chissa', ci sono diverse teorie al riguardo, ma potrei pronunciare un secco:
 "E 'STI CAZZI?"
Ci sara' pure un motivo per cui usano spesso i gatti nei film horror...(sarebbe lo stesso se in un'atmosfera inquietante, carica di suspense sbucasse da dietro una porta la faccia di uno "Spinone nano"?).
E quando un uomo mi dice che non ama i cani, sento che non potrei mai e poi mai cucinargli un piatto di lasagne, (cucinare per qualcuno per me rappresenta un atto d'amore) a meno che io usi macinato di carne di gatto!
Bene, con questo post, sento di aver gia' dimezzato le simpatie di una categoria.
Potrei essere soddisfatta.
Un'altra cosa che mi sento dire quando dichiaro di adorare i cani e':
"ah, allora sei una donna che ama gli animali?"
Con tutta onesta' non nutro una particolare simpatia neanche per i dromedari o per l'atrax robustus e pure dormire circondata da semplici cavallette non mi riempirebbe di gioia.




PS
Detto tra noi, gli amanti dei cani sono sempre piu' simpatici dell'altra categoria.

Perchè ho aperto un blog.



Intanto un saluto a tutti voi che passerete da queste parti, non so ancora come ci arriverete e se ci arriverete, in  caso contrario continuero' a parlare da sola che dicono non sia una sindrome del tutto schizofrenica. E poi, anche se sembra retorico, credo che scrivere sia un esercizio mentale molto utile soprattutto per sè stessi.
Premetto che non sono ne' una giornalista ne' una scrittrice o aspirante tale e se esistesse anche la piu' remota possibilita' di diventare popolare, ne sarei tragicamente terrorizzata a differenza di moltissimi altri utenti (o umani in genere) che venderebbero pure un rene se questo servisse a raggiungere notorieta'.
Non sono laureata in lettere, in filosofia o altro, ho solo un diploma di "Scuola D'Arte", scuola nella quale credo di avere imparato davvero poco, non ho mai fatto nessun corso di scrittura creativa, non sono una divoratrice di libri, insomma sostanzialmente non so scrivere, pero' credo di saper pensare, probabilmente e' sufficiente per aprire un blog ("personale").
Dal titolo e sottotitolo del blog si evince che non parlero' di politica internazionale, fisica quantistica o di come togliere le macchie di sangue dai tappeti.
(ma non escluderei neanche questo!)
Infatti questo blog nasce con l'intenzione di evitare accuratamente di seguire tutti i consigli che ho letto finora riguardo al come fare "un blog di successo", in primis: non avra' nessuna linea guida e scrivero' tutto cio' che passera' tra i miei emisferi cerebrali.
Perche'?
Ecco, veniamo al punto, mi piacerebbe avere dei lettori (pochi ma buoni, soprattutto con la salsa Vinaigrette) con cui condividere i miei pensieri, stabilire "contatti" umani qualitativamente significativi, quanto basta per non alienarmi del tutto e smetterla di confidare i miei problemi alla poltroncina che ho nell'ingresso.
Per motivazioni un po' articolate, ho pochi amici, molti li ho persi per strada (sono parecchio distratta) o spesso li ho voluti perdere...e magari mi voglio illudere che questo possa essere un modo per crearne di nuovi. (anche se sospetto sia un'enorme minchiata).
Mi capita sovente di pensare al suicidio (soprattutto nella fase bipolare depressiva) come unico vero atto "sensato e razionale" da compiere prima di morire (e accostandomi al pensiero di Emile Cioran, di cui non ho letto quasi nulla ma fa figo citarlo), senza questo pensiero, non riuscirei a sopravvivere... e vorro' discutere anche di questo con voi, si, voi che vi svegliate la mattina felici di esservi svegliati, magari con l'alito profumato, confesso che a parte un pizzico di sana invidia, provo contemporaneamente una sensazione di ripugnanza nei vostri confronti, ma credo che faro' un post solo per questo argomento.
Anche se, a pensarci bene, io non vorrei avere molto a che fare con gente che pensa che la vita sia un dono meraviglioso, unico e magari DIVINO.
Di-Vino si, ne parlero'...
Purtroppo dal punto di vista informatico sono molto impedita (solo tre giorni fa ho scoperto come si fa il copia e incolla!) e ora passo intere giornate a copiare e incollare, copiare e incollare, copiare e incollare...

PS
Dopo aver scritto questo post, ho sentito il desiderio di mandarmi a fare in culo per il semplice fatto che abbia avvertito l'esigenza di spiegare il perche' di questo diario online.
Ma se all'improvviso mi viene voglia di un cono alla nocciola e pistacchio, sento la necessita' di spiegarne le motivazioni?

mercoledì 1 dicembre 2010

MARY AND MAX

Questo e' il titolo di un film di animazione (per adulti) di Adam Elliot, avendolo visto di recente, mi e' piaciuta l'idea di rendergli omaggio mettendo la foto di Max che scrive alla sua piccola amica.
Io mi sento un po' come Max, un po' come Mary e un po'...come sua madre.
 Posso dichiarare, senza paura di mie smentite, che non mi capitava di vedere un film così attraente da tempi lontani, da gustare per ogni singola battuta e fotogramma, e' un esempio di come si possano affrontare argomenti anche "sgradevoli" con una sana ironia e non solo...
Lo consiglio davvero a tutti (si fa per dire, infatti non lo consiglierei al mio datore di lavoro ed altre 8.923.876 persone), ringrazio pubblicamente il blogger che con il suo blog: "Il cinema secondo me" me lo ha fatto conoscere ed amare per via di una sua recensione.