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lunedì 13 dicembre 2010

DIPINGI? NO GRAZIE, HO SMESSO

Fino a circa cinque anni fa dipingevo, anche se in maniera "incostante" pure in quello.
Ho partecipato a tre collettive di pittura (la prima l'ho vinta da ventenne e gia' mi vedevo al Metropolitan Museum a firmare autografi, cosa che tra l'altro mi creerebbe un forte imbarazzo), da ragazza pensavo di voler fare la pittrice e basta, non e' stato possibile.
Credo principalmente, per questioni pratiche, o almeno questa e' la scusa primaria, non mi piacciono i pittori della domenica (e neanche quelli del mercoledi, giorno in cui non lavoro) e la stangata finale e' stata la lettura di: "Lettere a Theo" di Vincent Van Gogh, libro nel quale il concetto di "passione" ti entra nelle vene e non esce piu'.
Per un lungo periodo infatti ho pensato che se un individuo non e' mosso dalla stessa "entita'" di passione, in ogni forma d'arte, non dovrebbe continuare il suo operato.
Pensavo, se (contrariamente a quanto facesse Vincenzo) fossi costretta a scegliere tra comprare una bistecca o un tubetto della Maimeri, sicuramente io opterei per la bistecca.
E allora non sono mossa da vera passione. (ma da sola, banalissima fame!).




E' un pensiero estremista e per alcuni aspetti confesso di esserlo, poi se uno/a si toglie invece dalla testa che di "geni" ne nascono pochi ed impara ad accettare i propri limiti, allora capisce che puo' cenare con 80gr di Giallo Ocra e spalmare un po' di Simmenthal sulla tela.

In realta' i periodi in cui riuscivo a dipingere erano quelli in cui non "lavoravo" e questo non e' altro che un subdolo appello nazionale per cercare un mecenate!!!
Comunque, anche se non dovessi dipingere mai piu' o se non avessi mai dipinto, io so che "concettualmente" sono un'artista, so pure che CHIUNQUE potrebbe asserire la stessa cosa senza poter essere verificata.
Mi sta venendo in mente la frase scritta in un segnalibro che mi hanno regalato: "I am an artist. Don't ask me why".
Massì, in fondo e' bello illudersi di esserlo, tra l'altro io ho tutte le carte in regola per esserlo: alcolista per scelta, tendenze suicide e a volte criminali in genere, in attivo un tentato suicidio, quattro giorni di manicomio (il manicomio e' un must per gli artisti veri, ricordatevi di inserirlo nel curriculum), intolleranza alle istituzioni e...sono indecisa se tagliarmi un alluce o una fetta di naso.
Poi penso ad Egon Schiele che e' morto con una banalissima "influenza spagnola" e mi rattristo, perche' un genio simile doveva suicidarsi (come minimo) tre volte al giorno.
Allora mi sa che e' da rivedere tutta la teoria "genio e sregolatezza".

COMUNQUE, io qualche prova l'ho portata:















questi appartenevano al periodo:
 "PRE-ORAVOGLIOIMPARAREUNPO'LATECNICA"

E quelli che seguono sono alcuni di quando frequentavo un atelier di pittura:










Diciamo che un po' di talento c'e'...e se non mi taglio una manciata di vene prima, ho intenzione di riprendere a dipingere il prossimo anno.
Forse così potrei salvarmi.
FORSE.