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lunedì 25 luglio 2011

GHET RIDOVIT!

                                  


Sono anni che tento di capire una mia esigenza quasi patologica.
Adesso la illustro nella speranza che qualcun altro possa comprendermi e/o suggerire una possibile causa alla suddetta.
In sintesi sarebbe l'esigenza di "liberarsi dalle cose".
Non credo sia nata dal fatto di aver spesso e volentieri traslocato perchè anche da ragazzina avevo questa tendenza.
Tutto ciò che non uso lo butto via o lo regalo, una volta feci pure una gran figura di merda perchè mi regalarono un libro con tanto di dedica (scritto tra l'altro dallo stesso donatore), ovviamente lo lessi ma quando fui sul punto di partire nuovamente regalai tutti i miei libri a uno di quei negozi/mercatini dell'usato e la persona in questione lo vide per caso e se lo comprò; approfitto per chiedere pubblicamente scusa a questa persona dicendo di considerarmi pure "malata" (e gli faccio pure gli auguri perchè oggi è il suo compleanno!).
Diciamo che non ho totalmente il senso del possesso.
Se dovessi ripartire e andare in Nepal, potrei tranquillamente mettere tutti i miei averi in un massimo di due valigie (per il Nepal forse ne basta una sola) e liberarmi del resto, poco per la verità perchè tendo appunto a non accumulare "cose".
Il fatto che poi ho analizzato è che questo bisogno si riflette su molti altri piccoli piaceri; prendiamo il pc per esempio: spesso faccio "pulizia" ed elimino nel cestino foto, mail, file ecc ecc.
L'eliminare mi provoca piacere, impazzisco persino per il rumore che fa il cestino del pc quando si "elimina".
Eliminando le cose è come se mi sentissi più leggera, più libera.
Lo faccio pure con il cellulare: sms, chiamate, numeri in rubrica.
Poi ho fatto caso che anche il "togliere" le cose mi piace, che so tipo strappare i manifesti, togliere la buccia del salame o la pelle quando si spella d'estate, svuotare i portacenere, spremere i tubetti di colore, togliere immediatamente la plastica al pacchetto di sigarette, svuotare le interiora dei pesci, dei bambini e via dicendo.
Anche se questa tendenza non mi causa nessun problema (solo raramente, quando cerco qualcosa convinta di averla e non la trovo) credo tuttavia che non sia "normale", quindi sono pronta e felice di ascoltare tutte le teorie analitiche del caso, se ne avete.


martedì 14 dicembre 2010

PERCHÈ, MORDE?

Quando da bambina mi facevano la classica domanda: "cosa vuoi fare da grande?", io rispondevo:
"la paziente di uno psicanalista bravo".
Non mi credete?
Fate male, perche' io dico sempre la verita'.
La prima volta discussi della faccenda con un'ostetrica.

OSTE: Ciao bellissima! (fingeva come tutte le donne in questi casi) sei venuta al mondo.
IO: ma va?
OSTE: si certo, sei nata e sei sana!
IO: e cosa devo fare adesso?
OSTE: mmh vediamo un pò, generalmente improvviso:
 hai a disposizione circa 80 anni di vita (se non sarai travolta da un tir o morirai durante la visione di "Dune")  potrai godere di incantevoli tramonti sul mare, (inclusi quelli della costa laziale), continuare ad amare tuo marito anche quando inizia a scoreggiare a tavola, adorare le piccole creature che hai messo al mondo anche quando ti punteranno un coltello alla gola per avere 50 euro, ridere di cuore ai comizi politici, sussurrare ai cavalli, prendere a colpi d'ascia il tuo datore di lavoro, entrare in una posta il lunedi mattina ed essere la prima, salire in metropolitana e trovare un posto a sedere, partecipare a divertentissimi trenini danzanti la notte del 31 dicembre, aprire un pacchetto di crakers e trovarne uno intatto, potrai prendere a pugni un uomo solo perche' e' stato un po' scortese, insomma, potranno accaderti tante cose meravigliose se ti metterai d'impegno.
IO: mh
OSTE: cosa?
IO: "Il principio e' un periodo di delicati equilibri", e' una frase di quel film di cui accennava, forse sono una reincarnazione, ma potrei giurare che dica così.
Ricordo pure che mi hanno trovato impiccata in bagno alla fine del primo tempo.
Comunque non mi sembrano delle prospettive allettanti, posso tornare nel liquido amniotico a fare bollicine col culo?
OSTE: ma cosa dici dai, non farmi perdere tempo che devo schiaffeggiartelo il culo per iniziare a farti piangere, così capisco che stai davvero bene e fai parte di questo mondo.
IO: non te lo vorrei dire, ma mi sono gia' frantumata i coglioni alla sola idea, pero' piango dai, non credo di avere alternative.



Da adolescente, dopo aver letto alcuni libri di psicologia e psicoterapia, decisi di andare da uno psicanalista pensando che mi avrebbe fatto amare la vita e pure i Bee Gees.
Entrai nel suo studio e durante l'attesa osservai dettagliatamente il tutto, un arredamento a meta' strada tra il classico, l'antico e il "sonounatestadicazzoappenalaureato".
Quando arrivo' ci sedemmo in una scrivania come fossimo all'esame di maturita', mi chiese perche' fossi lì e se avessi problemi di droga (giuro, me lo ricordo bene) e gia' questo mi stranì alquanto.
Ero un po' nervosa, non sapevo da dove iniziare e lui mi stava gia' un po' sul culo.
 SOTTO la scrivania, c'era un'enorme tartaruga forse in ceramica laccata e palesemente costosa, ma ubicata proprio lì era evidente che i miei piedini ci andassero su o comunque la toccassero, sembrava un poggia piedi in realta'.
Così lui, mentre io tentavo di esternare il mio malessere, disse:
 "STIA ATTENTA ALLA TARTARUGA", ed io:
"PERCHE', MORDE?"
ovviamente, il mio, fu un modo ironico per stemperare l'imbarazzo di dover dire ad un perfetto sconosciuto (e alquanto indisponente) i cosidetti cazzi miei.
Ma lui non sollevo' neanche di un millimetro il labbro inferiore per accennare ad un sorriso e sembrava quasi infastidito dal mio atteggiamento canzonatorio.
Fu in quel momento che pensai di volermi laureare in psicologia per prendermi cura di lui.

Comunque da adulta ho voluto ripetere l'esperimento con un altro psicanalista, ho fatto credo tre sedute e poi ho pensato che tutti quei soldi sarebbe stato meglio spenderli  per visitare la penisola di Malacca.
Che non so esattamente dove si trovi ma rende l'idea di quanto siano utili gli psicanalisti.
Quantomeno nel mio caso.
Perche' ci sono voluti anni ed anni per capire che io sono esattamente cio' che devo essere.
Cosa?
Che minchia ne so!
So solo che gli psicanalisti non hanno sense of humor.
Per cui devo tenerli lontani da me.