domenica 31 marzo 2013

Sai che riascoltandola meglio...


...avrei potuto scriverla io?






Si, d'accordo l'incontro
un'emozione che ti scoppia dentro (anche un po' di fame, brutto bastardo che hai sbagliato uscita al raccordo e sono qui a casa che ti aspetto da oltre un'ora per andare a cena)
l'invito a cena dove c'è atmosfera (speriamo ci sia pure un menù ricco e variegato altrimenti lo sgozzo)
la barba fatta con maggiore cura. (i peli delle gambe e quelli in zona pube li ho estirpati fino alla paranoia)
la macchina a lavare ed era ora (ho fatto la manicure dopo tre mesi, ed era ora)
hai voglia di far centro quella sera (eviterò di dirgli del mio bipolarismo e indosserò pure il fastidiosissimo reggicalze per stasera valà)
si d'accordo ma poi... (eh, ma poi?)
tutto il resto è noia (lo sapevo già prima di uscire...)
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia, (...che sarebbe andata a finire così)
maledetta noia. (e pure tu un pochetto maledetto, visto che prima sembravi un vulcano di idee e adesso somigli al fratello ritardato di Gasparri)
Si, lo so il primo bacio (sì, quello è stato fantastico, dopo che ti ho pregato di sputare lo stuzzicadente)
il cuore ingenuo che ci casca ancora (sì sì, sento che è lui l'uomo della mia fica ops...vita)
col lungo abbraccio l'illusione dura (i primi tempi ti durava anche qualcos'altro)
rifiuti di pensare a un'avventura. (con questo qua, come minimo mi faccio un week-end a Frosinone)
Poi dici cose giuste al tempo giusto (ma daiiii? Ma sai che anch'io...Nooo, non ci posso credere che pure tu metti un po' di cipolla nella carbonara, incredibile, siamo fatti l'uno per l'altra, è appurato)
e pensi il gioco è fatto è tutto a posto (per stasera scopata memorabile da 100 e lode)
si, d'accordo ma poi... (eh, ma poi?)
tutto il resto è noia (lo sapevo già prima di uscire...)
no, non ho detto gioia,ma noia, noia, noia (...che sarebbe andata a finire così)
maledetta noia. (forse era meglio restare a casa quella sera e giocare a scarabeo da sola)
Poi la notte d'amore (Cristoddio sembravi Marlon anche quando hai preso la margarina Vallè)
per sistemare casa un pomeriggio (avevo pulito pure i vetri della cucina e sai quanto lo detesti)
sul letto le lenzuola color grigio (le avrei preferite di raso nero, fanno più "pervertimi")
funziona tutto come un orologio. (non mi scappa di fare nemmeno una puzzetta)
La prima sera devi dimostrare
che al mondo solo tu sai far l'amore (che al mondo solo tu sai far pompini)
si, d'accordo ma poi...
Tutto il resto è noia
no,non ho detto noia
ma noia,noia, noia
maledetta noia.
Si d'accordo il primo anno
ma l'entusiasmo che ti resta ancora
è brutta copia di quello che era
cominciano i silenzi della sera (e pure i rutti fuori controllo)
inventi feste e inviti gente in casa (con la scusa del: "allarghiamo le nostre conoscenze" in realtà mi sono già rotta i coglioni dei tuoi soliti discorsi...)
così non pensi almeno fai qualcosa (sì, sicuramente lancio pure un pensiero verso la separazione)
si, d'accordo ma poi...
Tutto il resto è noia,
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia
maledetta noia.

Maledettissima Franco. Fammi sapere se l'hai trovata anche di là o se c'è almeno un tizio barbuto da poter prendere per il culo.



PS
Ma sai che eri proprio "fico" da giovane? Io ti ricordavo come un laido vecchio da realitisciò.
Non mi meraviglio che squartassi papere a volontà.

lunedì 25 marzo 2013

"Se fai finta poi diventa vero".







A Gennaio ho pubblicato un post in cui parlavo dell'importanza del ridere e del fatto che stessi considerando di sperimentare lo YOGA DELLA RISATA.


L'ho fatto da poco.

Una prima constatazione e domanda: come mai eravamo un gruppo di 14 persone solo di sesso femminile?
Lo yoga della risata sappiamo che è una pratica ormai diffusa in moltissimi paesi del mondo in cui partecipano ambosessi ma probabilmente, mi viene da pensare che il maschio italiano opponga molta più resistenza nel lasciarsi andare, lasciarsi andare alle proprie emozioni intendo (per altri aspetti è un campione) e alle situazioni "ridicole" che impone questa forma di yoga.
Potrei sbagliarmi, in fondo sono stata solo in UNO dei sei "Club della risata" di Roma. Ma quando ho posto la domanda all'istruttore, direi che la sua smorfia fosse evidente...e poi ha aggiunto: "È raro che partecipino uomini".


Ma torniamo a questa mia prima sessione di yoga della risata.
L'istruttore si dimostra molto professionale nell'esporre alle nuove arrivate gli elementi basilari della pratica, i quali coincidono molto con la filosofia yoga in generale: "L'UNIONE".
In questo caso però  si tratta di unire o meglio ricongiungere quella parte infantile, che è sempre stata in noi, a ciò che siamo diventati.
Ma lo scopo principale rimane ovviamente RIDERE. In maniera autoindotta. Perchè ridere fa bene al fisico e alla mente in qualsiasi modo tu possa raggiungere lo scopo.

In circa un'ora abbiamo fatto svariati esercizi tra risate e respirazione, confesso che in alcuni istanti mi sono sentita davvero idiota e questo ha fatto sì che io scoppiassi a ridere di gusto!
Tipo nell'esercizio in cui dovevamo "gattonare" a quattro zampe nel pavimento, muovendoci disordinatamente e con un ciuccio in bocca, poi dovevamo strapparlo via a qualcuna e quest'ultima doveva iniziare a ridere, riuscite a immaginare una scena simile? Se in quel momento fosse entrato qualcuno di totalmente estraneo senza sapere nulla, avrebbe pensato: "Queste qua saranno fuggite da un reparto psichiatrico!"
Io invece non riesco proprio a immaginare un gruppo di uomini nella medesima situazione...

Durante l'ultimo esercizio, molto diverso dai precedenti, quattro partecipanti sono scoppiate a piangere senza un motivo apparente. Eravamo in cerchio sedute con le gambe incrociate e dovevamo solo fissarci negli occhi senza dire una parola. Abbastanza imbarazzante farlo con delle estranee ma evidentemente in quelle quattro donne è scattato qualcosa di personale che l'istruttore comunque continuava a incoraggiare.

Per ciò che mi riguarda, durante tutta la sessione avrò riso "spontaneamente" forse cinque volte, alcune delle partecipanti credo nemmeno una...e comunque mi sarebbe accaduto più spesso se fossi andata con un'amica ma non sono riuscita a convincere nessuna (delle due!).
Ma a quanto dicono non esiste nessuna differenza, dal punto di vista degli effetti benefici, tra la risata spontanea e quella indotta.
Preciso che apparentemente sembra qualcosa che potrebbe fare chiunque, ma non è così (era un po' che non esternavo il mio lato modesto).

Anche se la costanza non è un mio pregio e non amo particolarmente la parola "gruppo" credo che ci ritornerò perchè ho percepito una sensazione di benessere anche dopo, uscita di là (in metropolitana ero già un po' incazzata oh oh ah ah...).
E poi perchè la tessera annuale costa la cifra stratosferica di cinque euro!!!
Che aspettate a provare? Se proprio non vi "sorride" l'idea, provate a farlo da soli, ridendo davanti allo specchio, possibilmente ogni giorno.



Qui sotto il fondatore dello YOGA DELLA RISATA , Madan Kataria che...non ha voglia di ridere e ci mostra come fare per raggiungere lo scopo anche in una situazione di  totale controvoglia. Sembra un coglionazzo, è vero,  ma alla fine ditemi se non vi ha strappato un sorriso...se no, allora vi consiglio Lourdes.





mercoledì 20 marzo 2013

GUARDA E SCRIVI (8)



Qualcuno si ricorda di questa mia rubrica?
È successo che ho dovuto "risfogliare" tutti i miei vecchi post per cercarne alcuni da linkare a un blando e timido anonimo (:D) così ho rivisto questa rubrica che avevo totalmente dimenticato e messa da parte più di un anno fa, non so perchè, in fondo era divertente leggere i vostri fantasiosi commenti e avevo pubblicato solo sette fotografie, io direi di proseguire no?
Faccio un riepilogo per i nuovi passanti che spero si uniranno al "gioco".

UNO
DUE
TRE
QUATTRO
CINQUE
SEI
SETTE
OTTO (questo!)
NOVE 
DIECI


                                                  


venerdì 15 marzo 2013

Qualcuno che ne va matto?








Erano circa 30 anni che non lo mangiavo, non so bene perchè, in fondo non costa tantissimo, ma per quanto io ami qualunque cosa sia fritta (sono una salutista incallita) detesto MORTALMENTE friggere.
Ma era passato troppo tempo dall'ultima volta che avevo gustato questa delizia e pur essendo la prima volta in vita mia che lo cucinavo, il risultato è stato eccellente!
So che a molti fa pure orrore. Ma spesso quella è gente che di cibo non capisce un cazzo.

Indovinato?



venerdì 8 marzo 2013

Troia!












Approfitto di questa giornata per offrire uno spunto di riflessione a tutti gli uomini.




"Se gli uomini fossero, non dico illuminati, ma furbi, non alimenterebbero l’idea maschilista della donna sessualmente vivace “zoccola”, che li vede vittime, costretti all’onanismo solitario o a pagare centinaia di euro prestazioni da quante avvertendo la minaccia dell’infamante giudizio finiscono per darla solo in cambio di beni materiali o sentimenti. Ogni volta che pronunci “troia”, perdi una scopata, beota!!"


Questa è la fonte.

sabato 2 marzo 2013

Il vecchio caro Jack...










Quando è stata l'ultima volta che hai osato? 
(anche se non hai voglia di scriverlo mi piace l'idea che tu l'abbia pensato).                          


martedì 26 febbraio 2013

Noi siamo figli delle stalle.








La verità?
L'unica cosa che mi ha veramente sorpreso di queste elezioni è stata la rimonta del vero buffone.
Non mi capacito e penso di non aver capito un cazzo degli italiani.


I salti nel buio non mi hanno mai fatto paura, soprattutto se alle spalle ho gli inconcludenti.
Vedere come va a finire adesso è sicuramente più eccitante di tutte le altre ipotesi.
Non mi resta che andare a prendere i pop-corn.
Buon proseguimento!


domenica 24 febbraio 2013

Chissà perchè...

Dopo mesi e mesi che non dipingevo, oggi mi è venuto fuori questo quadro?



Tra l'altro io non amo gli occhi azzurri.





Possibile che sia dovuto al fatto di non aver avuto la possibilità di andare a votare? (Perchè ho scoperto all'improvviso dopo un anno di non avere ancora la residenza a Roma).
Razionalmente non credo affatto che sia per questo motivo, tant'è che l'intento era dipingere un elefante africano che andava a morire dopo una partita a Poker.
Ma a volte devio leggermente dai miei propositi. Credo sia una mia virtù.




La virtuosa all'opera.

La virtuosa riflette e sorride sugli "Eventi sincronistici" (?).







mercoledì 13 febbraio 2013

Richieste bislacche.




Questa per deliziare un po' solo quei quattro arrapati che finiscono nel mio blog "per caso".


Quando arrivano le prenotazioni delle camere nell'albergo dove lavoro, c'è anche una sezione con "Note del cliente" e solitamente scrivono sempre le stesse cose tipo preferiremmo letti separati o arriviamo alla tot ora, oppure siamo in luna di miele e vorremmo la camera più bella o avete una culla? Una stanza silenziosa e con vista stupenda, (siamo in pieno centro di Roma mica alle Maldive, innocua testa di cazzo! Sai pure di non aver prenotato una camera in cima a Castel Sant'Agelo eh!), avreste una camera per fumatori? La colazione è inclusa nel prezzo?
E così via...

Ieri invece nella nota di una prenotazione di due triple leggo:
" Parking for 6 Harley-Davidson inside the house?"

Mi è venuto un po' da ridere,  perchè in realtà l'albergo è strutturato in due appartamenti di un palazzo al quarto piano e quell'inside the house mi ha fatto venire in mente l'immagine di sei energumeni austriaci che tentavano di far salire nell'ascensore, una alla volta, le loro Harley-Davidson.
Poi con quelle due paroline (Harley-Davidson) mi sono tornate in mente tante scene, a parte Fonzie di Happy Days (che per tutta la mia adolescenza mi sono chiesta se non fosse stata proprio quella moto a renderlo così desiderabile tra le stupide gherls che lo attorniavano, perchè diciamolo pure, fisicamente faceva cagare parecchio) poi Easy Rider e una marea di altri film in cui di colpo magari in un vicolo cieco arriva un gruppo di uomini sulle suddette moto, con giubotti di pelle umana, facce da assassini-seriali che gioiosamente iniziano a rompere le palle al protagonista o alla coppia in amore...

Mi sono un po' intimorita, lo so, vedo troppi film, ma aspetterò fino a Giugno per vedere le loro facce, poi facendo la stupid gherl chiederò loro di farsi scattare una foto, perchè sono certa che avranno quelle facce lì! (no, non quella di Fonzie) e le pubblicherò come testimonianza del fatto che chi possiede una Harley-Davidson non potrebbe mai e poi mai somigliare a un Mario Monti.
Chissà perchè poi?



PS
Sento che un possessore di Harley-Davidson di passaggio leggendo tutto ciò potrebbe dirmene quattro rivendicando la sua fisionomia orgogliosamente anonima.
Ti aspetto. Sono qui! (poi facciamo un gioco a tre, io, tu e Lei).









venerdì 1 febbraio 2013

Avevo perso quel diritto essenziale in Germania e fondamentale in Finlandia.




Interneterotico.


E in Italia? Lasciamo perdere, per il momento possiamo solo consolarci pensando alla Cina, alla Russia e all'India.
Orsa ma di che minchia parli?
Ma di Internet ovviamente care signore e signori all'ascolto (sono tornata un po' esaltata, ma voi fate cenno di sì col capo e proseguiamo).
Leggevo questa notizia e riflettevo su cosa significhi appunto rimanere "fuori dalla rete".

Nel mio caso comunque non è stata colpa del provider ma di un virus malefico di cui non mi hanno saputo dire neanche il nome (non che fosse stato di conforto).
Per ciò che mi riguarda, a tratti ho avuto come la sensazione che anche i pc possano essere posseduti dal demonio, anzi da più entità malefiche, come nella piccola Regan ricordate? Erano tutte lì dentro a fare festini mentre la bambina perdeva i sensi. Ecco questo mi sembra sufficiente per spiegare perchè ero sul punto di lanciare il mio portatile dalla finestra come un frisbee senza ritorno.
Così, prima di lasciarmi divorare gli ultimi neuroni e di iniziare a schiumare dalla bocca, ho preso la decisione di portarlo da un esorcista. Ho pagato trenta facchin euro ma una volta a casa ahimè, ha ripreso con gli attacchi di schizofrenia acuta.

Decisione molto dolorosa: DEVE MORIRE! Che in gergo si dice formattare e non so a voi ma a me questa parola faceva drizzare i capelli e perdere qualche battito cardiaco.
Il killer (in questo caso) doveva essere molto impegnato visto che ha impiegato tre giorni per dargli il colpo di grazia. Non vi dico la mia gioia nel dover trasferire (ma prima ancora ordinare) i miei dati nell'hard disk esterno, uh che goduria!
Per una sostanzialmente disordinata anche nel DNA e che fatica pure con un copia/incolla, potete immaginare.

Vabbè, il peggio doveva ancora arrivare in fondo. Vale a dire impostare tutto, ritraslocare i miei file, scaricare programmi e tutto ciò che c'è da fare in un computer vergine.
Fortunatamente ho una persona cara che si è accollata il peggio e anzi approfitto per ringraziarla pubblicamente perchè altrimenti starei ancora lì a smanettare o peggio ancora pagare un informatico.
GRAZIE! ;-)
(si lo so che dobbiamo ancora finire ma avevo nostalgia del blog!)

In effetti ho aspettato mesi prima di decidere, perchè l'idea di stare senza internet anche per un paio di giorni mi infastidiva oltremodo, tra l'altro io faccio ogni cosa con questo strumento, non ho nemmeno TV per scelta, vedo film, leggo, scrivo, studio, ascolto musica, mi masturbo con You Porn...(eh sì, come se a voi non fosse mai capitato!).
Eppure.
Ho preso atto del fatto che allontanarsene per un po' non è affatto così deleterio come immaginavo, ho ripreso in mano libri di CARTA, ho fatto cose in casa che rimandavo da mesi (tipo sistemare l'armadio...), ho addirittura stirato! Ho provato a dipingere, inutilmente vabbè ma questo è un altro discorso. Passeggiavo con un passo più tranquillo guardandomi meglio attorno, ho chiamato persone al telefono che non sentivo da una vita, ho conosciuto un uomo meraviglioso che presto sposerò e con cui voglio avere due gemelli (vabbè queste cazzate le ho scritte solo per immaginare l'espressione di qualcuno ah!ah!),  mi sono addormentata in orari più umani e svegliata presto quindi con la possibilità di fare molte più cose nell'arco di una giornata. Insomma è indiscusso che internet porti via un sacco di tempo senza che ce ne accorgiamo.

Ma adesso sono qui e sono molto contentaaa! Con una connessione "normale" tra l'altro.

Ora ditemi dei vostri pc impazziti, della favolosa esperienza di una formattazione, dello stare lontani dalla rete, di come questo "diritto" sia a volte un bene perderlo...



domenica 20 gennaio 2013

Internet e gli anziani.





Dai su, vediamo se c'è Amedeo Nazzari nudo.


Mum:  Hai provato a cercarla su feisbuc?
Io:       Non c'è, ho già guardato.
Mum:  Hai provato con le parole chiave?
Io:       No mum, poi ti spiego cos'è feisbuc.


Questa era mia madre tempo fa...forse pensava che digitando castana, ricciolina, un po' cicciottella,  vecchia amica mia, sarebbe saltata fuori lei.

L'altro giorno invece ricevo una telefonata da dad, (si sta avvicinando agli 80! ) dicendo che voleva delle informazioni tecniche.
Io:       Dimmi dad.
Dad:    Vorrei comprarmi un computer.
Io:        Eeehhhh???
Dad:    Sì, di seconda mano, di quelli che "si portano in giro".
Io:        Passami mum, voglio sapere se stai prendendo le medicine.
Dad:     Dai non fare la scema come tuo solito.
Io:        Ero serissima. Cosa te ne devi fare di un pc?
Dad:     Non so più dove guardare i risultati delle partite.
Io:        Svelto, passami mum.
Dad:     Uff, ho deciso ma devo sapere alcune cose.
Io:        Tipo?
Dad:     Intanto se lo compro devo dirlo a qualcuno?
Io:        Non so, se ti garba potresti appendere i manifesti ma non  credo sia d'interesse pubblico.
Dad:     Dai che hai capito.
Io:        No dad, giuro.
Dad:     Sì insomma, lo devo dichiarare?
Io:        Ma stavamo parlando di un pc o una pistola? Passami mum, che vuoi farleee?
Dad:     Vabbè ho capito, ma una volta comprato posso vedere i risultati delle partite?
Io:        Certo, se hai internet sì.
Dad:     Ahh, allora se non "metto soldi dentro" non si accende neppure? 
Io:        o_0...Dad, prima di comprarlo è bene che tu abbia un'idea un po' meno vaga di cosa sia un computer. Hai presente una scatola?
Dad:     Certo, quella delle scarpe o dei biscotti?
Io:        Non importa dad, non importa, un contenitore ok? Ci puoi mettere dentro quello che vuoi, foto, film, programmi ecc e sono lì, sono tuoi e non devi pagare nessuno. Poi esiste internet che è un servizio un po' più vasto e quello si paga.
Dad:     E per vedere i risultati delle partite devo pagare?
Io:        Sì ma NON PUOI comprarti un pc solo per questo!
Dad:     Vabbè una volta che ho internet faccio anche altro che c'entra.
Io:        Ok non voglio indagare mi è già venuta l'emicrania.
Dad:     Allora, quanto costa?
Io:        Dipende, Adsl, chiavetta?
Dad:     No no, Adsl no! Già mi telefonano tutti i giorni per le offerte, figurati se poi mi metto l'Adsl! Tu quanto paghi?
Io:        20 euro al mese, navigo con la chiavetta e non mi fare domande nautiche.
Dad:    Gnee, lo so cosa vuol dire navigare in internet. Ma la chiavetta poi si consuma?
Io:       Perchè non mi lasci andare dad e tu vai a guardare un cantiere in costruzione come fanno tutti gli altri?
Dad:     Sì sì...vedrai che diventerò uno Stiv Gios!




Tengo a precisare che mio padre non è affatto rincoglionito in senso lato ma quando si tratta di internet alcuni anziani vivono "IL MISTERO ASSOLUTO".
Spero che lo compri sul serio (così mi farò altre due risate).

mercoledì 16 gennaio 2013

Il contagio più salutare tra gli esseri umani.







Quando è stata l'ultima volta che avete riso a crepapelle?

Intendo quelle risate che durano minuti e minuti, quasi non riesci a smettere, ti escono le lacrime e alla fine  fanno male anche gli addominali,
sembra che sia finita ed ecco un altro "attacco" e non t'importa nulla di dove sei e se gli altri intorno a voi sono maledettamente seri.
Tu non puoi smettere. Come fossi vittima di un virus, un virus che però accogli a braccia aperte.

Ecco, a me non succede da tanto tempo. Troppo. E mi dispiace.
Sì, sorrido e rido di gusto abbastanza spesso ma il coinvolgimento anche "fisico" e a questi livelli è lontanissimo.
Forse non ho più gli elementi umani idonei per poterlo fare o forse sono cambiate le situazioni.

L'ultima persona con cui mi accadeva di continuo è un'amica conosciuta a Londra, con lei bastava uno sguardo, un'occhiata d'intesa ed era un'esplosione totale di risate incontenibili, non esisteva più nulla, si rideva come due pazze ed era fantastico.
Eppure, quest'amica l'ho incontrata nuovamente dopo quasi dieci anni, siamo ancora amiche ma quello che ho descritto sopra non è più successo tra noi.
Siamo cambiate entrambe certo, ma io mantengo dentro di me la stessa stupenda "idiozia" di un tempo, lei è...infelicemente sposata e con una figlia da educare nel miglior modo possibile.
Insomma, è diventata una persona "seria", di quelle in cui io non vorrò mai trasformarmi...


Prendo circa sei mezzi di trasporto al giorno e prima o poi vorrei incontrare un tipo o una tipa che abbia le palle, il desiderio, la capacità e la volontà di fare il "mestiere" del protagonista di questo vecchio video che sicuramente alcuni di voi conosceranno.
Vedetelo ed immedesimatevi con le facce tristi che vi capita di osservare ogni giorno...
Credo che nella realtà accadrebbe esattamente la stessa cosa.
C'è qualcuno che vorrà provare questo esperimento sociale?






Io non voglio ridere, io voglio morire dal ridere. Mi manca così tanto che sto considerando anche gli incontri di risata indotta...che comunque dicono che per quanto riguarda i BENEFICI fisici e mentali sia uguale a quella spontanea: riduzione di ansia, depressione e stress, previene i disturbi cardiaci, rafforza il sistema immunitario, riduce il dolore col rilascio di endorfine, migliora l'umore, cura l'eiaculazione precoce e previene l'alopecia (vabbè mi stava prendendo la mano).
Per chi non sapesse di cosa stia parlando, mi riferisco allo Yoga della risata,  inizia tutto con un OH OH AH AH AH....sì insomma una serie di persone apparentemente dementi che "fingono" di ridere in gruppo.
Poi finisce che volente o nolente la risata ti contagi ed inizi a ridere come un matto.



OH OH AH AH AH! (hanno scritto pure un libro con questo titolo giuro!).




giovedì 3 gennaio 2013

Troppo qualcosa.





Non so se sia qualcosa che capiti solo a me e quindi vorrei indagare tra le vostre esperienze e il vostro essere. Non vi preoccupate, trattasi ovviamente di delicata cazzata.

Mi succede tutte le volte che, volendo iniziare a conoscere un nuovo soggetto di razza umana maschile (potevo scrivere uomini lo so, ma un "nuovo uomo" è cacofonicamente inaccettabile e "un uomo nuovo" vuol dire altro quindi accogliete quella definizione e non fate polemica eccheccazzo! Me la canto e...), che volevo dire? Aiuto, sento le voci.
Insomma capita che al soggetto in questione io chieda una cosa semplicissima, almeno in apparenza, ma questa domanda sembra mettere in crisi tutti o quasi: "Quale pensi sia il tuo maggior difetto?"

Alcuni dopo questa domanda lasciano un tempo d'attesa tale da poter andare a casa, preparare la cena, portare giù il cane, fare il cambio dell'armadio e progettare uno shuttle.
Perchè? È davvero così complicato ammettere i propri difetti? Enunciarne almeno UNO?
Ho capito che ti piaccio così tanto da pensare di dover "fare bella figura", ma cosa ne sarà di questa figura quando inizierò a frequentarti? Andrà a giocare negli autoscontro dentro i parchi giochi?

Il responso di alcuni è: "li scoprirai tutti frequentandomi" , ok, ma non puoi almeno darmi un assaggio dell'agonia che mi attende? Piccolo, piccolissimo assaggio, che so, dimmi che hai l'irrefrenabile abitudine di commettere femminicidi se una ti chiede "A cosa stai pensando?".
(lo so donne, è risaputo che essi abbiano la straordinaria ed invidiabile capacità di riuscire a non pensare a niente, ma era per dire).

Altri invece dicono che non ne hanno, difetti, ma lo dicono seriamente per cui c'è poco da ridere e in quei casi bisognerebbe chiamare un ente ospedaliero predisposto.
Altri: "non lo so, non ci ho mai pensato", e se, core de mamma, non conosci il tuo carattere, significa che sei un uomo superficiale, poco analitico e non fai per me. Sput sput. Schif schif. Muor muor. Lontan lontan.


La stragrande maggioranza invece fa una cosa che letteralmente detesto.
Ossia tramutare i pregi, camuffarli in qualcosa di negativo ed iniziano quindi le frasi con il "troppo", sono troppo buono, sono troppo generoso, sono troppo ingenuo, sono troppo calmo, sono troppo educato, sono troppo vivace, sono troppo paziente, sono troppo sensibile e così via dicendo...che una poi vorrebbe dirgli: ma troppo 'staminchia non lo vogliamo aggiungere? E sì, perchè se ne hai troppa pure di quella sarà sicuramente un difetto.

Non so se capiti la stessa cosa in senso contrario, cioè se anche le donne in generale tendano a replicare con un "Sono troppo...", per ciò che mi riguarda sparo in brevissimo tempo due o tre difetti così se pensi che sia il caso di scappare di volata lo fai subito e ci togliamo il pensiero (ma il più delle volte restano, restano).
Certo, non è che sapendo i difetti dell'altro/a conosci la persona, però può essere di aiuto se si ha anche la capacità di discuterne senza paura del giudizio.
Ecchessarà mai se mi dici che sei talmente geloso e possessivo che potresti pure sgozzarmi se mi vedi scherzare con l'idraulico? ;-)

Per la cronaca ammetto serenamente di essere:

ESIGENTE
ORGOGLIOSA
PRETENZIOSA IN FATTO DI LEALTÀ E CHIAREZZA NEI RAPPORTI.
UMORALE (e beh...)
ESAGERATA
NON PULISCO I VETRI (come si dice con un aggettivo? Nonpulitricevetrosa?)
OSTINATA
DISGUSTOSAMENTE PERENTORIA CON CHI VOGLIO TAGLIARE FUORI DALLA MIA VITA PERCHE' HA DELUSO LA MIA FIDUCIA.(Orsa non perdona, come Sartana...)
PIGRA
IMPULSIVA
INCOSTANTE
IMPAZIENTE
IMMODESTA
IGNIFUGA
Ecco, questi sono alcuni dei miei gravi difetti.

Per il resto, basta frequentarmi per capire che sono straordinariamente amabile ;-)



Cosa ne pensate? (non dei miei difetti, quelli sono come opere d'arte!)
Il primo che inizia con "Troppo..." lo banno per sempre. (anche se ancora non so nemmeno come si faccia).











venerdì 28 dicembre 2012

Ci vediamo il prossimo anno (forse).





                                    Vi vedo...anche se non lascio tracce.
        

Volevo salutarvi e augurarvi buon anno con l'ultima mia immagine del 2012, anno che per me è da ricordare perchè ottenendo un contratto di lavoro a tempo indeterminato ho smesso di patire.
Quantomeno da quel punto di vista, perchè ho avuto una serenità sufficiente per poter pensare a cosa fare da grande.
Scusate le simmetrie scombinate del post ma stavolta è andata così e ce ne faremo una ragione.
Visto che il 2013 mi vedrà impegnata in un laboratorio teatrale (credo dopo Marzo per motivi tecnici), il soggetto IO+MASCHERA mi sembrava il più adeguato.

Per questo Capodanno, per la prima volta in vita mia avrei voluto unirmi a quella massa informe, festante, ubriaca e rincoglionita a tal punto da fare trenini e danze gangnam style ai veglioni,  giusto per fare qualcosa di totalmente diverso (per me, che in passato ho anche scelto di trascorrerli da sola) ma siccome sono lunatica e pure un po' bipolare non posso permettermi di prenotare prima sapendo che arrivato quel momento potrei tranquillamente cambiare idea e avere voglia di fare altro in un qualunque "altrove". Quindi per quella notte non ho un programma preciso ma l'idea è comunque quella  di fare parecchie cazzate! (che ne ho tanto bisogno).

E come non concludere con il classico  E VOI? :-)




FELICE  2013 A TUTTI!  (o quasi)



Un omaggio per quei sette/otto individui che come me hanno amato alla follia questo film. Per gli altri...lasciatevi solo trasportare dalle immagini, musica e fotografia...









domenica 23 dicembre 2012

Alberi di Natale in tempo di crisi.





Se mai dovessi fare un albero di Natale e ovviamente ciò non accadrà mai, deciderei di farlo così!
A parte l'aspetto economico, lo trovo davvero bello ed originale, ma io sono strana, si sa.




Avrei postato persino la foto di un gatto pur di cessare di offrire visibilità agli integralisti. 






sabato 22 dicembre 2012

Non volevo. Ma ora voglio.



Stretching bovino attuato da un allevatore coscienzioso.








Tutto è iniziato con questo mio recentissimo post in cui volevo semplicemente dare un consiglio agli amanti della carne. Avevo volutamente fatto una premessa netta per non creare le solite lotte ideologiche o schieramenti tra "buoni e cattivi" che a mio avviso spesso e volentieri non sfociano in nulla di costruttivo.
Poi succede che scrivo le parole "alghe e carote" commentando questo post...e volente o nolente l'argomento vegetariani/onnivori è saltato fuori in maniera un po' più seria.
Visto che come giustamente ha scritto la mia interlocutrice Biancaneve è una tematica complessa da poter sviluppare in qualche commento e che mi è stato suggerito di riflettere, ho deciso di fare questo post per rigirare il suggerimento (che non è quello di diventare onnivori).

Anch'io non ho bisogno di riflettere sul fatto di diventare o meno vegetariana perchè l'ho fatto parecchi anni orsono ed oltre al fatto che non rinuncerei mai ad una cosa che mi piace così tanto e che mi fa stare bene fisicamente gratificandomi anche mentalmente ci sono altre ragioni logistiche per cui ritengo sia non solo un'utopia (questo sarebbe il minimo e non ho nulla contro le utopie anzi) ma qualcosa che se attuata in maniera globale sarebbe un disastro totale sia per il genere umano sia per il regno animale per una questione puramente pratica.
Ma a questo veniamo successivamente.

Tengo a precisare che non approvo minimamente gli allevamenti intensivi, le torture e ciò che viene fatto oggi su scala industriale agli animali, esistono modalità di allevamento come per esempio quella che riportavo in quel post sul manzo Kobe che mi farebbero quasi desiderare di essere nata di razza Wagyu (massaggiata tutti i giorni con Mozart di sottofondo e litri di birra! Che vuoi di più?) e tra l'altro gli animali non sembra abbiano chiaro il concetto di "non esistenza" quindi non vivono l'esperienza finale come i condannati nel braccio della morte...
Purtroppo non tutti gli allevatori sono così coscienziosi e aggiungerei pure intelligenti visto che la carne di un animale "sereno" e trattato bene è molto più gustosa, tendono invece a pensare al profitto in termini quantitativi ecco allora che i vegetariani invece di privarsi di qualche fettina di carne dovrebbero, insieme a TUTTI noi, fare qualcosa, battersi per migliorare le condizioni di sopravvivenza di questi animali che, ripeto, sono inferiori a noi dal punto di vista dell'autorealizzazione, non si è mai vista infatti una rivolta con tanto di striscioni di protesta in un macello (era questo che intendevo per "inferiori"...).
Ma potete anche tranquillamente continuare a privarvi di carne, personalmente la cosa non mi infastidisce, mi infastidisce invece un tantino essere paragonata ad Hitler e i suoi seguaci...perchè sembra solo qualcosa da integralisti esaltati.

Ho letto diverse diatribe e opinioni da parte di entrambe le categorie e devo dire che parecchie puttanate si potrebbe evitare di esprimerle, sia da parte dei vegetariani/vegani sia da parte degli onnivori.
Però una considerazione di un ambientalista che in realtà ha fatto riflettere anche me perchè non consideravo la "visione globale" di una simile scelta e che riporto con piacere è la seguente:

"Vegetariani e vegani: una alternativa possibile dal punto di vista ambientalista?

Innanzitutto bisogna distinguere bene i due gruppi: i vegetariani sono individui ragionevoli e la loro scelta benché opinabile dal punto di vista agro-zootecnico-ambientalista, è ragionevole dal punto di vista nutrizionale. In un individuo adulto la carne è perfettamente sostituibile da altri alimenti di origine animale. Ben diverso è il veganesimo, una fede assurda da tutti i punti di vista, i cui adepti al pari degli integralisti talebani non sono disponibili ad alcun tipo di ragionamento e dialogo.
Vi sono molti modi per discutere di questo genere di argomenti: per esperienza personale, il più sbagliato è affrontarli con motivazioni medico-scientifiche: homines id quod volunt credunt!
Come ambientalista, mi interessa solamente dimostrare che entrambe sono alternative possibili solo finché coinvolgono una minoranza. Qualora invece la percentuale di vegetariani e/o vegani fosse superiore al 5-10% si andrebbe progressivamente incontro ad una serie di problematiche tali da mettere in pericolo l’umanità.
Nello specifico caso dei vegani la dimostrazione è puerile. I vegani non ammettono l’allevamento di alcun tipo di specie domestica, tra cui le api. Da quando tutti gli alveari europei sono stati contagiati dalla Varroa, (un parassita di origine asiatica) la sopravvivenza delle api dipende dalle attenzioni terapeutiche e profilattiche degli apicoltori, per cui abbandonate a loro stesse morirebbero. In mancanza di api verrebbero a mancare molti tipi di frutta e verdura: alimenti di base dei vegani. In mancanza di altre specie di animali domestici verrebbero invece a mancare i fertilizzanti organici necessari al mantenimento dello strato di humus. Di conseguenza, dopo un po’ di anni, calerebbero drasticamente la fertilità dei suoli e le produzioni di cereali e legumi. Ergo: morte per fame di tutti i vegani. L’unica alternativa che avrebbe una umanità interamente vegana è utilizzare le deiezione umane per fertilizzare il suolo, ma queste non basterebbero di certo a mantenere la fertilità di tutti i terreni necessari per le coltivazioni.
Per dimostrare le incongruenze dei vegetariani, basta invece l’aritmetica appresa alla scuola primaria.
Immaginiamo che domani mattina (per obbligo di legge o convinzione) diventassimo tutti vegetariani. Oltre alla consueta frutta, verdura, cereali e leguminose, la nuova dieta sarebbe basata su una grossa quota di derivati dal latte, da uova, miele, ecc. In sostituzione della carne, l’importanza nutrizionale di questi altri alimenti di origine animale aumenterebbe di molto.
Per comodità cominciamo dal latte e suoi derivati e prendiamo in considerazione solo la situazione italiana.
Attualmente in Italia vengono allevate circa due milioni di vacche da latte che producono circa il 50% del nostro fabbisogno. In considerazione di un maggiore benessere per le vacche (i vegetariani sono giustamente molto sensibili su questo punto) si ridurrebbe l’intensità delle produzioni per cui ogni vacca produrrebbe circa la metà rispetto ad ora. Con una minore produzione, il numero delle vacche da latte deve quindi raddoppiare. Potrebbe addirittura triplicare in ragione della riduzione delle importazioni (una maggiore attenzione ai Km0), ma per ora è meglio non esagerare.
Nell’era vegetariana è quindi necessario allevare circa 4 milioni di vacche. Come tutti sanno (almeno spero), le vacche fanno il latte solo dopo aver partorito un vitello. Non tutte però rimangono gravide (nella migliore delle ipotesi, solo il 90%) e superata una certa età (7-8-10 anni) le vacche diventano improduttive.
In questo schema, ogni anno nascono quindi 3.600.000 vitelli. Di questi la metà sono maschi e l’altra metà femmine. Dato che tutti sono vegetariani, nessun animale può essere ucciso e per conseguenza tutti i vitelli maschi (circa 1.800.000) vanno mantenuti per circa 20-25 anni in attesa di morte naturale. Una parte delle femmine (circa 4-500.000) vanno a sostituire ogni anno le vacche riformate o morte per vecchiaia. Tutte le altre non destinate alla (ri)produzione (circa 1.400.000) raggiungono i loro fratelli, ma vanno allevate in recinti separati per evitare l’accoppiamento.
Ogni anno vanno quindi destinati in grandi allevamenti (gestiti a spese dello stato) circa 3.600.000 tra vitelli e vacche riformate. Se venissero allevati con metodo biologico (2 capi per ettaro) sarebbe necessario destinare ogni anno circa 1.800.000 ettari di terreno a questo scopo. Considerando che la superficie totale dell’Italia (montagne, laghi, strade e città comprese) è di circa 30.000.000 di ettari, in circa 15-16 anni l’Italia verrebbe quindi interamente coperta di bovini. Con metodi di allevamento più intensivi (comunque aborriti dalla maggior parte degli attuali vegetariani) la distruzione totale
dell’ambiente verrebbe dilazionata di 5-6 anni.
Oltre alle vacche da latte, lo stesso discorso vale ovviamente anche per le pecore (per la lana ed altro), per le galline ovaiole, per i cavalli, ecc.
Per farla breve, basterebbero meno di 10 anni per coprire tutta l’Italia di animali domestici. Per quelli selvatici non ci sarebbe ovviamente posto: alla faccia dei vegetariani che si dichiarano animalisti e ambientalisti!
Considerando che la vita media dei bovini ed ovini è superiore a questo periodo, invece che di morte naturale come auspicato dagli ipocriti animalisti vegetariani, tutti gli animali e anche l’uomo morirebbero semplicemente di fame. E’ questo il paradiso cui aspirano i vegetariani?
Tutti i vegetariani che hanno letto o udito questa esposizione, inattaccabile nella sua semplicità, dopo qualche momento di stupore (di tutti quelli da me interpellati, nessuno di loro ci aveva mai pensato) si difendono sostenendo che le loro motivazioni restano valide perché dettate da un imperativo etico superiore.


Etica superiore?

Affrontiamo dunque la motivazione dell’etica, il classico argomento di chi non ha altri argomenti validi.
Storicamente si sono succeduti vari tipi di etica, ma sicuramente quello invocato dai vegetariani è l’etica kantiana della legge morale dentro di sé. L’etica kantiana è senza dubbio ammirevole ed auspicabile, ma è possibile solo in un mondo in cui le conseguenze dei nostri comportamenti hanno una scarsa ripercussione a livello generale.
Con l’esempio prima descritto, ho dimostrato che se il criterio di scelta dei vegani e vegetariani diventasse generale, le conseguenze sull’ambiente sarebbero disastrose.

 A questo punto è necessario rivedere il criterio di valore dell’etica dei vegetariani. Come può questa minoranza invocare una superiorità etica e morale, quando la loro scelta è resa possibile solo da una maggioranza considerata immorale? In pratica come possiamo noi onnivori essere considerati male quando è solo grazie alla nostra presunta assenza (o inferiorità) di etica” che si evitano le spiacevoli conseguenze prima descritte?
Vegetariani e vegani possono stare tranquilli. Noi onnivori, a parte qualche sfottò, non negheremo certo il loro diritto di scegliere cosa mangiare. Però quando i vegetariani e vegani ci incrociano dovrebbero almeno abbassare lo sguardo con animo riconoscente."





Certo la frase finale non è molto condivisibile...e spero pure si sbagli sul fatto che voi vegani non siate disponibili al ragionamento e al dialogo, ma per il resto mi sembra tutto molto sensato.
A voi vegetariani/vegani non sembra un valido motivo di riflessione? Continuando tuttavia a non mangiare carne e derivati senza tentativi di "evangelizzazione" perchè è bene che restiate una minoranza!
Provando ad unirvi (invece di puntare il dito come se fossero piccoli mostri) agli onnivori consapevoli per lottare contro le condizioni di allevamento brutali?






martedì 18 dicembre 2012

La moltiplicazione dei pesci e dei boa di struzzo.







In un momento in cui l'attuale Papa rilascia dichiarazioni schizofreniche come "I matrimoni gay sono una ferita alla giustizia e alla pace" è confortante sapere che dall'altra parte del mondo un esponente della Chiesa, un po' "ribelle" e poco tradizionalista lanci provocazioni di questo tipo .
Niente, mi sentivo solo in dovere di farvelo sapere.

Buon Natale a tutti e vi raccomando, il 25 unitevi attorno al Presepe intonando YMCA, giusto per non farlo sentire troppo diverso già appena nato.





venerdì 14 dicembre 2012

Wagyu che è una meraviglia!









Avrete già intuito che questo post non è adatto per lettori vegetariani e simili quindi passate ad altro perchè tanto non riuscirete mai a convincermi di fare questa scelta. Appartengo a quella categoria di "carnivori convinti" che non si lasciano scalfire dalla propaganda vegetarianista.
So tutto, ho visto tutto sui metodi di macellazione e mi dispiace tanto che soffrano ma la sofferenza è parte integrante dell'esistenza e lo vediamo bene anche nel mondo animale, perchè infatti non dovrei fare qualcosa per frenare l'efferatezza con cui un leone sbrana un piccolo Bamby?
O rimanere impassibile di fronte all'atrocità del pasto dei serpenti (a cui ho assistito da vicino) mentre mobilizzano ed ingoiano un topo?
Si potrebbe obiettare che gli animali non hanno una coscienza e per certe specie sarebbe impossibile sopravvivere mangiando solo erba e violette di campo.
Bene, sono un animale! Così taglio la testa al toro (e dopo me la mangio!).
E qualunque altra argomentazione, etica, religiosa, ambientalista o salutista con me non attecchisce.

Essendo un'amante della buona tavola ogni tanto mi coccolo con qualcosa di particolare e di recente ho fatto una scoperta che per me, appassionata di carne è stata una rivelazione.
La voglio condividere con chi, come me appunto non potrebbe e non vorrebbe vivere senza mangiare una bistecca.

Dimenticate la Chianina, dimenticate i tagli più pregiati del manzo perchè dopo aver assaggiato questo tipo di carne, non esisterà più nulla di comparabile e sarà doloroso tornare alla classica bistecca.
Parlo del manzo KOBE, la carne più cara del mondo, dai 300 ai 1.000 euro al chilo!

" Una pregiata e rara carne di manzo giapponese, ottenuta con metodi di allevamento leggendari che prevedono l’ascolto di Mozart, sorsi di birra e massaggi con guanto di crine.
Il Kobe è un manzo di razza Kuroge Wagyu (capi dal manto nero) proveniente dalla provincia Hyogo Prefecture, l’antica Tajima. Ne è prova il fatto che i veri intenditori chiamano il manzo Kobe Tajima Beef.
Per poter essere denominato Kobe, l’animale deve provenire da Hyogo, nel Giappone orientale e rispettare le rigide procedure di allevamento lì imposte. Innanzitutto nelle stalle viene diffusa musica classica, perché la carne di animali felici e rilassati è migliore e poi i vitelli vengono nutriti a birra e grano e massaggiati con un guanto di crine. Le ragioni della particolare dieta riservata ai manzi sono legate al calo di appetito degli animali in estate a causa di caldo e umidità, e che la birra riesce invece a stimolare, impedendo il calo di peso. Il massaggio con il guanto di crine fa sì che la carne abbia una miscela di grasso e muscolo molto inframmezzata, che le dà il tipico aspetto marmorizzato: il grasso, sciogliendosi durante la cottura, conferisce un sapore assai gustoso, dolce e vellutato e una tenerissima consistenza. La cottura avviene a fiamma vivissima su una piastra molto calda dove la carne deve essere appena scottata in modo che il grasso inframezzato non venga disperso e la consistenza risulti croccante fuori e morbidissima dentro. Ottima anche in tartare e in sashimi."



Dopo aver letto tutto ciò, volevo fare un biglietto per Tokio...e poi prostiturmi visto il prezzo!
MA ho scoperto pure che in Italia esiste un allevatore (l'unico) Wagyulem tipo Kobe, in Emilia Romagna.
Qui a Roma la vendono forse un paio di macellerie storiche.
Così ho fatto la follia.

L'ho pagata 40 euro al chilo che per le mie tasche sono già eccessivi e DI SICURO non può essere identica a quella giapponese di 300 e passa euro al chilo.
Devo però dire che mai, dico MAI nella mia vita avevo mangiato una bistecca così buona e tenera, un vero lusso del palato!
Non oso immaginare quindi come sia l'originale nipponica.
Dopo aver sbranato comunque quella "tipo" Kobe, ho pensato che sarei potuta anche morire. Felice e senza nessun senso di colpa.




Colta sul pasto.


PS
La ragione per cui continuo a mangiare carne è difficile da comprendere ma mi sforzerò di riassumerla brevemente:

È MALEDETTAMENTE BUONA! ;-)



lunedì 10 dicembre 2012

Mani morte.








Esiste una donna che non ha mai subito una mano morta su un autobus?
A me è successo spesso, anche qualcuno che con la scusa dell'affollamento si spinge un po' troppo sul mio lato B fino a farmi sentire l'erezione del suo torrone (volevo mantenere un clima natalizio) e questi atti, sebbene a me il torrone piaccia, mi fanno andare fuori di testa perchè li considero una vera e propria violenza sessuale, anzi  lo sono! Se avete letto l'articolo, si tratta proprio del bus numero 64, che a quanto pare è molto gettonato per certe pratiche ricreative, quello che prendo tutti i giorni e su cui oggi ho subìto (per modo di dire...) l'ennesimo "attacco".
Quando questo accade, perdo totalmente il panico da Public Speaking ed inizio volutamente a rivolgermi in toni molto alti - affinchè tutti i presenti possano ascoltare - al "malcapitato" , e sì perchè con me casca malissimo, viene smerdato, apostrofato e minacciato pubblicamente. Sto pure pensando che il prossimo lo blocco e chiamo i carabinieri.
Mi piacerebbe che ogni donna reagisse allo stesso modo e so per certo che non tutte riescono ad avere questo coraggio e magari tentano solo di allontanarsi dall'aggressore senza proferire parola.

Oggi però è successa una cosa singolare.
Sentivo il solito polipetto che tentava di ravanare nelle mie parti intime, prima mi sono voltata di scatto e gli ho lanciato uno sguardo tipo quelli di "Carrie, lo sguardo di Satana" pensando che la smettesse, a volte solo quello è sufficiente con questi ominicchi codardi. Invece ha proseguito.
Così mi giro nuovamente verso di lui, lo guardo negli occhi e con lo stesso sguardo di prima, anzi forse peggiore, gli urlo: "Se non la smetti con questa mano ti dò un cazzotto in testa".
Ovviamente in certi casi si voltano tutti per capire cosa stia accadendo, e lui a sua volta urla "Ma che cazzo stai a dì?" un classico, negare sempre. E io proseguo urlando "Quello che ho detto! E tra l'altro spostati che puzzi come una capra!", in effetti questo aveva l'aspetto del barbone pure già un po' bevutello, infatti ha sì smesso con me ma ha iniziato con una ragazza e poi con un'altra signora, un irriducibile insomma.
Abbiamo fatto in modo che scendesse, tra le nostre e le sue urla, a me ha addirittura inviato una minaccia dicendo che ero "la peggio", insomma alla fine è sceso, l'ho pure spinto malamente verso l'uscita...

In tutto questo gran casino, sale un signore che domanda cosa sia successo (la parte "insolita" della storia doveva ancora arrivare) gli spiego, insieme alle altre donne ormai tutte coalizzate, che non se ne può più di questi uomini che fanno la mano morta ecc ecc
E lui sapete cosa risponde?
"Vabbè dai, non sono solo gli uomini che lo fanno, anche a voi donne piace palpeggiare".
Così è iniziata una discussione infinita tra noi donne e questo tale che sosteneva di aver subito personalmente un palpeggiamento da parte di una signora.
C'è da dire che era un uomo "piacente" ma io continuavo a sostenere che non ci credo nemmeno se lo vedo!
Ma era talmente convincente nella sua tesi che a me alla fine è venuto il dubbio, quindi vi chiedo se esiste tra voi qualcuno che ha subito palpeggiamenti da parte di una donna sopra un autobus?
Non vi inventate cazzate eh!










venerdì 7 dicembre 2012

Ogni tanto mi capita.




Bipol (il mio cane)



Ogni tanto mi capita di svegliarmi e senza un motivo apparente mi stanno sul cazzo anche i Ferrero Rocher.
Mi sveglio e penso che oggi no, oggi non voglio sentire le sirene di un'autombulanza e nemmeno incontrare tutte queste testoline che corrono, salgono, scendono, mi sembra di vederli dall'alto come formiche inutili che si affannano per una mollichina di pane. E vorrei iniziare a sparare come il protagonista dell' Erostrato di Sartre. Eppure io sono lì in mezzo a loro che corro, salgo, scendo...ma non mi affanno in effetti. Sono una disadattata io.Pur sapendomi adattare.Non mi conformo mai passivamente, sferro calci, non voglio essere addestrata a tutto quello che mi circonda. Capita quindi che provi una potentissima avversione per il prossimo. Quello che viene dopo magari no.


Càpita o capìta la giornata, provo a confondermi, provo, mi sforzo di capire meglio quelle testoline e improvvisamente incontro la sorpresa. Il legame. La condivisione di qualcosa. A volte dura solo pochi attimi ma sono sufficienti per abbassare l'arma e ritrovare la speranza nell'umanità.
A volte, per esempio, capita di leggere un titolo di giornale come : "La religione è un disturbo mentale" e sùbito mi torna il desiderio di abbracciare tutti quelli che incontro. Ma anche la voglia rinnovata di sparare su più testoline.
Il fatto è che dovrei andare in letargo subito dopo Settembre, odio ogni cosa dell'inverno, tranne le caldarroste.




A proposito di schizofrenia, ho letto anche un altro titolo, decisamente più inquietante.
Peccato che in questo non vengano riportati i dettagli sulla vicenda...
                          





domenica 2 dicembre 2012

Goodbye sweet hurt!







Carissimo Amore,
sono ormai mesi che vorrei parlarti, dirti che ti ho cercato ovunque ma tu rimani sempre incastrato in chissà quale anfratto della terra, così se leggerai questa lettera comprenderai la mia stanchezza e il motivo per cui sto per abbandonarti.
Ho spesso immaginato come sarebbe stata la mia vita insieme a te, mio complice ideale nei momenti che l'attraversano, tu, con quel tuo essere uomo che prescinde da ogni stereotipo avvilente e confessarti che ho amato e amo ogni cosa di te, il modo in cui mi sorridevi mentre goffamente tentavo di esternare i miei sentimenti ma sapevo che non lo facevi per deridermi, i tuoi erano sorrisi compiaciuti che esprimevano tutta la tua tenerezza. e scaldavano il mio cuore bipolare (che non significa un cazzo ma tu hai capito anche questo).
Amo il tuo sapere ascoltare che non è mai ostentato o fasullo, amo, quando con quella tua invidiabile calma mi spieghi ciò che anima la tua vita e il senso che vuoi darle, provo pudore tutte le volte che vuoi rivestirmi dopo ore ed ore di sesso inverecondo e quel tuo aggiustarmi i capelli, sei speciale, lo sei sempre stato e la tua capacità d'amare non è mai ricattabile.

Tu, amore, come me avevi chiaro il concetto di solitudine ma più di me ti affannavi a costruire ponti invisibili per potermi raggiungere.
Quando la mia mente si allontanava senza che io ne comprendessi le ragioni, eri sempre pronto a lanciarmi una fune per riportarmi a "casa", sebbene il concetto di casa l'abbia scoperto per la prima volta con te.
Ho provato a cercarti in altre storie ma naufragando miseramente, tornavo stremata a bussare alla tua porta.

Non lo farò mai più.

Vorrei poterti dire che ti odio o peggio ancora che mi sei indifferente, ma mentirei anche a me stessa e tu lo sai. Io e te eravamo l'incanto. Quello che molti, con le loro ipocrisie, meschinità, fragilità e paure non avranno mai.
La novità tesoro, è che mi sono stancata, ho smesso di cercarti, così, all'improvviso dopo tutti questi anni.
Per un'unica ragione.
Tu, amore mio dolcissimo, non esisti.
Non sei mai esistito.
Come potrei perdonartelo?

E se questa volta dovessi essere tu a cercarmi, temo che non ti riconoscerei.
Quindi mio caro,  farò di tutto per dimenticarmi di te e non è escluso che io inizi dando retta alla saggezza degli anziani.

Tua per sempre

Orsa.





mercoledì 28 novembre 2012

Io flirto, tu flirti, egli flirta.



Scusami blog, non ho trovato un cane che strizzasse l'occhio.

E questo è appurato. Stavo leggendo però un articolo in cui, alcuni ricercatori della Northern Illinois University (che notoriamente non hanno un cazzo da fare) hanno stilato una lista dei motivi per cui si flirta.
L'articolo potete leggerlo qui.
L'etimologia della parola sembra derivi dall'antico francese "fleureter" vale a dire "posarsi di fiore in fiore" e francamente questa non è una pratica che sento mia e da sempre mi sono resa conto, che il mio essere socievole/amichevole (in apparenza, perchè dentro sono e resterò sempre un'orsa) spesso ha creato e crea fraintendimenti con i miei interlocutori. Tanto che secoli orsono, quando facevo la barista, mi sono beccata uno schiaffo dall'allora mio fidanzato che credeva flirtassi con tutti cercando chissà cosa, non aveva compreso che le sue prestazioni sessuali mi bastavano e avanzavano ma la gelosia, si sa, a volte oscura le inteconnessioni neuroniche.
Anche in albergo, dove lavoro adesso, mi capita spesso di sorridere, fare qualche battuta e strizzare l'occhio ai clienti e poi quasi stupita (perchè è solo un mio modo di fare spontaneo) me li ritrovo in reception pensando che io sia una tipa simpatica e dal loro punto di vista una "facile", e non c'è nulla di più lontano dalla realtà.
Il vero flirtare, è invece amoreggiare con leggerezza, stabilire una sorta di intesa, in poche parole corteggiarsi ma senza troppa serietà. Per cui escluderei, nel mio caso la motivazione della noia (ma scusa, se uno non ti piace come fai a flirtare con lui?), anche la caccia, l'autostima e l'opportunismo sono motivazioni lontane da me. Se proprio devo scegliere opterei senz'altro per il divertimento (strano eh?), mi diverte quel gioco di allusioni più o meno velate, quegli sguardi tipo "Se semo capiti", quel fingere di essere coppia collaudata, quel prendersi in giro, quell'immaginare ciò che molto probabilmente non accadrà mai, spesso le storie più eccitanti sono infatti quelle immaginate.



Il flirting virtuale poi è una delle attività più diffuse, con Facebook, con le chat online, con i blog, certo manca la comunicazione corporea ma quella verbale nei flirt non è affatto da sottovalutare.
Parlo per ciò che vedo, perchè a me non è mai successo ;-)



 E voi che mi dite? Perchè, quando e come flirtate?




lunedì 26 novembre 2012

Perchè no?






Da un po' di giorni vedo in giro per Roma questi adesivi, senza nessun'altra spiegazione, così ho fatto una foto perchè vorrei che qualcuno mi illuminasse.
Ok, lui è Jim Jones ma il "Why not" associato?
Cos'è? Un suggerimento all'intera classe politica?

Si accettano pareri anche folli.


venerdì 23 novembre 2012

S.ono P.azzaper Q.uesti R.omani!





Nando. Mandovainando? Endovò? Chi cazzo se move.






Uno degli inconvenienti di vivere nella Capitale è che quasi un terzo della mia giornata lo trascorro sui mezzi per andare e tornare da lavoro.
Succede che durante il primo tratto di strada miglioro il mio arabo-cingalese-rumeno-cinese, nel secondo tratto incontro anche italiani di varia natura e provenienza inclusi quelli che dicono ad alta voce "Però questo a Torino non sarebbe mai capitato nè..."(mi riferivo solo ai più simpatici)  nell'ultimo tratto invece dò indicazioni stradali a tedeschi, olandesi, spagnoli, americani e qualche neozelandese.
Resta comunque il fatto che durante i tre percorsi, in mezzo ci finiscano pure i nativi originari, volgarmente detti: Romani.

Mi capita quindi di ascoltare/assistere, involontariamente, ai loro discorsi fatti al cellulare o di persona, apprendendo così sempre più su questo popolo di antichi e fieri conquistatori.
Confesso che il loro odierno fatalismo, scetticismo, la loro indolenza e il loro essere sanguigni non mi disturbano affatto, anzi. Certe loro componenti caratteriali me li fanno sembrare più umani (oltre Londra ho vissuto per un po' anche ad Alessandria e Bergamo sotto).*
L'unico motivo per cui li odio un pochetto è in relazione al loro inverosimile concetto di "distanza". Non sono ancora riuscita a farmene una ragione, eh sì perchè se un romano a cui chiedi un'indicazione stradale, ti risponde: "Guardi, dritto pe' dritto pe' questa strada incontra un semafero e poi svorltando a destra è arrivata" significa che impiegherai circa un'ora e venti per raggiungere la tua destinazione, è così, per loro "Dietro l'angolo" rappresenta il nostro comune "Circa 25 minuti di strada".
Non so quanti ne ho maledetti per questo motivo.
Ma vabbè, a parte questo piccolo particolare e il fatto che non sappiano fare la pizza pur vantandosene, li adoro.
(by the way, alcuni sostengono pure che i loro supplì siano come gli arancini siciliani...ma li perdono perchè non sanno quel che dicono).

Quello che più mi fa impazzire però è il loro dialetto, credo non si tratti solo di musicalità/tonalità linguistica, nel romanesco c'è qualcosa che va oltre, è creatività espressiva allo stato puro.

Mi capita spesso di sentire certe loro espressioni dialettali che mi sorprendono e mi divertono e, giuro, penso sempre di appuntarle ma poi me lo scordo.
Ieri ne ho sentita una che sfiora la maestria poetica direi. E questa volta l'ho scritta al volo sul pacchetto di sigarette. Neruda e Pessoa spariti in un attimo vualà.

C'erano due ragazzotti che discutevano, non propriamente venuti fuori dalla Cambridge University ecco, ad un certo punto uno dei due, rivolto all'altro per spiegargli evidentemente quanto fosse sfortunato, esclama: "Sipperò tu Cla, c'hai 'na sfiga tarmente granne che se te se casca 'r cazzo te rimbarza 'n culo!".
Sono scoppiata a ridere come una scema, poi gli ho fatto i complimenti e sono stata tentata di chiedergli l'autografo.
Dopo ho notato che guardavano con troppa insistenza il mio culo e ho desistito dal proposito.

Traduco la frase per quei pochi che mi seguono da Casale di Scodosia: " Claudio, però tu sei talmente sfortunato che se per ipotesi il tuo membro dovesse finire improvvisamente al suolo, sicuramente rimbalzerebbe per poi arrivarti su su dritto per il deretano".
Effettivamente tradotto così non mantiene la stessa potenza lessicologica.
Nun ce' sta trippa pe' gatti!






*Se malauguratamente dovesse passare di qua un alessandrino o bergamotto, sappiate che di mestiere faccio la provocatrice, per cui i cosìdetti anonimi "insulter" non dovranno scomodarsi. Si ringrazia sentitamente e lunga vita al norditalia.

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