giovedì 31 maggio 2012

Google doodle per le ricorrenze di OrsaBIpolare.




Ideato e realizzato dalla sottoscritta perchè questo è il duecentesimo post e siccome sono narcisetta desideravo avere il mio Google doodle personale!
E come se non bastasse mi auto conferisco questo premio:




Ok, ok,  ho esagerato come mio solito, io me la canto, me la suono e me la ballo TIÉ!

Però devo dire che senza di voi non sarei arrivata al duecentesimo post, quindi una sola parola :


Questo giusto per infastidire Minerva ;)









Ah no, scusate non era questa, era l'altra  =D







  • Grazie agli aficionados.
  • Grazie anche agli aficionados che evidentemente si sono disaficionados e sono spariti nel tempo senza un motivo apparente.
  • Grazie a chi mi viene a trovare quando ne ha voglia.
  • Grazie alle persone che so che mi seguono ma non commentano mai (ho più di 100 visite al giorno e la cosa mi sorprende abbastanza, oltre ad impaurirmi).
  • Grazie anche a chi è sparito/a perchè non gli/le è andato giù cosa ho detto.
  • Grazie a te che stai leggendo questo post per la prima volta.
  • Grazie a chi mi leggerà anche nel 2098.(ho appurato di essere incline all'immortalità ahimè).
  • Grazie al 18 luglio del '97 (che non ha nulla a che vedere con l'alluvione della Valtellina, ma voi blogger dovreste saperlo).
  • Grazie a tutti quelli che hanno avuto il desiderio di scrivermi privatamente e a quelli con cui continuo ad avere una corrispondenza privata.
  • Grazie alle persone che in qualche modo hanno dimostrato apprezzamenti sinceri alla mia persona, conosciuta anche solo attraverso il mio blog.
  • Grazie a quelli che mi hanno regalato e continueranno a regalarmi un sorriso.
  • Grazie a Maria La Scala che mi ha fatto conoscere il vero sapore del gianduia.(che sebbene l'abbiano inventato i piemontesi, solo i siciliani hanno saputo elevarlo a gelato, scusami Minerva ma il dovere regionale mi obbliga a questa grande divergenza d'opinione che sicuramente comprometterà i nostri saldi rapporti) =D
  • Grazie alla mia amica Antonella, senza la quale non avrei mai saputo che la Lucania è di fatto la Basilicata. (adesso devo solo scoprire dove sia).
  • Ma un grazie particolare e commosso va a chi ha scoperto l'orzo. Dal quale si è sviluppato tutto il complicato processo per arrivare alla birra, senza la quale non avrei potuto scrivere molti dei miei deliri.
  • Grazie a quel genio che ha inventato il Mare...(Dio non sa nuotare per cui non dev'essere stato lui).
  • Grazie a me stessa per essere rimasta così scema a 46 anni. (lo so, alcuni di voi non ci crederanno).
  • Sento che mi sto facendo prendere la mano con i grazie.
E voi?  Chi vorreste ringraziare prima di morire tra le lamiere di un auto o disciolti nell'acido?
(Non strizzatevi troppo i didimi, potrebbero ancora esservi utili) 






PS
Ho mentito. Questo non è il duecentesimo post. Ma vi cambia qualcosa se io voglio festeggiare il centonovantottesimo? Dai che offro da bere a tutti! :)

Che poi...vorrei vedere chi va realmente a verificare, potevo scrivere pure che fosse il millesimo...ma sono troppo onesta e se dico una bugia arrossiscono tutte le vocali.





VOTATE! (grazie anche per questo).

martedì 29 maggio 2012

A volte, il caso.


Sabato  ho avuto un day-surgery per operarmi ad una mano a causa di una tenosinovite, più comunemente conosciuta come "Dito a scatto" , quello per intenderci che ti rimane bloccato per via di un'infiammazione o lesione ai legamenti che lo fanno andare su e giù.
Ora, secondo voi quale dito poteva essere colpito nella mano di un'OrsaBIpolare affetta da vaffanculite cronica?

Adesso posso andare in giro così per due settimane senza che nessuno possa reagire!









Sebbene...avrei ben poco da ridere. Avete mai provato ad allacciarvi le scarpe con una sola mano? Sbucciare una cipolla? Abbottonarvi la camicia? Strizzare una maglietta? Rollare una sigaretta? Suonare l'arpa? Preparare il Sushi? Arrampicarvi su un Acero di monte?

L'unica cosa positiva di questa esperienza è che adesso mi cedono il posto sui mezzi pubblici, inspiegabilmente tra l'altro (non si tratta mica di una gamba!).


Mi avvilisco un po' per via del fatto che in questa mano è assolutamente vietato far arrivare un po' di acqua  che causerebbe una brutta infezione. Ergo, puzzerò come una carogna.
Fortunatamente tale disagio ha coinciso con la lettura di una testimonianza abbastanza drammatica riportata nel libro di Rosanna Benzi "Il vizio di vivere", ve la ricordate? Quella donna costretta per circa 30 anni a vivere dentro un polmone d'acciaio a causa di una brutta poliomielite che la colpì all'età di14 anni?
Io non ho mai avuto il vizio di vivere e forse per questo tutte le volte che mi capita di "incontrare" qualcuno che ama la vita in modo così disgustoso ne sono incuriosita e cerco di capire da dove nasce questa loro inclinazione. Il risultato è che non lo afferro mai fino in fondo perchè evidentemente non mi appartiene ma per un  lasso di tempo mi lascio contagiare.
Per cui non avere temporaneamente una mano, ADESSO mi sembra una bazzecola rispetto a ciò che ho letto nel libro su citato.
Provate a leggerlo ed immedesimarvi a fondo in quella situazione quando avete l'impressione che la vita ce l'abbia con voi...

Peccato che dopodomani l'avrò già dimenticato ed inizierò nuovamente a sfanculare a destra e a manca! :)







Votate! Votate! Votate!







lunedì 28 maggio 2012

A proposito di dipingere con le mani...





Lei è IRIS SCOTT e mette in atto il "Fingerpaint" con enorme bravura, di recente in qualche commento avevo detto che dipingere con le mani secondo me sarebbe la creazione perfetta, senza cioè strumenti che si interpongano tra gli impulsi mentali e la realizzazione pratica, ho provato a farlo in passato ma non è affatto facile credetemi.
Iris invece dà il meglio di sè con questa tecnica.
Ecco alcune opere. (io adoro pure il suo cane!)












Guardare mentre le realizza poi, per me è come un orgasmo! :)




Che ne dite? Non è fantastica? Potete vedere il resto delle sue opere nel suo SITO.

Buona visione!


 



Eh sì, metterò questo link fino al 10 Giugno.






.

sabato 26 maggio 2012

Una brasiliana da urlo!

ATTENZIONE! 
LE IMMAGINI CHE SEGUONO POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITÁ.














Lei si chiama Armelinda Pegadora, una brasiliana di 84 anni che a quanto pare ha messo queste foto in rete perchè cerca un uomo.
A dimostrazione del fatto che gli ardori sessuali (e pure la vergogna) non abbiano età.
Sono convinta che se Egon Schiele l'avesse conosciuta le avrebbe fatto un ritratto. Dal punto di vista "artistico" la trovo estremamente stimolante.

Adesso care donne, per dare un senso alla vostra giornata, mettetevi nude, andate allo specchio e rallegratevi parecchio di ciò che vedrete!

=D 






Non dimenticate, che stiamo andando bene! :)















mercoledì 23 maggio 2012

Pane e terremoto.

Questo l'ho dipinto per l'occasione. 




Ogni volta che accade un terremoto, immancabilmente mi viene in mente la mia infanzia/adolescenza.
Essendo cresciuta in una delle città più sismiche d'Italia, il terremoto lo conosco BENE e per certi aspetti ci sono pure affezionata, ovviamente non a quelli che provocano morti e/o feriti gravi ma a quelli che arrivano, ti scuotono la vita e se ne vanno.
Per noi bambini, ancora incoscienti, era una sorta di festa, sapevamo che il giorno dopo non saremmo andati a scuola, si rimaneva svegli tutti insieme di notte (non so per quale motivo i terremoti più forti preferiscano svegliarti nel cuore della notte) con le proprie automobili  nei grandi spazi all'aperto.
Sembrava che all'improvviso tutti si volessero più bene, ti inteneriva anche la vicina di casa solitamente insopportabile, ma a vederla così, in vestaglia con una sola ciabatta ai piedi, assumeva un aspetto più umano.
Si giocava, chiacchierava, si stringevano amicizie e per un po' si scacciava l'idea che Lui potesse ritornare a spaventare tutti quanti.
Solitamente in mattinata, quando non so per quale motivo, pensavamo che il peggio fosse finito, si andava a casa di qualcuno per fare una spaghettata e poi ognuno tornava nelle proprie abitazioni, chi con ancora un po' di timore addosso, chi più tranquillo, chi divertito (e brillo).

L'ultima volta che ne ho avvertito uno, andando giù a Messina, in vacanza da adulta, è stata di giorno e per la primissima volta in vita mia in un luogo "insolito".
Ero con un'amica, sdraiata sulla spiaggia a prendere il sole e di colpo questo enorme sussulto, l'ho avvertito sulla schiena, nelle gambe, nelle braccia, in testa, un contatto "diretto" insomma, ha vibrato anche il mio cuore, è stato come essere attraversata da Lui, una sensazione assolutamente indescrivibile ma potente, terrificante ed insieme affascinante.
Non faccio parte di quella categoria che avvertendolo entra in uno stato catatonico e ne esce solo dopo tre giorni (ci sono, ci sono...), non dico di non averne paura, negli attimi in cui la terra si mette a ballare la breakdance subisco una forte scarica di adrenalina ma non penso mai che ne arriverà un altro e morirò sepolta tra le macerie.
Penso invece a quanto diventiamo di colpo fragili, impotenti come piccolissime pulci sulla testa di un Terranova che continua a grattarsi. E improvvisamente tutto assume una dimensione diversa.

Bisogna rispettare il Terremoto.
Perchè ci ricorda di non abusare dell'umana spavalderia.
E ci dice:

"Chi cazzo vi credete di essere? Se voglio vi faccio fuori tutti in pochi minuti!"
(e avrebbe la mia approvazione)



Ricordatevi però di votare fino al 10 Giugno! :)

domenica 20 maggio 2012

Interrompo urgentemente le trasmissioni per dirvi che...



Ho una giovane amica che stimo molto e che sta partecipando ad un concorso teatrale con una performance ideata e scritta da lei in collaborazione con il suo cast.
Abbiamo tempo (solo) fino al 10 Giugno per votare, offrendo così l'opportunità a dei giovani talenti di vincere il premio "Talenti a Teatro 2012", il premio NON SONO SOLDI ma le tre serate di apertura al Teatro Olimpico di Roma a Settembre.
Micacotiche! ;)
L'esperimento (come potrete leggere) è coraggioso e credo sia importante premiare chi riesca a mettersi in gioco, sempre e comunque...

 Riporto dal sito la descrizione.

Angela non lo sa – 19 Luglio 1943

Cadevano le bombe come neve, il diciannove luglio a San Lorenzo…  (Francesco De Gregori – “San Lorenzo”)
Lei sfogliava i suoi ricordi le sue istantanee i suoi tabù…  (Rino Gaetano – “Aida”)

La vita di Angela scorre ormai leggera e incosciente fra il letto e i corridoi di un istituto di cura della Capitale. Reparto lungodegenti. Velate e ritmate dalle consuetudini di terapie palliative e dell’affetto di volti a cui non sa più dare un nome, le sue giornate scorrono quasi tutte identiche e relativamente serene. Angela ha 83 anni ed è una bambina. Angela da poco più di tre anni ha l’Alzheimer, che con una fretta inesorabile le ha divorato tutti i ricordi del passato prossimo e ha annientato lo spazio del tempo presente. Un morbo senza spiegazione e senza peccato, che prende e porta via quello che vuole lui – quando vuole lui, quanto pare a lui – lasciando filtrare dalle maglie della coscienza solo una fragilità ingenua e il dolore impotente di chi assiste alla fine che chiunque, e soprattutto lei, ha sempre avuto il terrore di fare.
I ricordi che non hanno voce la trovano però nella danza dei ritagli di memoria che le sono ancora concessi, e che trapelano in maniera vaga e casuale, nella forma di ballerini che danzano sul filo di ciò che non è ancora smarrito e che ha ancora bisogno e necessità di essere raccontato. E, che nell’oblio della malattia, riempi ora i suoi occhi azzurri e dà senso alle sue frasi apparentemente sconnesse. Parole che nessuno sembra collegare a niente, ma che ogni giorno, nell’indifferenza generale, riportano ancora Angela altrove.
Ai suoi anni di bambina emigrata a Roma Città Aperta, quartiere San Lorenzo, e a quel 19 luglio del 1943 che avrebbe cambiato le sorti di una Guerra in corso, e che per lei era solo l’alba banale del suo quattordicesimo compleanno, in bilico fra infanzia e adolescenza, sospesa fra code estenuanti per un pezzo di pane, la borsa nera, la fede di ferro di sua madre, il padre scomparso, i rastrellati delle Fosse Ardeatine. E Radio Londra da ascoltare sottovoce da sfollata, senza più tetto né casa, “sinistrati” prima nelle scuole e poi nelle grotte. E poi la bellezza dei suoi vent’anni, con quel volto da Alida Valli e quella voglia di rinascita povera e incosciente, e alla forma di una storia d’amore così faticosa e normale, con il suo Armando operaio e dirimpettaio – fratello di dieci figli di madre vedova – nata su intreccio di condivisioni e lontananze destinato a durare una vita intera. E a un mestiere di sarta mutuato in quello di rilegatrice, perché sempre di cucito in fondo si trattava, “e almeno in cambio avevi i libri da leggere gratis”.
I libri, i volti, le parole: quelli che ora sembrano rimbombare senza forma nei corridoi di una casa di cura moderna e asettica, dove nessuno più li ascolta, ma che ancora esistono e sono, e forse sono davvero tutto ciò che ancora rimane.
Un’esistenza che ripercorre settant’anni di Storia d’Italia, e che ribalta gli equilibri di un presente squallido e sconfortante – che ad Angela ormai è negato percepire e conoscere – con un passato che tutti sembrano aver dimenticato e che invece è il solo che lei ancora ricordi. Insieme all’arte, alla ricerca innocente e ingenua del piacere del bello, alla speranza e all’impegno e all’ingegno che forse – unica e vitale risorsa – avrebbero potuto continuare salvarci tutti.
“Angela non lo sa – 19 Luglio 1943” è un monologo per attrice sola, in scena con un corpo di ballo di max 10 elementi e musiche dal vivo (solo piano e archi). Un esperimento teatrale e di performance in cui teatro di narrazione e teatro-danza si fondono in un connubio inedito e probabilmente rischioso, per raccontare il passato nelle forme dell’oblio senza smarrirne il significato e la memoria.
Scritto, diretto e interpretato da un cast di autori e professionisti under 30, è uno spettacolo low-cost in cui l’espressione di voce, musica e parole riempiono lo spazio scenico su una scenografia intenzionalmente scarna, sullo sfondo della quale l’identità e l’emozione sono assolute protagoniste.

É già al secondo posto ma per vincere sembra che occorra arrivare primi ;)
Si può votare una volta al giorno da ogni singolo indirizzo IP, per cui da quelli che lavorano in ufficio mi aspetto due voti al giorno!
Anche se non amate il teatro e non ve ne frega nulla di votare, votate lo stesso per favore, non posso spiegarvi quanto sia importante per ME!

GRAZIE :)



Se non vedrò salire vertiginosamente il punteggio, chiudo il BLOG!
(non approfittate di questa affermazione)  ;)




Forza Claudia! Ce la farai a vincere...! ♥



sabato 19 maggio 2012

Vorrei tanto correre questo rischio.





Da bambina ho sempre "frequentato" i cani e stavo venendo su bene, poi la decisione di voler viaggiare, o meglio, provare a vivere in posti diversi,  la repulsione del posto fisso e di non volermi conformare alle regole sociali, hanno messo sottosopra la mia vita al punto tale da non potermi permettere il "lusso" di avere un cane.
Ma si sa, ad un certo punto la vita ti porta il conto...
Oggi più che mai vorrei poterne adottare uno, visto tra l'altro che non riesco più a riversare il mio amore verso uno di quei bipedi maschi che frequento di tanto in tanto.

Non posso prenderne uno per tanti motivi, non solo per la situazione pratica di dover condividere un appartamento ma anche perchè non sono ancora certa di aver messo radici in questo mondo.
E siccome, per come la vedo io, prendersi cura di un cane è un impegno che non puoi interrompere quando intralcia le tue scelte ma è un patto d'amore a vita, ecco che devo privarmene.
Ma ne soffro tantissimo. (si prega di provare un po' di dispiacere ndr)
Allora qualcuno mi ha consigliato di prendere un gatto che è meno "impegnativo".
NO! NO! E NO! Non mi piacciono!  Come ve lo devo dire che non sono la stessa cosa di un cane?

Così?


























PS
A tutti gli amanti dei cani consiglio vivamente la lettura di "Cane e padrone" di Thomas Mann.
Ma perchè no, anche a voi blogger di gattari che non siete altro!  ;o)
























martedì 15 maggio 2012

Post per la curiosità di una mocciosa ;)

Ieri sera avevo voglia di dipingere e come accade spesso non ho ottenuto il risultato che avevo in mente.
E in questi casi non lo firmo e soprattutto non lo pubblico.

Ma datosichè questa lettrice ha provocato il mio senso di sfida,  non posso venir meno a questa terrificante umiliazione.








Dietro questo apparente ammasso di colori senza senso si cela un volto umano ben definito (ma anche due).
La tecnica alla quale sono incline è un "metti e leva colore/metti e leva colore", usare il pennello per mettere e la spatola per togliere.
                         Poi  "graffiare" via tutto per far apparire ciò che era in principio.Ho bisogno di un quadro "sofferto", quasi maltrattato per poi sorgere nella sua rappresentazione. A volte credo che la sofferenza dell'artista debba coincidere con la sofferenza della tela...

Il più delle volte però viene fuori una cagata, anche perchè non so mai quando fermare l'impeto creativo.
Ma ogni tanto ha un suo perchè. O un MIO perchè? Boh, ho imparato a non pormi troppe domande riguardo la tentazione di mischiare colori su di una superfice. Non ho abbastanza denaro per pagare uno psichiatra.
(ma anche se lo avessi preferirei spenderlo in altre ludiche attività) ;)

Sei contenta cara?



Per coinvolgere tutti gli altri però potrei pure fare il "gioco" delle macchie di Rorscharch e in base alle risposte stilare una classifica del "più fuori di testa".









sabato 12 maggio 2012

A volte richiamano.



In questo post lanciavo bestemmie in aramaico per via del comportamento scorretto del mio ex datore di lavoro, ricordate? Nessuno, forse nemmeno io credevo che potesse davvero richiamarmi.
Invece è accaduto!
Certo, sempre un part-time e sempre provvisorio con un altro contratto di tre mesi ma meglio di un calcio in culo che dite?
E poi fare la receptionist d'albergo mi piace proprio. Soprattuto a Roma.

Il primo giorno di lavoro il capo mi guarda e dice "Non ci credevi eh?" e poi arrossisce, non ho idea del perchè. Ma lo fa spesso quando parla con me, vuoi vedere che sotto sotto...o_O
Rigetto completamente l'idea, anche se lui non è male ed è pure single, non mi è mai piaciuto mischiare il lavoro con altro (quel paio di volte che è capitato ho perso il posto!) e poi forse è solo occasionalmente timido ed io sono fuori strada.

Avevo proprio bisogno comunque di questa gratificazione, nell'attesa di un lavoro full-time a tempo indeterminato (ahahahahah!).
Ma allora, mi son detta, gli piaceva sul serio come lavoravo.
Perchè dubitarne poi? Solo perchè avevo scassato le palle reclamando i miei diritti?

Spero di avere altri spunti "alberghieri" simpatici o strani di cui scrivere.


Non c'entra nulla (o quasi) col post ma a me ha fatto ridere (per chi non troppo giovane si ricorda di questa canzone).


lunedì 7 maggio 2012

Per qualche minuto ci avevo creduto.


Nel corso della mia vita sono stata spesso accusata di avere atteggiamenti disfattisti, di sfiducia e pessimismo nei confronti del prossimo e della loro presunta empatia.
In alcuni frangenti ho pensato addirittura che probabilmente fosse solo un mio problema.
Ma mi accorgo che ogni qualvolta che cedo alla tentazione di credere il contrario, vengo quasi sistematicamente smentita dalla realtà, in parte ne sono pure compiaciuta perchè le mie convinzioni non nascono dal nulla, hanno un fondamento abbastanza solido dettato dall'esperienza.

Perchè sto dicendo questo?
Il 13 Aprile di quest'anno ho scritto questo post raccontando un episodio in maniera leggera ed ironica come mio solito per sdrammatizzare una realtà abbastanza difficile di chi si ritrova senza lavoro e senza aiuti concreti di sostentamento e l'ho fatto perchè questo è un blog personale e veritiero senza aspettarmi riscontri particolari da chicchessia.
Invece con mio stupore avevo costatato una certa empatia attraverso i vostri commenti, tanto che ho pensato di mettere un tasto "donazione" perchè qualcuno ha fatto riferimento ad un concreto gesto di solidarietà.
L'ho fatto sia perchè è completamente gratuito, sia perchè volevo dimostrare ancora una volta a me stessa di avere ragione riguardo la "presunta empatia" tra le persone che nemmeno ti conoscono personalmente.

Bene, da quel giorno ad oggi nella Paypal sono rimasti zero euro. Se ci avessi trovato anche SOLO cinque euro (che ovviamente non mi avrebbero cambiato la vita)  non avrei fatto questo post, credetemi.
Probabilmente invece sarebbero cambiate le mie schifose convinzioni, il che sarebbe stato ancora meglio.

In realtà, non avendo mai fatto affidamento sull'aiuto altrui, la cosa non mi ha meravigliato particolarmente e per fortuna ho sempre avuto abbastanza fiducia in me stessa, credendo fortemente di sfangarla da sola come sempre.
Ma quello che penso lo dovevo dire, come il mio modo di essere mi impone d'altronde.

Ovviamente continuerò a scrivere e mantenere anche il rapporto simpatico che si è creato tra me ed alcuni di voi, solo che vorrei dirvi di evitare di dire stronzate in futuro, semplicemente per apparire sotto una bella luce di vibrante empatia. Spero non me ne vogliate. E se me ne vorrete significherà che avrò colpito il bersaglio. Mi hanno spesso accusato di essere anche troppo schietta e cruda.
So benissimo che ognuno ha i cazzi propri da risolvere e alla fine la scritta che segue è illuminante al riguardo (credo che mi farò quel famoso poster da mettere alle pareti!).



 Tuttavia...











mercoledì 2 maggio 2012

Processi creativi alle intenzioni.

Dopo un po' di mesi mi è rivenuta voglia di dipingere.
Forse non era il momento giusto, o forse sì.
Volevo rappresentare l'umano consapevole della sua fine  (una materia leggera, ultimamente mi sento molto fru-fru).
Per la prima volta nella mia vita volevo usare solo il bianco e nero, rappresentando un volto umano per metà "normale" e per metà teschio...


PRIMA STESURA



SECONDA STESURA




TERZA STESURA








ALLA QUARTA STESURA HO AVUTO VOGLIA DI AGGIUNGERE IL ROSSO, NON HO RESISTITO...





È GRAVE DOTTORE?



Aggiugo anche questo "scritto" che mi ha inviato un'amica:


domenica 29 aprile 2012

Stasera mi è venuta voglia di recitare una preghiera.

Bacco nostro che sei in cantina
sia ricordato il tuo nome. 
Venga il tuo vino purchè genuino                                
sia Barbera o Bardolino.
Sia fatta la tua volontà nello stabilir la quantità.
Dacci oggi la nostra sbornia quotidiana.
Riempi i nostri bicchieri
come noi li riempiamo ai nostri bevitori.
Non ci indurre a lavorare
ma liberaci dall'acqua.

Amen.



giovedì 26 aprile 2012

La morte a pagamento. La tua.

Ho visto quest'altro film, adoro il cinema, ve l'ho mai detto?  Per fortuna nei tempi dell'internetto non è necessario andare al cinema a spendere un fracco di soldi per poi farsi infastidire da un chiacchiericcio, una testa troppo capelluta, una coppia che si dimena, un bambino che piange ecc.
Perchè vedere le ultime uscite se ci sono migliaia di film datati (a volte validissimi) che non ho ancora visto?

Io sono spesso incuriosita da film che non hanno avuto un'eco commercial-popolare, eh sì, in questo credo di essere abbastanza snob, mio malgrado.

Questo film comunque non è validissimo e nemmeno un capolavoro va da sè. MA.

Può far riflettere come può farlo un pugno nello stomaco...condito con qualche risata di sberleffo irriverente verso ciò che è un vero tabù nella società. La morte, e peggio ancora se agognata.

Il tema sostanzialmente consiste nel voler dare rispetto e dignità al suicidio,  come atto consapevole.

Viene classificato come un film commedia/grottesco/drammatico, il che lo ha reso già abbastanza invitante per i miei gusti.(adoro le cose poco inquadrabili).
Ma spiego prima la trama leggermente insolita, per chi non l'avesse ancora visto naturalmente e anticipo che ha vinto il Marc'Aurelio d'Oro della Giuria per il miglior film al Festival Internazionale dei film di Roma del 2010.
Non che ciò voglia dire un cazz'Aurelio, ma tant'è.

Un tizio, un certo Dottor Kruger ha l'ambizione di poter dare la giusta dose di dignità a coloro che per motivi differenti abbiamo deciso di togliersi la vita. "Il suicidio sarà presto un diritto costituzionale" dice.
Questo processo viene attuato nella sua clinica esclusiva e gli "ospiti" pagano profumatamente per un suicidio assistito con tanto di desiderio finale, come si fa per i condannati a morte in altre circostanze, (è già questo piccolo elemento ad offrire l'idea di un che di grottesco incluso anche il fatto che scappino tutti come disperati quando ad un certo punto scoppia un incendio nella clinica...).
Un suicidio perfetto quindi con un po' di veleno prima di un tentativo comunque dissuasivo da parte di Kruger.
La verità che probabilmente vuole mostrare è in realtà il fatto che la morte arrivi in maniera anarchica. Non puoi imporre delle regole alla morte. E la seconda parte del film ne è la riprova.

Sostanzialmente è una commedia nera in bianco e nero alla Bergman. Ma forse solo per il bianco e nero, adoro Bergman ma non credo spiccasse in ironia o paradossale comicità...Allen credo abbia saputo rivedere e correggere in un certo senso. Non fraintendete, il binomio Allen-Bergman lo ritengo quasi indissolubile in alcune pellicole .Ma qui si va oltre e non certo per qualità o genianità, ma per originalità.

Ma torniamo al nostro "Dottor Morte", se si riesce ad andare aldilà della provocazione, del proporre il tema in maniera spiazzante e politicamente scorretto, si può anche riflettere su "l'ingerenza delle istituzioni sulla scelta individuale" e poi pensare al tema serissimo e controverso dell'EUTANASIA.
Ma anche no! Dico io.
Si può solo godere di questa pellicola dall'humor nero sorridendo delle bizzarrie dei "pazienti" e della trama che vira repentinamente.
Dipende dal vostro modo di  affrontare l'argomento trattato. (e sicuramente dai vostri gusti cinematografici in primis).
Sappiate comunque che Olias Barco, il regista di questo film, si è ispirato ad una realtà : la "Dignitas" è una clinica svizzera per il suicidio assistito.

Vabbè, in definitiva volevo dirvi che se vi capita vedete questo "Kill me please".
Abbandonate i vecchi metodi...;)

mercoledì 18 aprile 2012

Cosa mettiamo alle pareti?





È successo che il "nuovo" coinquilino è scappato nottetempo come un ladro senza pagare la sua quota d'affitto e di bollette.
Per me è stato un vero sollievo.
Primo perchè mi stava altamente sul culo e secondo perchè ho traslocato in quella che era la sua camera, più grande della mia e ripitturata da poco.

Ho già sistemato tutto, manca però quello che io ritengo una parte fondamentale per poter sentire mia una camera o una casa in cui si vive: mettere delle cose alle pareti. Non riesco proprio a concepire le pareti bianche e come detto in altre occasioni mi sanno di ospedale, di asettico, di impersonale, di vuoto interiore e da ciò che appendiamo alle pareti si comprende parte della nostra personalità, ne sono certa.
Una mia amica per esempio, esausta, ha appeso il marito alla parete, c'è chi appende i figli, vabbè ma questi sono addobbi momentanei, torniamo a noi.
Non so per quale motivo ma non ho più voglia di appendere i miei quadri, forse mi sono stancata di vedere sempre le stesse cose,di nuovi non ne sto producendo quindi dovrò far ricorso alla fantasia altrui.
Quadri veri e propri non posso permettermeli, quindi ripiegherò su foto, posters, riproduzioni, teli indiani colorati o boh! Non so ancora.
La parete più importante per eccellenza, per me è quella del letto. Mi piace vedere cosa mette la gente in quella parete. Suppongo immaginiate che io eviti i crocefissi e le madonne...
Solitamente infatti si mette qualcosa di un gusto molto personale che piace tanto e che voglia comunicare un'idea, una passione, un credo appunto. Il Cristo e i suoi parenti diciamo che nella mia vita non sono ben visti. Sto pensando a qualcosa che abbia a che fare con il mare, o un'immagine con una scritta, non so, devo ancora trovarla.
Nel frattempo però mi piacerebbe sapere (sarebbe meglio vedere) cosa avete voi in quella parete, eh sì, voglio entrare nella vostra camera da letto! Posso?


Io potrei anche decidere di mettere questa.  =D

venerdì 13 aprile 2012

Ho fatto un fioretto.






La mia condizione economica, come alcuni di voi sanno, non è proprio splendida, tra un po' forse non potrò più neanche mettere quel credito di venti euro mensile per la connessione con la chiavetta, per cui devo affrettarmi a scrivere le ultime cazzate che mi passano per la testa, così quando sparirò dal web, l'opera che lascerò in eredità per le future generazioni di cazzari sarà più ricca e corposa. Sono pensieri anche questi, cosa credete!

Io quando divento povera inizio a desiderare le cose apparentemente superflue e inutili come i fiori per esempio. Raramente ci penso quando in realtà potrei permettermeli, credo accada per compensare uno stato d'animo, del tipo:  Eh vabbè non posso permettermi di andare alla mostra di Dalì attualmente a Roma, nè di andare a vedere un ultimo film in uscita ("Quasi amici" e "The Help" li vedrei volentieri)  nè di cenare in quel ristorante Peruviano che ho scoperto vicino casa - di cosa si nutrono i Peruviani? Certe curiosità non mi lasciano riposare tranquilla - nè di comprare due ostriche ogni tanto, nè di fare regali (che è una cosa che amo tanto), nè in definitiva di un cazzo di nulla.
Questo per poter sopravvivere fino al prossimo impiego, quando (e se) lo troverò. E quindi mi viene la voglia di avere in camera un segno di vita come una piantina fiorita o anche un fiore soltanto, mi fanno stare bene a guardarli, soprattutto le Gerbere coloratissime, mettono di buonumore, nutrono un pochetto l'anima e donano speranza (sto esagerando come mio solito però avete capito).

Così erano un po' di giorni che pensavo di comprare questi benedetti fiori (se solo mi decidessi a uscire con quel farmacista separato che mi sorride a 80 denti quando entro per comprare le Minulet, potrei sicuramente ricevere mazzi di fiori freschi all'occorrenza, ma sono un'orsa e lui mi sembra troppo felice e spensierato per poterlo stimare, lo so...non dite niente!). Insomma prendevo in mano 'sti fiori, guardavo il prezzo e li rimettevo giù pensando che fosse più saggio comprare una bistecchina. (gongolate pure della vostra situazione economica, vi do il consenso per sentirvi meglio, in fondo sono una filantropa).

Poi ieri, mentre passavo in una strada non troppo distante da dove vivo, ho visto la Madonna!
Sì insomma non esattamente lei in persona, era rinchiusa in una teca di vetro e su questo muro ci sono affisse targhette di ringraziamento, grazie per la grazia ricevuta e via dicendo. Sotto di lei una marea di piantine e fiori freschissimi.
Ebbene sì,  l'ho fatto!
Però è situata all'incrocio di un semaforo e quindi la gente in macchina è costretta a fermarsi e mentre aspetta che scatti il verde si guarda intorno. Ora, io so che pure quei tipetti usciti freschi freschi da Regina Coeli sono molto suscettibili quando si parla di santi e madonne e non vorrei rischiare il linciaggio così sono riuscita a prenderne solo uno. Ma ho promesso a me stessa di tornarci la notte.
Se mi dovessero cogliere sul fatto potrei sempre dire: "Sono serena". Sembra che funzioni spesso.

Dite che la Madonna s'incazzerebbe proprio tanto? Brucerò per sempre tra le fiamme dell'inferno? Perchè ci sono i gabbiani a Piazza del Popolo?

Sì lo so, mi sa che s'incazzerebbe di più chi li ha messi quei fiori.
Ma rubare fiori è un atto di necessità.

Ne convenite miei cari e fedeli lettori? (era una vita che volevo scrivere questa frase, ora posso anche morire felice).




Sono certa però che alcuni di voi hanno visto la Madonna da un'altra parte.