domenica 20 maggio 2012

Interrompo urgentemente le trasmissioni per dirvi che...



Ho una giovane amica che stimo molto e che sta partecipando ad un concorso teatrale con una performance ideata e scritta da lei in collaborazione con il suo cast.
Abbiamo tempo (solo) fino al 10 Giugno per votare, offrendo così l'opportunità a dei giovani talenti di vincere il premio "Talenti a Teatro 2012", il premio NON SONO SOLDI ma le tre serate di apertura al Teatro Olimpico di Roma a Settembre.
Micacotiche! ;)
L'esperimento (come potrete leggere) è coraggioso e credo sia importante premiare chi riesca a mettersi in gioco, sempre e comunque...

 Riporto dal sito la descrizione.

Angela non lo sa – 19 Luglio 1943

Cadevano le bombe come neve, il diciannove luglio a San Lorenzo…  (Francesco De Gregori – “San Lorenzo”)
Lei sfogliava i suoi ricordi le sue istantanee i suoi tabù…  (Rino Gaetano – “Aida”)

La vita di Angela scorre ormai leggera e incosciente fra il letto e i corridoi di un istituto di cura della Capitale. Reparto lungodegenti. Velate e ritmate dalle consuetudini di terapie palliative e dell’affetto di volti a cui non sa più dare un nome, le sue giornate scorrono quasi tutte identiche e relativamente serene. Angela ha 83 anni ed è una bambina. Angela da poco più di tre anni ha l’Alzheimer, che con una fretta inesorabile le ha divorato tutti i ricordi del passato prossimo e ha annientato lo spazio del tempo presente. Un morbo senza spiegazione e senza peccato, che prende e porta via quello che vuole lui – quando vuole lui, quanto pare a lui – lasciando filtrare dalle maglie della coscienza solo una fragilità ingenua e il dolore impotente di chi assiste alla fine che chiunque, e soprattutto lei, ha sempre avuto il terrore di fare.
I ricordi che non hanno voce la trovano però nella danza dei ritagli di memoria che le sono ancora concessi, e che trapelano in maniera vaga e casuale, nella forma di ballerini che danzano sul filo di ciò che non è ancora smarrito e che ha ancora bisogno e necessità di essere raccontato. E, che nell’oblio della malattia, riempi ora i suoi occhi azzurri e dà senso alle sue frasi apparentemente sconnesse. Parole che nessuno sembra collegare a niente, ma che ogni giorno, nell’indifferenza generale, riportano ancora Angela altrove.
Ai suoi anni di bambina emigrata a Roma Città Aperta, quartiere San Lorenzo, e a quel 19 luglio del 1943 che avrebbe cambiato le sorti di una Guerra in corso, e che per lei era solo l’alba banale del suo quattordicesimo compleanno, in bilico fra infanzia e adolescenza, sospesa fra code estenuanti per un pezzo di pane, la borsa nera, la fede di ferro di sua madre, il padre scomparso, i rastrellati delle Fosse Ardeatine. E Radio Londra da ascoltare sottovoce da sfollata, senza più tetto né casa, “sinistrati” prima nelle scuole e poi nelle grotte. E poi la bellezza dei suoi vent’anni, con quel volto da Alida Valli e quella voglia di rinascita povera e incosciente, e alla forma di una storia d’amore così faticosa e normale, con il suo Armando operaio e dirimpettaio – fratello di dieci figli di madre vedova – nata su intreccio di condivisioni e lontananze destinato a durare una vita intera. E a un mestiere di sarta mutuato in quello di rilegatrice, perché sempre di cucito in fondo si trattava, “e almeno in cambio avevi i libri da leggere gratis”.
I libri, i volti, le parole: quelli che ora sembrano rimbombare senza forma nei corridoi di una casa di cura moderna e asettica, dove nessuno più li ascolta, ma che ancora esistono e sono, e forse sono davvero tutto ciò che ancora rimane.
Un’esistenza che ripercorre settant’anni di Storia d’Italia, e che ribalta gli equilibri di un presente squallido e sconfortante – che ad Angela ormai è negato percepire e conoscere – con un passato che tutti sembrano aver dimenticato e che invece è il solo che lei ancora ricordi. Insieme all’arte, alla ricerca innocente e ingenua del piacere del bello, alla speranza e all’impegno e all’ingegno che forse – unica e vitale risorsa – avrebbero potuto continuare salvarci tutti.
“Angela non lo sa – 19 Luglio 1943” è un monologo per attrice sola, in scena con un corpo di ballo di max 10 elementi e musiche dal vivo (solo piano e archi). Un esperimento teatrale e di performance in cui teatro di narrazione e teatro-danza si fondono in un connubio inedito e probabilmente rischioso, per raccontare il passato nelle forme dell’oblio senza smarrirne il significato e la memoria.
Scritto, diretto e interpretato da un cast di autori e professionisti under 30, è uno spettacolo low-cost in cui l’espressione di voce, musica e parole riempiono lo spazio scenico su una scenografia intenzionalmente scarna, sullo sfondo della quale l’identità e l’emozione sono assolute protagoniste.

É già al secondo posto ma per vincere sembra che occorra arrivare primi ;)
Si può votare una volta al giorno da ogni singolo indirizzo IP, per cui da quelli che lavorano in ufficio mi aspetto due voti al giorno!
Anche se non amate il teatro e non ve ne frega nulla di votare, votate lo stesso per favore, non posso spiegarvi quanto sia importante per ME!

GRAZIE :)



Se non vedrò salire vertiginosamente il punteggio, chiudo il BLOG!
(non approfittate di questa affermazione)  ;)




Forza Claudia! Ce la farai a vincere...! ♥



27 commenti:

  1. Domattina te lo condivido su facebook (e stavolta taci su quello strumento, per la promozione va benissimo) così magari un po' di lettori la votano. Se vince tu però mi ospiti a Roma per vederlo...

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    1. Taccio taccio e ringrazio pure! :)

      Mi sa che devi rileggerti il post precedente riguarda l'ospitare qualcuno...

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    2. Sono abituata ai centri occupati (quindi posso dormire per terra), pur rimanendo personcina a modo (così da non farti sfigurare coi tuoi co-inquilini).
      No problem, comunque, puoi rimediare pagandomi il biglietto per l'ingresso a teatro, allora, e intanto vedrò di farmi ospitare da qualcun altro ;-)

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    3. Ahahahahah! Con l'altra opzione mi faciliti le cose!

      Massì dai, io ho dormito pure per strada, se la compagnia è giusta si può fare tutto in questa vita :)

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    4. OT: anche io ho pensato a te, quando ho visto questo: http://mumblerik.blogspot.it/2012/05/10-consigli-per-diventare-un.html :-)

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    5. Peccato che neanch'io sia illustratrice, anche se alcuni di quei consigli li seguo spontaneamente da tempo (...troppo pochi per poter concludere qualcosa a livello professionale).

      Ma che belli questi pensieri nell'aere :)

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  2. Mi piacerebbe andare a vedere uno spettacolo così!

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    1. Devo dare atto però che ogni tanto dici cose sensate ;)
      Al posto delle mozzarelline... vorrei i tuoi voti giornalieri!

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    2. Solo perché non scrivo una cosa, non significa che non l'ho fatta. ;)
      Come puoi disprezzare le mozzarelline???

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    3. Giusto, non ti chiederemo la verifica ;)

      Ma non le disprezzo AFFATTO! Solo che per me questa cosa è molto importante e ci tengo tantissimo.

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    1. Grazie!!!:)
      Beh si può vedere dal sito, nelle categorie performance al momento è la seconda col punteggio più alto.

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  4. Interessante il tuo blog e questo testo teatrale ... voto per tenere aperto il primo e vedere a teatro il secondo ;)

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    1. Ciao, grazie e benvenuto :)
      Credevo non fossi nuovo da queste parti, ma forse ti ho visto solo in giro per altri blog.

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  5. ho votato (erano anni che non lo facevo!)

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    1. Vedi? Sono l'autrice di gesti impensati ;)
      Grazie Kermit!

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  6. noi qui s'è dato, voto o non voto arriveremo a roma...

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    1. Grazie anche a te Lisa :)

      MA RICORDATEVI CHE DOVETE VOTARE OGNI GIORNO FINO AL 10 GIUGNO!
      PLEASEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!:)

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  7. Complimentissimi alla tua giovane amica! Votiamo in massa perché se lo merita! Peccato non poter essere a Roma a settembre!
    Anche io ho condiviso su Fb e ho dato il mio voto ieri, ma oggi non ci riesco proprio! Voi siete riusciti a votare già due volte? Fatemi sapere perché non capisco quale sia il problema.
    :-(

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    1. Mi sembra strano, forse ieri hai votato a mezzanotte e un minuto, quando cioè era già oggi ;)

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    2. Hai ragione! Ahahahah! Ho votato a mezzanotte e dieci!
      Meglio così... vuol dire che non ci sarà nessun problema a continuare a votare.
      :-D

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  8. Votato! Piacerebbe tanto anche a me vederlo!
    Leggere la sinossi mi ha ricordato di uno spettacolo che ho fatto anni fa dove abbiamo portato in scena Memoires di Goldoni. Sul palco avevamo un velatino bianco dietro il quale stavano i personaggi che rappresentavano i ricordi di Goldoni, era suggestivo! :)

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    1. A me piacerebbe vedere anche te in veste di attrice teatrale. One day, maybe.
      Grazie Angy :)

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  9. Fatto.

    Alla prossima. Una lisciata a quel montone di peli pieni di fanculismo ad un OrsaBipolare

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    1. Grazie Cavalier, comunque non amo troppo le "lisciate" ;)

      Sappi però che quando mi rado, un po' di fanculismo va via insieme ai peli...(TU stai pensando a cose strane, invece era una potentissima metafora ontologica) =D

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La Bipocrazia a oltranza permette anche agli anonimi di farfugliare di tutto in questo spazio.
Tanto l'Orsa sa come rispondere a chiunque.