domenica 30 giugno 2013

Incontrare un quando tra le braccia.








Quando non esiste affatto e sarebbe imbarazzante.

Quando lo senti perchè ami.
Quando è solo un atto di conforto.
Quando lo cerchi, sai che è importante e senti che solo quello potrebbe bastare.

Quando succede in quel modo pensi che sia un miracolo.
Quando capisci che è vero e non hai dubbi.
Quando invece pensi sia scarno e manchi di qualcosa.
Quando capisci che è sincero ma non sai perchè.
Quando lo fai ma non vorresti.
Quando giunge inaspettato.
Quando pensavi sarebbe stato.
Quando  non è mai esistito.
Quando ti spaventa.
Quando facendolo non avresti pensato che.
Quando non sai accoglierlo.
Quando non ci penseresti mai e poi mai.
Quando porcaputtana accade!
Quando vorresti farlo ma poi ti chiedi se.
Quando lo fa un bambino.
Quando lo fa un macaco.
Quando è slegato da tutto.
Quando è impastato di abitudine.
Quando scatta spontaneo.
Quando è un addio.


Io ho incontrato uno di questi "quando" ultimamente.

E ne sono felice.



lunedì 24 giugno 2013

E cos'altro avrei voluto scegliere? ;-)





Aggiornamenti sulla recitazione.

Lo spettacolo finale è saltato. Tutti noi allievi ci siamo rifiutati di mettere in scena "Delirio a due" di Eugène Ionesco, commedia del Teatro dell'assurdo scelta dalla direttrice della scuola (la stronza di cui parlo nel post precedente e che ci ha privati del nostro caro insegnante di recitazione).
Sono contenta per due motivi: non eravamo pronti per una cosa del genere e nessuno voleva fare figure di merda e poi perchè personalmente ho capito di non amare il Teatro dell'assudo o forse non sono riuscita ad amare questa rappresentazione.
Visto che comunque avevamo pagato il corso fino alla fine di Giugno, proseguiamo con le ultime lezioni e la nuova insegnante (che non apprezzo particolarmente visto che parte da concetti didattici diametralmente opposti a quelli del nostro amato prof...) ha detto di studiare su un testo, una poesia, un monologo scelto a nostro piacimento anche se non lo porteremo in scena.
Ma per tutti noi neofiti quella è l'ultima cosa a cui aspiriamo al momento, non sono state affrontate troppe materie per poter arrivare tranquilli alla meta, tra l'altro non è quella che io considero una meta.

Allora ho pensato al mio monologo e ho deciso senza esitazione che vorrei essere in grado di recitare bene quello tratto dal famoso film "Quinto potere" di Sidney Lumet, chi non lo conosce?
Tra le evidenti (per chi mi conosce) motivazioni per cui l'ho scelto, c'è anche quella che sebbene sia degli anni '70 lo sento molto attuale...

Attraverso un programma televisivo visto da milioni di americani ecco cosa dice il protagonista:

 Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male. Abbiamo una crisi. Molti non hanno un lavoro, e chi ce l'ha vive con la paura di perderlo. Il potere d'acquisto del dollaro è zero. Le banche stanno fallendo, i negozianti hanno il fucile nascosto sotto il banco, i teppisti scorrazzano per le strade e non c'è nessuno che sappia cosa fare e non se ne vede la fine. Sappiamo che l'aria ormai è irrespirabile e che il nostro cibo è immangiabile. Stiamo seduti a guardare la TV mentre il nostro telecronista locale ci dice che oggi ci sono stati 15 omicidi e 63 reati di violenza come se tutto questo fosse normale, sappiamo che le cose vanno male, più che male. È la follia, è come se tutto dovunque fosse impazzito così che noi non usciamo più. Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: "Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere! Lasciatemi il mio tostapane, la mia TV, la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente ma... ma lasciatemi tranquillo!" Beh, io non vi lascerò tranquilli. Io voglio che voi vi incazziate. Non voglio che protestiate, non voglio che vi ribelliate, non voglio che scriviate al vostro senatore, perché non saprei cosa dirvi di scrivere: io non so cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e i russi e la violenza per le strade. Io so soltanto che prima dovete incazzarvi. Dovete dire: "Sono un essere umano, porca puttana! La mia vita ha un valore!" Quindi io voglio che ora voi vi alziate. Voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedie. Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l'apriate e vi affacciate tutti ed urliate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!". Voglio che vi alziate in questo istante. Alzatevi, andate alla finestra, apritela, mettete fuori la testa e urlate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Le cose devono cambiare, ma prima vi dovete incazzare. Dovete dire: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Allora penseremo a cosa fare per combattere la crisi, l'inflazione e la crisi energetica, ma Cristo alzatevi dalle vostre sedie, andate alla finestra, mettete fuori la testa e ditelo, gridatelo: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!"

Beh, mi ci vedete bene no? ;-)


 


PS
Se qualcuno di voi ha in mente altri monologhi, teatrali o cinematografici NON quelli famosissimi (come questo) vorrei che me li segnalasse così vado a vedere se sono nelle mie corde per una prossima recitazione. GRAZIE!


venerdì 7 giugno 2013

Un fatto imbarazzante.







Ad Aprile ho iniziato questo corso di recitazione teatrale di tre mesi con spettacolo finale a Giugno e mi stavo divertendo insieme agli altri allievi e un professore in gamba.
L'altro giorno arriviamo all'incontro e il professore ci comunica che sarà la sua ultima lezione in questa scuola.
Come come? Nooooo! E perchè?
Ci spiega che la direttrice non lo paga e lo prende per il culo di volta in volta dicendogli "Ti pago la prossima volta", prossima volta che non arriva mai.
E personalmente, avendo avuto in passato a che fare con datori di lavoro di questa razza infame, ho avvertito una rabbia "particolare" anche perchè lui mi piaceva tantissimo come insegnante.
Dopo è arrivata la stronza arraffasoldi ed è scoppiata una bomba di fango.

Hanno litigato in maniera pesante e lei parlava anche di querela ai carabinieri.
Carabinieri che alla fine siamo stati noi a chiamare, anche perchè volevamo capire che fine avrebbero fatto i nostri bei soldini dati in anticipo.
I carabinieri hanno fatto in modo che lei stabilisse un giorno per dare quella somma di denaro dovuta al professore, si sono stretti la mano e ovviamente lui è andato via.
Noi lì come coglioni imbambolati e sconvolti, due allievi non verranno più anche se lei ha provveduto per una nuova insegnante.

In questo genere di corsi si crea un rapporto ed un percorso emozionale unico tra gli allievi e l'insegnante per cui un bel po' di entusiasmo è sparito.
Tra l'altro manca poco per lo spettacolo (il primo della mia vita!) e ad ognuno di noi tocca studiare e memorizzare altre parti dato che due persone hanno abbandonato.
Io proseguo ma non mi sento "pronta", forse lo farò come viene viene...e poi cercherò un'altra scuola.


Auguratemi tanta "merda"! (è così che si dice a teatro, non è colpa mia :D)




domenica 26 maggio 2013

Succede così.







Che una sera hai voglia di bere una bottiglia di vino sulle costine d'agnello e quello sguardo a metà tra il compiaciuto e l'incredulo, poi hai voglia di prendere un po' di blu, uno qualunque, il primo che trovi, di Prussia, Cobalto, Oltremare, Blu-time.
Lo versi in un bicchiere di acqua, mescoli, prendi una siringa e tiri su il liquido.
Poi guardi la siringa, è così insolita con quel blu dentro, ti piace.
Pensi che l'idea di qualcuno che voglia iniettarselo nelle vene può rappresentare qualcosa, non sei sicura di comprenderne il significato ma vuoi scattare la foto di quell'attimo.
Lo fai.
L'indomani ti chiedi il perchè.

Questo è l'errore.


Quante volte vi sarà capitato?


(Nel mio caso ho ipotizzato un improvviso desiderio di mare).




domenica 12 maggio 2013

Ammetto di averlo pensato.










Era trascorso un tempo inverosimilmente lungo dall'ultima volta in cui avevo accolto in albergo clienti appartenenti alla categoria "scassoilcazzopernatura".
Ma la vita si sa, non permette mai che tu possa ricrederti e magari illuderti che i rompicoglioni siano in via d'estinzione. A volte si fantastica. Si sogna per un po' ecco.

Una coppia. Arriva lei per prima senza bagaglio e con fare arrogante blatera sul fatto che suo marito è giù che cerca un parcheggio, le indico quello più vicino a pagamento e dice che no, vuole restituire immediatamente l'auto presa a noleggio e devo scoprire il numero dell'agenzia per sapere dove possono riconsegnare il veicolo senza dover ritornare a Fiumicino (dove l'hanno noleggiato).
Nel frattempo non mi consegna i documenti, chiede di voler vedere prima la camera e ci va a pisciare prima ancora che si svolga il check-in e la consegna delle chiavi lamentandosi su ogni inezia.
Poi assistendo ad un altro check-in di una tripla mi dice che la sua camera è troppo piccola e ne vuole una più grande, DEVO, dice, darle una camera più grande.
Le spiego che esiste una differenza tra una camera doppia e una tripla (!) e visto che lei gentile signora ha prenotato una doppia...ok adesso voglio una tripla, quant'è la differenza? Purtroppo non ho più camere disponibili dolce e deliziosa signora dai modi gentili.

Ma questo è stato solo l'inizio.
Mentre eravamo tra l'appartamento e il pianerottolo si accorge che si spegne la luce delle scale e mi chiede: "Ma...questa luce non rimane sempre accesa?" No squisita signora, come nella maggiorparte delle palazzine è automatica, si accende, dura un tot di minuti e poi puff si chiama risparmio energetico.
E lei quasi urlando istericamente: "Nooooo, se l'avessi saputo non avrei prenotato qui!" io le spiego che basta usare un ditino e accendere l'interruttore...
Qui scopriamo che la sua RELIGIONE glielo vieta. Sembra uno scherzo ma vorrei sapere quanti di voi sapevano che gli ebrei di sabato non possono (tra le altre cose che ho scoperto dopo...) accendere interruttori di nessun genere?
Non so come sia riuscita a non scoppiare a ridere perchè malgrado avessi sempre saputo che le religioni, tutte, contemplino bizzarrie per me incomprensibili, non credevo che alcune si spingessero fino a questo punto.
Quando mi ha chiesto se la mattina di sabato ci sarebbe stato qualcuno che mettesse per lei la spina elettrica del suo bollitore dentro una presa,  ero troppo "sconvolta" pure per ridere, anche quando mi ha detto che voleva pagare prima di sabato perchè quel giorno gli ebrei non possono nemmeno firmare...ho pensato che il mondo è veramente pieno di gente malata e che la religione sia sul serio qualcosa di estremamente ridicolo per usare un eufemismo.

Ma va bene così, in fondo cosa mi frega, ci sono anche persone che mettono il parmigiano sugli spaghetti alle vongole, che vanno a votare per Berlusconi, che ridono alle battute di Crozza, che amano guardare le partite di golf e copulare sempre al buio, di cos'altro dovrei meravigliarmi?
Questa donna tuttavia era talmente detestabile, arrogante e priva di ogni minima forma di rispetto per chi è lì a lavorare e servirla al meglio che per un attimo l'ho pensato.
Perchè Adolf non fece sterminio anche della sua famiglia d'origine?

Sì lo so, andrò all'inferno. Se solo ci credessi.


PS
Quella fretta assurda di disfarsi della macchina era dovuta al fatto che non possono nemmeno "guidare" di sabato.
Forse l'unica cosa positiva di tutto ciò è che adesso so veramente tutto riguardo lo Shabbat e le 39 azioni vietate dalla loro religione.

(per poter prendere per il culo qualcuno devi prima conoscerlo bene)




AUGURI A TUTTE LE MAMME!*




*(tranne a quelle che hanno partorito dei rompicoglioni)





sabato 27 aprile 2013

Gravi errori di valutazione.






Caro blog ti scrivo...altrimenti oggi disintegro un essere umano. Accetta il terapeutico che è in te.

Intendiamoci, l'ipotesi di uccidere un essere umano non sarebbe grave eticamente parlando (applicata su alcuni soggetti) ma sono i secondini che mi fanno paura e tutto quel rumore di chiavi la mattina.
Per cui devo calmare questo mio istinto animalesco, razionalizzare, tenere i nervi saldi e perdonare. Perchè lei non sa quel che fa...

Premessa:
Mi piacerebbe tanto tornare a vivere da sola ma visto che c'è la crisi anche se i ristoranti sono pieni... un po' di problemi economici ce li ho anch'io e non posso permettermi un monolocale a Roma.
Quindi sono costretta a condividere l'appartamento con estranei e devo dire che FINORA la faccenda non mi aveva causato "particolare" insofferenza.

Il seguito fino ad oggi:
Accadde che, dopo tre anni di quieta convivenza con due uomini adulti, uno decise di compiere il gesto insano di andare a convivere con la compagna ergo abbandonò questa casa.
Così mi misi alla ricerca del terzo coinquilino.
Questa volta ebbi (sono caduta vittima del passato remoto fattene una ragione) la spudorata idea di voler cambiare, vale a dire scegliere una donna che forse mi avrebbe anche aiutato con le pulizie visto che per tre anni con questi due coinquilini maschi rinunciai persino di proporre qualche sporadica passata di straccio... ( ma Dio che bei tempi a ripensarci!).

Selezionai un po' di persone e poi decisi: era lei, lei sembrava perfetta!
Un feeling immediato, 49enne senza figli, separata da una vita, single, background da viaggiatrice e chissà cos'altro di non troppo noioso...unica pecca: un gatto.
Noooooo le dissi, un gatto non lo voglio in casa mia (mia si fa per dire). Ma mi assicurò che il suo, più che un gatto aveva le caratteristiche di un peluche.
Infatti almeno questa affermazione si è rivelata esatta, perchè dopo quasi un mese che la bastarda vive sotto il mio tetto, io non l'ho ancora visto nè SENTITO! Secondo me lo ha ucciso ed imbalsamato tenendolo in camera sua,  influenzata da "Psycho" chissà.

Il gatto...fosse stato quello il problema! Giuro che non farei caso nemmeno se tenesse due tigri siberiane in camera se non fosse per il fatto che dal PRIMISSIMO giorno d'insediamento si è rivelata una rompicoglioni DOP.

Ha spadroneggiato dal primo momento senza rispettare chi vive qui da una vita, polemica allo sfinimento, immatura con i suoi dispetti che coinvolgono gli spazi comuni della casa e tanto tanto altro...
La cosa "buffa" (?) è che posso biasimare solo me stessa per averla scelta come coinquilina idonea. Mi toccherà rivedere tutte le mie capacità intuitive dal punto di vista umano.
Ma solo dopo averle tolto la vita.
Caro blog...mai dico MAI nella mia esistenza mi era capitato un caso così eclatante di totale e preoccupante incompatibilità umana.
Avevo pensato di andarmene da questa casa per il mio bene, poi ho pensato che non è giusto dargliela vinta e così le ho letteralmente vietato di rivolgermi la parola (minacciandola di percosse e lesioni personali).

Adesso mi lascia biglietti sul tavolo della cucina...

Ma è ancora un mezzo incubo. Pure doverla vedere di sfuggita tra il corridoio e il cesso, perchè SO che il suo desiderio di sminuzzarmi i coglioni non si è ancora attutito.


Con questo post lascio anche ingenuamente una prova d'accusa, nel caso dovesse venirmi voglia di tirarle un ferro da stiro sulla fronte.


PS
Diffidare di chi ha un gatto-peluche e si chiama "Angelica"!

.

mercoledì 24 aprile 2013

Il Mutante.








































Di cosa si parla qui? Un film? No, di un ARTISTA, di quelli veri (nel senso che sembrano da TSO! :-D).

Lui è Olivier De Sagazan, un pittore, scultore e performer francese (ma nato in Congo) contemporaneo.
L'ho scoperto solo ieri e mi ha totalmente affascinata.
Per chi ama (come me) Francis Bacon lo troverà ancora più interessante...
Quelle che vedete su sono opere con tecnica mista tra pittura e fotografie delle sue performances, alla fine ne posterò una e da quella potrete intuire la genialità quasi folle di questo tizio. Ma anche insultarmi.
Adesso però godetevi (se siete in grado) alcuni suoi dipinti.










































Lo so, questo vi ricorda tanto Lecter.



Che tipo di persone si connettono con la tua arte?

"Gli ottimisti che sanno che per capire la vita uno deve fare i conti con la morte, scoprendo molti cadaveri lungo la strada."

«Il mio lavoro» afferma «è essenzialmente un inno alla vita, in attesa di comprendere cosa significhi essere vivi».


Ed ecco una delle performances che lo hanno reso più famoso.

(si sconsiglia la visione ai più impressionabili!) ...a tratti mi ha ricordato pure "Saw" ;-)







Se questo artista vi ha incuriosito, potete vedere dell'altro QUI .
E pure QUI.
Altrimenti...conoscete già la mia risposta ;-)


giovedì 11 aprile 2013

Corro il rischio di essere felice.












Ancora non riesco a credere di averlo fatto.
Da mesi avevo iniziato a pensarci con più insistenza ma poi  non riuscivo ad incastrare i pezzi e forse anche il timore di gettare al vento tempo e denaro mi impediva di iniziare questa nuova avventura.
La MIA avventura, quella di mettermi totalmente in gioco muovendo i primi passi verso il potenziale che ho sempre sentito di possedere anche se i blocchi emotivi sembra(va)no impossibili da abbattere.

Di che minchia parlo?
Mi sono finalmente iscritta e ho iniziato il corso di "Laboratorio teatrale con spettacolo finale" tiè! :D
Alla faccia mia e al terrore di parlare (e recitare) in pubblico!

Già dal primo giorno di lezione, non me l'aspettavo, mi hanno gettato nella fossa dei leoni...
Ma dopo i primi momenti di quasi smarrimento, annaspando sono risalita in superficie e ho iniziato a ruggire...

È un po' complesso spiegare tutto ciò che hanno voluto che improvvisassi e tutto ciò che ho provato in quelle due ore ma posso dire che ho ricevuto il mio primo applauso per cui credo sia il caso di proseguire in questa direzione.


PS
Cazzo come sono contenta cazzo!



.

mercoledì 3 aprile 2013

"Sei proprio una cretina".




Ho visto questo film senza leggere nulla prima, stranamente, perchè di solito leggo trama e qualche recensione prima di decidere la visione di un film.
Ma forse a volte è un bene approcciarsi con l'animo e la mente sgombri da qualunque aspettativa perchè così puoi rimanere sorpreso nel bene e nel male.
Della Manetti bros (che poi sarebbero i fratelli Marco e Antonio Manetti) avevo visto solo "Piano 17" e non mi era dispiaciuto poi tanto.

Con "L'arrivo di Wang", per buona parte dell'inizio mi era sorto il sospetto che stessi per assistere ad una colossale cagata italiana, poi il film ha preso una piega curiosa e anomala, tutto avrei pensato tranne che fosse un film di fantascienza sebbene abbia qualcosa del thriller psicologico.
Premetto che questo film sarebbe stato quasi perfetto se solo fosse stato un cortometraggio, perchè a tratti ripetitivo nei dialoghi, se gli attori non avessero recitato maluccio e sopra le righe e se la frase finale fosse stata pronunciata in italiano...(che poi è quella del titolo del post).

Una ragazza viene convocata d'urgenza (dai servizi segreti?) per una traduzione dal cinese all'italiano per un colloquio/interrogatorio di un certo signor Wang accusato di qualcosa.
Quasi tutto il film si svolge in una sorta di bunker, in un primo momento al buio affinchè la ragazza/interprete non veda l'identità dell'interrogato, poi innervosita supplica al tizio che formula le domande da fare al signor Wang di accendere la luce, così finalmente vediamo che legato a quella sedia c'è...una specie di polipo grigio che parla solo in cinese!
In un primo momento la traduttrice lancia un urlo e tenta di fuggire, poi si calma e torna a sedersi al tavolo.
La situazione sfiora quasi il ridicolo comunque trattasi di un alieno che arrivando sulla terra (a Roma per la precisione) pensa bene di imparare la lingua più diffusa al mondo per poter comunicare con gli umani. Informarsi prima che a Roma si parla perlopiù italiano no eh?

C'è una netta differenza tra l'atteggiamento e i modi che assume l'uomo inquisitore e quello della traduttrice nei confronti del signor Wang, il diverso da e tra noi.
Avrete capito che non si tratta certamente di un capolavoro e neanche di un film "ben fatto" ma è interessante nel suo essere grottesco e poi il finale probabilmente vale qualche momento di noia negli ottanta minuti che lo precedono.
Un mio applauso va certamente ai fratelloni per essere riusciti a fare un film di fantascienza con un budged da miserabili senza particolari effetti speciali quindi.
Non è da tutti.
Ok, non aggiungo altro per non spoilerare oltremodo se vi dovesse capitare di vederlo.
Concludo solo dicendo che quella frase è stata come se l'avessero rivolta a me e d'impulso mi è scappato un bel "Ma vaffanculo va!".
Per comprenderne il motivo dovete solo vederlo.



E sì, so incazzato nero perchè me sa che er polipo digitale sta a recità mejo de me!




domenica 31 marzo 2013

Sai che riascoltandola meglio...


...avrei potuto scriverla io?






Si, d'accordo l'incontro
un'emozione che ti scoppia dentro (anche un po' di fame, brutto bastardo che hai sbagliato uscita al raccordo e sono qui a casa che ti aspetto da oltre un'ora per andare a cena)
l'invito a cena dove c'è atmosfera (speriamo ci sia pure un menù ricco e variegato altrimenti lo sgozzo)
la barba fatta con maggiore cura. (i peli delle gambe e quelli in zona pube li ho estirpati fino alla paranoia)
la macchina a lavare ed era ora (ho fatto la manicure dopo tre mesi, ed era ora)
hai voglia di far centro quella sera (eviterò di dirgli del mio bipolarismo e indosserò pure il fastidiosissimo reggicalze per stasera valà)
si d'accordo ma poi... (eh, ma poi?)
tutto il resto è noia (lo sapevo già prima di uscire...)
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia, (...che sarebbe andata a finire così)
maledetta noia. (e pure tu un pochetto maledetto, visto che prima sembravi un vulcano di idee e adesso somigli al fratello ritardato di Gasparri)
Si, lo so il primo bacio (sì, quello è stato fantastico, dopo che ti ho pregato di sputare lo stuzzicadente)
il cuore ingenuo che ci casca ancora (sì sì, sento che è lui l'uomo della mia fica ops...vita)
col lungo abbraccio l'illusione dura (i primi tempi ti durava anche qualcos'altro)
rifiuti di pensare a un'avventura. (con questo qua, come minimo mi faccio un week-end a Frosinone)
Poi dici cose giuste al tempo giusto (ma daiiii? Ma sai che anch'io...Nooo, non ci posso credere che pure tu metti un po' di cipolla nella carbonara, incredibile, siamo fatti l'uno per l'altra, è appurato)
e pensi il gioco è fatto è tutto a posto (per stasera scopata memorabile da 100 e lode)
si, d'accordo ma poi... (eh, ma poi?)
tutto il resto è noia (lo sapevo già prima di uscire...)
no, non ho detto gioia,ma noia, noia, noia (...che sarebbe andata a finire così)
maledetta noia. (forse era meglio restare a casa quella sera e giocare a scarabeo da sola)
Poi la notte d'amore (Cristoddio sembravi Marlon anche quando hai preso la margarina Vallè)
per sistemare casa un pomeriggio (avevo pulito pure i vetri della cucina e sai quanto lo detesti)
sul letto le lenzuola color grigio (le avrei preferite di raso nero, fanno più "pervertimi")
funziona tutto come un orologio. (non mi scappa di fare nemmeno una puzzetta)
La prima sera devi dimostrare
che al mondo solo tu sai far l'amore (che al mondo solo tu sai far pompini)
si, d'accordo ma poi...
Tutto il resto è noia
no,non ho detto noia
ma noia,noia, noia
maledetta noia.
Si d'accordo il primo anno
ma l'entusiasmo che ti resta ancora
è brutta copia di quello che era
cominciano i silenzi della sera (e pure i rutti fuori controllo)
inventi feste e inviti gente in casa (con la scusa del: "allarghiamo le nostre conoscenze" in realtà mi sono già rotta i coglioni dei tuoi soliti discorsi...)
così non pensi almeno fai qualcosa (sì, sicuramente lancio pure un pensiero verso la separazione)
si, d'accordo ma poi...
Tutto il resto è noia,
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia
maledetta noia.

Maledettissima Franco. Fammi sapere se l'hai trovata anche di là o se c'è almeno un tizio barbuto da poter prendere per il culo.



PS
Ma sai che eri proprio "fico" da giovane? Io ti ricordavo come un laido vecchio da realitisciò.
Non mi meraviglio che squartassi papere a volontà.

lunedì 25 marzo 2013

"Se fai finta poi diventa vero".







A Gennaio ho pubblicato un post in cui parlavo dell'importanza del ridere e del fatto che stessi considerando di sperimentare lo YOGA DELLA RISATA.


L'ho fatto da poco.

Una prima constatazione e domanda: come mai eravamo un gruppo di 14 persone solo di sesso femminile?
Lo yoga della risata sappiamo che è una pratica ormai diffusa in moltissimi paesi del mondo in cui partecipano ambosessi ma probabilmente, mi viene da pensare che il maschio italiano opponga molta più resistenza nel lasciarsi andare, lasciarsi andare alle proprie emozioni intendo (per altri aspetti è un campione) e alle situazioni "ridicole" che impone questa forma di yoga.
Potrei sbagliarmi, in fondo sono stata solo in UNO dei sei "Club della risata" di Roma. Ma quando ho posto la domanda all'istruttore, direi che la sua smorfia fosse evidente...e poi ha aggiunto: "È raro che partecipino uomini".


Ma torniamo a questa mia prima sessione di yoga della risata.
L'istruttore si dimostra molto professionale nell'esporre alle nuove arrivate gli elementi basilari della pratica, i quali coincidono molto con la filosofia yoga in generale: "L'UNIONE".
In questo caso però  si tratta di unire o meglio ricongiungere quella parte infantile, che è sempre stata in noi, a ciò che siamo diventati.
Ma lo scopo principale rimane ovviamente RIDERE. In maniera autoindotta. Perchè ridere fa bene al fisico e alla mente in qualsiasi modo tu possa raggiungere lo scopo.

In circa un'ora abbiamo fatto svariati esercizi tra risate e respirazione, confesso che in alcuni istanti mi sono sentita davvero idiota e questo ha fatto sì che io scoppiassi a ridere di gusto!
Tipo nell'esercizio in cui dovevamo "gattonare" a quattro zampe nel pavimento, muovendoci disordinatamente e con un ciuccio in bocca, poi dovevamo strapparlo via a qualcuna e quest'ultima doveva iniziare a ridere, riuscite a immaginare una scena simile? Se in quel momento fosse entrato qualcuno di totalmente estraneo senza sapere nulla, avrebbe pensato: "Queste qua saranno fuggite da un reparto psichiatrico!"
Io invece non riesco proprio a immaginare un gruppo di uomini nella medesima situazione...

Durante l'ultimo esercizio, molto diverso dai precedenti, quattro partecipanti sono scoppiate a piangere senza un motivo apparente. Eravamo in cerchio sedute con le gambe incrociate e dovevamo solo fissarci negli occhi senza dire una parola. Abbastanza imbarazzante farlo con delle estranee ma evidentemente in quelle quattro donne è scattato qualcosa di personale che l'istruttore comunque continuava a incoraggiare.

Per ciò che mi riguarda, durante tutta la sessione avrò riso "spontaneamente" forse cinque volte, alcune delle partecipanti credo nemmeno una...e comunque mi sarebbe accaduto più spesso se fossi andata con un'amica ma non sono riuscita a convincere nessuna (delle due!).
Ma a quanto dicono non esiste nessuna differenza, dal punto di vista degli effetti benefici, tra la risata spontanea e quella indotta.
Preciso che apparentemente sembra qualcosa che potrebbe fare chiunque, ma non è così (era un po' che non esternavo il mio lato modesto).

Anche se la costanza non è un mio pregio e non amo particolarmente la parola "gruppo" credo che ci ritornerò perchè ho percepito una sensazione di benessere anche dopo, uscita di là (in metropolitana ero già un po' incazzata oh oh ah ah...).
E poi perchè la tessera annuale costa la cifra stratosferica di cinque euro!!!
Che aspettate a provare? Se proprio non vi "sorride" l'idea, provate a farlo da soli, ridendo davanti allo specchio, possibilmente ogni giorno.



Qui sotto il fondatore dello YOGA DELLA RISATA , Madan Kataria che...non ha voglia di ridere e ci mostra come fare per raggiungere lo scopo anche in una situazione di  totale controvoglia. Sembra un coglionazzo, è vero,  ma alla fine ditemi se non vi ha strappato un sorriso...se no, allora vi consiglio Lourdes.





mercoledì 20 marzo 2013

GUARDA E SCRIVI (8)



Qualcuno si ricorda di questa mia rubrica?
È successo che ho dovuto "risfogliare" tutti i miei vecchi post per cercarne alcuni da linkare a un blando e timido anonimo (:D) così ho rivisto questa rubrica che avevo totalmente dimenticato e messa da parte più di un anno fa, non so perchè, in fondo era divertente leggere i vostri fantasiosi commenti e avevo pubblicato solo sette fotografie, io direi di proseguire no?
Faccio un riepilogo per i nuovi passanti che spero si uniranno al "gioco".

UNO
DUE
TRE
QUATTRO
CINQUE
SEI
SETTE
OTTO (questo!)
NOVE 
DIECI


                                                  


venerdì 15 marzo 2013

Qualcuno che ne va matto?








Erano circa 30 anni che non lo mangiavo, non so bene perchè, in fondo non costa tantissimo, ma per quanto io ami qualunque cosa sia fritta (sono una salutista incallita) detesto MORTALMENTE friggere.
Ma era passato troppo tempo dall'ultima volta che avevo gustato questa delizia e pur essendo la prima volta in vita mia che lo cucinavo, il risultato è stato eccellente!
So che a molti fa pure orrore. Ma spesso quella è gente che di cibo non capisce un cazzo.

Indovinato?



venerdì 8 marzo 2013

Troia!












Approfitto di questa giornata per offrire uno spunto di riflessione a tutti gli uomini.




"Se gli uomini fossero, non dico illuminati, ma furbi, non alimenterebbero l’idea maschilista della donna sessualmente vivace “zoccola”, che li vede vittime, costretti all’onanismo solitario o a pagare centinaia di euro prestazioni da quante avvertendo la minaccia dell’infamante giudizio finiscono per darla solo in cambio di beni materiali o sentimenti. Ogni volta che pronunci “troia”, perdi una scopata, beota!!"


Questa è la fonte.

sabato 2 marzo 2013

Il vecchio caro Jack...










Quando è stata l'ultima volta che hai osato? 
(anche se non hai voglia di scriverlo mi piace l'idea che tu l'abbia pensato).                          


martedì 26 febbraio 2013

Noi siamo figli delle stalle.








La verità?
L'unica cosa che mi ha veramente sorpreso di queste elezioni è stata la rimonta del vero buffone.
Non mi capacito e penso di non aver capito un cazzo degli italiani.


I salti nel buio non mi hanno mai fatto paura, soprattutto se alle spalle ho gli inconcludenti.
Vedere come va a finire adesso è sicuramente più eccitante di tutte le altre ipotesi.
Non mi resta che andare a prendere i pop-corn.
Buon proseguimento!


domenica 24 febbraio 2013

Chissà perchè...

Dopo mesi e mesi che non dipingevo, oggi mi è venuto fuori questo quadro?



Tra l'altro io non amo gli occhi azzurri.





Possibile che sia dovuto al fatto di non aver avuto la possibilità di andare a votare? (Perchè ho scoperto all'improvviso dopo un anno di non avere ancora la residenza a Roma).
Razionalmente non credo affatto che sia per questo motivo, tant'è che l'intento era dipingere un elefante africano che andava a morire dopo una partita a Poker.
Ma a volte devio leggermente dai miei propositi. Credo sia una mia virtù.




La virtuosa all'opera.

La virtuosa riflette e sorride sugli "Eventi sincronistici" (?).







mercoledì 13 febbraio 2013

Richieste bislacche.




Questa per deliziare un po' solo quei quattro arrapati che finiscono nel mio blog "per caso".


Quando arrivano le prenotazioni delle camere nell'albergo dove lavoro, c'è anche una sezione con "Note del cliente" e solitamente scrivono sempre le stesse cose tipo preferiremmo letti separati o arriviamo alla tot ora, oppure siamo in luna di miele e vorremmo la camera più bella o avete una culla? Una stanza silenziosa e con vista stupenda, (siamo in pieno centro di Roma mica alle Maldive, innocua testa di cazzo! Sai pure di non aver prenotato una camera in cima a Castel Sant'Agelo eh!), avreste una camera per fumatori? La colazione è inclusa nel prezzo?
E così via...

Ieri invece nella nota di una prenotazione di due triple leggo:
" Parking for 6 Harley-Davidson inside the house?"

Mi è venuto un po' da ridere,  perchè in realtà l'albergo è strutturato in due appartamenti di un palazzo al quarto piano e quell'inside the house mi ha fatto venire in mente l'immagine di sei energumeni austriaci che tentavano di far salire nell'ascensore, una alla volta, le loro Harley-Davidson.
Poi con quelle due paroline (Harley-Davidson) mi sono tornate in mente tante scene, a parte Fonzie di Happy Days (che per tutta la mia adolescenza mi sono chiesta se non fosse stata proprio quella moto a renderlo così desiderabile tra le stupide gherls che lo attorniavano, perchè diciamolo pure, fisicamente faceva cagare parecchio) poi Easy Rider e una marea di altri film in cui di colpo magari in un vicolo cieco arriva un gruppo di uomini sulle suddette moto, con giubotti di pelle umana, facce da assassini-seriali che gioiosamente iniziano a rompere le palle al protagonista o alla coppia in amore...

Mi sono un po' intimorita, lo so, vedo troppi film, ma aspetterò fino a Giugno per vedere le loro facce, poi facendo la stupid gherl chiederò loro di farsi scattare una foto, perchè sono certa che avranno quelle facce lì! (no, non quella di Fonzie) e le pubblicherò come testimonianza del fatto che chi possiede una Harley-Davidson non potrebbe mai e poi mai somigliare a un Mario Monti.
Chissà perchè poi?



PS
Sento che un possessore di Harley-Davidson di passaggio leggendo tutto ciò potrebbe dirmene quattro rivendicando la sua fisionomia orgogliosamente anonima.
Ti aspetto. Sono qui! (poi facciamo un gioco a tre, io, tu e Lei).









venerdì 1 febbraio 2013

Avevo perso quel diritto essenziale in Germania e fondamentale in Finlandia.




Interneterotico.


E in Italia? Lasciamo perdere, per il momento possiamo solo consolarci pensando alla Cina, alla Russia e all'India.
Orsa ma di che minchia parli?
Ma di Internet ovviamente care signore e signori all'ascolto (sono tornata un po' esaltata, ma voi fate cenno di sì col capo e proseguiamo).
Leggevo questa notizia e riflettevo su cosa significhi appunto rimanere "fuori dalla rete".

Nel mio caso comunque non è stata colpa del provider ma di un virus malefico di cui non mi hanno saputo dire neanche il nome (non che fosse stato di conforto).
Per ciò che mi riguarda, a tratti ho avuto come la sensazione che anche i pc possano essere posseduti dal demonio, anzi da più entità malefiche, come nella piccola Regan ricordate? Erano tutte lì dentro a fare festini mentre la bambina perdeva i sensi. Ecco questo mi sembra sufficiente per spiegare perchè ero sul punto di lanciare il mio portatile dalla finestra come un frisbee senza ritorno.
Così, prima di lasciarmi divorare gli ultimi neuroni e di iniziare a schiumare dalla bocca, ho preso la decisione di portarlo da un esorcista. Ho pagato trenta facchin euro ma una volta a casa ahimè, ha ripreso con gli attacchi di schizofrenia acuta.

Decisione molto dolorosa: DEVE MORIRE! Che in gergo si dice formattare e non so a voi ma a me questa parola faceva drizzare i capelli e perdere qualche battito cardiaco.
Il killer (in questo caso) doveva essere molto impegnato visto che ha impiegato tre giorni per dargli il colpo di grazia. Non vi dico la mia gioia nel dover trasferire (ma prima ancora ordinare) i miei dati nell'hard disk esterno, uh che goduria!
Per una sostanzialmente disordinata anche nel DNA e che fatica pure con un copia/incolla, potete immaginare.

Vabbè, il peggio doveva ancora arrivare in fondo. Vale a dire impostare tutto, ritraslocare i miei file, scaricare programmi e tutto ciò che c'è da fare in un computer vergine.
Fortunatamente ho una persona cara che si è accollata il peggio e anzi approfitto per ringraziarla pubblicamente perchè altrimenti starei ancora lì a smanettare o peggio ancora pagare un informatico.
GRAZIE! ;-)
(si lo so che dobbiamo ancora finire ma avevo nostalgia del blog!)

In effetti ho aspettato mesi prima di decidere, perchè l'idea di stare senza internet anche per un paio di giorni mi infastidiva oltremodo, tra l'altro io faccio ogni cosa con questo strumento, non ho nemmeno TV per scelta, vedo film, leggo, scrivo, studio, ascolto musica, mi masturbo con You Porn...(eh sì, come se a voi non fosse mai capitato!).
Eppure.
Ho preso atto del fatto che allontanarsene per un po' non è affatto così deleterio come immaginavo, ho ripreso in mano libri di CARTA, ho fatto cose in casa che rimandavo da mesi (tipo sistemare l'armadio...), ho addirittura stirato! Ho provato a dipingere, inutilmente vabbè ma questo è un altro discorso. Passeggiavo con un passo più tranquillo guardandomi meglio attorno, ho chiamato persone al telefono che non sentivo da una vita, ho conosciuto un uomo meraviglioso che presto sposerò e con cui voglio avere due gemelli (vabbè queste cazzate le ho scritte solo per immaginare l'espressione di qualcuno ah!ah!),  mi sono addormentata in orari più umani e svegliata presto quindi con la possibilità di fare molte più cose nell'arco di una giornata. Insomma è indiscusso che internet porti via un sacco di tempo senza che ce ne accorgiamo.

Ma adesso sono qui e sono molto contentaaa! Con una connessione "normale" tra l'altro.

Ora ditemi dei vostri pc impazziti, della favolosa esperienza di una formattazione, dello stare lontani dalla rete, di come questo "diritto" sia a volte un bene perderlo...



domenica 20 gennaio 2013

Internet e gli anziani.





Dai su, vediamo se c'è Amedeo Nazzari nudo.


Mum:  Hai provato a cercarla su feisbuc?
Io:       Non c'è, ho già guardato.
Mum:  Hai provato con le parole chiave?
Io:       No mum, poi ti spiego cos'è feisbuc.


Questa era mia madre tempo fa...forse pensava che digitando castana, ricciolina, un po' cicciottella,  vecchia amica mia, sarebbe saltata fuori lei.

L'altro giorno invece ricevo una telefonata da dad, (si sta avvicinando agli 80! ) dicendo che voleva delle informazioni tecniche.
Io:       Dimmi dad.
Dad:    Vorrei comprarmi un computer.
Io:        Eeehhhh???
Dad:    Sì, di seconda mano, di quelli che "si portano in giro".
Io:        Passami mum, voglio sapere se stai prendendo le medicine.
Dad:     Dai non fare la scema come tuo solito.
Io:        Ero serissima. Cosa te ne devi fare di un pc?
Dad:     Non so più dove guardare i risultati delle partite.
Io:        Svelto, passami mum.
Dad:     Uff, ho deciso ma devo sapere alcune cose.
Io:        Tipo?
Dad:     Intanto se lo compro devo dirlo a qualcuno?
Io:        Non so, se ti garba potresti appendere i manifesti ma non  credo sia d'interesse pubblico.
Dad:     Dai che hai capito.
Io:        No dad, giuro.
Dad:     Sì insomma, lo devo dichiarare?
Io:        Ma stavamo parlando di un pc o una pistola? Passami mum, che vuoi farleee?
Dad:     Vabbè ho capito, ma una volta comprato posso vedere i risultati delle partite?
Io:        Certo, se hai internet sì.
Dad:     Ahh, allora se non "metto soldi dentro" non si accende neppure? 
Io:        o_0...Dad, prima di comprarlo è bene che tu abbia un'idea un po' meno vaga di cosa sia un computer. Hai presente una scatola?
Dad:     Certo, quella delle scarpe o dei biscotti?
Io:        Non importa dad, non importa, un contenitore ok? Ci puoi mettere dentro quello che vuoi, foto, film, programmi ecc e sono lì, sono tuoi e non devi pagare nessuno. Poi esiste internet che è un servizio un po' più vasto e quello si paga.
Dad:     E per vedere i risultati delle partite devo pagare?
Io:        Sì ma NON PUOI comprarti un pc solo per questo!
Dad:     Vabbè una volta che ho internet faccio anche altro che c'entra.
Io:        Ok non voglio indagare mi è già venuta l'emicrania.
Dad:     Allora, quanto costa?
Io:        Dipende, Adsl, chiavetta?
Dad:     No no, Adsl no! Già mi telefonano tutti i giorni per le offerte, figurati se poi mi metto l'Adsl! Tu quanto paghi?
Io:        20 euro al mese, navigo con la chiavetta e non mi fare domande nautiche.
Dad:    Gnee, lo so cosa vuol dire navigare in internet. Ma la chiavetta poi si consuma?
Io:       Perchè non mi lasci andare dad e tu vai a guardare un cantiere in costruzione come fanno tutti gli altri?
Dad:     Sì sì...vedrai che diventerò uno Stiv Gios!




Tengo a precisare che mio padre non è affatto rincoglionito in senso lato ma quando si tratta di internet alcuni anziani vivono "IL MISTERO ASSOLUTO".
Spero che lo compri sul serio (così mi farò altre due risate).

mercoledì 16 gennaio 2013

Il contagio più salutare tra gli esseri umani.







Quando è stata l'ultima volta che avete riso a crepapelle?

Intendo quelle risate che durano minuti e minuti, quasi non riesci a smettere, ti escono le lacrime e alla fine  fanno male anche gli addominali,
sembra che sia finita ed ecco un altro "attacco" e non t'importa nulla di dove sei e se gli altri intorno a voi sono maledettamente seri.
Tu non puoi smettere. Come fossi vittima di un virus, un virus che però accogli a braccia aperte.

Ecco, a me non succede da tanto tempo. Troppo. E mi dispiace.
Sì, sorrido e rido di gusto abbastanza spesso ma il coinvolgimento anche "fisico" e a questi livelli è lontanissimo.
Forse non ho più gli elementi umani idonei per poterlo fare o forse sono cambiate le situazioni.

L'ultima persona con cui mi accadeva di continuo è un'amica conosciuta a Londra, con lei bastava uno sguardo, un'occhiata d'intesa ed era un'esplosione totale di risate incontenibili, non esisteva più nulla, si rideva come due pazze ed era fantastico.
Eppure, quest'amica l'ho incontrata nuovamente dopo quasi dieci anni, siamo ancora amiche ma quello che ho descritto sopra non è più successo tra noi.
Siamo cambiate entrambe certo, ma io mantengo dentro di me la stessa stupenda "idiozia" di un tempo, lei è...infelicemente sposata e con una figlia da educare nel miglior modo possibile.
Insomma, è diventata una persona "seria", di quelle in cui io non vorrò mai trasformarmi...


Prendo circa sei mezzi di trasporto al giorno e prima o poi vorrei incontrare un tipo o una tipa che abbia le palle, il desiderio, la capacità e la volontà di fare il "mestiere" del protagonista di questo vecchio video che sicuramente alcuni di voi conosceranno.
Vedetelo ed immedesimatevi con le facce tristi che vi capita di osservare ogni giorno...
Credo che nella realtà accadrebbe esattamente la stessa cosa.
C'è qualcuno che vorrà provare questo esperimento sociale?






Io non voglio ridere, io voglio morire dal ridere. Mi manca così tanto che sto considerando anche gli incontri di risata indotta...che comunque dicono che per quanto riguarda i BENEFICI fisici e mentali sia uguale a quella spontanea: riduzione di ansia, depressione e stress, previene i disturbi cardiaci, rafforza il sistema immunitario, riduce il dolore col rilascio di endorfine, migliora l'umore, cura l'eiaculazione precoce e previene l'alopecia (vabbè mi stava prendendo la mano).
Per chi non sapesse di cosa stia parlando, mi riferisco allo Yoga della risata,  inizia tutto con un OH OH AH AH AH....sì insomma una serie di persone apparentemente dementi che "fingono" di ridere in gruppo.
Poi finisce che volente o nolente la risata ti contagi ed inizi a ridere come un matto.



OH OH AH AH AH! (hanno scritto pure un libro con questo titolo giuro!).




giovedì 3 gennaio 2013

Troppo qualcosa.





Non so se sia qualcosa che capiti solo a me e quindi vorrei indagare tra le vostre esperienze e il vostro essere. Non vi preoccupate, trattasi ovviamente di delicata cazzata.

Mi succede tutte le volte che, volendo iniziare a conoscere un nuovo soggetto di razza umana maschile (potevo scrivere uomini lo so, ma un "nuovo uomo" è cacofonicamente inaccettabile e "un uomo nuovo" vuol dire altro quindi accogliete quella definizione e non fate polemica eccheccazzo! Me la canto e...), che volevo dire? Aiuto, sento le voci.
Insomma capita che al soggetto in questione io chieda una cosa semplicissima, almeno in apparenza, ma questa domanda sembra mettere in crisi tutti o quasi: "Quale pensi sia il tuo maggior difetto?"

Alcuni dopo questa domanda lasciano un tempo d'attesa tale da poter andare a casa, preparare la cena, portare giù il cane, fare il cambio dell'armadio e progettare uno shuttle.
Perchè? È davvero così complicato ammettere i propri difetti? Enunciarne almeno UNO?
Ho capito che ti piaccio così tanto da pensare di dover "fare bella figura", ma cosa ne sarà di questa figura quando inizierò a frequentarti? Andrà a giocare negli autoscontro dentro i parchi giochi?

Il responso di alcuni è: "li scoprirai tutti frequentandomi" , ok, ma non puoi almeno darmi un assaggio dell'agonia che mi attende? Piccolo, piccolissimo assaggio, che so, dimmi che hai l'irrefrenabile abitudine di commettere femminicidi se una ti chiede "A cosa stai pensando?".
(lo so donne, è risaputo che essi abbiano la straordinaria ed invidiabile capacità di riuscire a non pensare a niente, ma era per dire).

Altri invece dicono che non ne hanno, difetti, ma lo dicono seriamente per cui c'è poco da ridere e in quei casi bisognerebbe chiamare un ente ospedaliero predisposto.
Altri: "non lo so, non ci ho mai pensato", e se, core de mamma, non conosci il tuo carattere, significa che sei un uomo superficiale, poco analitico e non fai per me. Sput sput. Schif schif. Muor muor. Lontan lontan.


La stragrande maggioranza invece fa una cosa che letteralmente detesto.
Ossia tramutare i pregi, camuffarli in qualcosa di negativo ed iniziano quindi le frasi con il "troppo", sono troppo buono, sono troppo generoso, sono troppo ingenuo, sono troppo calmo, sono troppo educato, sono troppo vivace, sono troppo paziente, sono troppo sensibile e così via dicendo...che una poi vorrebbe dirgli: ma troppo 'staminchia non lo vogliamo aggiungere? E sì, perchè se ne hai troppa pure di quella sarà sicuramente un difetto.

Non so se capiti la stessa cosa in senso contrario, cioè se anche le donne in generale tendano a replicare con un "Sono troppo...", per ciò che mi riguarda sparo in brevissimo tempo due o tre difetti così se pensi che sia il caso di scappare di volata lo fai subito e ci togliamo il pensiero (ma il più delle volte restano, restano).
Certo, non è che sapendo i difetti dell'altro/a conosci la persona, però può essere di aiuto se si ha anche la capacità di discuterne senza paura del giudizio.
Ecchessarà mai se mi dici che sei talmente geloso e possessivo che potresti pure sgozzarmi se mi vedi scherzare con l'idraulico? ;-)

Per la cronaca ammetto serenamente di essere:

ESIGENTE
ORGOGLIOSA
PRETENZIOSA IN FATTO DI LEALTÀ E CHIAREZZA NEI RAPPORTI.
UMORALE (e beh...)
ESAGERATA
NON PULISCO I VETRI (come si dice con un aggettivo? Nonpulitricevetrosa?)
OSTINATA
DISGUSTOSAMENTE PERENTORIA CON CHI VOGLIO TAGLIARE FUORI DALLA MIA VITA PERCHE' HA DELUSO LA MIA FIDUCIA.(Orsa non perdona, come Sartana...)
PIGRA
IMPULSIVA
INCOSTANTE
IMPAZIENTE
IMMODESTA
IGNIFUGA
Ecco, questi sono alcuni dei miei gravi difetti.

Per il resto, basta frequentarmi per capire che sono straordinariamente amabile ;-)



Cosa ne pensate? (non dei miei difetti, quelli sono come opere d'arte!)
Il primo che inizia con "Troppo..." lo banno per sempre. (anche se ancora non so nemmeno come si faccia).











venerdì 28 dicembre 2012

Ci vediamo il prossimo anno (forse).





                                    Vi vedo...anche se non lascio tracce.
        

Volevo salutarvi e augurarvi buon anno con l'ultima mia immagine del 2012, anno che per me è da ricordare perchè ottenendo un contratto di lavoro a tempo indeterminato ho smesso di patire.
Quantomeno da quel punto di vista, perchè ho avuto una serenità sufficiente per poter pensare a cosa fare da grande.
Scusate le simmetrie scombinate del post ma stavolta è andata così e ce ne faremo una ragione.
Visto che il 2013 mi vedrà impegnata in un laboratorio teatrale (credo dopo Marzo per motivi tecnici), il soggetto IO+MASCHERA mi sembrava il più adeguato.

Per questo Capodanno, per la prima volta in vita mia avrei voluto unirmi a quella massa informe, festante, ubriaca e rincoglionita a tal punto da fare trenini e danze gangnam style ai veglioni,  giusto per fare qualcosa di totalmente diverso (per me, che in passato ho anche scelto di trascorrerli da sola) ma siccome sono lunatica e pure un po' bipolare non posso permettermi di prenotare prima sapendo che arrivato quel momento potrei tranquillamente cambiare idea e avere voglia di fare altro in un qualunque "altrove". Quindi per quella notte non ho un programma preciso ma l'idea è comunque quella  di fare parecchie cazzate! (che ne ho tanto bisogno).

E come non concludere con il classico  E VOI? :-)




FELICE  2013 A TUTTI!  (o quasi)



Un omaggio per quei sette/otto individui che come me hanno amato alla follia questo film. Per gli altri...lasciatevi solo trasportare dalle immagini, musica e fotografia...