Aggiornamenti sulla recitazione.
Lo spettacolo finale è saltato. Tutti noi allievi ci siamo rifiutati di mettere in scena "Delirio a due" di Eugène Ionesco, commedia del Teatro dell'assurdo scelta dalla direttrice della scuola (la stronza di cui parlo nel post precedente e che ci ha privati del nostro caro insegnante di recitazione).
Sono contenta per due motivi: non eravamo pronti per una cosa del genere e nessuno voleva fare figure di merda e poi perchè personalmente ho capito di non amare il Teatro dell'assudo o forse non sono riuscita ad amare questa rappresentazione.
Visto che comunque avevamo pagato il corso fino alla fine di Giugno, proseguiamo con le ultime lezioni e la nuova insegnante (che non apprezzo particolarmente visto che parte da concetti didattici diametralmente opposti a quelli del nostro amato prof...) ha detto di studiare su un testo, una poesia, un monologo scelto a nostro piacimento anche se non lo porteremo in scena.
Ma per tutti noi neofiti quella è l'ultima cosa a cui aspiriamo al momento, non sono state affrontate troppe materie per poter arrivare tranquilli alla meta, tra l'altro non è quella che io considero una meta.
Allora ho pensato al mio monologo e ho deciso senza esitazione che vorrei essere in grado di recitare bene quello tratto dal famoso film "Quinto potere" di Sidney Lumet, chi non lo conosce?
Tra le evidenti (per chi mi conosce) motivazioni per cui l'ho scelto, c'è anche quella che sebbene sia degli anni '70 lo sento molto attuale...
Attraverso un programma televisivo visto da milioni di americani ecco cosa dice il protagonista:
Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male. Abbiamo una crisi. Molti non hanno un lavoro, e chi ce l'ha vive con la paura di perderlo. Il potere d'acquisto del dollaro è zero. Le banche stanno fallendo, i negozianti hanno il fucile nascosto sotto il banco, i teppisti scorrazzano per le strade e non c'è nessuno che sappia cosa fare e non se ne vede la fine. Sappiamo che l'aria ormai è irrespirabile e che il nostro cibo è immangiabile. Stiamo seduti a guardare la TV mentre il nostro telecronista locale ci dice che oggi ci sono stati 15 omicidi e 63 reati di violenza come se tutto questo fosse normale, sappiamo che le cose vanno male, più che male. È la follia, è come se tutto dovunque fosse impazzito così che noi non usciamo più. Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: "Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere! Lasciatemi il mio tostapane, la mia TV, la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente ma... ma lasciatemi tranquillo!" Beh, io non vi lascerò tranquilli. Io voglio che voi vi incazziate. Non voglio che protestiate, non voglio che vi ribelliate, non voglio che scriviate al vostro senatore, perché non saprei cosa dirvi di scrivere: io non so cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e i russi e la violenza per le strade. Io so soltanto che prima dovete incazzarvi. Dovete dire: "Sono un essere umano, porca puttana! La mia vita ha un valore!" Quindi io voglio che ora voi vi alziate. Voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedie. Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l'apriate e vi affacciate tutti ed urliate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!". Voglio che vi alziate in questo istante. Alzatevi, andate alla finestra, apritela, mettete fuori la testa e urlate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Le cose devono cambiare, ma prima vi dovete incazzare. Dovete dire: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Allora penseremo a cosa fare per combattere la crisi, l'inflazione e la crisi energetica, ma Cristo alzatevi dalle vostre sedie, andate alla finestra, mettete fuori la testa e ditelo, gridatelo: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!"
Beh, mi ci vedete bene no? ;-)
PS
Se qualcuno di voi ha in mente altri monologhi, teatrali o cinematografici NON quelli famosissimi (come questo) vorrei che me li segnalasse così vado a vedere se sono nelle mie corde per una prossima recitazione. GRAZIE!