giovedì 30 agosto 2012

L'Origine del mondo. 1866 (Courbet) 2012 (Orsa).



Come tutto l'UNIVERSO sa, (!) il pittore Gustave Courbet dipinse questo quadro che scioccò il pubblico di allora e la sua opera rimase un'icona dell'erotismo realista in pittura.
Chi volesse sapere la storia di questo dipinto può anche fare un salto qui.

È inutile dire che mi sia sempre piaciuto...anche se non amo affatto lo stile "Realista", ma l'idea, la provocazione di fondo è stata unica soprattutto per QUEI tempi.

Spero nessuno di voi faccia un paragone con l'originale, anche perchè non desideravo farne una copia, come i più svegli avranno intuito.
A volte mi sono chiesta come certi grandi pittori avrebbero dipinto l'Origine del mondo...qualcuno tipo Egon, Vincent, Henri, Pablo, Francis, Amedeo, Paul...(sì mi piace chiamarli per nome questi disgraziati e spero di offrire loro da bere un giorno...).

Vabbuò vi faccio vedere la mia versione, sono pronta al linciaggio ;)


L'ho messa sul letto...



Particolare...


Per gli amanti della fica in bianco e nero...


Per gli amanti della fica virata  in seppia...


Per gli amanti della fica-fumetto...




" Ho cinquant'anni ed ho sempre vissuto libero; lasciatemi finire libero la mia vita; quando sarò morto voglio che questo si dica di me: Non ha fatto parte di alcuna scuola, di alcuna chiesa, di alcuna istituzione, di alcuna accademia e men che meno di alcun sistema: l'unica cosa a cui è appartenuto è stata la libertà."

(Gustave Courbet)

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lunedì 27 agosto 2012

Maperchècazzo film così non si trovano in lingua italiana?



Nel 1983, una certa Marsha Norman vinse il Premio Pulitzer con il romanzo "Night, Mother", tre anni dopo Tom Moore ne realizza il film con una strepitosa mamma Anne Bancroft e Sissy Spacek (bravissima anche lei) nel ruolo della figlia.
Sono uscita pazza per cercarlo in italiano o sottotitolato, non esiste da nessuna parte, almeno in rete, si legge di "Una finestra nella notte", titolo orrendamente tradotto ma del film neanche l'ombra, se qualcuno lo trova è pregato di avvisarmi prima di subito, grazie.
L'unico posto in cui si trova, ma in lingua originale, è su You Tube in sette parti.
L'ho già visto tre volte e credo che lo rivedrò ancora per capire anche l'ultima parola dei loro dialoghi altamente drammatici e cogliere ogni sfumatura delle espressioni dell'immensa Bancroft.
Ritengo sia - tra i film drammatici - uno dei più "corposi" realizzati nella storia del cinema, certo, se amate film con macchine che esplodono, non sopportate i dialoghi e vi piace come recita Tom Cruise, saltate immediatamente questo post e andate pure un po' a fanculo.
Non leggete trama e recensione su Mymovies perchè secondo me quelli lì a volte si fanno un acido e poi recensiscono film.

Riporto la trama:

In "Buonanotte, mamma" ci sono solo due personaggi : Jessie Cates, una donna sulla quarantina senza lavoro, malata e divorziata che vive con la madre vedova, Thelma.
L'inizio del dramma è con Jessie che chiede a sua madre dove sia una certa pistola. Trovata l’arma con l’aiuto di Thelma, inizia a pulirla e annuncia molto tranquillamente che alla fine della serata, dopo aver augurato come di consueto la buonanotte a sua madre, si chiuderà a chiave nella stanza e si ucciderà. Questa non è una minaccia o una richiesta di aiuto: è una decisione lucida, ferma e irreversibile. Dopo una vita intera dominata dalla povertà, dall’epilessia e dalla depressione, il suicidio è l’unico modo per assicurarsi che nulla potrà mai più ferirla.
La decisione di Jessie scatena un’impetuosa lotta fra madre e figlia, dove Thelma usa ogni strategia possibile per dissuadere la donna dal suo intento, sprofondando lentamente nell’angoscia; al contrario Jessie mantiene una calma glaciale, sorvolando sulla disperazione della madre e dandole istruzioni dettagliate su dove sono tutte le cose in casa, come una padrona che istruisce la governante. La madre si dispera così tanto da spingersi a dire la verità a Jessie su tutta una serie di cose che hanno sconvolto la sua esistenza, affrontando i vecchi fantasmi della loro vita. Ma la donna sembra irremovibile…

Al debutto ‘Night, Mother  sconvolse il pubblico americano per la sua lucida e franca dissertazione sul tema del suicidio.

In questo blog, di suicidio se ne è parlato abbastanza...e a quelli che allora sostenevano con convinzione il fatto che i suicidi siano solo dei malati mentali, consiglierei vivamente la visione di questo film e pure di provare ad espandere le proprie sinapsi (sono sempre dell'idea che chi non hai mai pensato almeno una volta al suicidio, è del tutto inutile che continui a vivere).
Secondo me, proprio perchè questo film tratta il suicidio in maniera così razionalmente lucida - ad un certo punto addirittura scatta l'empatia verso la figlia e non la madre - proprio per tale motivo suppongo, non potrà mai arrivare soprattutto in un paese come l'Italia, (o meglio, credo sia arrivato e tolto quasi subito dalla circolazione) col Vaticano che tenta di interferire sulle scelte individuali mettendo in mezzo un certo Dio. (il cognome adesso non lo ricordo).
Tra l'altro, una delle prime minchiate che dice la mamma per fermare il proposito della figlia è: "È peccato!" e la figlia risponde tranquillamente che anche Gesù Cristo fu un suicida. E come pensate potrebbero accettare una cosa simile i credenti?

Allora via, teniamolo nascosto, non sia mai qualcuno avanzi il diritto di scelta anche sulla propria morte.


Page 33 (Bus metaphor)
Jessie: Mama, I know you used to ride the bus. Riding the bus and it’s hot and bumpy
and crowded and too noisy and more than anything in the world you want to get off
and the only reason in the world you don’t get off is it’s still fifty blocks from where
you’re going? Well, I can get off right now if I want to, because even if I ride fifty
more years and get off then, it’s the same place when I step down to it. Whenever I
feel like it, I can get off. As soon as I’ve had enough, it’s my stop. I’ve had enough. 



No no, io ancora non ne ho avuto abbastanza della vita, devo prima riuscire a fare alcune cose tipo:
trovare questo film doppiato in italiano (possibilmente come Iddio comanda,  forse l'unica a poter doppiare la Bancroft  sarebbe l'ormai deceduta e mitica Anna Miserocchi, non vedo alternative sinceramente).

Congiungermi sessualmente per circa 41 ore di fila con Jeffrey Dean Morgan e Luis Tosar (anche in sede separata).

Massacrare  chi ha inventato i pantaloni a vita bassa, le scarpe a punta, la birra analcolica e Renato Brunetta.

Poi vorrei realizzare la mia più grande fantasia sessuale: stuprare un ecclesiastico (di quelli credenti però).

Capire profondamente perchè alcune persone godono nell'andare a sudare in una palestra, faticando gratuitamente (anzi, pagano pure, il che li rende ancora più folli ai miei occhi). Devo assolutamente comprenderlo, prima di morire.

Essere baciata in bocca da un delfino in corsa! 

Trovare un lavoro a tempo indeterminato e poi ritrovare il coraggio per lasciarlo.

Assaggiare una volta per tutte il risotto alle fragole e il surimi di cavallette.

Tingermi i capelli color arcobaleno.

Pulire i vetri della cucina.

Dormire almeno una notte in questo "Hotel". 

Uff, meglio smettere qui, altrimenti mi tocca vivere per altri 129 anni (brrr!).

Anche andarmene senza aver amato "perdutamente" un bipede maschio mi dispiacerebbe un po'...

Ah, ora che ci penso, vorrei pure riuscire ad entrare in una Posta di Roma ed essere la prima (questo potrebbe essere un motivo scatenante per proseguire).
; )



E adesso fatemi leggere la vostra ipotetica "ultima" lista.






martedì 21 agosto 2012

Ecco un altro motivo.


Chi mi segue sa  (odio iniziare i post così, ma è più forte di me non riesco ad esordire con "come tutti voi sapete" "com'è noto" "come l'universo intero già è a conoscenza"...come se fossimo blogger di fama mondiale, sissì alcuni lo fanno, quelli, per intenderci, che ci assicurano di non essere morti dopo tre giorni che non pubblicano).
Scusate la lunga parentesi, che cazzo volevo dire?
Ah sì, chi passa di qua più del necessario, sa che ci sono diverse ragioni per cui amo il mio relativamente nuovo lavoro di receptionist d'albergo, a quei quattro sbadati nell'universo che non lo ricordano (...) riepilogo brevemente quelle già dette in precedenza : lavoro da sola senza colleghi scassapalle, non faccio fatica fisica e neanche mentale, conosco gente che arriva in vacanza a Roma anche da Urano, non ho mai neanche il capo vicino e pure se lo avessi ci scherzo e rido, ho molto tempo libero per navigare in rete, i clienti sono quasi sempre persone contente e rilassate essendo in vacanza, c'è la possibilità, se pur remota, che io perda improvvisamente la testa  per un bipede maschio...quando partono, ai saluti sono quasi sempre gratificata dalle loro parole nei miei confronti, tipo: "Brutta porca me la potevi dare però?" , ok, anche altre un po' più garbate e affabili.

A tutte queste ragioni, se ne aggiunge un'altra da non sottovalutare.
Al check-out i clienti lasciano o si dimenticano in camera una serie disparata di cose.

Dai preservativi, quelli ancora sigillati intendo, alle creme solari, shampii, bagno schiuma, deodoranti, profumi, lozioni per il corpo spesso economicamente non della mia portata, dai completini sexy di infermiera ai mazzi di fiori, dalle bottiglie di vino (chissà perchè i turisti comprano solo e sempre Chianti) e cibarie varie nel frigo ancora confezionate, dalle scarpe (da donna, di mio gusto e del mio numero!) ai peluches, dai pacchetti di sigarette e questi li apprezzo particolarmente, al vestiario, una volta una cliente ha dimenticato l'anello di fidanzamento d'oro e brillanti...nel bagno di un ristorante vicino porcatroia (il bello è che mi ha fatto telefonare al locale per chiedere se l'avessero ritrovato, non dimenticherò più la grassa risata del gestore).
Credo comunque che molti  lascino tanta roba perchè a Roma hanno fatto troppi acquisti e non entra più nulla in valigia.
E non da ultimi, i libri. Che solitamente son quelli che pesano di più da mettere nei bagagli.
Spesso purtroppo in lingua inglese ed io non amo leggere interi libri in inglese, ergo farò una raccolta e poi li vendo da qualche parte mi sa.
Ieri però un cliente spagnolo ne ha lasciati tre, uno in inglese, uno in spagnolo e poi quello che vedete in alto, nuovo di zecca e per la prima volta in ITALIANO, (forse voleva imparare la nostra lingua), mi piace questo marinaio che ama le favole e quel "fumetto" costa la bellezza di dieci euro. E come tutto l'universo sa, io sono povera.

Sto solo aspettando che qualche distrattone dimentichi il suo notebook, visto che il mio sta diventando vecchiotto, ma dubito che non lo rivorrebbe indietro.

Spero invece che nessuno si scordi mai qualche pargolo sul comodino.



PS
Siete pregati di inserire la parola "universo" nei commenti eventuali.


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venerdì 17 agosto 2012

Venerdì 17 e morto che parla. Sarà il caso di festeggiare?






Poi però ho scoperto che il 47 è l'unico numero primo ad aver il suo fan-club!
Ma la cosa che più mi ha tranquillizzata è stata scoprire che è un numero altamente cototiente.
Sono soddisfazioni.




Servitevi pure, io intanto vado a fare danno da qualche parte ;)


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sabato 11 agosto 2012

"Una nazione in ogni senso della parola"??


Ecco il prossimo condannato a morte in Texas.


Come molti di voi credo,  l'altro giorno ho letto questa notizia .
Quello che più mi ha turbato (non ho preso sonno per tre notti è vero) devo dire che è stato apprendere quanto segue:
"Il Texas ha stabilito che un ritardato mentale presenta le stesse caratteristiche del personaggio 'Lennie' del romanzo di John Steinbeck 'Uomini e topi'. "
Tralasciando il fatto che fu proprio Steinbeck a dichiarare la grandezza di questa nazione...certo magari non immaginava che un giorno proprio questo Stato prendesse spunto da un suo romanzo per creare leggi e stabilire così chi è un ritardato mentale, forse non si sarebbe messo alla macchina da scrivere quel giorno e così il Texas si sarebbe ispirato a qualche personaggio della CNN per le sue condanne a morte.
Mi è venuto invece in mente cosa potrebbe accadere se altre nazioni facessero le proprie leggi con un metodo simile.

Vediamo un po', in Italia potremmo ispirarici a "Don Rodrigo" dei "Promessi Sposi" per stabilire l'idoneità parlamentare,  in Francia a "Jean Valjean" de "I miserabili" di Victor Hugo per attuare un nuovo emendamento sui clochard presenti nella nazione,  in Germania a "Gustav von Aschenbach" de "La morte a Venezia" di Thomas Mann per regolare l'omosessualità tra anziani e giovanotti, in Russia a "Bazarov" di "Padri e figli" di Turgenev per migliorare la legge sull'affidamento congiunto, in Spagna ad "Alonso Quijano" del "Don Chisciotte della Mancia" di Cervantes per legiferare nell'ambito di strutture psichiatriche e così via...
Insomma avete capito cosa intendevo.

Adesso sbrigliate la vostra fantasia (ed erudizione, la mia non è così vasta) per stabilire a quale personaggio letterario famoso dovrebbe ispirarsi l'Italia per una legge importante.

Oppure andate al mare che è meglio.

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mercoledì 1 agosto 2012

Sedotta e abbandonata. (ma pure un po' felice)


Chi mi conosce un po' sa che sono ormai millenni che non rimango folgorata da nessun bipede maschio anche se con piumaggio variegato, non so come e perchè sia iniziata questa mia incapacità.
Niente da imputare a delusioni particolari, nessuna sofferenza dovuta ad una storia d'amore che ha lasciato un vuoto incolmabile, insomma non c'è una vera ragione del perchè la mia singletudine si sia radicata a livelli altissimi. Forse solo un po' di trascorsa overdose, chissà...

Come una sorta di maledizione improvvisa ho smesso pure di voltarmi a guardarli, eppure non mi hanno fatto nulla di male questi ominidi e il desiderio di avere un Compagno per trascorrere con lui la seconda porzione della mia vita c'è sempre stato. Nella prima porzione ero "distratta". Ma non posso spiegarvi da cosa, sarebbe complicato da rendere comprensibile alla maggior parte di voi, ma certamente non per mancanza d'intelligenza. Per i  più curiosi (e ci sono) posso solo dire che ero distratta ad inseguire un sogno decisamente non comune.

Ma veniamo al 2012 e lasciamo perdere pure  il "Compagno", neanche un'attrazione fisica particolare...nulla, ultimamente il vuoto assoluto.
Ed ecco invece che la settimana scorsa qualcuno è riuscito a spezzare l'incantesimo maligno.
Caro diario...

Primo giorno: 

Sono a lavoro e aspetto tre clienti argentini per il check-in, non ho idea se sia una famiglia, tre amiche, tre drag queens o  tre vecchi pensionati. Arrivano e come spesso ho voglia di fare li accolgo aprendogli le porte dell'ascensore. La prima cosa che vedo è un sorriso di quelli che spalancano il cuore e ti attraversano il corpo dalla testa in giù, comprese le ovaie naturalmente.
Di quelli rari insomma.
Io ho sempre avuto un debole per chi riesce a sorridere con gli occhi e so distinguere perfettamente chi è in grado di farlo, senza considerare il fatto che fisicamente era proprio il mio tipo: MASCHIO ASSAI! (su questa frase credo che dovrei farci un post a parte prima o poi).
Era inevitabile che io rispondessi col medesimo sorriso, dentro di me ho pensato: "Ma ciaaao, è tu chi sei? Chiunque tu sia, questa volta sei davvero il benvenuto in questo albergo! Era un po' che ti aspettavo a dire il vero...".

Sono tre giovani uomini, tre amici in vacanza. Ma degli altri due facevo fatica a dedicargli le dovute attenzioni.
Il miracolo era già accaduto. Dopo secoli, un bipede maschio ha suscitato in me un abnorme interesse direi.
Io e lui parliamo, parliamo,  ma sinceramente non capisco nulla di ciò che sto dicendo (anche perchè parlavo in spagnolo e io lo spagnolo non lo so!).

Ma abbiamo capito ciò che c'era da capire. Ci piacciamo. Continuiamo a sorriderci senza una vera ragione.
Durante il check-in scopro che ha dieci anni in meno di me, ma questa volta, contrariamente alle altre, non me ne può fregare una mazza! 
In quello stato di semi-rincoglionimento riesco però a guardare nel PC quanto tempo si trattengono a Roma, 5 giorni perdio, solo 5 giorni!

Perchè mi chiedo, se esiste un Dio, (ma è ovvio che non sia mai esistito) perchè me l'ha mandato dall'Argentina? Non poteva arrivare da Latina? O un'altra città italiana? Ma anche dalla Spagna. Ma minchia, l'Argentina è lontana per frequentarsi ricordandosi le espressioni dei propri volti, soprattutto durante un amplesso.
Comunque abbandono questo pensiero e mi concentro sul quando e se mi chiederà di uscire con lui. Tra le varie informazioni mi chiedono di una discoteca ed io spiego che Roma è strapiena di discoteche e dipende cosa volete e cercate, e lui: "Una dove ci siano donne come te!" Ta-taaa, a quel punto non avevo più dubbi, gli piaccio punto e basta., qualunque cosa lui avesse in mente di fare con me. (!)
Avrei potuto rispondere che non esistono donne come me ma era troppo presto per fare la sborona, lascio sempre che siano loro a rendersene conto...(perchè presto o tardi se ne rendono conto).
Li accompagno in camera e al momento dei saluti mi richiede il nome, non sono mai stata così felice di pronunciarlo! Altro sorriso e torno in reception. Sento che mi sto gioiosamente rincretinendo.

Dopo neanche dieci minuti me lo vedo spuntare (da solo) alla reception con una "pregunta", non so se era una scusa ma chiedermi della Via Appia per chi ancora non ha neanche visto il Colosseo mi è sembrato strano.
Purtroppo, ma anche no, io sono sempre stata e sono molto professionale e "seria" sul luogo di lavoro, credo che un'altra si sarebbe già infilata in una camera con lui per fare qualche numero circense...
Ma non è da me e quello di cui avevo veramente bisogno francamente era questo dire e non dire, questo sorridersi, quegli sguardi che non hanno bisogno di molte parole, insomma questo "gioco" fantastico di seduzione che avevo smarrito da tempo. Tanto tempo. Troppo tempo.
Non mi sembrava neanche più fondamentale "consumare" per capire di essere tornata in vita...la vita delle persone normali, che si incontrano e si piacciono.
Io non sono normale e soprattutto non ho mai creduto ai colpi di fulmine.
Continuo a non crederci per la verità, perchè non avrei mai pensato di mollare tutto e fuggire nella Pampas con lui, senza conoscerlo a fondo.
Ma qualcosa è scattato, qualcosa (sublimamente) senza senso.
Torno a casa e continuo a pensarlo, davvero strabiliante per una come me. Non vedo l'ora di rivederlo e non so bene neanche perchè.

Secondo giorno:

Attacco a lavoro ma non so se i tre gauchos argentini sono in camera. Dopo meno di mezz'ora eccoli arrivare da fuori. Lui è il primo ad entrare e dirigersi sparato verso di me salutandomi e baciandomi sulla guancia come se fossimo già vecchi amici. Resto interdetta ma ricambio con piacere. Ma non capisco, perchè non prova a dire qualcosa di più esplicito? Domando cosa hanno fatto e visto di bello...giusto per trattenerlO il più possibile, ma uffa sono inseparabili ecchecazzo!
Hanno fretta, (devono andare a visitare il Pantheon e tanto altro, maledetta Roma!) entrano in camera a posare gli acquisti e riescono quasi subito, altre due chiacchere e due sorrisi e vanno via. Ma lui è l'ultimo ad uscire, arrivato alla porta torna indietro, mi saluta e mi ribacia sulla guancia.
Gli altri, già in ascensore lo chiamano. Ma perchè non si polverizzano nel nulla e lo lasciano tutto per me? Se almeno fosse venuto da solo a Roma... perdo le speranze che in così poco tempo si possa giungere ad un'uscita insieme, hanno itinerari e biglietti già comprati per le classiche tappe romane e troppo poco tempo a disposizione.
Per oggi non li rivedo più. Vediamo cosa accade domani.

Terzo giorno:

Non sono tornati in albergo. Quantomento nell'arco di tempo in cui ero lì. Mi sento come una bimba a cui hanno strappato il cremino di mano. E niente battute volgari che questa volta qui si viaggia tra un'insolita e destabilizzante purezza emozionale....ehmmm... anche se il pensiero di essere sventrata da lui inizia ad affiorare. Vorrei però anche solo passeggiare mano nella mano con lui tra le vie della Capitale. Non mi riconosco più. Finirà che dovrò chiedere una consulenza psicologica. Cosa mi sta succedendo? In fondo  non lo conosco per niente.

Quarto giorno: 

Che poi sarà anche l'ultimo PER ME, perchè al loro quinto giorno di pernottamento in albergo tocca il mio day-off e fine dei giochi.
Vado a lavorare totalmente consapevole e rassegnata rispetto ad una qualunque evoluzione positiva. Non metto neanche il rimmel stavolta (non lo uso mai a dire il vero). Come se gli uomini davvero badassero a queste stronzate poi...Se piaci ad un uomo, il suo testosterone non si accorge neanche se hai un pipistrello vivo come fermacapelli.
Mi dico ok, questo è uno di quei treni che si perdono nella vita e non saprai MAI quale sarebbe stata la destinazione.
Passano le ore e non si vede nessuno.
A meno di un'ora dalla fine del mio turno penso che non potrò neanche salutarlo ma ecco che suona il citofono, non aspetto clienti e tutti gli altri hanno le chiavi per entrare quindi chi sarà mai?
"Sono F. Orsa, mi apri?" E le chiavi domando? Le ha il mio amico che non c'è.
Allora penso che sia da solo finalmente ed inizio pure ad agitarmi un pochetto. Quest'uomo mi fa uno strano effetto.
Ma salgono in due porcatroia! Lui esordisce con un Ciaooo amor mio! Ed io Ciaooo tesoro, altro bacio sulla guancia, anche se questa volta non era di stampo "amichevole" direi. Era uno di quei baci che si avvicinano troppo alle labbra. con annesso mezzo abbraccio...vabbè, pochi minuti e vanno in camera.
Poi lui arriva da solo alla reception con una scusa qualsiasi e dopo uno scambio di sguardi dice:
"Come facciamo?"
Non occorreva chiedergli "A fare cosa?" e finisco per dirgli che se magari si sgancia dagli altri due potremmo uscire insieme stasera, replica che non può perchè aspetta dei vecchi amici che non vede da una vita e saranno insieme a cena. Ok, domani sono libera gli dico, mi chiede il numero di telefono e rientra in camera senza aspettare che io lo scriva. Dopo un po' esce il suo amico e lui resta solo in camera (sarà stato lui a dirgli di togliersi dai coglioni?). Chissàchilosà...
Allora busso alla sua porta per dargli il pezzetto di carta con su il mio numero di telefono.
Lui mi tira dolcemente da un braccio, chiude la porta dietro di me e mi chiede solo un bacio...
Il tempo che dicessi "No, non posso qui" eravamo già avvinghiati come due assatanati, tentavo di separarmi da lui ma sembrava impossibile, un po' come nei film avete presente? Dai, solo un altro bacio e poi vai...e si ricominciava, stile Attak insomma.
Finchè, decisa gli dico che non posso, non qui e non così quantomeno.
Ok, rispetto questa tua volontà dice, ti chiamo domani a medio dia.


Quinto giorno:

A medio dia non chiama e nemmeno a medio pomeriggio o media sera. E io sono mediamente incazzata! Anche perchè era il mio unico giorno libero settimanale e avevo disdetto l'andata a mare con un'amica per poterlo vedere l'ultima volta.

Confesso tuttavia che già da ieri avevo avuto il dubbio che non chiamasse. Forse trattenuto, forse, sapendo che l'indomani sarebbe stato dall'altra parte del mondo, forse arrabbiato per averlo lasciato a cazzo teso, non so...
Fatto sta che in serata torno in albergo APPOSITAMENTE per appendere alla sua porta una "letterina".

Poche parole ma esattamente quelle che sentivo di volergli esprimere prima di augurargli buon viaggio verso l'Argentina.
Una botta di stronzo però mi è pure scappata. Anche perchè detesto chi, almeno per educazione, non trovi una scusa per non poter venire ad un incontro.

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Credo che molti di voi stiano pensando ad Orazio (anche se non lo sanno)
Carpe diem Orsa! 
Invece  io penso tutt'altro (magari una scopata mi avrebbe delusa...chi lo sa),  ma le emozioni che questo bastardofiglioditroiameraviglioso mi ha regalato, sono state e resteranno indimenticabili.




E poi "l'argentino" mi ha pure fatto conoscere una marca di sigarette "carucce" che vendono in Italia. (?!)
Io non le conoscevo e voi?
Dice che le ha trovate proprio a Palermo. Guarda un po' il fato.




Ne ho provata una ed è schifosamente leggera per me.



Se ci fosse scritto: "Il fumo uccide ma la rivoluzione forse no!" sarebbe meglio però eh? ;)


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giovedì 26 luglio 2012

Se rinasco quasi quasi faccio il fabbro.


Anche se rare, le giornatine "no" capitano anche nel mio lavoro di receptionist d'albergo. Eccone una.
La racconto anche per smorzare l'invidia (benevola) di chi vorrebbe lavorare sempre a contatto con gente felice, grata e sorridente come capita a me, fare il turista nella Città Eterna rende le persone più affabili e ne rimani contagiata. Questo è uno dei mille motivi per cui mi piace questo lavoro.

Ma a volte...

Attacco a lavorare alle 16.00 come quasi sempre, so già che l'ultimo check-in sarà verso le 21.30 e poi vado a casa.
Si fanno le nove, nove e trenta, dieci, dieci e trenta e dei clienti neanche l'ombra, neanche una telefonata per avvisare di un eventuale ritardo. Inizio a preoccuparmi perchè non ho voglia di rincasare all'una di notte (non abito vicino dal luogo di lavoro).
Finalmente, verso quasi le undici di sera arriva la coppia di Brasiliani, dopo un mio ampio sorriso questa volta un po' forzato (volevo esordire solo con un "Che stracazzo vi è successo?"), i poveretti mi hanno invece spiegato, scusandosi, di aver perso tempo per una denuncia in questura, erano stati derubati sul treno da qualche zingaro mano lesta. Come prima volta a Roma, mi sembra una bella accoglienza...

A quel punto, visto che proprio l'indomani mi toccava fare il turno di mattina, sarebbe stato da folli rientrare a casa, così decido di dormire in albergo (in ufficio però, perchè non c'era neanche una camera libera porcatroia).
Però dovevo ancora cenare, così esco e decido di regalarmi un ristorantino cinese economico, anatra arrosto croccante, puntine di maiale in agrodolce, riso alla cantonese e una birra (non cinese ovviamente!), insomma sono molto rilassata e decido di tornare in albergo verso l'una di notte.

Arrivata all'ingresso vedo due clienti olandesi che erano arrivati quel giorno, alle prese con campanelli e cellulare...ahi qualcosa è accaduto, perchè noi diamo a tutti le chiavi degli appartamenti e quindi cosa cacchio ci facevano lì fuori in attesa a quell'ora?
Mi avvicino e in maniera rabbiosa mi spiegano ringhiando che sono fuori da un'ora perchè gli ho dato le chiavi sbagliate e che vorrebbero andare a dormire Dien Varken!
Chiavi sbagliate? Dien Varken? Impossibile gli dico, aggiungendo che sono pure fortunati che io mi trovi lì per puro caso, infatti sarei dovuta essere a casetta mia già da ore (se non fosse accaduto l'imprevisto con i brasiliani).
Ma vediamo di cosa si tratta, forse sono ubriachi o si sono mangiati un'anguilla affumicata all'hashish e non riescono ad aprire una porta.
Saliamo insieme in ascensore e mi sorbisco le loro lamentele con tranquillità, so per certo che non è colpa mia, infatti nè la loro chiave, nè le altre potevano infilarsi nella toppa dell'appartamento dove alloggiano con dentro anche la loro camera. Inizio a preoccuparmi, qualche demente ha usato la chiave sbagliata e forzandola si è rotta dentro.
La tensione sale, e pure gli altri clienti che "rincasano", sembra si siano dati tutti appuntamento alle due del mattino per andare a dormire Dio serratura bastarda!
Ok, qui rischio il linciaggio e sebbene il mio capo si trovi fuori Roma decido di chiamarlo per illustrargli la situazione quasi drammatica che si è profilata.
Mi dice "Sto arrivando tra un'oretta, tu nel frattempo trova un pronto intervento fabbro su internet", bene, internet per magia si inchioda, allora telefono al 1254 e mi danno il numero idoneo. In tutto ciò continuano ad aumentare i clienti sul pianerottolo in cerca di spiegazioni ed io maledico mentalmente quello zingaro che ha derubato i brasiliani, a quest'ora sarei a casa mia e se la fottevano loro, devo pure riattacare a lavoro tra poche ore e il fabbro arriva dopo quasi un'ora (che minchia di pronto intervento è mai questo?).

Siamo tutti lì adesso, compreso il mio capo, che pendiamo dalle pinze del fabbro.
Sconvolta dallo stress e dal sonno vado a dormire alle tre e mezza del mattino e non posso evitare di pensare che per meno di un'ora di lavoro alla serratura, il tizio si sia preso circa 300 euro!


Della serie: sbagliare mestiere?



PS
A dire la verità, questo episodio ha un'altra marea di risvolti che potrei raccontare ed analizzare, cominciando da chi in realtà alla fine ha aperto la porta, a chi e perchè malgrado il trambusto terrificante non sia venuto alla porta per aprirla dal di dentro, alle nostre supposizioni di CHI poteva aver fatto una cappellata simile, perchè non l'abbiamo scoperto quella notte ma solo in mattinata con grande stupore, perchè l'olandese indossava calzini con 30°  e si accompagnava ad una ragazza vietnamita (!), di che nazionalità erano i colpevoli? Chi ha fatto sparire il fucile vicino al pendolo? E dov'era a quell'ora il maggiordomo?
E via dicendo...ma io come molti di voi, detesto i post troppo lunghi e quindi per oggi è sufficiente così. Se volete, costruite un finale a piacimento.

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domenica 22 luglio 2012

Vietato non fumare.



Dopo che le sigarette aumentavano di trenta centesimi a settimana ho pensato che fosse giunto il momento anche per me di iniziare a rollarmele da sola, e questa era l'ultima cosa che desideravo fare nella vita, a parte smettere di fumare.
Odiavo anche solo vedere la gente mettere in atto questa pratica e non capivo come potessero preferirla ad allungare una mano e tirarne una fuori dal pacchetto già pronta.

Continuo a non capirlo in realtà...se non per una questione economica.

E non venitemi a dire che il tabacco così è tutta un'altra cosa, stronzate, ci sono centinaia di marche di sigarette per tutti i gusti. E non venitemi a dire che è bello "il rituale", altra stronzata, quando hai quella voglia impellente di fumarne una al volo e non ne trovi già rollate ti vien voglia di lanciare un urlo angoscioso.
Ovviamente mi sto rivolgendo ai Fumatori, nemmeno agli ex-fumatori perchè tutto ciò che inizia per ex è insopportabile. A parte ex novo ed exit. Pure Excalibur non mi ha esaltato particolarmente.

All'inizio è stato un cambiare di continuo marca, cartine e filtri, sia per il gusto e per il costo.
Ho finalmente trovato l'equilibrio tra le due cose. E non ha nome!
Mi fa impazzire l'espressione che fanno alcuni tabaccai quando gli chiedo: "Mi dà il tabacco senza nome bianco?", in effetti non si trova ovunque eppure non è affatto male come sapore ed è l'unico che non aumenta di prezzo.
La marca dovrebbe essere McBaren ma anche così ti guardano con l'occhio stralunato.
Il tabaccaio da cui ormai vado sempre perchè credo lo ordini solo per me e altre tre anime, mi ha detto che il vero nome è in realtà quella frase "tanto fica" che appare sul pacchetto, ma non ho ancora avuto l'ardire di andare da un altro tabaccaio e chiedergli: "Mi dà per favore un pacchetto di roll your own American Blend for people who don't need a brand to tell other people who they are?" ho capito che a questo punto potrebbero anche chiamare il 113 e non è il caso.
Fatto sta che mi sono abituata al suo sapore e quando mi capita di accendere una mia ex-sigaretta la trovo appunto insopportabile. In quanto ex.
Quindi non c'è soluzione, le sigarette iniziano a disgustarmi (ma credo sia questione di abitudine) e rollare sigarette inizia ad avvilirmi.

Approfittare e smettere per sempre dite?
Ok, provate con un'altra domanda più sensata.




Non so se sia stato l'effetto di questo post...






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martedì 17 luglio 2012

Primo giorno di totale relax.



Tra Scipione, Caronte e Minosse bastardo incallito che quest'anno mi hanno tolto pure il sonno e le forze, non avevo ancora avuto il "coraggio" barbaro di prendere quattro mezzi per andare a mare (non ho avuto nessuno a disposizione con la macchina e in parte non l'ho voluto, sono un'orsa io, mica una Bigiarella) così ho sofferto dentro una Roma isterica e in fiamme per circa un mese.
Il caldo è riuscito a sciogliere anche il cinturino del mio orologio (giuro che è vero) e pure quel gruppo sparuto di neuroni impazziti che ancora vagava nel mio cervello in cerca di un perchè.
Ma che ve lo dico a fare? Mica mi rivolgo a  gente che vive ad Hammerfest.

Sì ok, nelle serate ho fatto anche qualcosa di interessante tra cene ed eventi di varia natura, ma sudavo pure alle due di notte senza neppure muovere un muscolo striato scheletrico.

Ma comunque... la sensazione di serenità riesce a darmela solo la vista del MARE.
( pure se la scala Beaufort segnasse 12!).

Se poi a questo si aggiunge un massaggio su tutto il corpo fatto da manine russe esperte che con solo dieci euro ti fanno riconciliare col mondo, almeno per una quarantina di minuti, allora la giornata assume un significato più che gradevole.
In fondo non sono contorta nella ricerca del piacere, almeno in quello...

Mare, un buon libro, la musica, una spiaggia con poca carne umana, ho scelto un giorno anonimo di proposito, è più che sufficiente che io la incontri tutti i giorni per strada, in metro, sui tram senza aria condizionata, attaccati come sardine sudate e alcune puzzolenti di aglio o fica lercia, tutti in cerca di un pretesto per sfanculare il prossimo, perchè a Roma sembriamo tutti incazzati, tra gli scioperi e le attese infinite alle fermate, si soffoca, ci si isterizza facilmente e qualcuno "sbrocca" con nonchalance. (io per esempio, in certe situazioni estreme riesco a bestemmiare anche in latino arcaico).

Oggi, nulla di tutto ciò per fortuna.
Certo, la compagnia dell'uomo immaginario, quello brillante, mediamente colto, ironico, emotivamente intelligente e disgustosamente sexy avrebbe completato il quadro, ma noi siamo qui anche per sognare ;)



Ovviamente lei non poteva mancare, gelata al punto giusto, (anche per poter inviare rutti d'amicizia oltralpe...) ;)


Adesso faccio una cosa che solitamente i blogger non fanno mai e che anch'io ero restia a fare fino a qualche tempo fa, non ho mai capito bene perchè, come se dovessimo rappresentarci/essere solo e sempre con le parole (che ultimamente, come sapete, mi stanno pure sul culo...)

No, oggi io metto la mia faccia di questa mia bellissima giornata.
In questo blog, a tratti ci ho infilato anche l'anima e ho condiviso confessioni e pensieri anche intimi, non vedo perchè non mostrare (quasi mai) pure la nostra fisicità, come se non fossimo reali, fatti di carne e ossa, qualcuno di voi sa spiegarmelo?
La verità è che...questa volta mi piace come son venuta, sarà stata la gioia di un giorno spensierato in cui sono riuscita a non pensare a come si evolverà la mia vita dopo il 3 Agosto...


Non abbiate timore di mostrare un naso a patata.


E neanche occhiali da sole azzurri.



Finalmente, dopo aver scattato 348 fotografie, mi piaccio assai! (questo lo dico anche come avvertenza per una "certa fotografa" che si è proposta di ritrarmi).



;)

Finisco con qualcosa di artistico...e che rende l'idea di un'assolata e voluttuosa giornata di mare.


Monti Sibillini (scorcio).




Buone vacanze a tutti!
No, io resto qui per tutta l'estate, credo.




Aggiunta dell'ultima ora:
FATELO ANCHE VOI! (dovrebbero iniziare a capire come vivono i comuni mortali, lo so, non lo capiranno mai e se lo capiscono se ne fottono, ma diamo un segnale!).


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martedì 10 luglio 2012

Ultimamente.


Non scrivo più, nè a te caro blog (te ne eri accorto eh?) nè rispondo alle e-mail ma non perchè non abbia nulla da dire o perchè ritengo poco interessanti le e-mail che mi arrivano, no. Si tratta di qualcos'altro.
Sto avvertendo in maniera forse preoccupante tutto il limite delle parole.
Il discorso si estende anche alla comunicazione verbale, non solo scritta. Mi rendo conto che parlo sempre meno, vorrei che le parole non esistessero e che gli esseri umani  comunicassero col pensiero o con le dita dei piedi che so.
Avete presente quei film in cui un protagonista smette di colpo di parlare? Solitamente è un bambino che ha subìto un trauma o un adulto che ha compreso una serie di cose. Da un po' di tempo a questa parte è come se volessi seguire quella direzione, smettere di parlare per sempre.
E non intendo "smettere di dire cazzate" o parlare solo con qualcuno o comunque dosare la verbosità,  no no, proprio smettere. Entrare in un tabaccaio senza dire neanche buongiorno e vedermi porgere il tabacco e le cartine che uso. Idem in qualunque altro luogo e situazione. Zitta, voglio rimanere zitta.
Mi rendo conto che è impossibile, tranne nei film, dove solitamente questi soggetti vengono rinchiusi in qualche struttura o comunque sono fonte di osservazione, oppure - per realizzarlo- dovrei andare a vivere in un Eremo o ancora, fare come Dian Fossey che andò a vivere tra i gorilla.

Ma io vorrei continuare a comunicare con le persone, solo non con le parole. Come si può fare?
Le parole sono una barriera invisibile, un artificio, un'incomprensione quasi costante anche quando si è certi che l'altro abbia dipanato il tuo pensiero.Le parole sono fraintendimenti o pura illusione. Incarnano il limite comunicativo dell'estrinsecazione dei nostri processi mentali (non so che cazzo ho detto ma credo di averlo detto bene).
Le parole sono inutili.
Anche e soprattutto quelle che ho scritto fin qui.

Io non riesco a dare un giudizio netto rispetto a questo mio sentire, inizialmente pensavo che la mia asocialità stesse assumendo aspetti monumentali e quindi fonte di negatività (?) ma allo stesso tempo avvertivo e avverto qualcosa di positivo in tutto ciò. Qualcosa di maturo, di saggio, non sentire l'esigenza di parlare e raccontarsi forse non è un male. O forse sto diventando schizofrenica, bah.
A voi non è mai capitato? No, non il fatto di diventare schizofrenici ma di considerare l'ipotesi di smettere di parlare per il resto dei vostri giorni.

Però il fatto che io abbia avuto voglia di spiegarlo con le parole, ( e in quale altro modo l'avrei potuto fare??) significa che in quell'Eremo non ci andrò a breve.
E che forse presto riprenderò a sparare cazzate, qui e altrove ;)

Fa caldo eh?



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giovedì 7 giugno 2012

Contatti fuori dall'ordinario.



Questa foto trovata da poco, mi ha ricordato un episodio singolare della mia vita.
Estate 1997, decido di andare in Florida a trovare un "amico" canadese di origini giamaicane, manager di un Hotel sul mare (ecco un'altra occasione in cui mi sarei potuta "sistemare" a vita se fossi nata con la mentalità zoccoloide), lui mi piaceva, ma non abbastanza da sopportare a lungo quella sua freddezza nordica, le vere origini le aveva smarrite per strada purtroppo.

Ho dovuto insistere parecchio per convincerlo ad andare a vedere i delfini nel delfinario di Miami, lo so, non è la stessa cosa che vederli liberi in mezzo al mare e sono contraria a queste strutture decisamente contro natura ma volevo  osservarli da vicino almeno una volta, tra l'altro era il periodo in cui mi ero messa in testa di diventare istruttrice di delfini (me ne inventavo una l'anno per evitare di infossarmi in qualche squallido lavoro noioso) e poi con il mare e tutto ciò che LO riguarda ho sempre avuto un rapporto speciale, ma questa è una storia che racconterò un'altra volta.

Ho dovuto insistere dicevo, perchè lui non possedeva quel mio naturale trasporto ed entusiasmo verso le cose "vere" e giocose dell'esistenza, fosse stato per me sarei andata volentieri anche a Disneyland a giocare come una bambina ma in questo non riuscii a convincerlo, era troppo "adulto".
Però ora che ci penso, riuscii a convincerlo in qualcosa di peggiore, andare a cercare gli alligatori di notte allo stato libero nelle paludi, ma anche questo, forse in un altro post.

Entrammo nel delfinario in molto anticipo rispetto l'inizio dello spettacolo, non c'era nessuno, tranne noi due, un istruttore e un delfino in una vasca pre-show.
Io ero folle di gioia, finalmente per la prima volta avevo la possibilità di osservare il mammifero da vicinissimo.
Dopo tutto quello che avevo letto su questi animali e la loro straodinarietà, per me era un gran giorno e lo è stato a tutti gli effetti.


Mi misi in piedi a bordo vasca, lui girava in tondo ma ovviamente ci aveva notato, durante uno dei suoi giri chinai il capo mentre nuotava verso di me e all'improvviso in quel preciso momento lui tirò fuori la testa dall'acqua per guardarmi negli occhi svariati secondi, anche se a me sembrò un'eternità.
Quelle poche volte che ho tentato di raccontarlo, non dico che mi abbiano preso per una pazzoide esaltata ma quasi. Io so solo che provai  un brivido lungo la schiena, come quando incroci lo sguardo di qualcuno che non conosci ma che ti piace tanto, con la differenza che questo qualcuno apparteneva ad una razza diversa dalla mia.
Mi chiedo cosa stesse pensando lui in quel momento di me? E perchè ha voluto guardarmi negli occhi?
Forse nella sua evolutissima vita psichica avrà pensato: "Ecco un'altra testa di minchia che paga per vedermi saltare nei cerchi e portare in groppa quell'altro demente!".  Bah, non lo saprò mai.

Comunque durante lo spettacolo c'era un'unica musica messa a non so quanti decibel. Una canzone degli Eurythmiics "Sweet dreams (are made of this)".
Ancora oggi, a distanza di anni, quando mi capita di riascoltarla, alzo il volume a palla e nostalgicamente ripenso a quel momento in cui mi sono sentita "prescelta". Adoro questa canzone. Ve la ricordate? E ne avete una nel cuore che ha incorniciato un avvenimento che non dimenticherete mai? Non necessariamente legata al vostro grande amore?