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giovedì 23 febbraio 2012

Episodio in albergo.






Non so, ma credo che questo vaso abbia qualche attinenza con ciò che sto per raccontare.

Ieri una tipa è entrata nell'albergo dove lavoro e mi ha chiesto alcune informazioni sul costo e la disponibilità di alcune camere, ne ha pure voluta vedere una per farsi un'idea.
Fin qui tutto assolutamente usuale, mi ha ringraziato ed è andata via.

Dopo circa cinque minuti è ritornata.
Con un'espressione totalmente diversa, tremendamente imbarazzata nel volermi chiedere un favore, quasi balbettava...
Mi aveva messo pure un po' d'ansia, le dico "Mi chieda pure".
Così con un giro di parole infinito che accresceva la mia curiosità, mi dice che ha trovato uno scontrino fiscale con l'intestazione del nostro albergo nella tasca del marito...
A quel punto, il mio a volte cinico approccio alle piccole vicende umane, avrebbe voluto esordire con un "Benvenuta nel mondo dei cornuti signora!".

Invece ho mostrato comprensione anche perchè ha iniziato a farmi pena e ho aggiunto che non avrei potuto fare quel tipo di ricerca per questione di privacy e lei invece continuava a ripetere se poteva fidarsi di me.
Fatto sta che non aveva lo scontrino (!?) mi diceva se potevo controllare dal 2010 il nome del marito nelle prenotazioni; non le ho detto "Lei è una pazza!" solo per educazione.
Ho controllato gli ultimi mesi e quel nome non appariva.
Così lei ha detto che probabilmente avevano prenotato col nome dell'amante, io ho pensato "Conosce pure il nome della zoccolona?" (con grande rispetto per le zoccolone sia chiaro).
Non siamo giunte a nessuna prova tangibile ma siamo entrate in confidenza e le ho suggerito un detective privato, e lei: "Ne conosce qualcuno?"
"Sì ho almeno cinque o sei amici che fanno questo mestiere e il mese scorso ho chiesto a uno di loro di pedinarmi 'sta minchia!" mi sembrava pure parecchio imbranata e confusa così ho concluso proponendo invece un bel vaffanculo al marito che le sarebbe costato molto meno del detective.
E la tipa: "Dice che sia il caso?" bah, veda lei, cornuta e contenta?

Non so voi cosa ne pensiate ma a me certe donne mettono una tristezza sconfortante.

Eppure...chissà quanti cornuti leggeranno questo post?
Sì lo so che non avrò mai una risposta a questa domanda anche perchè forse nemmeno tu sai se sei cornuto/a! (ovviamente non mi riferisco ai singol!).










giovedì 14 luglio 2011

UN PARACULO



L'altro giorno mi è capitato di riascoltare alla radio un vecchio successo canoro del 1976, a quei tempi ero una bambina e ricordo che canticchiavo questa canzone molto orecchiabile.
Solo oggi, da adulta mi sono soffermata sul testo e ho capito cosa canticchiavo da bambina.
"Gli occhi di tua madre" di Sandro Giacobbe (a proposito, che fine ha fatto?), ve la ricordate?


Piove da qualche minuto
ti guardo e mi sento sfinito
(e certo, a donare sperma di qua e di là, te credo)
mentre non riesco a spiegarti che cosa mi è capitato.
(no eh? Potresti sempre dirle che ti sei arrapato come un animale, il sangue ha fluito solo nelle parti basse e non hai capito più niente, prova a chiederle perdono e vedi un po' che succede, anche se la vedo complicata)
Era una sera normale
(e per fortuna! Pensa fosse stato Capodanno, te scopavi pure er cane)
ti ero venuto a cercare
non c'eri però con tua madre mi misi a parlare

(ma di che cacchio vuoi parlare con la tua futura suocera?)
e quando l'ho avuta di fronte che scherzo
mi han fatto gli occhi miei
credevo che fossi tu ed era lei

(ma guarda un po')
poi mi sembrò naturale guardarla così come
guardo te

(e certo, non potevi mica guardarla come guardi un criceto)
perché sei uscita, perché?
(che fai, prepari la botta iniziando a fare sentire LEI in colpa?)
Mi hanno fatto innamorare
gli occhi verdi di tua madre
il sorriso di un tramonto
dove ci si può specchiare

(adesso si chiama così?)
i tuoi passi all'improvviso
e un tuffo al cuore immenso
...se ci penso...

(ti sei cagato sotto, ammettilo)
la pioggia continua a cadere e tu continui
a non parlare

(cosa ti aspettavi? Che iniziasse passi di salsa? L'hai appena resa cornuta con sua madre, pirla!)
hai l'aria di un cigno che muore, la vittima
la sai fare

(la vittima la sai fareeee? Ah adesso è lei che fa la vittima, andiamo bene)
di certo non è quel sospiro che può cancellare quel che sei:
tu rimani tu, e lei è lei

(e tu te le sbatti entrambe eh?)
non è colpa mia se mi piace
ogni cosa che rassomiglia a te

(e se insieme farete una bambina?)
adesso hai capito perché...

(bravo, una spiegazione più che convincente direi)
Mi hanno fatto innamorare
gli occhi verdi di tue madre
il sorriso di un tramonto
dove ci si può specchiare

(dai su, smettila che specchiare fa rima pure con altro)
i tuoi passi all'improvviso
e un tuffo al cuore immenso...

(dì la verità, ti è diventato subito un lombrico)
Mi hanno fatto innamorare
gli occhi verdi di tue madre
un sorriso di un tramonto
dove ci si può specchiare

(ahh aridaje, ma per chi l'hai presa? Per una cogliona matricolata?)
i tuoi passi all'improvviso
e un tuffo al cuore immenso
se ci penso...
se ci penso...

(senti bello de' zia, nun 'ce pensà più e comincia a cercà 'nartra pupa).