"Dicono che le cose belle arrivino quando smetti di attenderle. Dicono un sacco di minchiate del resto"
giovedì 24 ottobre 2013
The "Nagaraya" experience.
Questo post è particolarmente indicato per chi (come me) è certo di finire nel terzo girone dantesco, nell'ipotesi fantasiosa che possa davvero esistere.
Ho scoperto uno snack salato senza precedenti e senza rivali al punto che se ne può diventare assuefatti perchè è davvero impossibile mangiarne un paio e mettere via il pacchetto.
Si chiamano Nagaraya che in giapponese significa: "Casa dell'eterna bontà", in realtà sono prodotte a Manila e le trovate in tutti i negozi alimentari asiatici, 1.40 un pacchetto di 160gr.
Ma cosa sono?
Cracker nuts, ovvero noccioline croccanti, selezionate noccioline americane rivestite di...BOOOHHH???
Credo sia un mistero, una sorta di cialda croccante fatta al forno e con sopra una "polvere" saporita, esistono cinque gusti diversi ma tutti MALEDETTAMENTE buoni!
A parte le original, ci sono le hot & spicy per chi ama il gusto piccante, garlic ovviamente a chi piace l'aglio, barbecue e ADOBO (le mie preferite) che solo adesso ho scoperto cosa sia.
A tutti i golosi all'ascolto: PROVATELE! Perchè poi mi ringrazierete ma tenete presente che l'intero pacchetto ha l'equivalente calorico di una bottiglia d'olio...per cui se non riuscite a metterle via dopo qualche "pallina" sarebbe opportuno non mangiare molto altro durante il resto della giornata.
A meno che non vogliate diventare balene ambulanti.
PS
Se poi amate anche la birra...chevelodicoaffà? ;-)
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venerdì 18 ottobre 2013
Una mattina, mi son svegliata...
...e siga ciao, siga ciao, siga ciao ciao ciao, una mattina, mi son svegliata e son passata all'E-CIG! o_0
Per l'esattezza oggi diciottottobreduemilatredici dopo oltre 30 anni di tabacco ho deciso di smettere e ancora non riesco a crederci, sono esattamente cinque ore (ahahah!) che non fumo ma...SVAPO!
Certo un po' pochine per dichiarare che non accenderò mai più una sigaretta in vita mia ma sento di potercela fare perchè il "colpo in gola" c'è eccome e anche i sapori non sono male, ho iniziato con cioccolato e nocciola perchè l'aroma al sapore di tabacco stranamente non mi piaceva.
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| Sono passati i tempi di QUEL post! |
Al momento parto con l'idea di non smettere definitivamente di inalare nicotina e se pure SVAPASSI per tutta la vita, non inalerò mai più catrame, monossido di carbonio e tutte le altre porcherie velenose che non sono invece contenute in questa invenzione fantastica.
L'unico difetto al quale dovrò abituarmi è che a differenza di una sigaretta che ha un inizio e una fine, questa devi essere tu a metterla via e suppongo che i primi giorni me la terrò spesso appesa al collo...
Eccolo qui il mio gioiellino che darà una svolta sostanziale alla mia vita!
SONO FELICEEEEE!!!
PS
Quando e SE mi accenderò nuovamente una sigaretta, sarò onesta e lo dirò.
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giovedì 3 ottobre 2013
Livello di asocialità?
Ecco, io non ho nemmeno questa maglietta.
No niente, stavo pensando che c'è in giro gente che crede di essere asociale ;-)
martedì 24 settembre 2013
Cosa scrivevo a 15 anni?
Qualcuno forse si ricorderà di quella mia mania di liberarmi delle cose.
Fortunatamente in famiglia c'è il mio esatto contrario e grazie a lei oggi ho tra le mani le lettere che le scrivevo dai 15 anni in poi.
Li considero reperti archeologici di vita (visto che sono trascorsi 33 anni da allora!) e non sapevo della loro esistenza fino a meno di un mese fa.
Sono una marea, alcune mi hanno fatto ridere, con altre mi sono intenerita per quella ragazzina che in fondo non è poi così diversa dalla donna di oggi, altre mi hanno fatto commuovere e intristire rituffandomi in situazioni poco gaie.
Ma cazzo se le voglio bene a 'sta mocciosa!
Non posso certo pubblicarle tutte, tra l'altro IO STESSA faccio fatica a capirne la scrittura e anche il senso di quel determinato momento in cui scrivevo.
Metto comunque la traduzione (solo di alcuni stralci) così come sono scritte, inclusi gli errori.
APRILE 1981
LO STUPORE DI DIVENTARE GRANDI E LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE GIA' SCEMA:
Traduzione.
"Raccontami che avete fatto tu e mamma, anche se me lo dirà lei; ti sei scialata eh? Ora ricettati "pi na para" i misi (PINA-PARA-PINA PÀ).
Ad agosto faccio la bellezza di 16 annazzi azzi-azzi ci pensi?
Scusa ma c'è un limite di età per dire babbarie?"
dal siciliano = ...ti sei divertita eh? Ora rilassati/stai tranquilla per un paio di mesi...
babbarie = cazzate
Provate ad immaginare la mia espressione quando ho letto quelle parole.
Scrivevo: "CI PENSI?" che tra un po' sarei arrivata a compiere tutti quegli anni? SEDICI ANNI PERDIO!
E poi mentre leggevo: "Scusa ma c'è un limite di età per dire babbarie?" sono letteralmente scoppiata a ridere e avrei voluto risponderle no, certo che no, adesso ne hai 48 e continui a dirle serenamente.
FEBBRAIO 1981
PENSIERI PROFONDI...(stralol)
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| Lo so, avevo la scrittura di una psicopatica ubriaca. |
Traduzione.
"...per me il fatto stesso di pensare è meraviglioso, daltronde è ciò che ci (e ciò che ci! Che bufo) distingue dagli animali, ad esempio una pecora, (mi è venuta in mente perchè ogni giorno, (a parte quelle della scuola!) in montagna ce ne sono un centinaio, mi sono messa ad osservarle, mangiano di continuo (non pensano ad altro, sempre se pensano!!) soddisfano i loro istinti naturali e basta, siamo forse pecore noi? In proposito devo dirti che non tutti abbiamo il cervello atrofizzato, ce lo hanno ad esempio le mie compagne/i che non pensano minimamente a certe cose, per loro importanti sono: il ragazzo, andare in discoteca, le canzoni, ti giuro che non sanno parlare quasi d'altro, ogni tanto se a qualcuno gli esce qualcosa di intelligente, tagliano con un si ma non pensiamo a queste cose! Perchè? Io dico Perchè non ci devono pensare? Un esempio di CASTRONERIA; ho chiesto ad una ragazza quale fosse il suo sogno, cosa vorrebbe fare, lei mi ha detto che vorrebbe vivere in una fattoria, con attorno prati immensi, tipo i posti di HEIDI, e io le ho chiesto perchè non l'avrebbe potuto fare, cosa l'impediva, se era quello il suo sogno perchè allora non realizzarlo? Io e Flavia pensiamo ad una cosa, non ha importanza se perdi mesi e anche anni per sacrifici, per rinunce, è meglio questo anzichè viveve la tua vita contrariamente a come avresti voluto, dopo rinunce ecc. potrai però raggiungere i tuoi ideali, il tuo scopo, cioè la FELICITA'..."
Flavia era la mia amichetta coetanea e la "cosa" che avevamo pensato di fare era andare a vivere alle Maldive, ma ricordo che ci volevamo andare con un camper (forse dovevamo studiare più geografia).
Sempre 1981
CONFESSIONI DI UNA MINORENNE:
Traduzione.
"Lo sai che io e Flavia ormai abbiamo la strada davanti a noi, potremmo anche lasciare la scuola, vengo e mi spiego, da circa un mese è sparita un po' di mercie nelle STANDE e UPIM, e sai chi sono le ladre? INDOVINA?
ABBIAMO COMPRATO una maglietta ciascuno, la stessa, che costava ehm, ci è costata 9.500 è una-more troppo DUCI, e poi due costumi io, e due lei 8.500 l'uno, uno intero e uno bichini; a righine BLU e BIANCHE UNA-MORE
MI SERVIVA IL COSTUME, HO FATTO RISPARMIARE A PAPÀ, GIUSTO?
Poi LE ALTRE COSE, SPREY, CALZE, MUTANDE, SCHOCH, BLOCCHETTINI, ecc. SIAMO ORMAI DIVENTATE CLEPTOMANI, comunque ci siamo date la parola di non farlo + , non glielo dire a nessuno!"
Questo frangente di vita me lo ricordo benissimo perchè poi un giorno ci hanno beccate e dopo quella memorabile figura di merda non sono più riuscita a rubare neanche uno spillo (tutt'oggi vorrei farlo ma non sono in grado per via del trauma).
Però avete notato la prematura comprensione verso i problemi familiari di ordine economico?
Non lo facevo per il gusto di delinquere ma solo per venire incontro alle spese del babbo ;-)
Per ora mi fermo qui, magari farò la parte seconda di "Cosa scrivevo a 15 anni?".
Quanti di voi (che abbiano almeno superato i 30 anni) hanno ancora gli scritti adolescenziali?
Fatemi sapere.
Perchè certe cose non hanno prezzo e fanno bene al cuore.
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giovedì 19 settembre 2013
Il ritorno.
Non sono mai stata una persona legata agli oggetti, una collezionista o una che si porta dietro cianfrusaglie comprate o trovate viaggiando.
Questa volta però ho messo in valigia quei sassolini di quella spiaggia fantastica e poi messi in questa boccettina con acqua. Mi son portata un pezzetto di mare insomma o un pezzetto di Sicilia...
Non mi era mai successo, cosa è cambiato? Sto invecchiando e di colpo divento una sentimentale quasi romantica? Non è esattamente la definizione che sento più spesso riguardo la mia persona.
Forse inizio a sentirmi veramente sola qui a Roma? Cioè, lo sono a tutti gli effetti, (inteso nel senso di non avere vicino nessuno di DAVVERO importante) visto che tra l'altro ho perso le ultime due amiche, una per uno sfanculamento reciproco e direi parecchio maturato e l'altra è tornata a vivere a Londra dove c'eravamo conosciute, una di quelle che lascia l'Italia per sempre perchè in totale fallimento economico (sigh!).
Però non è certo la prima volta che io sia da sola in una città.
Mi devo preoccupare? Tra un po' mi siederò in una panchina per sfamare i piccioni?
(Penso di avere sempre avvertito un netto rifiuto all'idea di aver bisogno di qualcuno e se c'è una psicanalista tra i lettori - e da poco ho scoperto che c'è! - può sbizzarrirsi con simpatiche teorie al riguardo).
Tuttavia una parte di me voleva restare laggiù e l'altra voleva assolutamente tornare a Roma pur bestemmiando per quanto sia incasinata e non ci sia il BLU-MARE.
Diversamente mi sarei forse scelta questo nick?
Però all'improvviso mi manca in maniera nuova la famiglia di origine, m'infastidisce questo mio esserci e non esserci nelle loro vite.
Spero che queste sensazioni tristi siano dovute al fatto che sia tornata da poco.
Ok, penso a cose positive :
Ho un lavoro.
Ho un lavoro che mi piace.
Vivo in una delle città più affascinanti al mondo.
Finalmente l'inquilina bastarda si è tolta dai coglioni.
Presto dovrei ricominciare il corso di recitazione.
Ho perso diversi chili.
Sono una splendida 48enne ;-)
Sono libera dalle rotture di palle di un marito e soprattutto figli!
Prima o poi morirà anche il nostro Silvio.
E per finire a Roma ci sono ancora meravigliose giornate di sole e Natale è lontano.
Mi sento già meglio.
sabato 14 settembre 2013
I quattordici validissimi motivi per cui ero sparita dal blog.
Caro blogghetto non ti avevo mai abbandonato così a lungo, in realtà ci sono stati momenti in cui dimenticavo la tua esistenza.
Torno dalle vacanze in uno splendido mare della Sicilia, erano due anni che non andavo "a casa".
Ad Agosto invece ho lavorato come una disgraziata, poi il pc è andato in coma e poi...boh, non esistono validissimi motivi per sparire e nemmeno per esserci a dire il vero.
Il titolo del post è solo un omaggio a te blogghetto perchè mi sono resa conto che quel post continua a tenerti in vita anche senza di me, con le sue visualizzazioni e i commenti che continuano ad arrivare anche a distanza di oltre un anno dalla sua nascita e non nego di andarne fiera.
Poi l'argomento figli o non figli credo sarà sempre attuale a meno che un asteroide gigante piombi sulla terra frantumandola in miliardi di pezzi insieme ai suoi stupidi abitanti.
Sono sempre piena di speranze come vedi.
Un mio lettore (ciao Jester) addirittura ha pensato che avessi abbandonato per sempre, ma come ho detto anche a lui non vado mai via senza salutare, solo che a differenza di un tempo il blog non lo vedo come un impegno, piacevole e divertente per carità ma la regolarità nello scrivere la ritenevo essenziale.
Ora non più.
Quindi qualche minchiata potrebbe apparire da un momento all'altro : P
Per ora vi lascio con alcune foto...
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| 48 anni compiuti da poco ma sempre tanto scema, beh c'è da dire che c'è pure qualcuno che mi regala occhiali come questi ;-) |
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| Ecco dov'ero fino all'altro giorno! Perchè andare alle Seychelles se abbiamo un mare così in Sicila??? |
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| Ovviamente mentre faccio la scema, ne ho altre assurde ma mi vergogno a pubblicarle, sono una signora di una certà età ahahahah! |
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| Comunque erano i giorni in cui era stato avvistato quello squalo di sei metri nello Stretto di Messina, infatti non mi sono spinta troppo al largo ;-) |
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| Altro che Ostia di merda! Tzè! |
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| Un bacio a tutti dall'Orsa a mollo :D |
venerdì 19 luglio 2013
domenica 30 giugno 2013
Incontrare un quando tra le braccia.
Quando non esiste affatto e sarebbe imbarazzante.
Quando lo senti perchè ami.
Quando è solo un atto di conforto.
Quando lo cerchi, sai che è importante e senti che solo quello potrebbe bastare.
Quando succede in quel modo pensi che sia un miracolo.
Quando capisci che è vero e non hai dubbi.
Quando invece pensi sia scarno e manchi di qualcosa.
Quando capisci che è sincero ma non sai perchè.
Quando lo fai ma non vorresti.
Quando giunge inaspettato.
Quando pensavi sarebbe stato.
Quando non è mai esistito.
Quando ti spaventa.
Quando facendolo non avresti pensato che.
Quando non sai accoglierlo.
Quando non ci penseresti mai e poi mai.
Quando porcaputtana accade!
Quando vorresti farlo ma poi ti chiedi se.
Quando lo fa un bambino.
Quando lo fa un macaco.
Quando è slegato da tutto.
Quando è impastato di abitudine.
Quando scatta spontaneo.
Quando è un addio.
Io ho incontrato uno di questi "quando" ultimamente.
E ne sono felice.
lunedì 24 giugno 2013
E cos'altro avrei voluto scegliere? ;-)
Aggiornamenti sulla recitazione.
Lo spettacolo finale è saltato. Tutti noi allievi ci siamo rifiutati di mettere in scena "Delirio a due" di Eugène Ionesco, commedia del Teatro dell'assurdo scelta dalla direttrice della scuola (la stronza di cui parlo nel post precedente e che ci ha privati del nostro caro insegnante di recitazione).
Sono contenta per due motivi: non eravamo pronti per una cosa del genere e nessuno voleva fare figure di merda e poi perchè personalmente ho capito di non amare il Teatro dell'assudo o forse non sono riuscita ad amare questa rappresentazione.
Visto che comunque avevamo pagato il corso fino alla fine di Giugno, proseguiamo con le ultime lezioni e la nuova insegnante (che non apprezzo particolarmente visto che parte da concetti didattici diametralmente opposti a quelli del nostro amato prof...) ha detto di studiare su un testo, una poesia, un monologo scelto a nostro piacimento anche se non lo porteremo in scena.
Ma per tutti noi neofiti quella è l'ultima cosa a cui aspiriamo al momento, non sono state affrontate troppe materie per poter arrivare tranquilli alla meta, tra l'altro non è quella che io considero una meta.
Allora ho pensato al mio monologo e ho deciso senza esitazione che vorrei essere in grado di recitare bene quello tratto dal famoso film "Quinto potere" di Sidney Lumet, chi non lo conosce?
Tra le evidenti (per chi mi conosce) motivazioni per cui l'ho scelto, c'è anche quella che sebbene sia degli anni '70 lo sento molto attuale...
Attraverso un programma televisivo visto da milioni di americani ecco cosa dice il protagonista:
Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male. Abbiamo una crisi. Molti non hanno un lavoro, e chi ce l'ha vive con la paura di perderlo. Il potere d'acquisto del dollaro è zero. Le banche stanno fallendo, i negozianti hanno il fucile nascosto sotto il banco, i teppisti scorrazzano per le strade e non c'è nessuno che sappia cosa fare e non se ne vede la fine. Sappiamo che l'aria ormai è irrespirabile e che il nostro cibo è immangiabile. Stiamo seduti a guardare la TV mentre il nostro telecronista locale ci dice che oggi ci sono stati 15 omicidi e 63 reati di violenza come se tutto questo fosse normale, sappiamo che le cose vanno male, più che male. È la follia, è come se tutto dovunque fosse impazzito così che noi non usciamo più. Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: "Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere! Lasciatemi il mio tostapane, la mia TV, la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente ma... ma lasciatemi tranquillo!" Beh, io non vi lascerò tranquilli. Io voglio che voi vi incazziate. Non voglio che protestiate, non voglio che vi ribelliate, non voglio che scriviate al vostro senatore, perché non saprei cosa dirvi di scrivere: io non so cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e i russi e la violenza per le strade. Io so soltanto che prima dovete incazzarvi. Dovete dire: "Sono un essere umano, porca puttana! La mia vita ha un valore!" Quindi io voglio che ora voi vi alziate. Voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedie. Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l'apriate e vi affacciate tutti ed urliate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!". Voglio che vi alziate in questo istante. Alzatevi, andate alla finestra, apritela, mettete fuori la testa e urlate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Le cose devono cambiare, ma prima vi dovete incazzare. Dovete dire: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Allora penseremo a cosa fare per combattere la crisi, l'inflazione e la crisi energetica, ma Cristo alzatevi dalle vostre sedie, andate alla finestra, mettete fuori la testa e ditelo, gridatelo: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!"
Beh, mi ci vedete bene no? ;-)
PS
Se qualcuno di voi ha in mente altri monologhi, teatrali o cinematografici NON quelli famosissimi (come questo) vorrei che me li segnalasse così vado a vedere se sono nelle mie corde per una prossima recitazione. GRAZIE!
venerdì 7 giugno 2013
Un fatto imbarazzante.
Ad Aprile ho iniziato questo corso di recitazione teatrale di tre mesi con spettacolo finale a Giugno e mi stavo divertendo insieme agli altri allievi e un professore in gamba.
L'altro giorno arriviamo all'incontro e il professore ci comunica che sarà la sua ultima lezione in questa scuola.
Come come? Nooooo! E perchè?
Ci spiega che la direttrice non lo paga e lo prende per il culo di volta in volta dicendogli "Ti pago la prossima volta", prossima volta che non arriva mai.
E personalmente, avendo avuto in passato a che fare con datori di lavoro di questa razza infame, ho avvertito una rabbia "particolare" anche perchè lui mi piaceva tantissimo come insegnante.
Dopo è arrivata la stronza arraffasoldi ed è scoppiata una bomba di fango.
Hanno litigato in maniera pesante e lei parlava anche di querela ai carabinieri.
Carabinieri che alla fine siamo stati noi a chiamare, anche perchè volevamo capire che fine avrebbero fatto i nostri bei soldini dati in anticipo.
I carabinieri hanno fatto in modo che lei stabilisse un giorno per dare quella somma di denaro dovuta al professore, si sono stretti la mano e ovviamente lui è andato via.
Noi lì come coglioni imbambolati e sconvolti, due allievi non verranno più anche se lei ha provveduto per una nuova insegnante.
In questo genere di corsi si crea un rapporto ed un percorso emozionale unico tra gli allievi e l'insegnante per cui un bel po' di entusiasmo è sparito.
Tra l'altro manca poco per lo spettacolo (il primo della mia vita!) e ad ognuno di noi tocca studiare e memorizzare altre parti dato che due persone hanno abbandonato.
Io proseguo ma non mi sento "pronta", forse lo farò come viene viene...e poi cercherò un'altra scuola.
Auguratemi tanta "merda"! (è così che si dice a teatro, non è colpa mia :D)
domenica 26 maggio 2013
Succede così.
Che una sera hai voglia di bere una bottiglia di vino sulle costine d'agnello e quello sguardo a metà tra il compiaciuto e l'incredulo, poi hai voglia di prendere un po' di blu, uno qualunque, il primo che trovi, di Prussia, Cobalto, Oltremare, Blu-time.
Lo versi in un bicchiere di acqua, mescoli, prendi una siringa e tiri su il liquido.
Poi guardi la siringa, è così insolita con quel blu dentro, ti piace.
Pensi che l'idea di qualcuno che voglia iniettarselo nelle vene può rappresentare qualcosa, non sei sicura di comprenderne il significato ma vuoi scattare la foto di quell'attimo.
Lo fai.
L'indomani ti chiedi il perchè.
Questo è l'errore.
Quante volte vi sarà capitato?
(Nel mio caso ho ipotizzato un improvviso desiderio di mare).
domenica 12 maggio 2013
Ammetto di averlo pensato.
Era trascorso un tempo inverosimilmente lungo dall'ultima volta in cui avevo accolto in albergo clienti appartenenti alla categoria "scassoilcazzopernatura".
Ma la vita si sa, non permette mai che tu possa ricrederti e magari illuderti che i rompicoglioni siano in via d'estinzione. A volte si fantastica. Si sogna per un po' ecco.
Una coppia. Arriva lei per prima senza bagaglio e con fare arrogante blatera sul fatto che suo marito è giù che cerca un parcheggio, le indico quello più vicino a pagamento e dice che no, vuole restituire immediatamente l'auto presa a noleggio e devo scoprire il numero dell'agenzia per sapere dove possono riconsegnare il veicolo senza dover ritornare a Fiumicino (dove l'hanno noleggiato).
Nel frattempo non mi consegna i documenti, chiede di voler vedere prima la camera e ci va a pisciare prima ancora che si svolga il check-in e la consegna delle chiavi lamentandosi su ogni inezia.
Poi assistendo ad un altro check-in di una tripla mi dice che la sua camera è troppo piccola e ne vuole una più grande, DEVO, dice, darle una camera più grande.
Le spiego che esiste una differenza tra una camera doppia e una tripla (!) e visto che lei gentile signora ha prenotato una doppia...ok adesso voglio una tripla, quant'è la differenza? Purtroppo non ho più camere disponibili dolce e deliziosa signora dai modi gentili.
Ma questo è stato solo l'inizio.
Mentre eravamo tra l'appartamento e il pianerottolo si accorge che si spegne la luce delle scale e mi chiede: "Ma...questa luce non rimane sempre accesa?" No squisita signora, come nella maggiorparte delle palazzine è automatica, si accende, dura un tot di minuti e poi puff si chiama risparmio energetico.
E lei quasi urlando istericamente: "Nooooo, se l'avessi saputo non avrei prenotato qui!" io le spiego che basta usare un ditino e accendere l'interruttore...
Qui scopriamo che la sua RELIGIONE glielo vieta. Sembra uno scherzo ma vorrei sapere quanti di voi sapevano che gli ebrei di sabato non possono (tra le altre cose che ho scoperto dopo...) accendere interruttori di nessun genere?
Non so come sia riuscita a non scoppiare a ridere perchè malgrado avessi sempre saputo che le religioni, tutte, contemplino bizzarrie per me incomprensibili, non credevo che alcune si spingessero fino a questo punto.
Quando mi ha chiesto se la mattina di sabato ci sarebbe stato qualcuno che mettesse per lei la spina elettrica del suo bollitore dentro una presa, ero troppo "sconvolta" pure per ridere, anche quando mi ha detto che voleva pagare prima di sabato perchè quel giorno gli ebrei non possono nemmeno firmare...ho pensato che il mondo è veramente pieno di gente malata e che la religione sia sul serio qualcosa di estremamente ridicolo per usare un eufemismo.
Ma va bene così, in fondo cosa mi frega, ci sono anche persone che mettono il parmigiano sugli spaghetti alle vongole, che vanno a votare per Berlusconi, che ridono alle battute di Crozza, che amano guardare le partite di golf e copulare sempre al buio, di cos'altro dovrei meravigliarmi?
Questa donna tuttavia era talmente detestabile, arrogante e priva di ogni minima forma di rispetto per chi è lì a lavorare e servirla al meglio che per un attimo l'ho pensato.
Perchè Adolf non fece sterminio anche della sua famiglia d'origine?
Sì lo so, andrò all'inferno. Se solo ci credessi.
PS
Quella fretta assurda di disfarsi della macchina era dovuta al fatto che non possono nemmeno "guidare" di sabato.
Forse l'unica cosa positiva di tutto ciò è che adesso so veramente tutto riguardo lo Shabbat e le 39 azioni vietate dalla loro religione.
(per poter prendere per il culo qualcuno devi prima conoscerlo bene)
AUGURI A TUTTE LE MAMME!*
*(tranne a quelle che hanno partorito dei rompicoglioni)
mercoledì 8 maggio 2013
sabato 27 aprile 2013
Gravi errori di valutazione.
Caro blog ti scrivo...altrimenti oggi disintegro un essere umano. Accetta il terapeutico che è in te.
Intendiamoci, l'ipotesi di uccidere un essere umano non sarebbe grave eticamente parlando (applicata su alcuni soggetti) ma sono i secondini che mi fanno paura e tutto quel rumore di chiavi la mattina.
Per cui devo calmare questo mio istinto animalesco, razionalizzare, tenere i nervi saldi e perdonare. Perchè lei non sa quel che fa...
Premessa:
Mi piacerebbe tanto tornare a vivere da sola ma visto che c'è la crisi anche se i ristoranti sono pieni... un po' di problemi economici ce li ho anch'io e non posso permettermi un monolocale a Roma.
Quindi sono costretta a condividere l'appartamento con estranei e devo dire che FINORA la faccenda non mi aveva causato "particolare" insofferenza.
Il seguito fino ad oggi:
Accadde che, dopo tre anni di quieta convivenza con due uomini adulti, uno decise di compiere il gesto insano di andare a convivere con la compagna ergo abbandonò questa casa.
Così mi misi alla ricerca del terzo coinquilino.
Questa volta ebbi (sono caduta vittima del passato remoto fattene una ragione) la spudorata idea di voler cambiare, vale a dire scegliere una donna che forse mi avrebbe anche aiutato con le pulizie visto che per tre anni con questi due coinquilini maschi rinunciai persino di proporre qualche sporadica passata di straccio... ( ma Dio che bei tempi a ripensarci!).
Selezionai un po' di persone e poi decisi: era lei, lei sembrava perfetta!
Un feeling immediato, 49enne senza figli, separata da una vita, single, background da viaggiatrice e chissà cos'altro di non troppo noioso...unica pecca: un gatto.
Noooooo le dissi, un gatto non lo voglio in casa mia (mia si fa per dire). Ma mi assicurò che il suo, più che un gatto aveva le caratteristiche di un peluche.
Infatti almeno questa affermazione si è rivelata esatta, perchè dopo quasi un mese che la bastarda vive sotto il mio tetto, io non l'ho ancora visto nè SENTITO! Secondo me lo ha ucciso ed imbalsamato tenendolo in camera sua, influenzata da "Psycho" chissà.
Il gatto...fosse stato quello il problema! Giuro che non farei caso nemmeno se tenesse due tigri siberiane in camera se non fosse per il fatto che dal PRIMISSIMO giorno d'insediamento si è rivelata una rompicoglioni DOP.
Ha spadroneggiato dal primo momento senza rispettare chi vive qui da una vita, polemica allo sfinimento, immatura con i suoi dispetti che coinvolgono gli spazi comuni della casa e tanto tanto altro...
La cosa "buffa" (?) è che posso biasimare solo me stessa per averla scelta come coinquilina idonea. Mi toccherà rivedere tutte le mie capacità intuitive dal punto di vista umano.
Ma solo dopo averle tolto la vita.
Caro blog...mai dico MAI nella mia esistenza mi era capitato un caso così eclatante di totale e preoccupante incompatibilità umana.
Avevo pensato di andarmene da questa casa per il mio bene, poi ho pensato che non è giusto dargliela vinta e così le ho letteralmente vietato di rivolgermi la parola (minacciandola di percosse e lesioni personali).
Adesso mi lascia biglietti sul tavolo della cucina...
Ma è ancora un mezzo incubo. Pure doverla vedere di sfuggita tra il corridoio e il cesso, perchè SO che il suo desiderio di sminuzzarmi i coglioni non si è ancora attutito.
Con questo post lascio anche ingenuamente una prova d'accusa, nel caso dovesse venirmi voglia di tirarle un ferro da stiro sulla fronte.
PS
Diffidare di chi ha un gatto-peluche e si chiama "Angelica"!
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mercoledì 24 aprile 2013
Il Mutante.
Di cosa si parla qui? Un film? No, di un ARTISTA, di quelli veri (nel senso che sembrano da TSO! :-D).
Lui è Olivier De Sagazan, un pittore, scultore e performer francese (ma nato in Congo) contemporaneo.
L'ho scoperto solo ieri e mi ha totalmente affascinata.
Per chi ama (come me) Francis Bacon lo troverà ancora più interessante...
Quelle che vedete su sono opere con tecnica mista tra pittura e fotografie delle sue performances, alla fine ne posterò una e da quella potrete intuire la genialità quasi folle di questo tizio. Ma anche insultarmi.
Adesso però godetevi (se siete in grado) alcuni suoi dipinti.
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| Lo so, questo vi ricorda tanto Lecter. |
Che tipo di persone si connettono con la tua arte?
"Gli ottimisti che sanno che per capire la vita uno deve fare i conti con la morte, scoprendo molti cadaveri lungo la strada."
«Il mio lavoro» afferma «è essenzialmente un inno alla vita, in attesa di comprendere cosa significhi essere vivi».
Ed ecco una delle performances che lo hanno reso più famoso.
(si sconsiglia la visione ai più impressionabili!) ...a tratti mi ha ricordato pure "Saw" ;-)
Se questo artista vi ha incuriosito, potete vedere dell'altro QUI .
E pure QUI.
Altrimenti...conoscete già la mia risposta ;-)
giovedì 11 aprile 2013
Corro il rischio di essere felice.
Ancora non riesco a credere di averlo fatto.
Da mesi avevo iniziato a pensarci con più insistenza ma poi non riuscivo ad incastrare i pezzi e forse anche il timore di gettare al vento tempo e denaro mi impediva di iniziare questa nuova avventura.
La MIA avventura, quella di mettermi totalmente in gioco muovendo i primi passi verso il potenziale che ho sempre sentito di possedere anche se i blocchi emotivi sembra(va)no impossibili da abbattere.
Di che minchia parlo?
Mi sono finalmente iscritta e ho iniziato il corso di "Laboratorio teatrale con spettacolo finale" tiè! :D
Alla faccia mia e al terrore di parlare (e recitare) in pubblico!
Già dal primo giorno di lezione, non me l'aspettavo, mi hanno gettato nella fossa dei leoni...
Ma dopo i primi momenti di quasi smarrimento, annaspando sono risalita in superficie e ho iniziato a ruggire...
È un po' complesso spiegare tutto ciò che hanno voluto che improvvisassi e tutto ciò che ho provato in quelle due ore ma posso dire che ho ricevuto il mio primo applauso per cui credo sia il caso di proseguire in questa direzione.
PS
Cazzo come sono contenta cazzo!
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lunedì 8 aprile 2013
mercoledì 3 aprile 2013
"Sei proprio una cretina".
Ho visto questo film senza leggere nulla prima, stranamente, perchè di solito leggo trama e qualche recensione prima di decidere la visione di un film.
Ma forse a volte è un bene approcciarsi con l'animo e la mente sgombri da qualunque aspettativa perchè così puoi rimanere sorpreso nel bene e nel male.
Della Manetti bros (che poi sarebbero i fratelli Marco e Antonio Manetti) avevo visto solo "Piano 17" e non mi era dispiaciuto poi tanto.
Con "L'arrivo di Wang", per buona parte dell'inizio mi era sorto il sospetto che stessi per assistere ad una colossale cagata italiana, poi il film ha preso una piega curiosa e anomala, tutto avrei pensato tranne che fosse un film di fantascienza sebbene abbia qualcosa del thriller psicologico.
Premetto che questo film sarebbe stato quasi perfetto se solo fosse stato un cortometraggio, perchè a tratti ripetitivo nei dialoghi, se gli attori non avessero recitato maluccio e sopra le righe e se la frase finale fosse stata pronunciata in italiano...(che poi è quella del titolo del post).
Una ragazza viene convocata d'urgenza (dai servizi segreti?) per una traduzione dal cinese all'italiano per un colloquio/interrogatorio di un certo signor Wang accusato di qualcosa.
Quasi tutto il film si svolge in una sorta di bunker, in un primo momento al buio affinchè la ragazza/interprete non veda l'identità dell'interrogato, poi innervosita supplica al tizio che formula le domande da fare al signor Wang di accendere la luce, così finalmente vediamo che legato a quella sedia c'è...una specie di polipo grigio che parla solo in cinese!
In un primo momento la traduttrice lancia un urlo e tenta di fuggire, poi si calma e torna a sedersi al tavolo.
La situazione sfiora quasi il ridicolo comunque trattasi di un alieno che arrivando sulla terra (a Roma per la precisione) pensa bene di imparare la lingua più diffusa al mondo per poter comunicare con gli umani. Informarsi prima che a Roma si parla perlopiù italiano no eh?
C'è una netta differenza tra l'atteggiamento e i modi che assume l'uomo inquisitore e quello della traduttrice nei confronti del signor Wang, il diverso da e tra noi.
Avrete capito che non si tratta certamente di un capolavoro e neanche di un film "ben fatto" ma è interessante nel suo essere grottesco e poi il finale probabilmente vale qualche momento di noia negli ottanta minuti che lo precedono.
Un mio applauso va certamente ai fratelloni per essere riusciti a fare un film di fantascienza con un budged da miserabili senza particolari effetti speciali quindi.
Non è da tutti.
Ok, non aggiungo altro per non spoilerare oltremodo se vi dovesse capitare di vederlo.
Concludo solo dicendo che quella frase è stata come se l'avessero rivolta a me e d'impulso mi è scappato un bel "Ma vaffanculo va!".
Per comprenderne il motivo dovete solo vederlo.
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| E sì, so incazzato nero perchè me sa che er polipo digitale sta a recità mejo de me! |
domenica 31 marzo 2013
Sai che riascoltandola meglio...
...avrei potuto scriverla io?
Si, d'accordo l'incontro
un'emozione che ti scoppia dentro (anche un po' di fame, brutto bastardo che hai sbagliato uscita al raccordo e sono qui a casa che ti aspetto da oltre un'ora per andare a cena)
l'invito a cena dove c'è atmosfera (speriamo ci sia pure un menù ricco e variegato altrimenti lo sgozzo)
la barba fatta con maggiore cura. (i peli delle gambe e quelli in zona pube li ho estirpati fino alla paranoia)
la macchina a lavare ed era ora (ho fatto la manicure dopo tre mesi, ed era ora)
hai voglia di far centro quella sera (eviterò di dirgli del mio bipolarismo e indosserò pure il fastidiosissimo reggicalze per stasera valà)
si d'accordo ma poi... (eh, ma poi?)
tutto il resto è noia (lo sapevo già prima di uscire...)
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia, (...che sarebbe andata a finire così)
maledetta noia. (e pure tu un pochetto maledetto, visto che prima sembravi un vulcano di idee e adesso somigli al fratello ritardato di Gasparri)
Si, lo so il primo bacio (sì, quello è stato fantastico, dopo che ti ho pregato di sputare lo stuzzicadente)
il cuore ingenuo che ci casca ancora (sì sì, sento che è lui l'uomo della mia fica ops...vita)
col lungo abbraccio l'illusione dura (i primi tempi ti durava anche qualcos'altro)
rifiuti di pensare a un'avventura. (con questo qua, come minimo mi faccio un week-end a Frosinone)
Poi dici cose giuste al tempo giusto (ma daiiii? Ma sai che anch'io...Nooo, non ci posso credere che pure tu metti un po' di cipolla nella carbonara, incredibile, siamo fatti l'uno per l'altra, è appurato)
e pensi il gioco è fatto è tutto a posto (per stasera scopata memorabile da 100 e lode)
si, d'accordo ma poi... (eh, ma poi?)
tutto il resto è noia (lo sapevo già prima di uscire...)
no, non ho detto gioia,ma noia, noia, noia (...che sarebbe andata a finire così)
maledetta noia. (forse era meglio restare a casa quella sera e giocare a scarabeo da sola)
Poi la notte d'amore (Cristoddio sembravi Marlon anche quando hai preso la margarina Vallè)
per sistemare casa un pomeriggio (avevo pulito pure i vetri della cucina e sai quanto lo detesti)
sul letto le lenzuola color grigio (le avrei preferite di raso nero, fanno più "pervertimi")
funziona tutto come un orologio. (non mi scappa di fare nemmeno una puzzetta)
La prima sera devi dimostrare
che al mondo solo tu sai far l'amore (che al mondo solo tu sai far pompini)
si, d'accordo ma poi...
Tutto il resto è noia
no,non ho detto noia
ma noia,noia, noia
maledetta noia.
Si d'accordo il primo anno
ma l'entusiasmo che ti resta ancora
è brutta copia di quello che era
cominciano i silenzi della sera (e pure i rutti fuori controllo)
inventi feste e inviti gente in casa (con la scusa del: "allarghiamo le nostre conoscenze" in realtà mi sono già rotta i coglioni dei tuoi soliti discorsi...)
così non pensi almeno fai qualcosa (sì, sicuramente lancio pure un pensiero verso la separazione)
si, d'accordo ma poi...
Tutto il resto è noia,
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia
maledetta noia.
Maledettissima Franco. Fammi sapere se l'hai trovata anche di là o se c'è almeno un tizio barbuto da poter prendere per il culo.
PS
Ma sai che eri proprio "fico" da giovane? Io ti ricordavo come un laido vecchio da realitisciò.
Non mi meraviglio che squartassi papere a volontà.
lunedì 25 marzo 2013
"Se fai finta poi diventa vero".
A Gennaio ho pubblicato un post in cui parlavo dell'importanza del ridere e del fatto che stessi considerando di sperimentare lo YOGA DELLA RISATA.
L'ho fatto da poco.
Una prima constatazione e domanda: come mai eravamo un gruppo di 14 persone solo di sesso femminile?
Lo yoga della risata sappiamo che è una pratica ormai diffusa in moltissimi paesi del mondo in cui partecipano ambosessi ma probabilmente, mi viene da pensare che il maschio italiano opponga molta più resistenza nel lasciarsi andare, lasciarsi andare alle proprie emozioni intendo (per altri aspetti è un campione) e alle situazioni "ridicole" che impone questa forma di yoga.
Potrei sbagliarmi, in fondo sono stata solo in UNO dei sei "Club della risata" di Roma. Ma quando ho posto la domanda all'istruttore, direi che la sua smorfia fosse evidente...e poi ha aggiunto: "È raro che partecipino uomini".
Ma torniamo a questa mia prima sessione di yoga della risata.
L'istruttore si dimostra molto professionale nell'esporre alle nuove arrivate gli elementi basilari della pratica, i quali coincidono molto con la filosofia yoga in generale: "L'UNIONE".
In questo caso però si tratta di unire o meglio ricongiungere quella parte infantile, che è sempre stata in noi, a ciò che siamo diventati.
Ma lo scopo principale rimane ovviamente RIDERE. In maniera autoindotta. Perchè ridere fa bene al fisico e alla mente in qualsiasi modo tu possa raggiungere lo scopo.
In circa un'ora abbiamo fatto svariati esercizi tra risate e respirazione, confesso che in alcuni istanti mi sono sentita davvero idiota e questo ha fatto sì che io scoppiassi a ridere di gusto!
Tipo nell'esercizio in cui dovevamo "gattonare" a quattro zampe nel pavimento, muovendoci disordinatamente e con un ciuccio in bocca, poi dovevamo strapparlo via a qualcuna e quest'ultima doveva iniziare a ridere, riuscite a immaginare una scena simile? Se in quel momento fosse entrato qualcuno di totalmente estraneo senza sapere nulla, avrebbe pensato: "Queste qua saranno fuggite da un reparto psichiatrico!"
Io invece non riesco proprio a immaginare un gruppo di uomini nella medesima situazione...
Durante l'ultimo esercizio, molto diverso dai precedenti, quattro partecipanti sono scoppiate a piangere senza un motivo apparente. Eravamo in cerchio sedute con le gambe incrociate e dovevamo solo fissarci negli occhi senza dire una parola. Abbastanza imbarazzante farlo con delle estranee ma evidentemente in quelle quattro donne è scattato qualcosa di personale che l'istruttore comunque continuava a incoraggiare.
Per ciò che mi riguarda, durante tutta la sessione avrò riso "spontaneamente" forse cinque volte, alcune delle partecipanti credo nemmeno una...e comunque mi sarebbe accaduto più spesso se fossi andata con un'amica ma non sono riuscita a convincere nessuna (delle due!).
Ma a quanto dicono non esiste nessuna differenza, dal punto di vista degli effetti benefici, tra la risata spontanea e quella indotta.
Preciso che apparentemente sembra qualcosa che potrebbe fare chiunque, ma non è così (era un po' che non esternavo il mio lato modesto).
Anche se la costanza non è un mio pregio e non amo particolarmente la parola "gruppo" credo che ci ritornerò perchè ho percepito una sensazione di benessere anche dopo, uscita di là (in metropolitana ero già un po' incazzata oh oh ah ah...).
E poi perchè la tessera annuale costa la cifra stratosferica di cinque euro!!!
Che aspettate a provare? Se proprio non vi "sorride" l'idea, provate a farlo da soli, ridendo davanti allo specchio, possibilmente ogni giorno.
Qui sotto il fondatore dello YOGA DELLA RISATA , Madan Kataria che...non ha voglia di ridere e ci mostra come fare per raggiungere lo scopo anche in una situazione di totale controvoglia. Sembra un coglionazzo, è vero, ma alla fine ditemi se non vi ha strappato un sorriso...se no, allora vi consiglio Lourdes.
mercoledì 20 marzo 2013
GUARDA E SCRIVI (8)
Qualcuno si ricorda di questa mia rubrica?
È successo che ho dovuto "risfogliare" tutti i miei vecchi post per cercarne alcuni da linkare a un blando e timido anonimo (:D) così ho rivisto questa rubrica che avevo totalmente dimenticato e messa da parte più di un anno fa, non so perchè, in fondo era divertente leggere i vostri fantasiosi commenti e avevo pubblicato solo sette fotografie, io direi di proseguire no?
Faccio un riepilogo per i nuovi passanti che spero si uniranno al "gioco".
UNO
DUE
TRE
QUATTRO
CINQUE
SEI
SETTE
OTTO (questo!)
NOVE
DIECI
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