domenica 30 ottobre 2011

Il vostro barista sorride ma in realtà vi odia.


Tra i diversi lavori che ho fatto nella mia vita c'è quello di barista, la settimana scorsa dopo anni sono risalita per un solo giorno (per fortuna) dietro un bancone da bar e mi è tornato in mente un pezzo divertente di un autore comico, Beppe Tosco che conservo gelosamente da tempo nella speranza che un giorno venga stampato e affisso alle porte di ogni bar italiano così che ogni avventore possa rendersi conto di cosa sia questo mestiere e impari a chiedere solo "un caffè".
Lo ripropongo anche perchè ho l'impressione che da queste parti girino solo "ufficiaioli", gente che lavora in ufficio cioè e che è lontana da certe realtà professionali.
E' un atto d'amore verso l'intera categoria di baristi che ogni giorno, a causa vostra, perdono la pace mentale per soddisfare le vostre insane richieste!


I caffè dei bar
di Beppe Tosco
Vorrei chiedere a tutti noi di metterci una mano sulla coscienza e di darci una regolata quando si ordina il caffè, lo dico per i baristi, ma anche e soprattutto per me.  Che prendo lo scontrino vado al banco e chiedo un caffè.
E mi piacerebbe chiederlo a un barista tranquillo e non,  invece a  un grumo di nervi col grembiale, gli occhi persi e la testa che fuma.
Perchè quello, io trovo alle due del pomeriggio, l'ora del caffè.
L'ora in cui è facile trovare un avventore al banco largo come il cofano di una macchina, che occupa mezzo bancone, e beve il caffè a sorsini piccoli come se sorseggiasse la cacca. Venti trenta quaranta sorsini per una quantità di caffè che sta in un ditale. Fottendosene di quelli che dietro aspettano che lui spipetti dalla tazzina coi suoi labbruzzi a culo di gallina.  C'è dell'odio? Me ne scuso.
Dicevo, se guardiamo il barista vediamo che a quell'ora , alle due, è una palla di nervi. Ma i baristi: sono, palle di nervi? O sono esseri umani come noi?  Sono esseri umani come noi che però, a quell'ora, devono ricordarsi di tutti i modini in cui una banda di deficienti quali siamo ordina il proprio caffè.
Macchiato caldo, macchiato freddo, decaffeinato in vetro, con zucchero di canna, con dolcificante, con un goccio di latte a parte, con panna, tiepido in tazza fredda, caldo in tazza tiepida, caffè d'orzo con zucchero di prugna in tazza di marmo, caffè di cicoria con due mani di zucchero a velo  bevuto a canna, caffè lungo macchiato caldo in tazza tiepida ....ma è una gara?
” IO LO VOGLIO  CORTO,  IO LUNGO, A ME  GROSSO,  IO PICCOLO MA DIPENDE DA COME LO USO.
Allora.
Cortesemente. Beviamo il caffè così' com'è, guardate come è bello, come suona bene: “ un caffè, grazie, lo bevo e mi levo dalle balle”.  E' facile. NO PERCHE'. SE VOLETE BERE UN'ALTRA COSA BEVETELA. Ma il caffè è sempre quello, con la tazza, nel bicchiere, nella vaschetta, senza schiuma, con la schiuma, con la pannetta, col fischio, bevuto con l'imbuto, nella tazza grande, versato sulla testa come al battesimo, per via endovenosa, dato a pennello, è sempre caffè. Non cambia .
E quelli che vogliono bere il caffè in vetro. Perché? Ho chiesto ma nessuno me lo sa dire. Qualcuno dice che il sapore è diverso.  Sfatiamo questo mito e diciamo insieme “E' UNA MINCHIATA”?  IL VETRO O LA PORCELLANA SI USANO APPOSTA PERCHE' NON LASCIANO GUSTI STRANI, NON SI SCIOLGONO E NON SI MESCOLANO CON QUELLO CHE CI METTI DENTRO.  SE TE LO FAI SERVIRE  NELL'ORECCHIA DI UN CINGHIALE, ALLORA SI', CHE CAMBIA. SIA IL GUSTO CHE IL MODO. ALTRIMENTI  NO, ALTRIMENTI BEVITI QUESTO CAFFE' SENZA INFRANGERE QUEL DELICATO EQUILIBRIO CHE SONO I  MARRONI DEL BARISTA IN CONDIZIONI DI QUIETE!?
E quelli che usano un quarto di bustina di zucchero? Un quarto di bustina. La aprono, ne versano un pò dappertutto, e poi nella tazzina ne mettono un fotone, di zucchero,  un bosone, e poi lasciano la bustina lì. Amore bevilo amaro? Per metterne un bosone, puoi farne a meno. Se no mettici tutta la bustina? Non esplodi, credimi. Una bustina di zucchero non ti ammazza. Sono le lerciate che mangi a mezzanotte pescando a caso nel frigo, quelle che ti stanno portando alla fine. E poi avanti: macchiato freddo, macchiato corto, con un goccio di latte a parte , in vetro, caffè americano....che poi: lo vogliamo dire? tu pirla, se sei Torino vuoi il caffè americano. E poi, quando vai in America, ti incazzi perchè vuoi il caffè espresso che non c'è. Se vogliamo andare avanti però, a chiedere caffè idioti per il gusto di farlo, per puro divertimento, allora però sì.
Se è per divertimento allora in quel caso vi aiuto. Ecco alcuni caffè che non avete mai ordinato. Provate da domani.  Intanto entrando chiedete al barman “caffè ne avete?” Io ogni tanto lo faccio. Vedete che faccia che fa. E' bella.
Poi: provate con: Sergio? Un pollicino! Un caffè normale poi mi fai una strisciata  di zucchero sul bancone dalla zuccheriera alla tazzina grazie. Oppure: Cortesemente siccome c'è gente, mi fa un caffè già versato sul piattino? Tanto con questi vicino che sgomitano, lì, andiamo a finire, quindi...grazie.  Un caffè. Me lo tira per cortesia che sono di corsa? Con un goccio di latte tirato a parte, gentilissimo.
Caffè senza tazza grazie. Vengo io con la bocca sotto la macchinetta. Va bene, mi piace così. Caffè  in tazzina di zucchero , metto tutto in bocca.A me caffè freddo, me lo scalda solo leggermente col phon.
Mi faccia un “dalmata”, una tazzina di latte con tante macchioline nere di caffè sopra, cortesemente però non sul musetto grazie. Il musetto lo voglio bianco. O se no, re dei re dei caffè di fantasia, dite alla barista: con gentilezza il caffè lo beva lei, poi limoniamo, perchè vorrei solo quel retrogusto , sa....




32 commenti:

  1. Quanta strada in comune abbiamo io e te :).
    (ok faccio uscire baricco dal mio corpo)

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  2. Epperò così mi lasci con la curiosità di sapere quale sia quel "comune".
    Non ci saremo forse sposati in passato e non me lo ricordo? :)

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  3. Ho fatto il barista per qualche giorno. Ero in prova come portiere "tuttofare" in un piccolo hotel della Best Western.
    Per fortuna non c'era un gran flusso, ma comunque sia, anche in altri lavori, sia di scrivania che a contatto in piedi coi clienti, ne ho avute tante di sollecitazioni.

    Sono uno che semplifica appena può, detesto le frivolezze e cagare il cazzo al prossimo, e già dover distinguere tra ordinare caffè corto o lungo mi fa sentire idiota. L'unico vezzo, che tra l'altro non disturba il barista, è optare per la bustina di zucchero grezzo... mi piace di più.

    Però, come customer service, penso che, come mai in questi casi, il cliente ha sempre ragione se siamo noi i primi a dargliela.
    Io e il mio collega, entrambi responsabili di un servizio corsi nuoto, organizzavamo il lavoro scartando a monte le opzioni dal ventaglio di scelta al cliente.
    E così il cliente sapeva già prima di arrivare al nostro cospetto cosa poteva aspettarsi. "Ti garantiamo un due tre, e un due tre devi pretenderle. Per il punto quattro vai altrove, siamo in un libero mercato."
    Il cliente potenzialmente è un portatore sano di tutti i ceppi di minchia di rotture di cazzo di 'sto mondo.
    Sta al proprietario del bar tutelare il barista, scrivendoci fuori: "Se volete ordinate un caffè, potendo anche chiederlo corretto sputo".
    Ma se non lo educhi, al cliente, quello che entra e chiede: "Lo servite il caffè in proboscide d'elefante vivo?" prima o poi entra e chiede.

    Il consumismo genera gamme di servizi superflui e inutili, il che genera esaurimento nervoso del barista.
    Quindi, se il barista è il proprietario, che si esaurisca pure e crepi gonfio a forza di caffè a macchia di pois di zebra.
    Vuoi il portafogli gonfio? Beccati pure il fegato gonfio.
    Altrimenti scegli di vivere meglio e dissuadi dall'entrare nel tuo bar una tanica di esteti del caffe ammazzacaffe.

    Certo, se chi serve il caffè non è il proprietario, poveretto il barista... ma deve odiare il suo boss, non i clienti. ;)

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  4. Grazie per il...post!:)
    Si, lo so che i "clienti" in genere sono rotture di palle nella vita ma ti assicuro che lo stress di un barista (di un bar molto frequentato)dopo pranzo è altissimo, quando per esempio entrano sei italiani per volta e magari nessuno di loro chiede un caffè che sia SOLO un caffè!

    Il barista odia il suo boss a prescindere!:)
    Ma odia pure, ed ha tutto il diritto di farlo, anche i clienti italiani che sono tra i più esigenti, impazienti e scassacazzo del pianeta!

    Lo conferma anche l'ISTAT! :)

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  5. su questo argomento posso solo dire che nei bar della mia città, il caffè si beve come dice la tradizione, non si scappa, e se il barista ha richieste " strane" soavemente risponde " Signo" c' ha stamma a Napule e o' cafe' si pigli accus'i '
    trad. Signora qui siamo a Napoli ed il caffè così si prende. punto e senza repliche, anche perché comincerebbero ad elencarti i 5 o 10 motivi del perché il caffè a Napoli solo così e' ...qui si sceglie solo tra i bar chi lo fa più gustoso :))
    buongiorno Obi

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  6. Che meraviglia! Magari si potesse fare ovunque come a Napoli! Poi io ho un debole per i napoletani e non occorreva la traduzione perchè essendo siciliana lo capisco abbastanza.
    Mi piacerebbe sentire quei 10 motivi però!
    Buongiorno a te :)

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  7. Ho fatto il barista per tre estati filate. Devo dire che è stato molto divertente, forse perchè ero in una località di mare, o forse perchè i soldi non mi servivano per vivere.
    In giro c'era gente veramente strana, ma la cosa era piacevole se riuscivi a riderci su.
    Ovviamente odiavo il mio boss.
    Ed ora nei bar prendo sempre caffè normale e cerco di essere il più gentile possibile con i baristi (sempre se non sono dei beoti).

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  8. Ammetto che inizialmente mi divertivo molto anch'io, è un po' come stare su un palco o in uno studio dello psicanalista...
    Ma col tempo ha iniziato a stressarmi.
    Bravo Josef avventore!
    Certo in condizioni di quiete uno può pure chiedere un caffè a quadretti, il punto è riuscire a mettersi nei panni di chi ha solo due mani per lavorare, ma molti non ci riescono semplicemente o se ne fregano.

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  9. Dalle mie parti c'è un bar che offre il caffè a sorpresa (o jolly? Boh, non ricordo bene,).

    Tu arrivi al bancone e fai:
    -Vorrei un caffè jolly...

    La donna ti guarda implorante:
    -No, no il caffè a sorpresa no! Ti prego non farlo!

    -Scusi vorrei provarlo, sa il nome m'intriga...

    -No, si figuri non è niente di che, c'è di meglio al mondo, la scongiura non mi costringa a farlo, la prego in ginocchio!

    -Ma perché l'avete messo in catalogo allora?

    -Non lo so, non lo so. Un giorno apro il menù e trovo 'sta schifezza, questa tortura cinese...(scavalca il bancone con un salto che neanche Jackie Chan)... La prego ho famiglia, non lo faccia... è, è una questione di soldi? Le giuro le pago una ordinazione, anzi, tenga 10 euro, ma prenda qualcos'altro... le faccio un chinotto in cucina, ma NON ORDINI QUEL CAZZO DI CAFFÈ JOLLY!!!

    -Sono, ehm, lusingato, ma vorrei lo stesso QUEL caffè...
    (la barista è una cinquantenne e per quanto nei film la tardona senza dentiera che fa pompini da repertorio è un classico, non ci tengo a provare la veridicità di questo cliché)

    Sicché, piangendo, si avvia verso una tazza grande piena di foglietti, sui quali ci sono scritti i nomi dei caffè più astrusi del globo terracqueo.
    Ne pesca uno, piangendo ne dice il nome e lo prepara.

    Fu così che gustai per la prima volta quella schifezza di cappuccino decaffeinato con panna, scaglie di cioccolata, scaglie di peperoncino (?), bastoncino di cannella e foglia di menta.

    Dopo, mentre vomitavo in bagno quell'intruglio, sentii distintamente la barista tirare su con il naso e dire:
    -Ti sta bene, stronzo!

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  10. che ti piace beppre tosco.
    No con i matrimoni ho gia dato...:)

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  11. Ho letto questo post con un caffè solubile sulla destra, una sigaretta sulla sinistra e ridendo come una matta(insieme alla mia amica)!! :D
    Grazie per avermi fatto conoscere questo fantastico pezzo letto con la nostalgia del caffè italiano (a poche ore dell'arrivo in Grecia). :)
    Per la cronaca, sono al quarto caffè del giorno e ancora nessun effetto positivo :)

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  12. @ La Carta
    E' quello che pensano i baristi in certi casi :)

    @ CSM (scusami se abbrevio)
    Aah ecco svelato il comune...

    @ Piedi Alati
    Ma grazie a te per leggermi anche in viaggio!
    Ti kànete?
    Jàsu jàsu :)
    (meglio iniziare un po' di pratica no?)

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  13. E comunque il caffè va servito nei bicchieri di vetro.

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  14. Ahahah! Ci hai ripensato?
    In tal caso il vino va servito nelle tazze da latte.

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  15. Non scherzo. In molti bar in Campania il caffe ti viene offerto nel bicchierino di vetro.

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  16. Guarda che pure a Roma molti lo prendono al vetro, ma come dice pure Tosco scherzando, è una minchiata, cioè secondo molti intenditori il caffè va bevuto solo in tazzina.
    Così come il vino va bevuto nelle coppe...poi è chiaro che alla fin fine i gusti sono gusti e a qualcuno potrebbe piacere bere il caffè pure dalla pentola!

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  17. ¡ɐqɯoʇ ɐllǝu oʇǝɹƃǝs lı òɹǝʇɹod ıɯ 'ɐɥɐɥɐɥɐɥnɯ
    Comunque, quello che intendevo era che lui dava una spiegazione abbastanza diversa, raccontando anche dove aveva nascosto i documenti della falsa identità e altre piccole spiegazioni e sfumature che nel film sono state completamente estirpati...

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  18. Ahahah! Disgraziato! :)
    Ma vedrai che un giorno scriverò pure un post al contrario!

    (ma i documenti non li aveva nella busta di plastica che ha portato con sè durante la fuga?)

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  19. Nel film, ma non ha nessun senso ( dove li aveva nascosti durante gli anni di detenzione?).
    Nel libro li nasconde in un suo terreno prima di essere arrestato.
    Un campo con un vecchio muro, lui mette lì un falso mattone ( o qualcosa del genere, ora non ricordo con esattezza) con dentro le varie carte di identità, documenti bancari, ecc.
    Poi però scopre che il terreno è stato venduto e che l'acquirente ci costruirà su qualcosa, demolendo il muro e, di conseguenza, il suo "fondo pensione".
    È un buon espediente, il protagonista diventa improvvisamente nervoso ed impaziente e tu lettore non capisci il perché, dato che le cose gli stavano girando bene (più o meno è la parte dove inizia davvero a ricevere fondi per la biblioteca)...
    Forse era difficile da inserire nel film, non so, ma mi è dispiaciuta l'assenza di quella parte, che dava un'ulteriore sfumatura al personaggio...

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  20. Ma è "L'allievo" il film che hai visto dieci anni fa?

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  21. Lo stesso campo in cui poi nasconde i soldi e la lettera dell'amico suppongo, comunque se non avessi letto il libro ti sarebbe piaciuto molto di più il film, ovviamente.

    Che c'entra l'allievo? Non ti riferivi a "La stirpe dei dannati"?

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  22. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  23. Pensavo ti riferissi ancora ai film tratti da King...
    Sì, "La stirpe" piace molto anche a me, fa parte di un tempo in cui le storie non dovevano per forza avere un lieto fine.

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  24. Notte a te, o buongiorno ormai,avevo staccato per vedermi un film di Inarritu "Biutiful" e mi ha fatto venire una depressione cosmica...
    Credo che ora mi attacco al tubo del gas.
    Però è un bel film :)

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  25. ora capisco meglio perché quando chiedo 'un caffè' mi fanno mille domande con gli occhi sgranati... la risposta è 'un caffè caffè, non mi serve nemmeno il cucchiaino'. (peraltro odio i piattini, ma me lo tengo)

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  26. Ahahahahah! Grande!
    anni fa ho lavorato anche io in un locale: classico cameriere.

    Ma c'era già da pedere la testa con tutte le variazioni sul menu. Se ci sono dei piatti o dei panini, cristosanto, ordinate quelli. Che bisogno c'è di cambiare le ricette? Un po' va bene... ma dopo diventi pazzo..!

    Quindi, grande rispetto per i baristi.

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  27. @ succiamenta
    Solitamente i baristi se si chiede "un caffè" NON fanno domande, chi è 'sto pazzo?!


    @ lutileidiota
    Per il mestiere di cameriere dovrei fare un post a parte! (ho fatto anche quel lavoro)
    Alla fine preferivo sempre gli stranieri agli italiani...
    Sempre soddisfatti pure se gli dai una carbonara con dentro le lenticchie!

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  28. capitato anche oggi a pranzo: ci porta 4 caffè per favore?

    N O R M A L I I I???

    sì, grazie, NORMALI.

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  29. Bah, ecchettedevodì, mi sembra quantomeno strano, si vorranno inguaiare da soli! :)

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  30. ma no ma no... è che sono abituati al macchiato caldo o macchiato freddo, in tazza grande o piccola, d'orzo o decaffeinato... e dolcificante. chiesto dopo ovviamente, quando li porta e gli tocca tornare indietro a prenderlo.

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  31. Ok, allora non specificandolo prima è vero che alcuni clienti siano degli scassaminchia!

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Tanto l'Orsa sa come rispondere a chiunque.