lunedì 20 dicembre 2010

DISFORICA A CHI?



Oggi vorrei darvi un consiglio.
Se avete finalmente deciso di fare spazio sul pianeta togliendovi la vita, assicuratevi che il vostro metodo di autoeliminazione sia sicuro al 100%.
Io faccio parte della categoria sopravvissuti a se stessi, per cui non parlo per sentito dire.
Aver fallito al tentato suicidio la ritengo una delle cose piu' gravi che possano capitare, perche' in questo modo si perde anche l'ultima possibilita' di mettere la parola fine a tutto cio' che non vi sta bene (malgrado io abbia letto di un caso in cui una donna ci sia riuscita al nono tentativo, ma anche in questo occorre la signora Costanza e, come forse avrete letto in un mio post, lei non mi vuole bene).
Probabilmente pero' il vero impedimento e' un altro, vale a dire il pensiero che possiate sopravvivere al secondo tentativo e rifarvi quindi la gitarella ricreativa in manicomio (ora li chiamano reparti psichiatrici, in ospedale), luogo in cui, a parte fumare per circa 14 ore di fila e pensare che stai DAVVERO uscendo fuori di testa, non offre tanti altri svaghi.
Il pensiero di ritornarci ti frena enormemente, ti fanno capire che se lì dentro non si sta esattamente come in un "centro benessere" e' proprio perche' vogliono "insegnarti" a non commettere piu' questi gesti sconsiderati e brutti brutti...
Ti puniscono per quello che hai fatto e ti trattano come una pazza, rinchiudendoti (senza ovviamente il tuo consenso) insieme ad una banda di schizofrenici di ogni tipo e se non hai qualcuno che ti voglia bene e che tenti di tirarti fuori da lì nel piu' breve tempo possibile, (e/o se non sei abbastanza "forte") puoi tranquillamente diventare uno di loro e non uscire mai piu'.
E' un vero e proprio SEQUESTRO DI PERSONA.
La cosa buffa pero' e' che non puoi nemmeno denunciarlo alla polizia perche' e' collusa coi camici bianchi che hanno lo strapotere decisionale sulla tua persona.
E quando sei lì dentro tutti questi pensieri di ingiustizia, in contemporanea con quelli di assoluta impotenza, ti fanno incazzare ancora piu' del fatto che ti abbiano salvato la vita senza che TU lo chiedessi.
Pero' devi stare attenta a non incazzarti troppo altrimenti prolunghi il soggiorno.
Allora devi essere forte e farti furba, il quarto giorno, quando ho capito che stavo andando in pezzi col sistema nervoso, sono finalmente riuscita ad avere un lungo colloquio a quattrocchi con il primario responsabile del mio "rilascio".
E  dentro quella stanza ho raccolto tutte le ultime forze rimaste per mostrarmi calma e "normale" (il desiderio piu' intimo, in realta', era quello di mettergli le mani al collo e minacciarlo di morte se non m'avesse fatto uscire immediatamente) mi chiese tantissime cose, ed ho mentito quasi su tutto perche' sapevo che era l'unico modo possibile per fuggire da lì.
Ero pentita del gesto...avevo capito che e' una cosa sbagliata...e via dicendo con tutte le stronzate che vogliono sentirsi dire.
Mentre in realta' pensavo:
 "brutto idiota, il gesto in sè non e' affatto sconsiderato, anzi, e' il gesto piu' "sensato" che una persona sana di mente e dotata di discrete facolta' mentali possa mettere in atto, TU, TU SEI INSENSATO perche' non hai materia grigia sufficiente e neanche la sensibilita' adatta per avvertire che c'e' qualcosa di sbagliato nel venire al mondo sapendo che le parole FELICITA', GIUSTIZIA, ARMONIA e tante altre, sono solo invenzioni strampalate che non hanno alcun corrispettivo nella realta'".
Ma non potevo dirgli cose simili, altrimenti sarei ancora rinchiusa in quel reparto e non potrei essere qui a raccontarvelo.
Scusate, mi chiamano, e' il momento della medicina.

Eccomi, ho fatto tardi perche' ho dovuto simulare una partita di baseball davanti ad uno schermo spento per far divertire gli altri ospiti.

Ma finendo la mia storia...a fine colloquio, il grande capo formulo', disse e scrisse la sua diagnosi:
 soggetto ansioso, con tendenze maniaco-depressive (ma va?) e personalita' disforica, cheeee???
Disforica lo dirai a tua sorella!
In realta' era la prima volta che sentivo questo vocabolo.
Così poi A CASA MIA, dopo essere stata rilasciata con un bel: "ti raccomando eh, fai la brava!", cercai il significato di questa parola.

Probabilmente c'e' qualcosa di vero anche in quello.
Ma come disse un grande filosofo (non ricordo piu' chi per via dei neuroni in fuga):
"Mettetemi un'etichetta e mi avrete annullato"
O forse lo ha detto la T-shirt di Dolce e Gabbana?

19 commenti:

  1. E' cio' che mi chiedo dal momento dell'espulsione dall'utero di mia madre...!!!!
    Battuta a parte, mi domando cosa ci sia di poco chiaro nel mio post???
    L'unica cosa che ho fatto di "MALE" e' stata quella di volermene andare da questo pianeta.
    Mi sembrava di averlo spiegato bene, ma forse ora dovro' dubitarne.

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  2. Elviruccia...
    ho visto che non vuoi si possa visitare il tuo blog...speravo di potergli dare un'occhiata visto che hai scritto una cosa estremamente carina nei miei confronti (anche se dubitativa;-))

    Comunque: GRAZIE!
    non so esattamente per CHI sia un bene...credo per le persone che mi vogliono bene si.
    Sicuramente.
    Per il resto, inutile prendersi in giro sull'utilita' o meno delle nostre esistenze...non credi? O sei credente?

    PS
    Ma come mi hai scovato????????!!!!
    Sarebbe bello sapere un po' piu' di te:)

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  3. Ti ho scovato tramite QDG ( non commento mai il suo blog, finirei per diventare come i 342564 lettori che cercano di mettersi disperatamente in mostra)

    Non ho un blog, non amo scrivere ma leggere! :)

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  4. Se hai dato uno sguardo al mio blog avrai capito che non appartengo a quei 342564 lettori...era la prima volta che postavo lì perche' mi era piaciuto particolarmente il suo pezzo.
    Tuttavia ho notato con tristezza che quel blogger meriterebbe lettori (o commentatori) molto piu'..."evoluti" diciamo così.

    A me piace sia scrivere che leggere!:)

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  5. sei affetta da insonnia come la sottoscritta!

    ma non riesci a scrivermi via mail? ho commentato via account gmail perchè pensavo potessi contattarmi! Misteri informatici...

    elvira.morgendorffer@gmail.com! :P che non mi piace si spiattellino info troppo private sul web!

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  6. si, ne sono sempre stata affetta ma ultimamente ho motivi ben dettagliati per esserlo...

    Comunque, e' vero (come ho scritto nel mio post: "Perche' ho aperto un blog")che sono un po' negata per l'informatica, e cliccando sul tuo nome mi diceva profilo non disponibile, non pensavo alla mail di avviso!:)
    Tuttavia anche la mia e-mail e' visibile a tutti.
    Tu di me sai abbastanza per capire se volere o meno una corrispondenza, io...speravo invece di poter leggere il tuo blog per stabilirlo.

    Fortunatamente non mi e' mai fregato una mazza di cio' che gli altri possano pensare di me e comunque non c'e' ne' il numero di telefono, ne' una mia foto (ma forse potrebbe venirmi voglia di metterla) ne' il mio nome e cognome.
    Ma qualunque sforzo si possa fare,ricordati che siamo TUTTI controllati e schedati...

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  7. Certo che lo siamo tutti, controllati.

    Beh, mi spiace non avere un blog per permetterti di conoscermi meglio ma visto che il tuo scopo è conoscere persone nuove con un pò di sale in zucca, pensavo di candidarmi per una corrispondenza virtuale! ;D

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  8. è che ho provato a mandarti una mail ma forse non ti è arrivata. Avevo provato con dello humor inglese per mettermi in mostra! eheh!

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  9. adesso mi e' arrivata una tua mail( ma senza humor!) E TI HO RISPOSTO!
    Sembriamo due pazze alle quattro del mattino...
    AH! AH! AH!
    Vedremo il prossimo aggiornamento, se non moriremo su questa tastiera:)

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  10. Fatto, Te ne ho inviata una medio-corta! Baci!

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  11. Divertentissimo e condivisibile.
    Credo che la nostra società così competitiva non riesca a tollerare nessun fallimento, manco il suicidio e allora si vendica con il "reparto" (che ha assonanza con "da parte").
    Neanche io avevo presente il termine "disforia"; ho controllato e mi ci ritrovo. Visto che passo continuamente da euforia a disforia, ci sarà di sicuro un terzo termina che indica questo stato mentale, ma chissà qual è.
    Hai un bello spirito (e credo sia l'unica cosa sensata da dire su internet), ma vedo che non scrivi molto nè è possibile seguirti con il tasto "segui".
    Vabbè, vorrà dire che controllerò ogni tanto e ti leggerò su UM.

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  12. Grazie per la visita e i complimenti, come avrai capito, non amo prendermi troppo sul serio (lo ritengo un esercizio inutile o semplicemente non rientra nella mia "attitude").
    Avevo aperto questo blog per esorcizzare uno dei miei momenti "no", leggo tanti blog di svariata natura, non amo però fare il "prezzemolo" e si, puoi leggere qualche mio cazzeggio sui due a cui sono più affezionata: UM e Uomomordecane.
    Ho messo il tuo tra i preferiti perchè oltre a strapparmi un sorriso è in grado di insegnarmi qualcosa.

    Non riesco ad associare il termine suicidio con fallimento ma sarebbe un discorso troppo lungo e "serio"...
    Anche se non ti conosco ti mando un abbraccio.
    (Gli abbracci, virtuali e non, sono ancora gratuiti e fanno un gran bene per chi li dà e per chi li riceve).

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  13. Tutto quello che posso dire è che non tutti i tentati suicidi sono conseguenza di malattia mentale, spesso sono legati solo ad un momento, una fase in cui non si vede altra via d'uscita. Però è anche vero che ci sono persone davvero autolesioniste che mi fanno paura.
    Spero solo che non dovrai sentirti così disperata da pensare che non possa esistere un'alternativa e ti assicuro che tutti passiamo dei momenti "bui".

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  14. Grazie per le parole ME, so che tutti abbiamo momenti bui, ma ci sono momenti più bui del buio...in cui si decide appunto di voler staccare la spina.
    Bisogna avere paura da chi non lo dice mai in effetti e magari di colpo te lo ritrovi appeso ad una corda in garage senza sapere perchè...

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  15. Già una commentatrice che ha nella propria email 'morgendorffer' come cognome è geniale ;-)))

    Invece, a te Orsetta: questa "disforia" non mi sembra così malaccio. Per come la vedo io significa dare importanza alle situazioni e al proprio sentire più di quanto faccia abitualmente la massa. Ma è cosa errata in sé? Uhm... non potrebbe piuttosto essere una intensa celebrazione dell'istante a compensazione del fatto che la vita, invece, quando considerata in toto da una persona con un minimo di lucidità è solo un crudele scherzo del destino che uno si gioca sinché può e che finisce senza senso così come è cominciata? :-)

    L'esperienza tragica che hai narrato io spero di non farla mai: ovvero né tentativi di suicidio, né ricoveri forzati. L'ideale mio è rendere la fase maniacale continuativa e conosco gente intelligente che nonostante la propria intelligenza c'è riuscita. Trattasi forse solo di trovare una strategia attuabile nonostante le forze contrarie infinite che tirano a impedirtelo.
    Secondo me quindi SI-PUò-FAAAAAREEEE!!! (e quando avrò capito come, ti passo la dritta).

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    1. Ahahah! Hai ragione riguardo il cognome, non l'avevo notato.

      Mi piace da impazzire il tuo ideale :)
      "Rendere la fase maniacale continuativa", si può fare dici? Mmh. Aspetto la dritta allora.

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  16. Contaci. Appena ce l'ho te la comunico. Ma intanto cerca pure tu tale strategia. Ché a unire i pensieri su queste cose secondo me non li si spreca, anzi ;-)

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La Bipocrazia a oltranza permette anche agli anonimi di farfugliare di tutto in questo spazio.
Tanto l'Orsa sa come rispondere a chiunque.