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martedì 12 luglio 2011

PENFRENDLONGLASTIN

                                  


Come spiegare ai miei nipotini cos'è un pen-friend? Cos'era anzi.
Chi ha letto qualcosa di questo blog ormai avrà capito che non sono più una fanciullina e quindi ogni tanto mi vengono in mente situazioni "trapassate" nel tempo.
Avevo 17 anni quando risposi a un annuncio di amicizia su una rivista musicale di allora di cui non ricordo neanche più il nome.
In quegli anni si usava fare così, (almeno quelli tendenzialmente più orsi) non c'erano Facebook, chat-line e compagnia bella.
Sebbene ora i ragazzi abbiano 264 e passa amici su FB, io non credo che siano molti, quelli tra loro che abbiano stabilito un contatto, un'amicizia reale e soprattutto duratura con questo metodo.
Posso felicemente affermare invece che il mio pen-friend abbia rappresentato l'amicizia più significativa della mia vita, amicizia durata circa un ventennio, ovviamente, oltre al rapporto epistolare, ci siamo frequentati parecchio.
Poi è finita, come finisce ogni cosa in questa vita, incluse le biglie di vetro colorate.

Vivevamo a circa 1000 chilometri di distanza e la nostra corrispondenza diventava sempre più fitta, arrivavano a volte anche due lettere al giorno, senza seguire insomma una "risposta", avevamo un gran desiderio di conoscerci reciprocamente, tornata da scuola guardavo con gioia la cassetta delle lettere e trovando la o le sue lettere correvo su in camera a leggerle con avidità.
Era eccitante come un "contatto tra fantasmi".
Come scrisse Kafka in una sua lettera per l'amata Milena:

"La facilità di scrivere lettere – considerata puramente in teoria – deve aver portato nel mondo uno spaventevole scompiglio delle anime. È infatti un contatto fra fantasmi, e non solo col fantasma del destinatario, ma anche col proprio, che si sviluppa tra le mani nella lettera che stiamo scrivendo, o magari in una successione di lettere, dove l’una conferma l’altra e ad essa può appellarsi per testimonianza. Come sarà nata mai l’idea che gli uomini possano mettersi in contatto fra loro attraverso le lettere? A una creatura umana distante si può pensare e si può afferrare una creatura umana vicina, tutto il resto sorpassa le forze umane…".

Certo le e-mail sono molto più comode e rapide, in effetti non potrei più farne senza, ma manca quel gusto dell'attesa, quell'impugnare la mia amata Bic rigorosamente nera e corposa.
Non so, ma a volte mi vien voglia di scrivere e leggere una "lettera", riconoscendo e utilizzando "quella" scrittura  personale.  O forse mi manca solo lui...
 L'altro giorno comunque, mentre scrivevo qualcosa a penna, mi è capitato di fare i due puntini con la parentesi ed ho pensato: "ma sei impazzita"??

Voglio ricevere una lettera!
Potrei dare il mio indirizzo reale in sede privata affinchè qualcuno esaudisca questo mio tenero desiderio, anche una lettera di insulti andrebbe benissimo.


Qualcosa che presto non vedremo più.