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venerdì 8 luglio 2011

Quando finisce.

                                   


No, no, no ti prego, fa che stasera non allunghi la mano (o altro) per cercarmi.
Inizio a detestare anche il suo modo di camminare mentre mi viene incontro; cosa diavolo pensa di trasportare insieme ai suoi 75 chili di maschio insignificante?
Si, perchè adesso è così che lo vedo.
Pure mentre parla, invece di ascoltarlo mi fisso a osservare quel suo angolo destro delle labbra che va un po' in giù, come se avesse l'espressione perennemente schifata da qualcosa.
Sento di odiarlo in maniera viscerale senza un motivo particolarmente valido.
Ma cosa mi ha fatto in fondo? E' cambiato davvero così tanto in due anni? Forse sono solo incazzata perchè non lo amo più e non ricordo perchè un tempo l'amavo.
Non sopporto  più  il tono che assume mentre mi chiede: "Cos'hai?", non sopporto nemmeno che me lo chieda a dire il vero, vorrei potergli rispondere che è ora di andare a fare in culo. senza troppe spiegazioni.
Mi trattengo. Non so perchè io continui a farlo.
Forse perchè non sono ancora pronta per restare da sola, forse perchè a sprazzi sporadici intravedo l'affetto nato della nostra lontana complicità.
Un pensiero però martella costantemente la mia mente: "Io merito qualcosa di più accanto a me", non invecchierò con lui, lo sento; anzi, non arriveremo nemmeno a Natale insieme e allora perchè continuiamo a ferirci?
Basta.
E se anche oggi rientra a casa dicendo: "Cazzo di giornata di merda che ho avuto!", giuro che lo accoltello, ripulisco tutto, trascino il cadavere in giardino (non abbiamo un giardino ma è uguale), lo sotterro accanto ai gerani e mi preparo un'impepata di cozze.