"Dicono che le cose belle arrivino quando smetti di attenderle. Dicono un sacco di minchiate del resto"
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giovedì 1 dicembre 2011
Mi scappa la follia addosso.
Era un po' che non dipingevo.
Avevo deciso di fare un bel quadro "normale", che so, cielo, nuvole, mare, una donna nuda e sensuale.
Ma avevo pure deciso di bere, per una sera, dopo otto mesi di astinenza, che bella stronza eh?
Ok, ritirate pure la stima per tanta forza di volontà che per una sera ho mandato a cagare annegandola in una bottiglia di Ruhm (e tanta CocaCola).
Me lo avevano detto.
Doveva accadere.
Non voglio trovare scuse, ce ne sarebbero troppe o nemmeno una.
Diciamo che avevo una gran voglia di farmi quattro passi fuori da tutto e tutti, incluso il mio odiosissimo senso di responsabilità, l'ho fatto per fare un dispetto a lui, l'ho fatto perchè non dovevo farlo.
L'ho fatto per festeggiare l'addio di un periodo buio prima di aver trovato un lavoro nuovo fiammante che cambierà almeno in parte la mia vita (ne parlerò più in là...).
L'ho fatto e basta. E vaffanculo!
Ho fermato il tempo e i pensieri, sapete bene anche voi di cosa stia parlando.
Spengo il cellulare, non voglio comunicare con nessuno, ascolto solo la musica ma dopo un po' anch'essa appare come elemento di disturbo in questa dimensione (sì sembra impossibile ma è così).
E rido, e spargo colori e vado a pisciare e poi ritorno a sventrare la sfera più clandestina della mia psiche, (non avevo voglia di scrivere inconscio) quella che ormai galleggia sui blu, verdi, gialli, rossi e il coloresporco che viene fuori solo in certi momenti.
Immagini che si trasformano di continuo.
Il pensiero in sè è finalmente sparito. Sto bene, sto molto bene, mi sento felice di essere andata "contro le regole".
L'indomani.
Mi maledico, tachicardia, senso di vomito, la testa come se stesse tra due morsetti che un falegname nerboruto li avesse regolati per farmi vomitare il cervello dalle orecchie (sensazione gradevolissima!), ansia, sensi di colpa e tutte cose che conoscevo già e che avevo preventivato come pure il "Mai più perdio!".
Poi piano piano mi calmo, si placa pure l'autoflagellazione mentale, accetto il fatto di essere imperfetta e guardo quel quadro.
Lo guardo a lungo.
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