Vivevo ancora in Sicilia, si era conclusa da poco una mia lunga convivenza e la sensazione di leggerezza si mescolava a quella di vuoto totale.
Un vuoto che urlava di voler essere colmato in fretta; era estate e frequentavo una sera sì e una no un locale grazioso in cui si faceva anche musica e si ballava.
A volte ci andavo accompagnata, a volte da sola, non era comunque un periodo sereno.
Mi ricordo che ogni volta in quel locale, a fine serata mettevano sempre la stessa canzone per salutare tutti noi.
Già alle prime note mi infondeva un senso di tranquillità e dolcezza poetica che cancellavano tutti i pensieri fatti fino a quel momento, restituendomi un po' di libertà.
Ancora oggi ascolto sempre volentieri questa canzone che mi regala le stesse sensazioni di allora e sono molto fiera tra l'altro che sia di un cantante di Messina, come me.
Ascoltatela perchè non passa inosservata, è una sorta di "serenata" in dialetto siciliano.
Se non vi piace vi dirò, molto democraticamente, che non capite un cazzo!